Khalil Gibran

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jibran Khalil Jibran nel 1898 circa

Kahlil Gibran (جبران خليل جبران o Jibrān Khalīl Jibrān) (1883 – 1931), poeta, pittore e filosofo libanese.

Citazioni di Kahlil Gibran[modifica]

  • Certe anime sono come spugne. Non si riesce a spremerne nulla se non quello che hanno assorbito dagli altri. (da Scritti dell'ispirazione, traduzione di E. Dornetti, Feltrinelli)
  • Credere è una bella cosa, ma mettere in atto le cose in cui si crede è una prova di forza. Sono molti coloro che parlano come il fragore del mare, ma la loro vita è poco profonda e stagnante come una putrida palude. Sono molti coloro che levano il capo al di sopra delle cime delle montagne, ma il loro spirito rimane addormentato nell'oscurità delle caverne. (da Segreti nel cuore, La tempesta, Newton Compton)
  • Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole. Canterò il tuo nome come la valle canta l'eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde. (da Le ali spezzate)
  • Ieri eravamo sottoposti ai re e chinavamo il capo dinanzi agli imperatori. Da oggi in poi, obbediremo soltanto alla verità. (citato in Deus Ex)
  • Interrogo la tristezza e scopro che non ha il dono della parola; eppure, se potesse, sono convinto che pronuncerebbe una parola più dolce della gioia. (da My Birthday, in Prose Poems)
  • La distanza che vi è tra voi e il vicino che non vi è amico è in verità più grande di quella che è tra voi e la persona che amate e che vive al di là delle sette terre e dei sette mari. Giacché nel ricordo non vi sono lontananze; e nell'oblio vi è un abisso che né la voce né l'occhio potranno mai accorciare. (da Il giardino del profeta)
  • La perplessità è l'inizio della conoscenza. (da Le parole non dette, a cura di Isabella Farinelli, Paoline)
  • Non chiamare stolto nessuno tra voi, giacché in verità noi non siamo né saggi né stolti. Siamo verdi foglie sull'albero della vita, e la vita stessa è al di là della saggezza e, certo, al di là della stoltezza. (da Il Giardino del Profeta)
  • Perfino le mani che intrecciano corone di spine sono migliori delle mani che restano inattive. (da Tutte le poesie e i racconti)
  • Quando arrivai in questo posto, la Terra era informe e vuota; l'oscurità ammantava i fondali e lo Spirito di Dio si portò sulla superficie delle acque. (da Segreti nel cuore, La tempesta, Newton Compton)
  • Quando [...] ci rivolgiamo l'uno all'altro per chiedere consiglio, riduciamo il numero dei nostri nemici. (da Le parole dell'amicizia, a cura di Isabella Farinelli, Paoline)
  • Un funerale tra gli uomini è forse una festa di nozze tra gli angeli. (da Le parole dell'amore, a cura di Isabella Farinelli, Paoline)
  • Vivere nella mente è una schiavitù, fino a che non sia diventata una parte del corpo. (da Scritti dell'ispirazione)

Il Profeta[modifica]

Incipit[modifica]

Originale[modifica]

Almustafa, the chosen and the beloved, who was a dawn unto his
own day, had waited twelve years in the city of Orphalese for his ship
that was to return and bear him back to the isle of his birth.

[The Prophet, 1923]

I Traduzione[modifica]

Almustafa, l'eletto e il benamato, aurora del suo stesso giorno,
aveva atteso dodici anni nella città di Orfalese la nave che doveva
tornare e riportarlo all'isola dei suoi natali.

[Demetra, traduzione di Francesco Franconeri]

II Traduzione[modifica]

Almustafa, l'eletto e l'amato, come un'alba verso il suo giorno,
dodici anni aveva atteso nella città di Orfalese che ritornasse la sua
nave e lo riportasse nella sua isola nativa.

[Newton Compton, traduzione di Tommaso Pisanti]

III Traduzione[modifica]

Almustafà, l'eletto e l'amato, come un'alba verso il suo giorno,
aveva atteso dodici anni nella città di Orfalese
il ritorno della nave che doveva riportarlo all'isola nativa.

[SE, traduzione di Piera Oppezzo]

IV Traduzione[modifica]

al-Muṣṭafà, l'eletto e l'amato, lui che fu un'alba nel suo giorno, dodici anni aveva atteso nella città di Orphalese che la sua nave tornasse per ricondurlo nell'isola della sua nascita.

