Oscar Wilde

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Oscar Wilde

Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde (1854 – 1900), scrittore e poeta irlandese.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi: Il ritratto di Dorian Gray.

Citazioni di Oscar Wilde[modifica]

  • Buona parte della mia perversione morale è dovuta al fatto che mio padre non mi permise di diventare cattolico. L'aspetto artistico della Chiesa e la fragranza dei suoi insegnamenti mi avrebbero guarito dalle mie degenerazioni. Ho intenzione di esservi accolto al più presto.[1]
  • Definizione di pompelmo: un limone cui si è presentata un'occasione e ha saputo approfittarne.[2]
  • Ho scritto quando non conoscevo la vita. Ora che so il senso della vita, non ho più niente da scrivere. La vita non può essere scritta: la vita può essere soltanto vissuta.[3]
  • Il ricco e il povero sono fratelli, e il fratello ricco si chiama Caino. (da Il giovane re[4])
  • Il rugby è una buona occasione per tenere lontani trenta energumeni dal centro della città.[5]
  • Il segreto per rimanere giovani sta nell'avere una sregolata passione per il piacere. (da Il delitto di Lord Arthur Savile[4])
  • L'individualismo è ciò che vogliamo raggiungere attraverso il socialismo.[6]
  • La Chiesa Cattolica è per i santi e per i peccatori, per le persone rispettabili è sufficiente la Chiesa Anglicana.[7]
  • Le donne non si comprendono, si amano.[8]
  • Le donne si difendono attaccando, ed i loro attacchi sono fatti di strane e brusche capitolazioni.[9]
  • Le lentiggini si ereditano nelle famiglie scozzesi come la gotta nelle famiglie inglesi. (da Il ritratto del signor W.H.[10])
  • Mi piace sentirmi parlare. È una delle cose che mi divertono di più. Spesso sostengo lunghe conversazioni con me stesso e sono così intelligente che a volte non capisco nemmeno una parola di quello che dico. (da Il razzo illustre[4])
  • Quale è il vero critico se non colui che porta in sé i sogni e le idee e i sentimenti di miriadi di generazioni, e a cui nessuna forma di pensiero è estranea, nessun impulso di emozioni oscuro?[11]
  • Quel che c'è di anormale nella vita è in normale rapporto con l'arte. È la sola cosa nella vita che sia in normale rapporto con l'arte.[12]
  • Ricorda che esiste un'enorme differenza tra chi appare stolto agli occhi degli dei e chi lo appare agli occhi del mondo.[13]
  • Solo nel fango ci incontravamo ma soprattutto mi rimprovero per la completa depravazione etica a cui ti permisi di trascinarmi.[14]
  • Sopra il pianoforte c'era un avviso a stampa: "Non sparate sul pianista. Fa del suo meglio."[15]
  • Una cosa non è necessariamente vera perché un uomo è morto per realizzarla. (da Il ritratto del signor W.H.[4])
  • Una persona sensibile è quella che, avendo i calli, pesta sempre i piedi altrui.[16]

Aforismi[modifica]

  • Al giorno d'oggi i giovani immaginano che i soldi siano tutto, e quando diventano vecchi scoprono che è così.
  • Credo che nella vita pratica si possa ottenere un vero successo, purché sia senza scrupoli; l'ambizione è sempre priva di scrupoli.
  • È la confessione e non il sacerdote che ci dà l'assoluzione.
  • È meglio essere belli che essere buoni, ma è meglio essere buoni che essere brutti.
  • È sempre sciocco dar consigli: ma dare buoni consigli è fatale.
  • È una fatica da cani l'oziare. Ma non protesto contro la fatica purché non miri a uno scopo preciso.
  • Fornite alle donne occasioni adeguate e le donne potranno fare di tutto.
  • Ho il culto delle gioie semplici. Esse sono l'ultimo rifugio di uno spirito complesso.
  • Il cinismo è semplicemente l'arte di vedere le cose come sono, non quali dovrebbero essere.
  • Il non fare nulla è la cosa più difficile del mondo, la più difficile e la più intellettuale.
  • Il patriottismo è il vizio delle nazioni.
  • Il sentimentale è uno che annette un valore assurdo a tutto e ignora il prezzo assegnato a qualsiasi singolo oggetto.
  • L'uomo colto è colui che sa trovare un significato bello alle cose belle. Per lui la speranza è un fatto reale.
  • L'uomo ha abbastanza memoria per ricordare centinaia di aneddoti, ma non ha abbastanza memoria per ricordare a chi li ha già raccontati.
  • L'uomo può credere all'impossibile, non crederà mai all'improbabile.
  • La Bellezza è l'unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l'una sull'altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l'eternità.
  • La maggior parte di noi vive sguazzando nelle fogne, solo che alcuni lo fanno guardando le stelle.
  • La verità è cosa molto complessa, e la politica è un affare molto complicato. Vi sono giri e rigiri. Si può essere legati ad alcune persone da certi obblighi che bisogna soddisfare: presto o tardi nella vita politica è obbligatorio il compromesso. Tutti ci si piegano.
  • Le buone intenzioni sono state la rovina del mondo. I soli che hanno compiuto qualche cosa nel mondo sono stati coloro che non avevano nessuna intenzione.
  • Lo scopo della vita è l'autosviluppo. Sviluppare pienamente la nostra individualità, ecco la missione che ciascuno di noi deve compiere.
  • Non si può dire che un'atmosfera di alta moralità sia molto propizia alla salute o alla felicità.
  • Non vi è che una sola cosa orrida al mondo, il tedio. Ecco il peccato che non trova perdono.
  • Non vi è nulla di più bello che dimenticare, se non forse l'essere dimenticato.
  • Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va, non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. È divenuta una vera peste.
  • Per entrare nell'alta società oggi bisogna saper pascere la gente, o saperla divertire, o scandalizzarla; non occorre altro.
  • Solo le buone domande meritano buone risposte.
  • Tutte le persone affascinanti sono viziate. Ecco il segreto del loro fascino.
  • Tutti gli uomini sono dei mostri. Non c'è altro da fare che cibarli bene. Un buon cuoco fa miracoli.
  • Un amico è qualcuno che ti conosce molto bene e, nonostante questo, continua a frequentarti. (da Aforismi, Tascabili economici Newton)
  • Un uomo che non ha pensieri individuali è un uomo che non pensa.
  • Nessuna donna è un genio. Le donne sono un sesso decorativo. Non hanno mai niente da dire, ma lo dicono in modo incantevole. (Il ritratto di dorian Gray Einaudi, 2000, p. 51)

[Citati in Oscar Wilde, Aforismi (Sebastian Melmoth Aphorisms), con un saggio di James Joyce, traduzione di Biagio Chiaria, introduzione di Riccardo Reim, Grandi tascabili economici Newton, Roma, 1992. ISBN 88-7983-042-2[17]]

Attribuite[modifica]

