Gilbert Keith Chesterton

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Gilbert Keith Chesterton (1874 – 1936), scrittore britannico.

Indice

[modifica] Citazioni di Gilbert Keith Chesterton

  • L'uomo non vive di solo sapone. (da All I survey)
  • La dignità dell'artista sta nel suo dovere di tener vivo il senso di meraviglia nel mondo. (da Generally Speaking)
  • La donna media è a capo di qualcosa di cui può fare ciò che vuole; l'uomo medio deve obbedire agli ordini e nient'altro. (da All thing considered)
  • La famiglia è il test della libertà, perché è l'unica cosa che l'uomo libero fa da sé e per sé. (da Fancies versus fads)
  • La nostra civiltà ha deciso, molto giustamente, che stabilire l'innocenza o la colpevolezza delle persone è troppo importante per essere affidata a uomini istruiti allo scopo. Quando la nostra civiltà vuole essere illuminata su questa angosciosa questione, si rivolge a persone che in materia di legge non ne sanno più di me, ma che sono capaci di sentire quel che io ho sentito sul banco dei giurati. Quando la nostra società vuole catalogare i libri di una biblioteca, scoprire il sistema solare, o altre minuzie del genere, si serve dei suoi specialisti. Ma quando vuol fare qualcosa di veramente serio riunisce 12 uomini comuni. Se ben ricordo, il Fondatore del Cristianesimo fece lo stesso. (da Tremendous Trifles, citato in Selezione dal Reader's Digest, dicembre 1962)
  • Le grandi opere letterarie sono sempre allegoriche: allegoriche di una qualche visione totale del mondo. (da The Ballad of the White Horse)
  • Puoi trovare il vero con la logica solo se hai già trovato il vero senza di essa. (da The Man who was Orthodox)
  • Se c'è qualcosa di peggio dell'odierno indebolirsi dei grandi principi morali, è l'odierno irrigidirsi dei piccoli principi morali. (da Tremendous Trifles)