[San Paolo Edizioni, 2005, traduzione di Francesco Medici]

V Traduzione[modifica]

Almustafa, l'eletto e l'amato, come un'alba nel suo giorno, aveva atteso dodici anni nella città di Orfalese la sua nave per ritornare nell'isola nativa.

[TEA Edizioni, 1968, traduzione di Gian Piero Bona]

Citazioni[modifica]

  • Alcuni di voi dicono: "È il vento del nord che ha tessuto i vestiti che portiamo." E io vi dico, sì, che è stato il vento del nord. Ma la vergogna è stata il suo telaio e la mollezza la sua trama. E quando fu compiuta la fatica, il vento allora rise in mezzo alla foresta.
  • Allora Almitra di nuovo parlò e disse: Che cos'è matrimonio, maestro? E lui rispose dicendo: Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre. Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni. E insieme nella silenziosa memoria di Dio. Ma vi sia spazio nella vostra unione. E tra voi danzino i venti dei cieli. Amatevi l'un l'altro, ma non fatene una prigione d'amore: Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime. Riempitevi l'un l'altro le coppe, ma non bevete da un'unica coppa. Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane. Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo, come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale. Donatevi il cuore, ma l'uno non sia di rifugio all'altro, poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori. E siate uniti, ma non troppo vicini; Le colonne del tempio si ergono distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro.
  • Amare la vita attraverso la fatica è penetrarne il segreto più profondo.
  • Ascolta la donna quando ti guarda, non quando ti parla.
  • Che ci siano spazi liberi nella vostra vita in comune.
  • Come la foglia non ingiallisce senza la muta complicità di tutta la pianta, così il malvagio non potrà nuocere senza il tacito consenso di tutti voi. Voi non potete separare il giusto dall'ingiusto e il buono dal cattivo; perché stanno mescolati insieme al cospetto del sole, come insieme sono tessuti il filo bianco e il filo nero. E, se il filo nero si spezza, il tessitore dovrà esaminare la tela da cima a fondo e proverà di nuovo il suo telaio.
  • Del bene in voi io posso parlare, ma non del male. Perché cos'è il male se non un bene torturato dalla propria fame e dalla propria sete?
  • E che cos'è la verità pronunciata se non l'ombra della verità che è inespressa?
  • E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia, poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
  • E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno scavato dal coltello?
  • E quando addentate una mela, ditele nel vostro cuore: I tuoi semi vivranno nel mio corpo, i tuoi germogli futuri sbocceranno nel mio cuore, la loro fragranza sarà il mio respiro, e insieme gioiremo in tutte le stagioni...[1]
  • E quando l'ombra dilegua e se ne va, la luce che si accende diventa ombra per altra luce. E così la vostra libertà, quando spezza le sue catene, diventa essa stessa catena di una più grande libertà.
  • E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.
  • È sempre accaduto che l'amore abbia ignorato quanto fosse profondo fino al momento del distacco.
  • E voi, giudici, che pretendete di essere giusti, che pena infliggerete a chi uccide nella carne ed è ucciso lui stesso nello spirito?
  • Fate allora che ciascuna stagione racchiuda tutte le altre, e il presente abbracci il passato con il ricordo ed il futuro con l'attesa.
  • Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.
  • I vestiti coprono gran parte della vostra bellezza ma non nascondono ciò che non è bello.
  • Il lavoro è l'amore reso visibile.
  • Il maestro se egli davvero è saggio non vi invita ad entrare nella casa della sua sapienza, ma vi guida sulla soglia della vostra mente.
  • Il meglio di voi sia per il vostro amico. Se egli deve conoscere il riflusso della vostra marea, fate in modo che ne conosca anche il flusso.
  • Il piacere è un canto di libertà, ma non è la libertà. È la fioritura dei vostri desideri, ma non è il loro frutto.
  • Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta ed il battito del cuore di chi ascolta.
  • I tuoi figli non sono tuoi figli. Sono i figli e le figlie della fame che la Vita ha di sé stessa... Cercherete d'imitarli, ma non potrete farli simili a voi.
  • Il vostro amico è i vostri bisogni esauditi.
  • Il vostro corpo è l'arpa dell'anima e sta a voi trarne dolce musica oppure suoni confusi.
  • In verità, quella che voi chiamate libertà è la più forte di queste catene, anche se i suoi anelli brillano al sole e vi abbagliano gli occhi.
  • L'amore non dà altro che se stesso e non prende niente se non da sé.
  • L'io è un mare sconfinato e immisurabile.
  • La bellezza è l'eternità che si mira in uno specchio.
  • La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio?
  • La vostra casa è il vostro corpo più grande.
  • La vostra anima è un campo di battaglia, sul quale il giudizio e la ragione fanno la guerra al desiderio e alla passione.
  • La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera, e il pozzo da cui scaturisce il vostro riso è stato sovente colmo di lacrime.
  • La vostra sofferenza è il rompersi del guscio che chiude la vostra conoscenza. Come il nocciolo del frutto deve rompersi perché il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore. E se voi sapeste in cuore la meraviglia dei prodigi quotidiani della vita, la sofferenza non vi stupirebbe meno della gioia.
  • Misurarvi dalla vostra azione più meschina è come calcolare la potenza dell'oceano dalla fragilità della sua schiuma.
  • Non dite: "Ho trovato la verità", ma piuttosto: "Ho trovato una verità".
  • Potete essere liberi solo se il desiderio di ricercare la libertà diventa pratica per voi, e se cessate di parlarne come di un fine e di un compimento.
  • Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore della morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
  • Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.
  • Quando vi separate dall'amico, non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna appare più chiara dalla pianura.
  • Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potete contenere.
  • Sarai completamente in pace con il tuo nemico solo quando morirete entrambi.
  • Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita. Perché vita e morte sono una cosa sola, così come il fiume e il mare.
  • Se l'amore vi chiama seguitelo, anche se ha vie lunghe e tortuose.
  • Una voce non può trascinare con sé la lingua e le labbra che le hanno dato le ali.
  • Tu sei un bel pensiero, la cosa più sublime che possa essere stretta da una mano. Tu sei una canzone ricorrente nei miei sogni.
  • Voi parlate quando cessate di essere in pace coi vostri pensieri.