  • [Sorseggiando champagne nel letto di morte] Ahimè! Sto morendo al disopra delle mie possibilità.
  • Non credo ai miracoli. Ne ho visti fin troppi.
  • [Alla dogana per entrare negli USA, rispondendo alla domanda del doganiere: «Qualcosa da dichiarare?»] Niente, a parte il mio genio.
  • [Ultime parole] O se ne va questa carta da parati o me ne vado io!
Either this wallpaper goes, or I do![18]

De profundis[modifica]

Incipit[modifica]

EPISTOLA: IN CARCERE ET VINCULIS
Carcere di Sua Maestà
Reading

Caro Bosie [Alfred Douglas], dopo lunga e sterile attesa ho deciso di scriverti io, per il tuo bene come per il mio, poiché non vorrei proprio ammettere d'essere passato attraverso due lunghi anni di prigionia senza mai ricevere un solo rigo da te, una qualsiasi notizia, un semplice messaggio, tranne quelli che m'arrecarono dolore.
La nostra amicizia, nata male e tanto deplorevole, è finita con la rovina e con la pubblica infamia per me, eppure il ricordo del nostro antico affetto mi fa spesso compagnia, e mi riesce così triste, così triste il pensiero che l'astio, l'amarezza, il disprezzo debbano prendere per sempre il posto dell'amore nel mio animo: e anche tu sarai convinto, suppongo, nel profondo del tuo cuore che scrivermi, mentre vivo nella solitudine di questo carcere, sia sempre meglio di pubblicare le mie lettere senza il mio permesso o di dedicarmi versi non richiesti, e non c'è alcun bisogno che il mondo sappia qualcosa delle parole, di qualsiasi parola, di dolore o passione, rimorso o distacco che ti piacerà inviarmi come replica o richiamo.

[Oscar Wilde, De Profundis (De Profundis), traduzione di Oreste del Buono, BMM, Milano 1958.]

Citazioni[modifica]

