Chi si ferma è perduto

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Chi si ferma è perduto

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Titolo originale

Chi si ferma è perduto

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1960
Genere Commedia
Regia Sergio Corbucci
Soggetto Bruno Corbucci, Dino De Palma, Giovanni Grimaldi, Mario Guerra, Luciano Martino
Sceneggiatura Bruno Corbucci, Dino De Palma, Giovanni Grimaldi, Mario Guerra, Luciano Martino
Interpreti e personaggi

Chi si ferma è perduto, film italiano del 1960 con Totò e Peppino De Filippo, regia di Sergio Corbucci.

Frasi[modifica]

  • Bazzecole, quisquilie, pinzellacchere.[1] (Antonio Guardalavecchia)
  • Audax Fortuna Juventus. (Antonio Guardalavecchia)
  • Questo è un asino, un ciuccio! Un ciuccio che si chiama Cavallo! (Antonio Guardalavecchia)
  • Oh, ma perché io ho una moglie ignorante, tardiva che non capisce niente? Perché? Ma che peccato ho fatto? La guerra l'ho forse fatta io, no! Sono ispettore delle tasse io, no! E allora perché, perché? (Antonio Guardalavecchia)
  • [alla moglie] Copriti! Copriti! (Giuseppe Colabona)
  • A me i telefoni! Non mi fermo né al primo e né al secondo ostacolo perché, come dice quel detto della provincia di Chiavari, chi si ferma è perduto! (Antonio Guardalavecchia)
  • Ha parlato Chiang Kai-shek! (Antonio Guardalavecchia)
  • Devo ringraziare il vostro usciere Napoleone! Viva Napoleone, viva sempre Napoleone! Allons enfant de la patrie le jour de glorie et arriveè! (Antiquario sordo Tanasi)
  • Questo da sordo è diventato scemo! (Antonio Guardalavecchia)
  • Ditta Pasquetti, trasporti perfetti! (Amilcare Pasquetti)
  • Vi trasferisco in Sardegna! Ditta Pasquetti, viaggi perfetti! (Amilcare Pasquetti)

Dialoghi[modifica]

  • Giulia Pasquetti: Lei è senza alcun vincolo?
    Antonio Guardalavecchia: Be', io sto in un vincolo cieco, cara.
  • Antonio Guardalavecchia: Gulietta, calami la scaletta.
    Giulia Pasquetti: Siedi piuttosto, e non avere fretta.
    Antonio Guardalavecchia: Ma dove seder degg'io se qui sgabel non v'è?
    Giulia Pasquetti: Siedi sul quel pendio oppur favella in piè.
    Antonio Guardalavecchia: Favellerò di botto, in piedi da qui sotto.
    Giulia Pasquetti: Che cosa domandate?
    Antonio Guardalavecchia: Domando se mi amate.
  • Antiquario Tanasi: E invece no, ci sento grazie a questi occhiali!
    Antonio Guardalavecchia: Perché lei sente con gli occhi e vede con le orecchie?
  • Giulia Pasquetti: Al verone son venuta per dirvi di non essere imprudente.
    Mio fratello sospetta, giustamente.
    E ieri sera più di un impiegato
    ha abbozzato un sorriso di ironia.
    Antonio Guardalavecchia: Non mi importa se qualcuno ha già sfacato,
    voglio solo che presto siate mia.
    Giulia Pasquetti: Mi proponete allor di essere amanti.
    Antonio Guardalavecchia: Non siamo i soli, ce ne sono tanti.
    Giulia Pasquetti: Ma un giorno mi farete vostra sposa?
    Antonio Guardalavecchia: Mia sposa? No, non posso, come oso?
    Sposare voi, un umile impegato
    morto di fame e sempre squattrinato.
    Giulia Pasquetti: Potremo fare qualche sacrificio.
    Antonio Guardalavecchia: È meglio farmi fare capufficio.[...]
    Giulia Pasquetti: Il vostro amore allora è interessato!
    Antonio Guardalavecchia: Giulietta mia, che dici? Hai equivocato.
    Io t'amo in ogni modo, questo lo sai.
    Giulia Pasquetti: Questo amore può metterci nei guai.
    Antonio Guardalavecchia: Non importa, io ti darò il mio cuore.
    Giulia Pasquetti: È troppo poco per un grande amore.
    Oltre al cuore io voglio tutto il resto.
    Antonio Guardalavecchia: Vuoi le frattaglie? Dimmi, io faccio presto.
    Giulia Pasquetti: Mio fratello mi chiama, che disdetta!
    Antonio Guardalavecchia: Che faccio, salgo su nella stanzetta?
    Giulia Pasquetti: Oh no Romeo ti prego non farlo, non è giusto!
    Antonio Guardalavecchia: Laddove c'è il periglio c'è più gusto.
  • Giuseppe Colabona: Onorate la salma di Cesare, onorate il discorso atto ad esaltare la gloria di Cesare, che Antonio qui presente, dietro nostra licenza, è incaricato di tenere. A voi Antonio.
    Antonio Guardalavecchia: Amici, concittadini, colleghi, porgetemi le orecchie vostre. Vengo per seppellire Cesare, non per lodarlo, e per dare a Cesare quel che è di Cesare, dato che da vivo non glielo abbiamo mai potuto dare. Si dirà che Cesare era un po' burbero, con un'aria scostante, ma Cesare era un uomo d'onore. Qualcuno dirà che il suo aspetto era ributtante, che era sempre ingrugnato, ma Cesare era un uomo d'onore.
  • Antonio Guardalavecchia: Voleva ubriacare mia figlia!
    Giuseppe Colabona: Voleva ubriacare mia moglie!
    Antonio Guardalavecchia: A sua moglie non c'è bisogno di ubriacarla!
  • Italia Guardalavecchia: Vergognati! Sporcaccione!
    Antonio Guardalavecchia: Italia! Italia mia!
    Giuseppe Colabona: Eh, mettiamola sul piano patriottico!
  • Amilcare Pasquetti: Guardalavecchia, davvero, questo è un bellissimo complimento che io apprezzo moltissimo. E un complimento fatto a mia sorella è un passaporto per la scima e l'amicisia!
    Antonio Guardalavecchia [imitandolo]: Non ho capito, scuci!
  • Matteo Rossi: Senta Guardalaracchia!
    Antonio Guardalavecchia: Non sono Guardalaracchia, sono Guardalavecchia!
    Matteo Rossi: La vecchia o La racchia non ha importanza!

Note[modifica]

  1. La frase è riportata in molti film di Totò. Come ad esempio Totò a colori o Fermo con le mani!.

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