La Voce del Maestro[modifica]

Incipit[modifica]

Sono venuto a dire una parola, e la dirò ora. Ma se la morte me l'impedirà sarà detta dal Domani, giacché il Domani non lascia mai un segreto nel libro dell'Eternità. Sono venuto a vivere nella gloria dell'Amore e nella luce della Bellezza, che sono I riflessi di Dio. Sto qui, vivente, e non potrò essere esiliato dal dominio della vita, giacché attraverso la mia vivente parola io vivrò anche in morte. Vengo qui per stare per tutti e con tutti e ciò che faccio oggi nella mia solitudine sarà riecheggiato domani dalle moltitudini. Ciò che dico ora con un cuore solo sarà detto domani da migliaia di cuori.

Citazioni[modifica]

  • Amico mio, non essere come quello che siede presso il suo camino e guarda il fuoco che si spegne per poi soffiare, vanamente, sulle morte ceneri. Non rinunciare alla speranza, non abbandonarti alla disperazione a causa di ciò che è passato, giacché rimpiangere l'irrecuperabile è la peggiore delle umane debolezze.
  • Cercate il consiglio degli anziani, giacché I loro occhi hanno fissato il volto degli anni e le loro orecchie hanno ascoltato le voci della Vita.
  • Chi non chiede mai consiglio è un insipiente. La sua stoltezza lo fa cieco alla Verità e lo rende cattivo, orgoglioso, pericoloso per ogni altro uomo.
  • Conoscenza e comprensione sono le fide compagne della vita, che non si riveleranno mai insincere con te.
  • Conoscete quale sia il vostro vero valore, e non vi perderete.
  • Il sapere è il solo bene che i tiranni non possono alienare. Solo la morte può oscurare la luce della conoscenza che è dentro di te. La vera ricchezza di una nazione non è nel suo oro e argento, ma nel sapere, nella saggezza e nella rettitudine dei suoi figli.
  • L'amicizia con l'ignorante è cosa non meno sciocca che il ragionare con un ubriaco.
  • L'Amore ci passa accanto, rivestito di soavità; ma noi fuggiamo via impauriti, o andiamo a nasconderci nelle tenebre; o, ancora, l'inseguiamo per far del male in suo nome. Anche il più saggio tra noi si piega sotto il formidabile peso d'Amore; eppure esso è, in verità, leggero come la brezza lieve del Libano.
  • L'Anima della Musica è quella dello Spirito, e il suo sentire è quello del Cuore.
  • La Ragione senza il sapere è come un terreno non arato, o come un corpo umano cui manchi il nutrimento.
  • Quando avete bene afferrato un problema, affrontatelo con risolutezza, giacché è questa la via dei cuori forti.
  • Saggio è chi ama e riverisce Iddio. Il merito di un uomo sta nella sua sapienza e nei suoi atti, non nel suo colore, nella fede, nella stirpe, nell'ascendenza familiare. La conoscenza è la tua vera patente di nobiltà, e non importa chi sia il padre tuo e di quale stirpe egli sia.
  • Se non distinguete il granello nel vostro occhio, non potrete certo scorgerlo nell'occhio del vostro vicino.
  • Ti amo, fratello, chiunque tu sia, sia che tu t'inchini nella tua chiesa, o t'inginocchi nel tuo tempio, o preghi nella tua moschea. Tu ed io siamo figli di una sola fede, giacché le diverse vie della religione non sono che le dita dell'amorevole mano di un solo Essere Supremo, una mano tesa verso tutti, che offre a tutti l'interezza dello spirito, ansiosa di accogliere tutti. Dio vi ha dato uno spirito sulle cui ali librarvi nell'esteso firmamento dell'Amore e della Libertà. Non è penoso allora che voi spezziate con le vostre stesse mani le vostre ali e tolleriate che la vostra anima strisci come un insetto sopra la terra?
  • [Il Primo Bacio] è l'unione di due fiori odorosi; e la mescolanza delle loro fragranze verso la creazione di un terza anima
  • [Il Primo Bacio] è il vincolo che unifica l'estraneità del passato con la luminosità del futuro
  • [Il Matrimonio] è l'anello d'oro di una catena il cui inizio è dato da uno sguardo, e il cui termine è l'Eternità
  • [Il Matrimonio] è quella più alta unità che fonde le unità separate all'interno dei due spiriti