  • Ah! non avevi scopi nella tua vita, tu, avevi solo appetiti. Uno scopo è un fine intellettuale. (1958, p. 12)
  • Bisogna sempre perdonare i propri nemici. Niente li infastidisce di più. (1958, p. 12)
  • Il vero stolto, quello che gli dei scherniscono o riducono in rovina, è colui che non conosce se stesso. (1958, p. 12-13)
  • Il peggior vizio è la superficialità. (1958, p. 13)
  • Ogni cosa che viene profondamente compresa è giusta. (1958, p. 13)
  • Nella vita non esistono cose piccole o grandi. Tutte le cose possiedono pari valore e pari misura. (1958, p. 21)
  • Il legame d'ogni unione, si tratti di matrimonio o d'amicizia, è costituito dalla conversazione, e la conversazione deve possedere una base comune: tra due persone troppo diverse per cultura, l'unica base comune si trova al più infimo livello. (1958, p. 24)
  • [...] noi che viviamo in questo carcere, nella cui vita non esistono fatti ma dolore, dobbiamo misurare il tempo con i palpiti della sofferenza, e il ricordo dei momenti amari. Non abbiamo altro a cui pensare. La sofferenza [...] è il nostro modo d'esistere, poiché è l'unico modo a nostra disposizione per diventare consapevoli della vita; il ricordo di quanto abbiamo sofferto nel passato ci è necessario come la garanzia, la testimonianza della nostra identità. (1958, p. 30)
  • Gli dei sono strani. Non si servono solo dei nostri vizi per flagellarci. Essi ci spingono alla rovina anche per mezzo di quanto in noi è onesto, gentile, umano, tenero. (1958, p. 38)
  • Là dove cresce il dolore è terra benedetta. (1958, p. 68)
  • Nulla mi pare possedere il minimo valore, a eccezione di quello che si ricava da noi stessi. (1958, p. 80)
  • Se non otterrò nulla dalla casa del ricco, mi daranno qualcosa alla casa del povero. Coloro che molto possiedono spesso sono avidi; quelli che hanno poco sono sempre pronti a spartirlo. (1958, p. 80)
  • Quando cerchi sinceramente l'amore, lo trovi che ti sta aspettando. (1958, p. 81)
  • Rimpiangere le proprie esperienze significa arrestare il proprio sviluppo. Rimpiangere le proprie esperienze significa porre una menzogna sulle labbra della propria vita. È quasi come negare l'esistenza dell'anima. (1958, p. 83)
Respingere le proprie esperienze equivale ad arrestare il proprio sviluppo; rifiutare le proprie esperienze significa porre una bugia sulle labbra della propria vita. Non è meno che rinnegare l'Anima.
  • L'arte è un simbolo poiché un simbolo è l'uomo. (1958, p. 94)
  • L'umiltà per l'artista consiste nella franca accettazione d'ogni sua esperienza, proprio come l'amore, per l'artista, è semplicemente il senso della bellezza che manifesta al mondo il suo corpo e la sua anima. (1958, p. 94)
  • Il posto di Cristo è veramente tra i poeti. La sua intera concezione dell'umanità scaturisce nettamente dall'immaginazione e solo dall'immaginazione può essere capita. Quanto Dio era per il panteista, l'uomo era per lui. Fu il primo a concepire le razze divise come un unico insieme. (1958, p. 96)
  • L'Odio acceca. L'Amore sa leggere ciò che è scritto sulla stella più lontana.
  • Devo perdonarmi per il mio bene. Non si può sempre nutrire una serpe in seno, né alzarsi ogni notte a seminare spine nel giardino della propria anima.
  • Dove il Dolore dimora il suolo è sacro.
  • Il vizio supremo è la superficialità. Tutto ciò che si vive fino in fondo è giusto.
  • L'odio è, considerato intellettualmente, la Negazione Eterna. Considerato dal punto di vista delle emozioni è una forma di Atrofìa, e uccide tutto tranne se stesso.
  • Per il mio bene non potevo fare altro che amarti. Sapevo che, se mi fosse stato concesso d'odiarti, nell'arido deserto della vita che dovevo percorrere, che ancora sto percorrendo, ogni roccia avrebbe perso la sua ombra, ogni palma sarebbe intristita, ogni pozzo d'acqua si sarebbe inquinato. (da I capolavori di Oscar Wilde, edizione Oscar Mondadori, a cura di Masolino D'amico)
  • I miei dèi dimorano in templi costruiti con le mani; e il mio credo, entro il cerchio dell'esperienza reale, è reso perfetto e completo: troppo completo, forse, poiché come quasi tutti, o tutti coloro che hanno fatto della terra il loro cielo, io non v'ho trovato soltanto la bellezza del cielo ma anche l'orrore dell'inferno. (da I capolavori di Oscar Wilde, edizione Oscar Mondadori, a cura di Masolino D'amico)
  • La maggior parte della gente è altra gente. Le loro idee sono opinioni altrui, la loro vita un'imitazione, le loro passioni una citazione.
  • La maggior parte delle persone vive per l'amore e l'ammirazione. È invece attraverso l'amore e l'ammirazione che noi dovremmo vivere.
  • L'amore è nutrito dall'immaginazione, che ci fa diventare più saggi di quanto sappiamo, migliori di come ci sentiamo, più nobili di come siamo... Solo ciò che è delicato, e concepito con delicatezza può dare nutrimento all'Amore. Invece all'Odio tutto dà nutrimento.
  • Se i mondi sono stati realmente costruiti dal Dolore è stato soltanto attraverso le mani dell'Amore, perché in nessun altro modo l'Anima dell'uomo, per la quale sono stati creati i mondi, avrebbe potuto raggiungere il pieno compimento della propria perfezione. Il Piacere per il bel corpo, ma il Dolore per la bella Anima.
  • Tutto nella mia tragedia è stato orribile, mediocre, repellente, senza stile. Il nostro stesso abito ci rende grotteschi. Noi siamo i pagliacci del dolore. Siamo i clown dal cuore spezzato.
  • I cuori sono fatti per essere infranti.
  • Non si è mai troppo prudenti nella scelta dei propri nemici.
  • Non vi è alcuna ragione per cui un uomo debba mostrare la sua vita al mondo. Il mondo non capisce.
  • Si parla tanto del bello che è nella certezza; sembra che si ignori la bellezza più sottile che c'è nel dubbio. Credere è molto monotono, il dubbio è profondamente appassionante. Stare all'erta, ecco la vita; essere cullato nella tranquillità, ecco la morte.
  • Anch'io avevo le mie illusioni. Pensavo che la vita sarebbe stata una commedia brillante, e tu uno dei suoi molti e affascinanti personaggi. Scopersi che era una tragedia repellente e ignobile e che la sinistra occasione del grande colpo di scena, sinistra nella concentrazione della sua mira e nell'intensità del suo maligno volere, eri tu, spogliato di quella maschera di gioia e piacere da cui non meno di me eri stato ingannato e fuorviato. (1966)
  • Era sempre primavera, un tempo, nel mio cuore. Il mio temperamento inclinava alla felicità. [..] Ora mi accosto alla vita da un punto di vista completamente nuovo, e anche soltanto concepire la felicità mi è spesso estremamente difficile. (1966)
  • Gli errori fatali della vita non sono dovuti al fatto che l'uomo sia un essere irragionevole: un momento di irragionevolezza può essere il nostro momento più alto. Sono dovuti al fatto che l'uomo è un essere logico. C'è molta differenza. (Traduzione di Camilla Salvago Raggi, 1966)
  • La sofferenza è solo un lunghissimo momento. Non possiamo dividerlo secondo le stagioni; possiamo soltanto registrarne i mutamenti e segnare volta a volta il loro ripetersi. Per noi, il tempo non progredisce. Esso ruota su se stesso; sembra girare su un perno di dolore. L'immobilità paralizzante di una vita di cui ogni particolare è regolato da un piano immutabile, così che mangiamo e beviamo e ci corichiamo e preghiamo, o almeno ci inginocchiamo nell'atto di pregare, secondo le leggi inflessibili di una regola di ferro, questo carattere di immobilità che fa ogni singola orrenda giornata identica alla precedente fin nei minimi dettagli, sembra comunicarsi a quelle forza esterne la cui essenza stessa è invece un continuo mutamento. (1966)
  • Ma l'amore non fa baratti da mercato, né usa la bilancia del merciaiolo. La sua gioia, come la gioia dell'intelletto, è di sentirsi vivo. Il fine dell'Amore è amare; niente di più e niente di meno. (1966)
  • ..non vi è nulla che sia accaduto in quegli anni malaugurati che io non possa riprodurre in quella camera della mente dove hanno sede il dolore e la disperazione; ogni intonazione irritata della tua voce, ogni tremito e gesto delle tue mani nervose, ogni parola amara, ogni frase avvelenata rivivono per me; ricordo la strada o il fiume lungo i quali passavamo, le pareti o i boschi che ci circondavano, quale ora segnassero le lancette sul quadrante dell'orologio, quale direzione avessero le ali del vento, la fase e il colore della luna. (1966)
  • Una faccia di bronzo è una gran cosa da mostrare al mondo, ma di tanto in tanto, quando sei solo e non hai pubblico intorno, devi, penso, toglierti la maschera, nient'altro che per respirare. Altrimenti, credo proprio che soffocheresti. (1966)
  • Con te le Potenze Invisibili sono state molto buone. Ti hanno permesso di vedere le forme strane e tragiche della vita come si vedrebbero le ombre in un cristallo. (in Tutte le opere, p. 861)
  • Non mi esprimo con frasi eccessivamente retoriche, ma con parole che hanno una verità assoluta nei confronti del reale. (in Tutte le opere, p. 861)
  • Non eri mai stato capace di giocare elegantemente con le tue idee, ma eri arrivato semplicemente alla violenza di opinioni [...] i tuoi desideri e i tuoi interessi erano per la Vita e non per l'Arte. (in Tutte le opere, p. 862)
  • Mezz'ora con l'Arte è sempre stata per me più di un'ora con te. In nessun periodo della mia vita proprio nulla, se paragonato all'Arte, è stato per me della benché minima importanza. (in Tutte le opere, p. 862)
  • Le virtù della prudenza e della parsimonia non erano tipiche né della mia natura né della mia razza. (in Tutte le opere, p. 863)
  • Nella vita non c'è in realtà nessuna cosa piccola o grande. Tutte le cose hanno uguale valore e uguale dimensione. (in Tutte le opere, p. 865)
  • Pater dice che «il fallimento consiste nel formarsi delle abitudini». (in Tutte le opere, p. 865)
  • Una nuova marca di champagne che ci veniva suggerita destava in te maggiore interesse. (in Tutte le opere, p. 865)
  • È ovvio che mi sarei dovuto liberare di te, avrei dovuto cacciarti via, scuoterti via dalla mia vita come un uomo scuote dai propri vestiti una cosa che lo ha punto. (in Tutte le opere, p. 866)
  • Ma noi che viviamo in prigione, e nelle cui vite non c'è altro evento che il dolore, dobbiamo misurare il tempo con i sussulti del dolore ed il ricordo dei momenti amari. Non abbiamo niente altro a cui pensare. La sofferenza [...] è il mezzo tramite cui esistiamo, in quanto è l'unico che ci rende consapevoli d'esistere; ed il ricordo della sofferenza nel passato c'è necessario come garanzia, come prova, che la nostra identità continua. Tra me ed il ricordo della gioia c'è un abisso non meno profondo di quello che c'è tra me e la gioia stessa. (in Tutte le opere, pp. 869-870)
  • ... scrivere così ad un altro sarebbe ugualmente un peccato per il quale non c'è perdono, ammesso che esistano peccati per cui non esiste perdono. (in Tutte le opere, p. 872)
  • Ti aprii la mia casa, il mio focolare, il mio cuore. Il tuo dolore divenne anche mio, in modo che tu avessi un aiuto nel sopportarlo. (in Tutte le opere, p. 873)
  • I fiori che tu prendesti da me per metterli sulla tomba di tuo fratello dovevano essere un simbolo non solo della bellezza della vita, ma della bellezza che giace dormiente nella vita di ognuno e che può essere portata alla luce. (in Tutte le opere, p. 873)
  • Gli dèi sono strani. Non si servono solo dei nostri vizi per flagellarci; ci portano alla rovina attraverso quello che c'è in noi di buono, gentile, umano, amorevole. (in Tutte le opere, p. 873)
  • A volte mi sembra che tu stesso sia stato semplicemente un burattino manovrato da una mano segreta ed invisibile per portare eventi terribili e una terribile conclusione. Ma anche i burattini hanno delle passioni. Portano una trama nuova in quello che rappresentano, e intrecciano la conclusione preordinata della vicenda per soddisfare qualche loro capriccio o brama. (in Tutte le opere, pp. 875-876)
  • Essere completamente liberi e allo stesso tempo completamente dominati dalla legge è l'eterno paradosso della vita umana, del quale ci rendiamo conto in ogni momento; e questa, lo penso spesso, è l'unica spiegazione possibile della tua natura, semmai possa esistere una spiegazione per i profondi e terribili misteri dell'anima umana, eccetto una, che rende ancor più mirabile il mistero. (in Tutte le opere, p. 876)
  • ... la mia posizione nel mondo dell'Arte, l'interesse che la mia personalità aveva sempre testato, il mio denaro, il lusso in cui vivevo, le mille e una cosa che contribuivano a rendere incantevole e meravigliosamente inverosimile una vita come la mia, erano tutti insieme e ognuno singolarmente elementi che ti affascinavano [...] ma anche tu come me, hai sofferto una terribile tragedia nella tua vita [...] era questo: in te l'Odio fu sempre più forte dell'Amore. [...] Non ti accorgevi che non c'è spazio, nella stessa anima, per tutt'e due le passioni. Non possono vivere assieme in quella dimore finemente incisa. L'amore è nutrito dall'immaginazione, che ci fa diventare più saggi di quanto sappiamo, migliori di come ci sentiamo, più nobili di come siamo, e che ci permette inoltre di vedere la Vita come un'entità unica [...] Solo ciò che è delicato e concepito con delicatezza può dare vita all'Amore. Invece all'Odio tutto dà nutrimento. Non c'è stato un solo bicchiere di champagne che tu abbia bevuto in tutti questi anni che non abbia nutrito e ingrassato il tuo Odio. (in Tutte le opere, p. 877)

