Differenze tra le versioni di "Fernanda Pivano"

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*Sono stato molto spiacente per le omissioni e i cambiamenti suggeriti alla Signora Pivano dal curatore della Mondadori [...] Ho lasciato la decisione nelle mani di Nanda Pivano perché ha lavorato così a lungo, così intensamente, con tanto amore e tanta attenzione alla curatela e alla traduzione del testo. Desidero lasciare la decisione definitiva nelle sue mani perché dopo tutto questo libro {{NDR|Juke-Box all'idrogeno}} è forse più suo che mio. ([[Allen Ginsberg]])
*Stavo per svenire – ed è stato lì che ho protetto il corpo di Nanda. L'ho protetto dal mio, dal danno che il mio stava per fargli. La sua stretta sul mio braccio era un attestato di fiducia totale; il suo vecchio corpo malato si affidava ciecamente al mio; se fossi andato in terra in quel momento me lo sarei tirato dietro, e gli avrei fatto più danni del cancro che lo rodeva. Perciò smisi di svenire, o per meglio dire rallentai lo svenimento, sviluppando uno sforzo assurdo per restare in piedi; mi guardai intorno, vidi che c'era Valeria un passo dietro di noi, attesi che Valeria facesse quel passo, le dissi in un orecchio di mettere il suo braccio al posto del mio sotto la mano stretta della Nanda, lei lo fece, meccanicamente, senza capire perché, e a quel punto, quando il corpo della Nanda era in salvo, staccato dal mio, al sicuro, svenni sul marciapiede. L'ho salvata. [...] Io non ho mai dato retta al consiglio che la Nanda mi dava, di stare alla larga dai marmocchi. Mi piacciono troppo. E credo che quella cosa che si scrive meglio senza bambini intorno, sicuramente vera per Kerouac o per Hemingway, per me, nel mio piccolo, non funzioni. Così, quando ho potuto mi sono riunito ai miei tre figli e, sempre quando ho potuto, ne ho perfino fatto un altro. Una femmina, stavolta, dopo tre maschi. Nina. Be' , ecco cosa vi dico: il tempo per la nascita di Nina scadeva a ferragosto dello scorso anno, ma Nina non ne voleva sapere di nascere. Non era pronta. 16 agosto, 17 agosto: niente. Poi è morta la Nanda. Poi Nina è nata. È una cosa, come ho detto. E, come ho detto, potete farne quel che volete. ([[Sandro Veronesi]])
*[[Sulla strada]] fu una folgorazione, a cominciare dalla prefazione di Fernanda Pivano. Saputo che era scesa all’hotel Hassler, andai con Zaccagnini a conoscerla. Ci vestimmo da “on the road”, quasi da zingari, con gilet e tutto: non ci fecero entrare. “Ma noi abbiamo un appuntamento con la signora Pivano!”. “Eccola”. La donna che aveva scoperto la Beat Generation era una sciura con caschetto, tailleur, borsetta Gucci e filo di perle. Diventammo molto amici. Suo marito [[Ettore Sottsass]] invece era un po’ ispido. ([[Roberto D'Agostino]])
*Una donna straordinaria. Non si è mai risparmiata. ([[Dario Fo]])
*Un artista ha bisogno di avere accanto una persona così, che gli dà forza ed energia. Era una stimolatrice di idee. ([[Jovanotti]])
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