[Kahlil Gibran, La Voce del Maestro, traduzione di Tommaso Pisanti, Newton Compton]

Sabbia e spuma[modifica]

Incipit[modifica]

Originale[modifica]

I am forever walking upon these shores,
Betwixt the sand and the foam,
The high tide will erase my foot-prints,
And the wind will blow away the foam.
But the sea and the shore will remain
Forever.

[Sand and Foam, 1926]

I Traduzione[modifica]

Per sempre camminerò su questi lidi,
Tra la sabbia e la spuma,
L'alta marea cancellerà le mie orme,
E il vento soffierà via la spuma.
Ma il mare e la spiaggia dureranno.
Per sempre
.

[Kahlil Gibran, Sabbia e spuma, traduzione di Tommaso Pisanti, Newton Compton]

II Traduzione[modifica]

Per sempre me ne andrò per questi lidi,
Tra la sabbia e la schiuma del mare,
L'alta marea cancellerà le mie impronte,
E il vento disperderà la mia schiuma.
Ma il mare e la spiaggia dureranno
In eterno
.

[Kahlil Gibran, Sabbia e onda, traduzione di Lia Lopes Pegna, Guanda]

Citazioni[modifica]

  • Alcuni dei nostri figli sono le nostre giustificazioni, altri sono solo i nostri rimpianti.
  • Amico, tu e io rimarremo stranieri alla vita, e l'uno all'altro, e ciascuno a se stesso, fino al giorno in cui tu parlerai e io ascolterò credendo di ascoltare la mia voce; e fino a quando non starò dinnanzi a te pensando di essere davanti a uno specchio. (2006)
  • C'è nel mio cuore più di quel che ho sulle labbra, c'è nel mio desiderio più di quel che ho tra le mani.
  • Chi più desidera vive più a lungo.
  • Chi sa ascoltare la verità non è da meno di colui che la sa esprimere.
  • Chi ti dà una serpe quando chiedi un pesce, può darsi abbia solo serpi da dare. La sua, dunque, è generosità.
  • Ciò che è più amaro, nel dolore di oggi, è il ricordo della gioia di ieri.
  • Come potrà disiggillarsi il mio cuore senza spezzarsi?
  • Datemi il silenzio e sfiderò la notte.
  • Disse una volpe inseguita da venti cacciatori a cavallo con una muta di venti cani: "Ovvio, mi uccideranno. Ma che poveri stupidi devono essere. Di sicuro non varrebbe la pena che venti volpi, a cavallo di venti asini, accompagnate da venti lupi, si mettessero a dar la caccia ad un solo uomo per ucciderlo."
  • È strano come tutti difendiamo i nostri torti con più vigore dei nostri diritti.
  • Esiste una colpa più grave di quella di aver coscienza delle altrui colpe.
  • Forse gli angeli sono le nostre idee migliori vaganti nello spazio.
  • Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.
  • Gli inganni qualche volta riescono, ma vanno sempre incontro al suicidio. (2006)
  • I poeti intingono la penna nel nostro cuore e pensano d'essere ispirati!
  • Il desiderio è metà della vita; l'indifferenza è già metà della morte.
  • Il diavolo morì il giorno stesso in cui tu nascesti. Non occorre quindi che tu attraversi l'inferno per incontrare un angelo. (2006)
  • Il disaccordo può essere il coltello più corto fra due menti.
  • Il genio non è che un canto di pettirosso all'inizio di una primavera tardiva.
  • Il grand'uomo ha due cuori: l'uno sanguina, l'altro sopporta.
  • Il paradiso è là, dietro quella porta, ma ho perso la chiave. Forse ho solo dimenticato dove l'ho messa.
  • Il pensiero è sempre la pietra d'inciampo della poesia.
  • Il ricordo è un modo di incontrarsi.
  • Il silenzio dell'invidioso fa molto rumore.
  • In verità non devi nulla ad alcuno. Devi tutto a tutti.
  • L'amicizia è sempre una dolce responsabilità, ma non è mai un'opportunità.
  • L'amore che non si rinnova ogni giorno diventa un'abitudine e si trasforma in schiavitù.
  • L'arte è un passo che dalla natura va verso l'Infinito.
  • L'invidioso mi loda senza saperlo.
  • L'oblio è una forma di libertà.
  • L'onore della vittima è di non essere l'assassino. (2006)
  • L'ovvio è quello che non si vede mai finché qualcuno non lo esprime con la massima semplicità.
  • L'umanità è un fiume di luce che scorre dall'esterno verso l'interno.
  • L'uomo è due uomini; l'uno è sveglio nel buio, l'altro è addormentato nella luce.
  • La fede è un'oasi nel cuore, dove non giungerà mai la carovana del pensiero.
  • La generosità non consiste nel donare a me ciò che è necessario a me più che a te, ma nel donare a me quel che è necessario più a te che a me.
  • La mia solitudine è iniziata quando gli uomini hanno elogiato i miei verbosi difetti e hanno biasimato i miei silenziosi pregi.
