Proverbi genovesi

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Raccolta di proverbi genovesi.

  • A bella de Torriggia | con sento galanti a l'e morta figgia. o | tûtti â voean e nisciun â piggia.[1]
La bella di Torriglia con cento amanti morì fanciulla. o Tutti la vogliono nessuno la piglia.
  • Chi no cianze no tetta.[2]
Chi non piange non poppa.
Chi non si lamenta non ottiene nulla.
  • Chi vêu vedde un cattivo fasse arraggiâ un bon [3]
Chi vuol vedere un cattivo, faccia arrabbiare un buono.
  • Dovve i Zeneixi vàn, 'n'ätra Zena fan.[4]
Dove vanno i genovesi, fanno un'altra Genova.
  • No ghé bella roeuza chi no divente un grattacû.[5]
Non c'è bella rosa che non diventi un cinorrodo.

Note[modifica]

  1. Citato e tradotto in Staglieno, Proverbi genovesi, p. 2.
  2. Citato e tradotto in Staglieno, Proverbi genovesi, p. 60.
  3. Citato e tradotto in Piero Raimondi, Proverbi genovesi, Aldo Martello Editore, Milano, 1968, [1] p. 97.
  4. Citato in Ferrando, p. 62
  5. Citato in Staglieno, Proverbi genovesi, p. 60.

Bibliografia[modifica]

  • Nelio e Ivana Ferrando, I proverbi dei genovesi, Sagep, Genova, 1984. ISBN 88-7058-114-4
  • Marcello Staglieno, Proverbi genovesi, Con i corrispondenti in latino ed in diversi dialetti d'Italia raccolti da Marcello Staglieno, presso Gerolamo Filippo Garbarino Editore Libraio, Genova, 1869, [2]