Totò diabolicus

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Totò diabolicus

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Titolo originale

Totò diabolicus

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1962
Genere Commedia
Regia Steno
Sceneggiatura Vittorio Metz, R.Gianviti
Interpreti e personaggi
  • Totò: Galeazzo di Torrealta/Carlo di Torrealta/Scipione di Torrealta/Monsignor.Antonino di Torrealta/Laudomia di Torrealta/Pasquale Buonocore
  • Raimondo Vianello: Michele detto Lallo
  • Nadine Senders: donna Fiore
  • Luigi Pavese: commissario di polizia
  • Mario Castellani: Ispettore Scalarini
  • Peppino De Martino: notaio Cocuzza
  • Gianni Baghino: Gigi "lo sfregiato"
  • Stefano Vanzina: Angelo, il giardiniere
  • Pietro De Vico: paziente da operare
  • Mimmo Poli: il postino

Totò diabolicus, film italiano del 1962 con Totò, regia di Steno.

Frasi[modifica]

  • Che caro quell'Aliprandi! Non te lo ricordi Aliprandi? Quel tipo alto, bassino? Col naso? (Galeazzo di Torrealta)
  • [Rivolto al paziente durante l'operazione] E lei mi sta scocciando! Lei è un paziente che non ha pazienza, che paziente è!? Abbia pazienza! (Carlo di Torrealta)
  • [Osservando l'intestino del paziente]: Io vedo un groviglio intestinale, una poltiglia proprio schifosa. Senta, non si offenda, ma lei fa schifo internamente, sa. (Carlo di Torrealta)
  • Anche io sono un uomo, di carne ossa e cartillaggine. (Carlo di Torrealta)
  • Lei lo minimizza Diabolicus, e minimizzziamolo! (Pasquale Buonocore)
  • Ma che è matto, apra lei, metta che è un cosa di plastica, oggi li fanno con il plastico. (Pasquale Buonocore)
  • Io c'ho un capello per diavolo. (Pasquale Buonocore)
  • Io la gente non la posso vedere invecchiare. (Laudomia di Torrealta)
  • Oh mio Dio, GianFilippo aveva un tappo, non l'ho mai visto, [con voce maligna] te lo giuro. (Laudomia di Torrealta)
  • Galeazzo è morto nel periodo migliore della sua vita, una punturina... tac, ed è finito, [con voce maligna] defunto. (Laudomia di Torrealta)
  • Ah Sebastiano, morì a trent'anni, senza tappo, oh Dio! Il tappo ci entrò, una sera volle bere qualcosa di fresco, stappo una bottiglia, e fece un botto, ma un botto, che i vetri tremarono! E già perché invece di liquore, nella bottiglia, c'era nitroglicerina! Hai capito! (Laudomia di Torrealta)
  • Io qui non vengo più, la posta ve la spedisco! (Il postino)

Dialoghi[modifica]

  • Carlo di Torrealta [sente per sbaglio il polso del secondo chirurgo]: Eh! Eh... questo, questo se ne va, eh.
    Paziente: Come, professo'?
    Carlo di Torrealta: Non vorrei essere uccelo di cattivo augurio, ma questo se ne va.
    Paziente: Dove vado, professò?
    Carlo di Torrealta: E dove vado?... Là, dove vuoi andare, là, dove andate tutti quanti. Oggi tocca a te, domani a lui, domani a questo, uno alla volta ve ne dovete andare.
    Secondo chirurgo: Professore, il polso è il mio.
    Carlo di Torrealta: Allora se ne va lei! Va bene! Chi glielo ha chiesto questo polso a lei?
  • Carlo di Torrealta: Ognuno deve fare il suo mestiere. Lei, da sano, che mestiere fa?
    Paziente da operare: Il macellaio.
    Carlo di Torrealta: Eh! e io pure.
  • [Carlo sta procedendo con l'operazione]
    Secondo chirurgo: Professore, più a destra.
    Carlo di Torrealta: Aspetta, fai vedere.... sì, più a destra. Ancora?
    Secondo chirurgo: Ancora un pochino.
    Carlo di Torrealta: Pochino....
    Secondo chirurgo: NO!!
    Carlo di Torrealta: Porca miseria, guarda alle volte come succedono le disgrazie. Stavo tagliando il cuore.
  • [Carlo vede che il paziente ha un intestino troppo lungo]
    Carlo di Torrealta: Ecco il di più. Taglia questo!
    Secondo chirurgo: Professore, come al solito?
    Carlo di Torrealta: Come al solito.
    Paziente da operare: Come sarebbe?
    Carlo di Torrealta: [al paziente] No no, io dopo operato, a casa, porto sempre un fagottino, capirà, perché c'ho un gatto soriano che è una meraviglia.
    Paziente da operare: Professore, ma che dice?... e... e il mio intestino a... al gatto?
    Carlo di Torrealta: Ma che è pazzo? Sto scherzando, no? Io dò da mangiare questa schifezza al mio gatto? Il mio gatto è abituato con le mostacciole! Sa cosa le dico, che io non la opero più! Si vesta e se ne vada!
  • Notaio Cocuzza: Dalle proprietà di vostro fratello Carlo, vi sono due cliniche.
    Pasquale: Ci sono malati dentro?
    Notaio Cocuzza: E certo...
    Pasquale Buonocore: Cacciateli via tutti, io nelle cliniche ci devo sguazzare!
  • Pasquale Buonocore: Lei, dico lei, in prima persona, è proprio notaio, no?
    Notaio Cocuzza: Come no, sono notaio.
    Pasquale Buonocore: Abusivo.
    Notaio Cocuzza: Ma che abusivo...
    Pasquale Buonocore: Lei è notaio?
    Notaio Cocuzza: Sono notaio! Eh!
    Pasquale Buonocore: Con la "laura"...
    Notaio Cocuzza: Con la laurea, laurea.
    Pasquale Buonocore: Adesso si dice laurea?
  • Pasquale Buonocore: Sentite, io sono un cittadino che paga le tasse, voglio essere protetto, chiamate la polizia, carabinieri, pompieri, i bersaglieri...
    Il commissario: Signor Buonocore! Non esageri! Stia calmo! Prenda esempio da suo fratello Antonino, anche lui è in pericolo quanto voi, eppure vive tranquillo contento della nostra protezione.
    Pasquale Buonocore: E sfido io! Monsignor Antonino è un sant'uomo! Se muore va in paradiso! Ci ha il posto prenotato.
  • Generale di Torrealta: Quante volte devo dirvi che quando io fucilo gli antifascisti non voglio curiosi tra i piedi!
    Il commissario: Ma dove sono questi antifascisti?
    Generale di Torrealta: Eccoli là! [riferito alle sagome di legno di Roosevelt, Churchill, Nenni, Parri, Eisenhower, Fanfani e De Gaulle]
  • Generale Di Torrealta: Camerata, avete fatto la marcia su Roma?
    Il commissario: Veramente no.
    Generale di Torrealta: Non avete fatto la marcia su Roma e osate fare delle domande a me!? Lo sapete chi sono io, sono un sansepolcrista, dico sansepolcrista!
    Il commissario: Acqua passata, non serve più.

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