  • La nostra mente è una spugna; il nostro cuore è un fiume. Non è strano che la maggior parte di noi preferisca assorbire anziché correre?
  • La perla è un tempio costruito dal dolore attorno a un granello di sabbia. Quale anelito ha costruito i nostri corpi ed intorno a quali granelli?
  • La pietà è solo metà della giustizia.
  • La poesia non è un modo di esprimere un'opinione. È un canto che sale da una ferita sanguinante o da labbra sorridenti.
  • La realtà dell'altro non è in ciò che egli ti rivela, ma in ciò che non può rivelarti. Perciò, se vuoi capire l'altro, non ascoltare ciò che egli ti dice, ma piuttosto a ciò che egli non dice.
  • La saggezza è poesia che canta nella mente.
  • La saggezza non è più saggezza quando diviene troppo orgogliosa per piangere, troppo grave per ridere, e troppo piena di sé per cercare altro che se stessa.
  • La solitudine è una tempesta silenziosa che spezza tutti i nostri rami morti.
  • La verità bisogna conoscerla sempre, e dirla solo a volte.
  • Le parole sono eterne. Pronunciandole, scrivendole, sii consapevole della loro eternità.
  • Le rane possono anche strepitare più dei tori, ma non sanno tirare l'aratro nel campo né girare la ruota del torchio, e con la loro pelle non si fanno scarpe.
  • Le tartarughe potrebbero raccontare, delle strade, più di quanto non potrebbero le lepri.
  • Metà di ciò che dico è insensato: ma lo dico perché l'altra metà possa raggiungervi.
  • Mi dicono: "Se conoscessi te stesso conosceresti tutti gli uomini". Rispondo: "Solo cercando tutti gli uomini conoscerò me stesso".
  • Nascita e morte son le due più nobili manifestazioni di coraggio.
  • Nemmeno lo spirito più alato può sfuggire alla necessità fisica.
  • Non c'è desiderio ardente che rimanga inappagato.
  • Non confondere il dono che in realtà è un insulto ed il dono come pegno di rispetto.
  • Non mascherare i tuoi difetti con le virtù acquisite. Preferisco i difetti: sono simili ai miei.
  • Non potremo comprenderci finché non ridurremo la lingua a sette parole.
  • Non puoi giudicare nessuno al di là di quanto conosci di lui; ed è ben poco quel che tu ne conosci.
  • Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.
  • Non sono mai stato d'accordo con me stesso totalmente. La verità della questione sembra giacere tra me e me.
  • Ogni uomo ama due donne: una è creata dalla sua immaginazione, l'altra non è ancora nata.
  • Ogni drago genera un S. Giorgio che lo uccide.
  • Persino le maschere della vita sono maschere di un mistero più profondo.
  • Più saggio sarebbe per lo zoppo di non spezzare le sue grucce sulla testa del suo nemico.
  • Preferirei essere il più misero tra gli uomini e avere con me i miei sogni e il desiderio di volerli soddisfare, piuttosto che essere l'uomo più grande della terra e non avere né sogni né desideri.
  • Quand'è un piacere amare il prossimo, non è più una virtù.
  • Quando gioia e dolore diventano grandi il mondo diventa piccolo.
  • Quant'è nobile il cuore triste che vuole cantare un canto gioioso con cuori gioiosi. (2005)
  • Sarai completamente in pace con il tuo nemico solo quando morirete entrambi.
  • Se il tuo cuore è un vulcano, come puoi sperare che nella tua mano sboccino i fiori?
  • Se riveli al vento i tuoi segreti, non devi poi incolpare il vento di rivelarli agli alberi.
  • Se un albero scrivesse l'autobiografia, non sarebbe diversa dalla storia di un popolo.
  • Se vedi solo ciò che la luce rivela e odi solo ciò che il suono annuncia, allora in verità non vedi e non senti.
  • Se vuoi possedere non devi pretendere.
  • Siamo tutti prigionieri, ma alcuni si trovano in celle con finestre, altri senza.
  • Solo chi ha segreti nel cuore potrà indovinare i segreti del nostro cuore.
  • Solo l'idiota e il genio infrangono le leggi fatte dall'uomo; e sono più vicini al cuore di Dio.
  • Spesso ci indebitiamo con il futuro per pagare i debiti con il passato.
  • Spesso ho odiato per difendermi; ma se fossi stato più forte non sarei ricorso a quest'arma.
  • Tu bevi vino per ubriacarti; io lo bevo perché mi renda sobrio da quell'altro vino.
  • Tutte le nostre parole non sono che briciole cadute dal banchetto dello spirito.
  • Un'esagerazione è una verità che ha perso la calma.
  • Un fatto è una verità asessuata.
  • Un timido insuccesso è più nobile di un successo sfacciato. (2006)