Frasi e filosofie ad uso dei giovani[modifica]

  • Agli esami gli sciocchi fanno le domande a cui i saggi non sanno rispondere.
  • Amare se stessi è l'inizio di un idillio che dura tutta la vita.
  • C'è un che di tragico nell'enorme numero di giovani che oggi in Inghilterra iniziano la vita con un profilo perfetto e finiscono per scegliere una delle tante professioni utili. (da Detti e filosofie a uso dei giovani, febbraio 1890)
There is something tragic about the enormous number of young men there are in England at the present moment who start life with perfect profiles, and end by adopting some useful professions.
  • Essere immaturi significa essere perfetti.[4]
  • I vecchi credono tutto; le persone di mezza età sospettano di tutto; i giovani sanno tutto.
  • L'ambizione è l'ultimo rifugio del fallito.[4]
  • La malvagità è un mito inventato dai buoni per sottrarsi alla curiosa attrazione esercitata dagli altri.[4]
  • Le religioni scompaiono non appena si dimostra che sono vere. La scienza tiene il conto delle religioni morte.[4]
  • Nessun delitto è volgare, ma tutte le volgarità sono un delitto. La volgarità è la condotta degli altri.[19][4]
  • Niente che accada davvero ha la minima importanza.[4]
  • Se si dice la verità si è sicuri, prima o poi, di essere scoperti.[4]
  • Solo i grandi maestri di stile sanno essere oscuri.[4]
  • Bisognerebbe essere sempre un po' improbabili.[4]
  • L'unico modo per farsi perdonare la troppa eleganza è l'essere sempre troppo educati.

Il critico come artista[modifica]

  • Chiunque può far parte della Storia. Solo un grand'uomo la può scrivere.[4]
  • Chiunque può scrivere un romanzo in tre volumi: ciò richiede semplicemente una totale ignoranza della vita e della letteratura.[4]
  • È per non fare niente che esistono gli eletti.
It is to do nothing that the elects exist.
  • È sempre con le migliori intenzioni che si sono prodotte le opere peggiori.
It is always with the best intentions that the worst work is done.
  • Il pubblico è stupendamente tollerante: perdona tutto, tranne il genio.[4]
  • In arte le buone intenzioni non hanno il minimo valore. Tutta l'arte cattiva è il risultato di buone intenzioni.
  • La bellezza rivela tutto giacché non esprime niente.[4]
  • La conversazione dovrebbe sfiorare tutto senza mai concentrarsi su niente.[4]
  • La società spesso perdona il criminale ma non perdona mai il sognatore.
  • L'egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell'esigere che gli altri vivano come pare a noi.[4]
  • L'istruzione è cosa ammirevole ma ogni tanto ci farebbe bene ricordare che non si può mai insegnare quel che veramente vale la pena di conoscere.[4]
  • L'unico dovere che abbiamo nei confronti della storia è di riscriverla.[4]
  • L'uomo è poco se stesso quando parla in prima persona. Dategli una maschera e vi dirà la verità.[4]
  • Ogni grand'uomo oggigiorno ha i suoi discepoli, ed è sempre Giuda a scriverne la biografia.[4]
  • Per conoscere l'annata e la qualità di un vino non è necessario berne l'intero barilotto.[4]
  • Sono fin troppo consapevole del fatto che si vive in un'epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio e io vivo nel terrore di non essere frainteso.[4]
  • Un'idea che non sia pericolosa non è degna nemmeno di essere chiamata idea.
  • Viviamo in un'epoca di superlavoro e di sottocultura; un'epoca in cui le persone sono talmente laboriose da divenire completamente stupide.
We live in the age of the overworked, and the under-educated; the age in which people are so industrious that they become absolutely stupid.

Il fantasma di Canterville[modifica]

Incipit[modifica]

Lucio Chiavarelli[modifica]

Quando il signor Hiram B. Otis, vice-ambasciatore degli Stati Uniti, acquistò Canterville Chase, tutti gli dissero che aveva fatto una grossa stupidaggine, perché non v'era dubbio che quel luogo fosse infestato da fantasmi. E a dir la verità, lo stesso Lord Canterville, uomo scrupolosissimo, s'era sentito in dovere di far menzione del fatto al signor Otis, quando erano state discusse le condizioni dell'acquisto.
«Neanche noi ci abbiamo più abitato volentieri», disse Lord Canterville, «dal giorno in cui la mia prozia, la vecchia Duchessa di Bolton, si spaventò al punto da avere una crisi dalla quale non s'è mai veramente rimessa: mentre si stava vestendo per il pranzo, le mani di uno scheletro le si posarono sulle spalle.

