Letto a tre piazze

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Letto a tre piazze

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Titolo originale

Letto a tre piazze

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1960
Genere commedia
Regia Steno
Sceneggiatura Bruno Baratti, Sandro Continenza, Lucio Fulci, Steno, Vittorio Vighi
Interpreti e personaggi

Letto a tre piazze, film italiano del 1960 con Totò, regia di Steno.

Frasi[modifica]

  • Cara, accanto a te mi sento bollire. Professó, lei non ci crederà, ma se mi fa un uovo e me lo mette in mano io glielo faccio alla cocca. (Antonio)
  • Pronto! Parlo con la clinica "La quiete"? È quiete la clinica? (Antonio)
  • Dottore, pronto dottore... dottore poi? Puah...! In questo paese non funziona niente, neppure il dottore! (Antonio)
  • Questa è l'amante del frigorifero... cioè del fotografo ehm... del fedifrago! (Antonio)
  • Ma chi è questo una bestia? E come puzza! (Peppino Castagnano) [quando scopre Antonio Di Cosimo nel suo letto]

Dialoghi[modifica]

  • Peppino Castagnano: Tanto gentile e tanto onesta pare | la donna mia quando ella altrui saluta, | ogni lingua divien tremando muta, | e gli occhi non ardiscon di guardare...[1] [l'avvocato Vacchi guarda intensamente Amalia] e gli occhi non ardiscon di guardare,...e gli occhi non ardiscon di guardare... Avvocato Vacchi! Non la devono guardare, non la devono guardare!
    Avvocato Vacchi: Ma Dante non dice così!
    Peppino Castagnano: E vabbè lo dico io!
  • Antonio Di Cosimo: Amalia, ho saputo che hai venduto l'appartamento ad uno che vende le castagne... un castagnaro!
    Amalia: Ma che castagnaro e castagnaro?! Castagnano!
  • Il portiere [alludendo ad Antonio]: Ma chi è, un parente?
    Peppino Castagnano: Ma quale parente, che ha la faccia da parente quello lì? È...un amico della cameriera, via!
    Il portiere: E ha dormito qui?
    Peppino Castagnano: Sì, in casa mia faccio dormire chi mi pare e piace, anche gli amici della cameriera! Cammina, cammina! [Il portiere se ne va] Seh, un parente...
  • Antonio Di Cosimo: Signor Presbite!
    Il Preside: E dagli col presbite, non sono presbite!
    Antonio Di Cosimo: Porta gli occhiali!
    Il Preside: Che c'entrano gli occhiali, li porto perché non vedo bene!
    Antonio Di Cosimo: Allora è miope?
  • Peppino Castagnano: Ha lasciato inevasa la cartolina del comandante del distretto!
    Antonio Di Cosimo: Inevaso sarà lei, sa! Io non sono un evaso!
  • Tenutaria della pensione Mimosa: Ma la signorina Janette è occupata!
    Peppino Castagnano: La facciamo disoccupare, va bene!?
  • Antonio Di Cosimo [sull'aereo]: Ragazzi, so' passate le Canarie!
    Peppino Castaganano: E non c'è la fermata? [pensava di stare sull'autobus]
    Antonio Di Cosimo: Volavano da quella parte!
    Peppino Castagnano: Ah! Ma gli uccelli!
    Antonio Di Cosimo: Si! Ogni Canaria era cosi! [misurandosi l'avambraccio]
  • Pilota dell'aereo: Siamo in avaria!
    Antonio Di Cosimo: Dove siamo?
    Peppino Castagnano: Siamo in avaria!
    Antonio Di Cosimo: Ah! Siamo arrivati ad Avaria, meno male!
  • Pilota dell'aereo: Non allarmatevi! Stiamo precipitando!
    Antonio Di Cosimo: Ah! Bene!
    Peppino Castagnano: Ma come bene, stiamo precipitando!
    Antonio Di Cosimo: E chi se ne frega, oramai siamo arrivati ad Avaria!

Explicit[modifica]

[Antonio e Peppino tornano a casa sette anni dopo il loro naufragio]
Antonio Di Cosimo: Finalmente a casa!
Peppino Castagnano: Aaah, sette anni su quell'isola deserta. Quanto ho aspettato questo momento!
Antonio Castagnano: Eeeh, ma adesso il vantaggio c'è: in questi sette anni Amalia avrà avuto tutto il tempo di optare per me o per te. Suona, va'! [Peppino esegue] Hai suonato?
Peppino Castagnano: Sì...

Note[modifica]

  1. Cfr. Dante Alighieri, Vita nuova, cap. XXVI: «Tanto gentile e tanto onesta pare | la donna mia quand'ella altrui saluta, | ch'ogne lingua deven tremando muta, | e li occhi no l'ardiscon di guardare.»

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