[Kahlil Gibran, Sabbia e spuma, traduzione di Tommaso Pisanti, Newton Compton]

Massime spirituali[modifica]

Incipit[modifica]

Ho scoperto il segreto del mare meditando su una goccia di rugiada.

Citazioni[modifica]

  • Chi crea non presta attenzione a chi lo critica, a meno che non diventi arido inventore.
  • Chi non riesce a capire il carattere di Socrate è incantato da Alessandro, quando non comprende Virgilio, elogia Cesare; se alla sua mente sfugge il pensiero di Laplace, suona il corno e fa rullare i tamburi per Napoleone. Ed io ho notato che nelle menti di coloro che ammirano Alessandro, Cesare o Napoleone si trova sempre un po' di servilismo.
  • Dio ha messo in ogni anima un apostolo che ci possa guidare su un sentiero illuminato. Eppure molti cercano la vita dall'esterno, inconsapevoli del fatto che essa è dentro di loro.
  • Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride, dall'orgoglio che non s'inchina davanti a un bambino.
  • Dove potrò trovare un uomo che sia guidato dalla ragione invece che dalle consuetudini e dalle necessità?
  • Il cantore non può dilettarci, se egli stesso non trova delizia nel proprio canto.
  • Il commercio è ladrocinio se non è scambio.
  • Il compito della filosofia è quello di trovare la via più breve tra due punti.
  • Il dubbio o la fiducia che hai nel prossimo, sono strettamente connessi con i dubbi e la fiducia che hai in te stesso.
  • Il matrimonio può essere la morte o la vita, non ci sono vie di mezzo.
  • Il migliore fra gli uomini è colui che arrossisce quando lo lodi e rimane in silenzio quando lo diffami.
  • Il ricordo è una pietra che ostacola il cammino della speranza.
  • L'amore, come la morte, cambia tutto.
  • L'amore e il vuoto, in noi, sono come i flussi delle maree.
  • L'entusiasmo è un vulcano sul cui cratere non cresce mai l'erba della esitazione.
  • L'istruzione non sparge semi dentro di noi, ma fa sì che i nostri semi germoglino.
  • L'ottimista vede la rosa e non le spine; il pessimista si fissa sulle spine, dimentico della rosa.
  • La divisione che separa il saggio dal folle è più sottile della tela del ragno.
  • La fede è conoscenza nel cuore, oltrepassa il potere della dimostrazione.
  • La forza e la tolleranza sono compagne.
  • La giovane donna libanese è come la sorgente che sprizza dal cuore della terra e scorre per le valli serpeggianti. Dal momento che non trova una foce nel mare, si trasforma in un calmo lago sulla cui superficie che cresce si riflettono le stelle e la luna scintillante.
  • La miseria si nasconde nei pensieri prima di arrendersi al portafogli.
  • La paura dell'inferno è essa stessa inferno, ed è paradiso il solo desiderio del paradiso.
  • La penna è uno scettro, ma come sono pochi i re tra gli scrittori!
  • La poesia è il segreto dell'anima; perché rovinarla con le parole?
  • La poesia è la luce di un lampo; quando è solo un accostamento di parole diventa semplice composizione.
