Paul Valéry

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Ambroise-Paul-Toussaint-Jules Valéry (1871 – 1945), poeta francese.

Indice

[modifica] Citazioni di Paul Valéry

  • A volte penso, a volte sono. (da Cattivi pensieri)
  • Definire il Bello è facile: è ciò che fa disperare. (da Varietà)
  • Il pittore non deve dipingere quello che vede, ma quello che si vedrà. (da Cattivi pensieri)
  • Il vero snob è colui che non osa confessare che s'annoia quando s'annoia e che si diverte quando si diverte. (da Melange)
  • La politica è l'arte di impedire alla gente di impicciarsi di ciò che la riguarda. (da Tel Quel)
  • La storia è la scienza delle cose che non si ripetono. (da Variété IV)
  • La venerazione del passato conduce a un pessimismo ingiustificato sul presente e impedisce di capire che l'avvenire non è già più quello che era. (da Letterature)
  • L'Europa diventerà quello che in realtà è, cioè un piccolo promontorio del continente asiatico? (da Variété)
  • Quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore. (citato in Marco Travaglio e Peter Gomez, Inciucio, BUR, 2005)
  • Quello che viene creduto da tutti, per sempre, dovunque, ha molte probabilità di essere falso. [1]
  • Un uomo solo è sempre in cattiva compagnia. (da L'idea fissa)
  • Un uomo tirava a sorte tutte le sue decisioni. Non gli capitò maggior male che a quelli che riflettono. (da Tal quale)

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  • All'inizio era la Favola. E vi sarà sempre.
  • Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze.
  • Bisogna chiamare scienza soltanto l'insieme delle ricette che riescono sempre. Tutto il resto è letteratura.
  • Dio ha creato l'uomo, e non trovandolo sufficientemente solo, gli ha dato una compagna per fargli sentire di più la solitudine.
  • Dio ha creato tutto dal nulla, ma il nulla traspare.
  • Fra due parole bisogna scegliere la minore.
  • Guardando bene, ci si rende conto che nel disprezzo v'è un poco di segreta invidia.
  • I libri hanno gli stessi nemici dell'uomo: il fuoco, l'umidità, il tempo e il proprio contenuto.
  • Il fine della psicologia è darci un'idea completamente diversa delle cose che conosciamo meglio.
  • Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta. (frase attribuita anche ad Arthur C. Clarke e a Yogi Berra)
  • Il modo migliore per realizzare un sogno è quello di svegliarsi.
  • La cognizione regna, ma non governa.
  • La pubblicità ha distrutto il potere degli aggettivi più potenti.
  • La verità è nuda; ma sotto la pelle giace l'anatomia.
  • L'amore consiste nell'essere cretini insieme.
  • Le grandi virtù dei tedeschi hanno creato più mali di quanti vizi abbia mai creato l'odio.
  • Le ragioni per cui ci si astiene dai delitti, sono più vergognose e segrete dei delitti stessi.
  • L'essenza del classicismo è venire dopo. L'ordine presuppone un certo disordine che esso viene a sistemare.
  • L'ingegno può coesistere con le superstizioni più grossolane.
  • L'uomo alla superficie è soltanto l'uomo. Non appena gli si leva la pelle, e lo si disseziona, si scopre la macchina.
  • L'uomo abile è quell'uomo che sbaglia in accordo con le leggi.
  • Non sempre io sono del mio parere.
  • Proverbio per i potenti: se qualcuno ti lecca le scarpe, mettigli il piede addosso prima che incominci a morderti.(Cattivi Pensieri)
  • Quel che c'è di più profondo nell'uomo è la pelle.
  • Se poi l'io è detestabile, amare il prossimo come se stessi diventa un'atroce ironia.
  • Siamo tutti condannati a diventare noiosi.
  • Si dice che una convinzione è solida quando resiste alla coscienza che è falsa.
  • Una donna intelligente è una donna con la quale uno può essere stupido quanto vuole.(Cattivi Pensieri)
  • Un poema non è mai finito, solo abbandonato.
  • Un uomo è più complesso, infinitamente più complesso dei suoi pensieri.
  • Un uomo sano di mente è uno che tiene sotto chiave il pazzo interiore.
  • Voglio ciò che voglio.

[modifica] Il sorriso della Gioconda

  • Il pittore dispone su una superficie piana determinati impasti, le cui linee di separazione, gli spessori, le fusioni e contrasti, gli servono per esprimersi. Lo spettatore vi scorge soltanto un'immagine più o meno fedele di carni, gesti e paesaggi, come attraverso la finestra del muro d'un museo. Il quadro è giudicato in base allo stesso spirito con cui si giudica la realtà.
  • Credo che il metodo più sicuro per giudicare un quadro, sia quello di non riconoscervi, in principio, nulla, e di fare successivamente tutta la serie d'induzioni imposta da una presenza simultanea di macchie di colore in metafora, di supposizione in supposizione, la comprensione del soggetto, e talvolta solo la consapevolezza del piacere, consapevolezza che non sempre si ha inizialmente.
  • Quel sorriso [della Gioconda] è sepolto sotto una massa di vocaboli, e scompare fra innumerevoli paragrafi che cominciano col dichiararlo inquietante finendo poi in una descrizione d'animo generalmente vaga. Esso meriterebbe tuttavia studi meno inebrianti. Leonardo non si serviva affatto di osservazioni inesatte e di segni arbitrari: se così fosse, la Gioconda non sarebbe mai stata eseguita. Egli era guidato da un'indefessa capacità di discernimento.
  • Una teoria non vale che per i suoi sviluppi, logici e sperimentali.

[Paul Valéry, Varietà, a cura di Stefano Agosti; citato in La Fiera Letteraria, n. 40, 14 novembre 1971]

[modifica] Citazioni su Paul Valéry

  • Come teorico Valéry è andato troppo avanti per poter essere seguito; è andato avanti per conto suo, e questo non è progresso. (Mario Picchi)
  • Esponente di una cultura raffinata, attraverso Gide e Claudel aveva le sue radici in Mallarmé, Valéry portò la parola alle estreme possibilità espressive con un rigore che trova pochi esempi nelle poetiche del secolo. Il giudizio di Emilio Cecchi, "il maggior lirico francese dopo Baudelaire", non trova più riscontro nella realtà. (Mario Picchi)
  • Fa a volte bei versi, ma li fabbrica con la macchina dell'intelletto... Ma anche l'intelletto suo è disorganico, frammentario. È un dilettante dell'intelligenza. (Benedetto Croce)
  • Il maggior lirico francese dopo Baudelaire. (Emilio Cecchi)
  • Valéry è stato oggetto di ammirazione per molti; è stato per molti un faro che, in una zona di frontiera, al limite del noto e dello ignoto, si sforzava di mandare la sua luce anche laddove non c'era nulla da illuminare. (Mario Picchi)

[modifica] Bibliografia

  1. Citato in Guido Almansi, Il filosofo portatile, TEA, 1991.

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