[Oscar Wilde, Il fantasma di Canterville. Romanticheria ilo-idealistica[20], traduzione di Lucio Chiavarelli, in "Storie di fantasmi", a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Newton & Compton, 1995]

Alex R. Falzon[modifica]

Quando il signor Hiram B. Otis, ministro degli Stati Uniti, acquistò Canterville Chase, tutti gli dissero che stava commettendo una gran sciocchezza, in quanto il luogo era senza dubbio infestato dagli spiriti. Persino lo stesso Lord Canterville, che in materia d'onore era un uomo assai scrupoloso, si era sentito in dovere di accennare al fatto, quando giunse il momento di discutere le condizioni di acquisto col signor Otis.
"Neppure noi vi abbiamo più abitato volentieri", disse Lord Canterville, "da quando la duchessa vedova del duca di Bolton, mia prozia, ebbe un attacco di nervi dal quale non riuscì più a rimettersi completamente, per colpa di due mani scheletriche che le si posarono sulle spalle mentre si stava vestendo per il pranzo".

[Oscar Wilde, Il fantasma di Canterville, traduzione di Alex R. Falzon, Mondadori]

Piero Malvano[modifica]

Quando il ministro americano signor Hiram B. Otis acquistò Canterville Chase, tutti gli dissero che stava facendo una grossa sciocchezza, perché non c'era dubbio alcuno che il luogo fosse infestato dai fantasmi.
Lo stesso Lord Canterville, che in fatto di onore era uomo di estremo puntiglio, si era sentito in dovere di farne cenno al signor Otis al momento di discutere le condizioni.
— Noi stessi non abbiamo più avuto voglia di abitarvi, — disse Lord Canterville, — da quando la duchessa mia prozia, vedova del duca di Bolton, ebbe un attacco dal quale non riuscì più a riprendersi del tutto, dopo che due mani scheletriche le si erano posate sulle spalle mentre stava abbigliandosi per il pranzo.

[Oscar Wilde, Il fantasma di Canterville, traduzione di Piero Malvano, Ed. Angolo Manzoni, 2010]

Citazioni[modifica]

  • "[Il fantasma] è conosciuto da tre secoli, dal 1584 per essere esatti, e non manca mai di mostrarsi prima della morte di un membro della famiglia." "In quanto a questo, Lord Canterville, fa così anche il medico di famiglia."
  • Suppongo che le leggi della Natura non verranno sospese per l'aristocrazia inglese.
  • [...] il fatto che oggigiorno [noi inglesi] abbiamo davvero tutto in comune con l'America, eccetto, ovviamente, la lingua.
Gli inglesi oggigiorno hanno veramente tutto in comune con gli americani, tranne, naturalmente, la lingua.[4]

[Oscar Wilde, Il fantasma di Canterville, traduzione di Alex R. Falzon, Mondadori]

Il ventaglio di Lady Windermere[modifica]

  • A me piace parlare al muro... è il solo al mondo che non mi contraddica
  • C'è differenza tra pettegolezzo e diffamazione. Il pettegolezzo è una cosa deliziosa. La storia che si studia non è altro che un pettegolezzo. Ma la diffamazione è un pettegolezzo reso noioso dalla morale!
  • Che cosa è un cinico? Uno che sa il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna.
  • Credevo di avere un cuore... ma un cuore non si adatta a me. In un certo senso, non si addice all'abbigliamento moderno
  • È assurdo dividere la gente in buona o cattiva. La gente è affascinante o noiosa. Io mi schiero dalla parte affascinante.
  • È un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più.
  • Esperienza è il nome che ciascuno dà ai propri errori.
Esperienza è il nome che tutti danno ai loro errori.
  • Fra uomo e donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia.[4]
  • Gli ideali sono pericolosi. La realtà è preferibile: è spietata ma preferibile.
  • In questo mondo non vi sono che due tragedie: una è causata dal non ottenere ciò che si desidera, l'altra dall'ottenerlo. Quest'ultima è la peggiore, la vera tragedia.
Attribuita anche a George Bernard Shaw.
  • La gioventù moderna è assolutamente odiosa. Non ha il minimo rispetto per i capelli tinti
  • La persona che vede entrambi i lati di una questione non vede assolutamente niente.[4]
  • La sola persona al mondo che vorrei conoscere realmente, sono io. Ma per il momento non ne vedo la possibilità.
  • Mi piacerebbe avere un po' di tempo libero per dimenticare tutto quello che ho imparato.
  • Nella vita moderna il superfluo è tutto.
  • Ogni volta che la gente è d'accordo con me provo la sensazione di avere torto.
  • Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni.[21][4]
  • Preferisco le donne con un passato: la loro conversazione è decisamente più divertente.
  • Se si ama veramente una donna, tutte le altre appaiono insignificanti.
  • Siamo tutti immersi nel fango... ma alcuni guardano le stelle.
  • Soltanto una donna profondamente buona può fare una cosa profondamente stupida.
  • Un uomo che moraleggia è di solito un ipocrita, una donna che moraleggia è inevitabilmente brutta.
  • Vivere è una cosa troppo importante per poterne parlare seriamente.

Intenzioni[modifica]

Incipit[modifica]

Cyril (entrando dalla portafinestra della terrazza) — Mio caro Vivian, non startene tutto il giorno chiuso in biblioteca. È un bellissimo pomeriggio. L'aria è squisita. Andiamo a sdraiarci sull'erba, a fumare sigarette e goderci la natura.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Citazioni[modifica]

  • L'emozione per amore dell'emozione è lo scopo dell'arte; l'emozione per amore dell'azione è lo scopo della vita.
  • La bellezza ha tanti significati quanti stati d'animo ha l'uomo; essa è il simbolo dei simboli. La Bellezza rivela ogni cosa perché non esprime nulla.
  • La natura imita ciò che l'opera d'arte le propone. Avete notato come, da qualche tempo, la natura si è messa a somigliare ai paesaggi di Corot?