  • La povertà è un'indisposizione momentanea, ma la ricchezza è una malattia cronica.
  • La verità è figlia dell'ispirazione; analisi e dibattito ci tengono lontani dalla Verità.
  • La verità che ha bisogno di prove è solo mezza verità.
  • La virtù di qualche ricco sta nell'insegnarci a disprezzare la ricchezza.
  • Le massime rimangono insignificanti finché non si concretizzano in abitudini.
  • Le persecuzioni non fanno soffrire il giusto, né egli è distrutto dalle oppressioni, se si trova sul lato giusto della verità. Socrate sorrideva bevendo il veleno; e Stefano faceva lo stesso mentre lo lapidavano. Ciò che davvero fa male, è la nostra coscienza che soffre se le siamo contro, e muore se la tradiamo.
  • Mi dicono: se trovi uno schiavo addormentato, non svegliarlo, forse sta sognando la libertà. Ed io rispondo: se trovi uno schiavo addormentato, sveglialo e parlagli della libertà.
  • Nessuno crede a chi è sincero, tranne l'onesto.
  • Non confondere il dono che in realtà è un insulto ed il dono come pegno di rispetto.
  • Non si progredisce cercando di migliorare ciò che è già stato fatto, bensì cercando di realizzare ciò che ancora non esiste.
  • Più si dona, più diminuiscono gli amici.
  • Quando ho scritto sulla mia porta: "Lasciate fuori le tradizioni, prima di entrare", neanche un'anima ha osato venirmi a visitare o aprire la porta.
  • Se esistessero due uomini perfettamente uguali, il mondo non sarebbe grande abbastanza per accoglierli entrambi.
  • Se vuoi essere più vicino a Dio, stai più vicino alla gente.
  • Una volta un uomo sedette alla mia tavola e mangiò del mio pane e bevve del mio vino e se ne andò ridendo di me. Poi tornò in cerca di pane e di vino, e lo respinsi; e gli angeli risero di me.
  • Molte persone che conoscono il prezzo di ogni cosa, ne ignorano del tutto il valore.
  • La libertà di chi se ne vanta, è schiavitù.

[Kahlil Gibran, Massime spirituali, traduzione di Francesca Ciullini, Newton Compton]

Le Tempeste[modifica]

Incipit[modifica]

Una notte, in cui la nebbia offuscava la luce delle stelle turbando la quiete del luogo, mi ritrovai a percorrere in tutta solitudine l'oscura valle della vita, tra resti di ossa e cadaveri. Lì, lungo rive del fiume del sangue e delle lacrime, il cui fluire è come lo strisciare del serpente velenoso, la cui andatura è simile ai sogni dei criminali, mi fermai, con lo sguardo perso nel vuoto, ad ascoltare gli spiriti mormorare.

Citazioni[modifica]

  • Il mondo è schiavo della vita, vi si assoggetta facendo sì che le giornate siano caratterizzate dall'umiliazione e dalla degradazione e le notti siano tormentate da spargimenti di sangue e di lacrime.
  • L'umanità è un fiume cristallino che procede impetuoso intonando il suo canto, portando con sé i segreti del monte fino al profondo mare.
  • La vita è l'energia che accompagna la giovinezza, la serietà che segue la maturità, la saggezza che segue la vecchiaia.

