Siracide

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Libro del Siracide, o più raramente Ecclesiastico (da non confondere con l'Ecclesiaste), testo deuterocanonico della Bibbia.

Incipit[modifica]

Il primo capitolo del Siracide (artista anonimo, 1654)

Ogni sapienza viene dal Signore
ed è sempre con lui.

La sabbia del mare, le gocce della pioggia
e i giorni del mondo chi potrà contarli?

L'altezza del cielo, l'estensione della terra,
la profondità dell'abisso chi potrà esplorarle?

Prima di ogni cosa fu creata la sapienza
e la saggia prudenza è da sempre.


Citazioni[modifica]

  • Il timore del Signore è gloria e vanto, | gioia e corona di esultanza. | Il timore del Signore allieta il cuore | e dà contentezza, gioia e lunga vita. (1, 9 – 10)
  • Principio della sapienza è temere il Signore; | essa fu creata con i fedeli nel seno materno. (1, 12)
  • Accetta quanto ti capita, | sii paziente nelle vicende dolorose, | perché con il fuoco si prova l'oro, | e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. (2, 4 – 5)
  • Sii costante nel tuo sentimento, | e unica sia la tua parola. | Sii pronto nell'ascoltare, | lento nel proferire una risposta. | Se conosci una cosa, rispondi al tuo prossimo; | altrimenti mettiti la mano sulla bocca. (5, 10 – 12)
  • Un amico fedele è una protezione potente, | chi lo trova, trova un tesoro. (6, 14)
Chi trova un amico trova un tesoro.[1]
  • Non essere geloso della sposa amata, | per non inculcarle malizia a tuo danno. (9, 1)
  • Non dare l'anima tua alle prostitute, | per non perderci il patrimonio. (9, 6)
  • Distogli l'occhio da una donna bella, | non fissare una bellezza che non ti appartiene. | Per la bellezza di una donna molti sono periti; | per essa l'amore brucia come fuoco. (9, 8)
  • Odiosa al Signore e agli uomini è la superbia, | all'uno e agli altri è in abominio l'ingiustizia. | L'impero passa da un popolo a un altro | a causa delle ingiustizie, delle violenze e delle ricchezze. (10, 7 – 8)
  • Il Signore ha abbattuto il trono dei potenti, | al loro posto ha fatto sedere gli umili. (10, 14)
  • Qualunque ferita, ma non la ferita del cuore; | qualunque malvagità, ma non la malvagità di una donna. (25, 12)
  • Ogni malizia è nulla, di fronte alla malizia di una donna, | possa piombarle addosso la sorte del peccatore! | Come una salita sabbiosa per i piedi di un vecchio, | tale la donna linguacciuta per un uomo pacifico. | Non soccombere al fascino di una donna, | per una donna non ardere di passione. (25, 18 – 20)
  • Dalla donna ha avuto inizio il peccato, | per causa sua tutti moriamo. (25, 24)
  • Una lite concitata accende il fuoco, | una rissa violenta fa versare sangue. | Se soffi su una scintilla, si accende; | se vi sputi sopra, si spegne; | eppure ambedue le cose escono dalla tua bocca. (28, 11 – 12)
  • Non fare il forte con il vino, | perché ha mandato molti in rovina. | La fornace prova il metallo nella tempera, | così il vino i cuori in una sfida di arroganti. | Il vino è come la vita per gli uomini, | purché tu lo beva con misura. | Che vita è quella di chi non ha vino? | Questo fu creato per la gioia degli uomini. | Allegria del cuore e gioia dell'anima | è il vino bevuto a tempo e a misura. | Amarezza dell'anima è il vino bevuto in quantità, | con eccitazione e per sfida. | L'ubriachezza accresce l'ira dello stolto a sua rovina, | ne diminuisce le forze e gli procura ferite. (31, 25 – 30)
  • Dio ha dato agli uomini la scienza | perché potessero gloriarsi delle sue meraviglie. (38, 6)
  • Con una moglie malvagia è opportuno il sigillo, | dove ci sono troppe mani usa la chiave. (42, 6)
  • Su una figlia indocile rafforza la vigilanza, | perché non ti renda scherno dei nemici, | oggetto di chiacchiere in città e favola della gente, | sì da farti vergognare davanti a tutti. | Non mostri la sua bellezza a qualsiasi uomo, | non segga a ciarlare insieme con le altre donne, | perché dagli abiti esce fuori la tignola | e dalla donna malizia di donna. (42, 11 – 13)
  • Noè fu trovato perfetto e giusto, | al tempo dell'ira fu riconciliazione; | per suo mezzo un resto sopravvisse sulla terra, | quando avvenne il diluvio. | Alleanze eterne furono stabilite con lui, | perché non fosse distrutto ogni vivente con il diluvio. | Abramo fu grande antenato di molti popoli, | nessuno ci fu simile a lui nella gloria. | Egli custodì la legge dell'Altissimo, | con lui entrò in alleanza. | Stabilì questa alleanza nella propria carne | e nella prova fu trovato fedele. (44, 17 – 20)
  • Dio fece posare sulla testa di Giacobbe | la benedizione di tutti gli uomini e l'alleanza; | lo confermò nelle sue benedizioni, | a lui diede il paese in eredità e lo divise in varie parti, | assegnandole alle dodici tribù. (44, 23)

Note[modifica]

  1. Citato in Paola Mastellaro, Il libro delle citazioni latine e greche, Mondadori, Milano, 2012, p. 16. ISBN 978-88-04-47133-2.

Bibliografia[modifica]

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