La decadenza della menzogna[modifica]

  • I tramonti sono ormai sorpassati. Appartengono al periodo in cui Turner era sulla cresta dell'onda. Ammirarli oggi equivale a confessare il proprio provincialismo.[4]
  • La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita.[4]
  • Nessun grande artista vede le cose come realmente sono. Se lo facesse, cesserebbe di essere un artista.
  • Più si studia l'Arte e meno ci interessa la Natura.[4]
  • Sono solo i moderni a diventare sorpassati.[22]
  • Tutti coloro che sono incapaci di imparare si sono messi a insegnare.[4]

L'anima dell'uomo sotto il socialismo[modifica]

  • Chiunque può simpatizzare col dolore di un amico, ma solo chi ha un animo nobile riesce a simpatizzare col successo di un amico. (da L'anima umana in regime socialista)
  • Il pubblico possiede un'insaziabile curiosità, vuole sapere tutto tranne ciò che veramente vale la pena di sapere. Il giornalismo, conscio di questo, affina le sue attitudini mercantili e ne soddisfa le richieste.[4]
  • L'arte non deve mai tentare di farsi popolare. Il pubblico deve cercare di diventare artistico.
  • L'arte è la più intensa manifestazione d'individualismo che il mondo conosca.
  • Una rosa rossa non è egoista perché vuole essere una rosa rossa. Sarebbe terribilmente egoista se volesse che i fiori del giardino fossero tutti rossi e tutte rose.[4]
  • Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto.
To live is the rarest thing in the world. Most people exist, that is all.
  • Una carta del mondo che non contiene il Paese dell'Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo, perché non contempla il solo Paese al quale l'Umanità approda di continuo. E quando vi getta l'àncora, la vedetta scorge un Paese migliore e l'Umanità di nuovo fa vela.[23]

L'importanza di chiamarsi Ernesto[modifica]

Incipit[modifica]

Algernon: Hai sentito il pezzo che stavo suonando, Lane?
Lane: Ascoltare mi sarebbe parso sconveniente, signore.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Citazioni[modifica]

  • Essere innamorati è molto romantico. Ma non c'è niente di romantico in una precisa proposta matrimoniale. Diavolo!, e se quella dice di sì? (Algernon: I; 2004, p. 41)
  • L'essenza di ogni storia d'amore è l'incertezza! (Algernon: I; 2004, p. 41)
  • La verità è raramente pura e mai semplice. (Algernon: I; 2004, p. 51)
  • [...] nella vita coniugale due è il deserto e tre è il numero perfetto. (Algernon: I; 2004, p. 53)
  • [Ad Algernon] Per l'amor del cielo, non metterti a fare il cinico. È troppo facile. (Jack: I; 2004, p. 55)
  • Tutte le figlie femmine diventano come la loro madre. Questa è la tragedia delle donne. Nessun maschio lo diventa: e questa è la tragedia degli uomini. (Algernon: I; 2004, p. 79)
  • Il solo modo di comportarsi con una donna è di farle la corte se è bella, e di farla a un'altra se è brutta. (Algernon: I; 2004, p. 81)
  • In circostanze come questa esprimere la propria opinione diventa qualcosa di più di un dovere morale: diventa un piacere. (Gwendolen: II; 2004, p. 139)
  • In tutte le questioni di vitale importanza, lo stile, e non la sincerità, è ciò che conta. (Gwendolen: III; 2004, p. 159)
  • Al giorno d'oggi essere vecchi non è garanzia di rispettabilità, anzi.
  • Avete molto buon gusto, Ernesto. È la scusa che io ho sempre trovato per la vostra vita dissoluta.
  • Chiunque può scrivere un romanzo in tre volumi. Richiede soltanto una completa ignoranza sia della vita che della letteratura.
  • È assurdo immaginare una regola per cosa si dovrebbe e per cosa non si dovrebbe leggere. Più della metà della cultura moderna dipende da ciò che non si dovrebbe leggere.
  • È più doloroso separarsi da chi si conosce da troppo poco tempo.
  • I parenti sono solo un mucchio di gente noiosa che non ha il minimo senso di come vivere né la più pallida idea di quando morire.
  • Il non far niente è una fatica immane, e a me non dispiace faticare, purché lo faccia senza scopo.
  • Jack: L'intelligenza, non la posso più soffrire. Al giorno d'oggi sono tutti intelligenti. Non si può andare da nessuna parte senza incontrare gente intelligente. È veramente una calamità nazionale. Darei non so che cosa perché ci fosse ancora un po' di gente stupida.
    Algernon: Oh, ce n'è.
    Jack: Mi piacerebbe molto conoscerne qualcuno. Chissà di che cosa parlano?
    Algernon: Gli stupidi? Oh, delle persone intelligenti, naturalmente.
    Jack: Che stupidi!
  • La bellezza è una trappola in cui ogni uomo di buon senso sarebbe felice di cadere.
  • La casa, è il vero ambiente di un uomo, e quando esso comincia a trascurare i suoi doveri domestici diventa troppo simile ad una donna, e questo non mi piace. Rende gli uomini troppo attraenti.
  • La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé.
  • L'essenza dell'atmosfera romantica risiede nella sua incertezza. Se mai prenderò moglie, cercherò di dimenticarmene subito.
  • L'ignoranza è simile a un delicato frutto esotico; toccatelo e la sua freschezza è sfiorita.[4]
  • Nessun uomo sposato è mai attraente tranne che per sua moglie e spesso, mi dicono, nemmeno per lei.[4]
  • Perdere un genitore è sfortuna, ma perderli entrambi è sbadataggine.
  • Spero di non essere perfetto. Quando non lo si è c'è possibilità di sviluppo, ed io intendo svilupparmi in molte direzioni
  • Trentacinque anni è un'età molto allettante. La buona società di Londra è piena di donne che sono, di loro spontanea volontà, rimaste all'età di trentacinque anni.[4]
  • Un uomo chiacchierato ha sempre qualcosa di attraente. Deve esserci qualcosa in lui, dopo tutto.[4]
  • Verrò, ma deve essere una cena seria. Odio le persone che prendono i pasti alla leggera.
  • Se non ci mette troppo, l'aspetterò tutta la vita.
  • La spontaneità è una posa difficilissima da tenere.

Poesie, poesie in prosa e una favola[modifica]

  • Hélas!
    È forse per potermi abbandonare | alla deriva con le mie passioni | e mutare in un liuto il mio spirito | le cui fibre risuonano a ogni vento, | forse per questo allontanai da me | la saggezza e la misura di un tempo? | Come una pergamena è la mia vita: | scritta durante una festa d'infanzia, | è piena di ghirigori e di frivole | canzoni per cornamuse e per zufoli. | Queste cose non fanno che guastare | il segreto del tutto. Ma io so | che un tempo mi fu dato di levarmi | alle altezze del sole e ricavare | dall'aspra dissonanza della vita | un accordo così chiaro da giungere | alle orecchie di Dio. È forse morto | quel tempo? Ahimè, con un'umile canna | non ho potuto che sfiorarne appena | la dolcezza: e dovrò dunque lasciare | che si disperda il retaggio di un'anima?
  • Requiescat
    Cammina piano: lei | è qui sotto la neve. | Sottovoce: lei ode | le margherite crescere. | I suoi capelli d'oro | son pieni di ruggine. | Chi fu giovane e bionda | è divenuta polvere. | Bianca come la neve | cresceva dolcemente | come un giglio e sapeva | appena d'esser donna. | La bara e il duro marmo | pesano sul suo petto | e mentre lei riposa | si tormenta il mio cuore. | Pace: lei non può udire | né un sonetto né un canto: | la mia vita è sepolta | qui, sotto questa terra
    .
  • La ballata del carcere di Reading
    [...] Il vile uccide mentre porge un bacio | e l'uomo coraggioso con la strage. [...] Molti uccidono l'amore da giovani, | altri invece da vecchi. Chi lo strangola | con le avide mani del Peccato | e chi invece con le mani di Dio. | L'uomo gentile adopera il coltello | perché il freddo mortale sia più rapido.
  • Lasciatelo giacere nel silenzio | fino al giorno che Cristo chiamerà | tutti i morti a raccolta. Non spargete vane lacrime o inutili sospiri: | aveva ucciso la cosa che amava | e doveva pagare con la morte. | Eppure ogni uomo uccide ciò che ama.