[Kahlil Gibran, Le Tempeste, traduzione di Valentina Colombo, Feltrinelli]

Il folle[modifica]

Incipit[modifica]

Originale[modifica]

You ask me how I became a madman. It happened thus: One day, long before many gods were born, I woke from a deep sleep and found all my masks were stolten, – the seven masks I have fashioned and worn in seven lives, – I ran maskless trough the crowded streets shouting. «Thieves, thieves, the curséd thieves».
Men and women laughed at me and some ran to their houses in fear of me.
And when I reached the market place, a youth standing on a house-top cried, «He is a madman». I looked up to behold him; the sun kissed my own naked face for the first time. For the first time the sun kissed my own naked face and my soul was inflamed with love for the sun, and I wanted my masks no more. And as if in a trance I cried, «Blessed, blessed are the thieves who stole my masks».
Thus I became a madman.

Isabella Farinelli[modifica]

Mi chiedi in quale modo io sia divenuto folle. Accadde così: Un giorno, assai prima che molti dèi fossero generati, mi svegliai da un sonno profondo e mi accorsi che erano state rubate tutte le mie maschere – le sette maschere che in sette vite avevo forgiato e indossato –, e senza maschera corsi per le vie affollate gridando: «Ladri, ladri, maledetti ladri».
Ridevano di me uomini e donne, e alcuni si precipitarono alle loro case, per paura di me.
E quando giunsi nella piazza del mercato, un giovane dal tetto di una casa gridò: «È un folle». Volsi gli occhi in alto per guardarlo; per la prima volta il sole mi baciò il volto, il mio volto nudo. Il sole baciava per la prima volta il mio viso scoperto e la mia anima avvampata d'amore per il sole, e non rimpiangevo più le maschere. E come in trance gridai: «Benedetti, benedetti i ladri che hanno rubato le maschere».
Fu così che divenni folle.

Citazioni[modifica]

  • Dissi una volta a uno spaventapasseri: «Devi essere stanco di stare in questo campo solitario».
    E lui disse: «La gioia di spaventare è profonda e durevole, e non me ne stanco mai». (p. 15)
Once I said to a scarecrow, «You must be tired of standing in this lonely field».
And I said, «The joy of scaring is a deep and lasting one, and I never tire of it».
(p. 14)
  • Ieri sera, sui gradini di marmo che conducono al Tempio, ho visto una donna seduta tra due uomini. Un lato del suo volto era pallido, l'altro avvampava. (p. 51)
Yestereve, on the marble steps of the Temple. I saw a woman sitting between two men. One side of her face was pale, the other was blushing. (p. 50)

[Kahlil Gibran, Il folle, a cura di Isabella Farinelli, Oscar Mondadori]

Note[modifica]

  1. Citato in Anna Villarini, ‎Giovanni Allegro, Prevenire i tumori mangiando con gusto, Sperling & Kupfer, Milano, 2010, p. 239. ISBN 978-88-200-4681-1

Bibliografia[modifica]

  • Kahlil Gibran, Il Profeta, traduzione di Francesco Franconeri, Demetra, 1999.
  • Kahlil Gibran, Il Profeta, nuova edizione curata e tradotta da Francesco Medici, con i manoscritti e le illustrazioni originali dell'Autore, testo originale inglese a fronte, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2005.
  • Kahlil Gibran, Sabbia e schiuma, in Il Profeta, traduzione e cura di Francesco Franconeri, Giunti, 2006.
  • Kahlil Gibran, La tempesta. Sabbia e schiuma, traduzione di Giovanna Francesca Brambilla, Baldini Castoldi Dalai, 2005.
  • Kahlil Gibran, Tutte le poesie e i racconti, introduzione di Tommaso Pisanti, Newton Compton, Roma 1993.
  • Kahlil Gibran, Le tempeste, traduzione di Valentina Colombo, Feltrinelli, Milano 2000.
  • Kahlil Gibran, Il folle, a cura di Isabella Farinelli, Oscar Mondadori, Milano 1991. ISBN 88-04-35038-5

Altri progetti[modifica]

Questa è una voce in vetrina. Clicca qui per maggiori informazioni 
Medaglia di Wikiquote
Questa è una voce in vetrina, il che significa che è stata identificata come una delle migliori voci prodotte dalla comunità.
È stata riconosciuta come tale il giorno 12 gennaio 2006.
Naturalmente sono ben accetti suggerimenti e modifiche che migliorino ulteriormente il lavoro svolto.

Segnalazioni · Criteri · Elenco voci in vetrina