[Oscar Wilde, Poesie, poesie in prosa e una favola (Poems, poems in prose and a fairy tale), traduzione di Tommaso Giglio, BMM, 1958.]

Un marito ideale[modifica]

  • Amo parlare del nulla, padre. È la sola cosa di cui so tutto.
  • Coloro che amano la musica sono assurdamente irragionevoli: ci vorrebbero perfettamente muti proprio quando si desidererebbe essere assolutamente sordi.[4]
  • È l'amore, e non la filosofia tedesca, la vera spiegazione di questo mondo, e Dio solo sa qual è la spiegazione dell'altro mondo.[4]
  • Gli altri sono tutti orrendi. L'unica compagnia gradevole è quella che ci facciamo da soli.[4]
  • Gli uomini vorrebbero essere sempre il primo amore di una donna. Questa è la loro sciocca vanità. Le donne hanno un istinto più sottile per le cose: a loro piace essere l'ultimo amore di un uomo.
  • Il marito ideale rimane celibe.
  • La falsità è la verità degli altri.[4]
  • La professione di spia ha perso ogni ragione di essere: la sua funzione la svolge la stampa.[4]
  • L'atteggiamento morale è semplicemente quello che adottiamo verso chi ci sta antipatico.[4]
  • Le domande non sono mai indiscrete. Le risposte, talvolta, lo sono.[4]
  • Le donne possiedono un istinto meraviglioso: hanno la capacità di scoprire tutto tranne l'ovvio.[4]
  • Niente è così pericoloso quanto l'essere troppo moderni. Si corre il rischio di diventare improvvisamente fuori moda.[24][4]
  • Solo gli ottusi sono brillanti la mattina a colazione.[4]
  • Un buon consiglio diamolo sempre a qualcun altro. È l'unica cosa da farne giacché non è di nessuna utilità per noi stessi.
  • Neanche tu sei abbastanza ricco da ricomprare il tuo passato [25].

Una donna senza importanza[modifica]

  • Bisogna sempre giocare lealmente quando si hanno in mano carte vincenti.[26]
  • Chi, essendo amato, è povero?[4]
  • Ci sono al mondo due categorie di individui: coloro che credono nell'incredibile, come gli altri, e coloro che fanno l'improbabile, come me.[4]
  • Dopo un buon pranzo si può perdonare chiunque, persino i nostri parenti.[4]
  • Dopo una buona cena possiamo perdonare chiunque..perfino i nostri parenti.
  • È molto più prudente pensare male di tutti finché, naturalmente, si scopre che una persona è buona, ma oggigiorno ciò richiede un'infinita serie di indagini.[4]
  • È straordinario come la gente oggi vada in giro parlando dietro le spalle di questo o di quella, cose che sono assolutamente vere e attendibili.
  • Il dovere è ciò che compiono gli altri e non ciò che noi stessi dobbiamo compiere.[4]
  • Il dovere è quello che ci si aspetta che gli altri facciano, non quello che facciamo noi.
  • Il grande vantaggio del giocare col fuoco è che non ci si scotta mai. Sono solo coloro che non sanno giocarci che si bruciano del tutto.
  • Il malcontento è il primo passo nel progresso di un uomo o di una nazione.
  • Il mondo è stato fatto per gli uomini, e non per le donne.[4]
  • L'anima nasce vecchia ma ringiovanisce: questo fa della vita una commedia. Il corpo nasce giovane ma invecchia: questo fa della vita una tragedia.[4]
  • La giovinezza dell'America è la sua più antica tradizione. A sentirli parlare si direbbe che siano ancora alla prima fanciullezza, mentre in realtà sono già alla seconda o terza.
  • La moderazione è una cosa fatale. Nulla ha più successo dell'eccesso.[4]
  • La storia delle donne è la storia della peggiore forma di tirannia che il mondo abbia mai conosciuto: quella del debole che domina il forte. È l'unica tirannia che resiste al tempo.[4]
  • La vita è semplicemente un mauvais quart d'heure composto di attimi squisiti.[4]
  • Le cose terribilmente care posso permettermele solo quando sono indebitato.
  • Le donne belle non hanno il tempo di essere gelose dei loro mariti... sono sempre occupate ad essere gelose dei mariti delle altre!
  • Le donne rappresentano il trionfo della materia sull'intelletto, gli uomini rappresentano il trionfo dell'intelletto sulla morale.
  • Non ci si dovrebbe mai fidare di una donna che dice apertamente la sua vera età. Se è disposta a questo, è pronta a dire qualsiasi altra cosa. (da Una donna senza importanza)
  • Non vi illudete. I figli all'inizio amano i genitori, ma poi li giudicano; raramente, forse mai, li perdonano.
  • Nulla è più provocante della calma e della cortesia.
  • Tutto si dovrebbe ardir di sperare. La vita stessa è una grande speranza.

Incipit di alcune opere[modifica]

Il principe felice[modifica]

Alta sulla città, in cima a una colonna, stava la statua del Principe Felice. Era tutta ricoperta di sottile foglia d'oro zecchino, e per occhi aveva due lucenti zaffiri, e un grosso rubino ardeva rosso sull'elsa della sua spada.

[Oscar Wilde, Il principe felice, traduzione di Fedora Dei e Francesco Saba Sardi, Mondadori]

Il pescatore e la sua anima[modifica]

Tutte le sere il giovane pescatore prendeva e gettava le reti nell'acqua.
Quando il vento spirava da terra non pescava nulla, o ben poco, chè quello era un vento acuto e veloce e grosse onde impedivano di avanzare. Ma quando il vento spirava verso la spiaggia, i pesci venivano su dal fondo e si gettavano fra le maglie delle sue reti, ed egli li portava al mercato e li vendeva.

[Oscar Wilde, Il pescatore e la sua anima (The fisherman and his Soul), traduzione di F. Gasparini, Bietti, 1963.]

Citazioni su Oscar Wilde[modifica]

  • I suoi libri dorati, scintillanti di quelle frasi epigrammatiche che lo resero il più arguto parlatore del nostro secolo. (James Joyce)
  • Il più grande difetto dello scrittore vivente è di non essere ancora morto. Io appartengo alla categoria dei Melville, degli Wilde: reietti finché sono in vita. (Aldo Busi)
  • Immaginate la lascivia dello Swinburne confettata negli zuccheri dell'ultimo decadentismo francese. Avete Oscar Wilde. (Emilio Cecchi)
  • Non avevo mai sentito prima un uomo parlare con frasi perfette, come se le avesse tutte scritte faticosamente durante la notte, e tuttavia tutte spontanee. (William Butler Yeats)
  • Non chiacchierava: raccontava.... Raccontava lentamente, senza forzare il tono; già la sua voce era meravigliosa. Sapeva il francese in modo ammirevole, ma qua e là fingeva di cercare le parole per farle aspettare un po'. Non aveva quasi ombra di accento inglese, o se mai solo quanto gli piacesse conservarne, tale da conferire alle parole un suono a volte nuovo e strano. (André Gide)

Bibliografia[modifica]

  • André Gide, Incontri e pretesti, traduzione di Enrico Emanuelli, Bompiani, 1945.
  • Domenico Losurdo, Controstoria del liberalismo, Laterza, 2005.
  • Oscar Wilde, Aforismi, a cura di Alex R. Falzon, Mondadori, 2000.[17]
  • Oscar Wilde, Aforismi (Sebastian Melmoth Aphorisms), con un saggio di James Joyce, traduzione di Biagio Chiaria, introduzione di Riccardo Reim, Grandi tascabili economici Newton, Roma, 1992.[17] ISBN 88-7983-042-2
  • Oscar Wilde, Aforismi, traduzione di Celia Vella, EricArt S.r.l., Bussolengo (Verona), 2003.[17] ISBN 88-512-0486-1
  • Oscar Wilde, De Profundis (De Profundis), traduzione di Oreste del Buono, BMM, Milano 1958.
  • Oscar Wilde, De Profundis, traduzione di Patrizia Collesi, Newton Compton, 1994.
  • Oscar Wilde, De Profundis, traduzione di Camilla Salvago Raggi, Feltrinelli, 1966.
  • Oscar Wilde, Il critico come artista, Detti e aforismi, traduzione di Masolino D'Amico, Biblioteca Universale Rizzoli, 1999.
  • Oscar Wilde, Il fantasma di Canterville, traduzione di Alex R. Falzon, Mondadori.
  • Oscar Wilde, Il fantasma di Canterville. Romanticheria ilo-idealistica, traduzione di Lucio Chiavarelli, in "Storie di fantasmi", a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Newton & Compton, 1995.
  • Oscar Wilde, Il fantasma di Canterville, traduzione di Piero Malvano, Ed. Angolo Manzoni, 2010. ISBN 9788862040594
  • Oscar Wilde, Il pescatore e la sua anima (The Fisherman and his Soul), traduzione di F. Gasparini, Bietti, 1963.
  • Oscar Wilde, Il ventaglio di lady Windermere, Newton Compton, 2003. ISBN 8882898407
  • Oscar Wilde, L'importanza di chiamarsi Ernesto (The Importance of Being Earnest), a cura di Luigi Lunari, BUR, Milano, 200420. ISBN 9788817167499
  • Oscar Wilde, Opere, a cura di Masolino d'Amico, Mondadori, 2000.
  • Oscar Wilde, Poesie, poesie in prosa e una favola (Poems, poems in prose and a fairy tale), traduzione di Tommaso Giglio, BMM, 1958.
  • Oscar Wilde, Tutte le opere, a cura di Masolino d'Amico, Newton Compoton Editori, 2010. ISBN 978-88-541-1818-8
  • Oscar Wilde, Una Donna senza importanza, Newton Compton, 2003. ISBN 8882898407

Note[modifica]

  1. Richard Ellmann, Oscar Wilde, Milano, Mondadori, 2001, p.669. ISBN 88-04-47897-7
  2. Citato in Alberto Salza, L'anello mancato, Rusconi, 1994.
  3. Da Detti e Aforismi, quinta edizione, traduzione di Alberto Rossatti, BUR, Milano, 2004, p. 87. ISBN 978-88-386-3917-3
  4. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg Citato in Oscar Wilde, Aforismi, a cura di Alex R. Falzon, Mondadori, 2000. Il curatore avverte che le frasi sono state parzialmente manipolate togliendo, talvolta, riferimenti specifici (deittici), e non segnalando le omissioni. La traduzione è del curatore.
  5. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 86. ISBN 88-8598-826-2
  6. Da L'anima dell'uomo sotto il socialismo.
  7. Citato in La beatificazione di Newman per far risorgere l'Europa cristiana di Paolo Gulisano, Zenit, 22 luglio 2009; citato in Oscar Wilde, Epigrams, Wordsworth Editions, 2007, p. 112. ISBN 978-1-84022-275-3
  8. Da La Sfinge senza segreti.
  9. Citato in Aneddoti, Intrepido, n. 21, 1974, Casa Editrice Universo.
  10. Da Oscar Wilde, Il Ritratto di Mr W.H., a cura di M. Bini, tradotto da D. Niedda, Edizioni Studio Tesi, 1992, p. 7. ISBN 8876923489
  11. Citato in Adriano Tilgher, Studi sul teatro contemporaneo, BiblioLife, LLC.
  12. Da A Few Maxims for the Instruction of the Over-educated.
  13. Da De profundis.
  14. Da una lunga lettera all'ex amante Alfred Douglas; citato in Richard Ellmann, Oscar Wilde, Mondadori, Milano, 2001, p. 17. ISBN 88-04-47897-7
  15. Da Impressions of America.
  16. Da Il razzo illustre.
  17. a b c d Wilde non pubblicò mai una raccolta di aforismi; tutte le presenti attingono alle sue varie opere.
  18. Citato in Angelo La Pietra, Seeing Through Closed Eyes: A Memoir with a Social Conscience, iUniverse, 2006, p. 4. ISBN 0595403549
  19. Cfr. Il ritratto di Dorian Gray: «Ogni delitto è volgare, così come ogni volgarità è un delitto».
  20. Il sottotitolo del racconto («A Hylo-Idealistic Romance») si riferisce alle teorie filosofiche sulla inseparabilità della materia e del principio della vita (hylo-zoismo) (N.d.T.).
  21. Cfr. Il ritratto di Dorian Gray: «Non vi è altro modo di liberarsi da una tentazione che di soccombere ad essa».
  22. Cfr. Un marito ideale: «Niente è così pericoloso quanto l'essere troppo moderni. Si corre il rischio di diventare improvvisamente fuori moda».
  23. http://www.aforismario.it/oscar-wilde-6.htm
  24. Cfr. La decadenza della menzogna: «Sono solo i moderni a diventare sorpassati».
  25. http://www.gutenberg.org/etext/885
  26. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 100. ISBN 88-8598-826-2.

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