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  • A mio avviso il golf è un modo costoso di giocare alle biglie.
  • Ai giorni nostri, la parte peggiore del lavoro è ciò che capita alla gente quando smette di lavorare.
  • C'è un grande uomo che fa sentire ogni uomo piccolo. Ma il vero grande uomo è colui che fa sentire tutti grandi.
  • C'è una strada che va dagli occhi al cuore senza passare per l'intelletto.
  • Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perché comincia a credere a tutto.
  • Gli uomini coraggiosi sono tutti dei vertebrati: sono morbidi in superficie e duri nel mezzo.
  • I bambini sono innocenti e amano la giustizia, mentre la maggior parte degli adulti è malvagia e preferisce la misericordia.
  • I fatti non hanno mai creato lo spirito della realtà, perché la realtà stessa è uno spirito.
  • I ricchi sono la feccia della terra in ogni paese.
  • Il compromesso era solito significare che mezza pagnotta era meglio di niente. Tra i moderni statisti sembra realmente che mezza pagnotta sia meglio di una pagnotta intera.
  • Il mondo non morirà mai di fame per la mancanza di meraviglie, quanto per la mancanza di meraviglia.
  • Il poeta cerca solo di mettere la testa in cielo. È il logico che cerca di mettere il cielo dentro la propria testa. Ed è la sua testa che si spacca.
  • Il povero onesto può a volte dimenticare la sua condizione, ma l'uomo ricco e onesto non lo può fare.
  • Il semplice e crudo piacere di leggere può essere paragonato al piacere che una mucca prova mentre bruca.
  • Il temperamento artistico è una malattia che affligge i dilettanti.
  • Il vero modo per amare qualsiasi cosa consiste nel renderci conto che la potremmo perdere.
  • L'istruzione è un periodo durante il quale si viene istruiti da qualcuno che non si conosce su qualcosa che non si vuole conoscere.
  • L'uomo che lancia una bomba è un'artista perché preferisce un grande momento a tutto.
  • L'uomo che non dà importanza al suo cambiamento non è un vero poeta.
  • La Bibbia ci dice di amare i nostri vicini di casa, ed anche di amare i nostri nemici. Probabilmente perché spesso sono la stessa cosa.
  • La crudeltà è, forse, il tipo peggiore di peccato. La crudeltà intellettuale è certamente il tipo peggiore di crudeltà.
  • La felicità è uno strano personaggio: la si riconosce soltanto dalla sua fotografia al negativo.
  • La gente litiga perché non sa discutere.
  • La musica a cena è un insulto sia per il cuoco che per il violinista.
  • La psicanalisi è una confessione senza assoluzione.
  • La vita è la più grande delle avventure, ma solo l'avventuriero lo scopre.
  • Le circostanze spezzano le ossa di un uomo; ma non è mai stato dimostrato che esse spezzino l'ottimismo di un uomo.
  • Non abbattere mai una palizzata prima di conoscere la ragione per cui fu costruita.
  • Non c'è una scienza nazionale esattamente come non c'è una tavola moltiplicativa nazionale; ciò che è nazionale non è più scienza.
  • Non credo che il fato colpisca gli uomini qualunque cosa facciano, ma credo che il fato li colpisca a meno che essi non facciano qualcosa.
  • Ogni architettura è grande dopo il tramonto: forse l'architettura è veramente un'arte notturna, come quella dei fuochi artificiali.
  • Per amare qualcosa bisogna rendersi conto che potremmo perderla.
  • Si potrebbe compilare il peggior libro del mondo usando solamente passi scelti dei migliori scrittori esistiti.
  • Si può conoscere il cosmo, ma non il proprio ego; il proprio io è più distante di ogni altra stella.
  • Talvolta l'uomo d'affari di successo fa i soldi grazie alla propria abilità ed esperienza, ma di solito li fa per sbaglio.
  • Tutti i dialetti sono metafore e tutte le metafore sono poesia.
  • Un'avventura è soltanto un fastidio considerato nel modo giusto. Un fastidio è soltanto un'avventura considerata nel modo sbagliato.
  • Un bel racconto ci dice la verità sul suo vero eroe, ma un brutto racconto ci dice la verità sul suo autore.
  • Un uomo non può mai capire veramente un ragazzo, neppure quando lui è stato un ragazzo.
  • Una nuova filosofia in generale significa in pratica l'espressione di qualche vecchio vizio.
  • Una scusa impettita è un nuovo insulto... La parte lesa non vuol essere compensata perché è stata offesa, vuole essere guarita perché è stata ferita.
  • Vi è qualcosa di depravato in ogni uomo che non abbia voglia di violare i dieci comandamenti.
  • L'avventura suprema è nascere. Così noi entriamo all'improvviso in una trappola splendida e allarmante. Così noi vediamo qualcosa che non abbiamo mai sognato prima. Nostro padre e nostra madre stanno acquattati in attesa e balzano su di noi, come briganti da un cespuglio. Nostro zio è una sorpresa. Nostra zia, secondo la bella espressione corrente, è come un fulmine a ciel sereno. Quando entriamo nella famiglia, con l'atto di nascita, entriamo in un mondo imprevedibile, un mondo che ha le sue strane leggi, un mondo che potrebbe fare a meno di noi, un mondo che non abbiamo creato. In altre parole, quando entriamo in una famiglia, entriamo in una favola.

[modifica] L'Osteria Volante

  • E Noè diceva spesso a sua moglie, quando si sedeva a tavola: "Non m'importa dove va l'acqua, purché non vada nel vino".
And Noah he often said to his wife when he sat down to dine: "I don't care where the water goes if it doesn't get into wine."

[modifica] Il Club dei Mestieri Stravaganti

  • Ci sono molte persone buone e molte persone sane di mente qui, oggi pomeriggio. Solo, per una strana coincidenza, tutte le persone buone sono matte e tutte le persone sane sono malvagie.
  • Le ossa dell'ultimo mammut sono rovinate in immenso sfacelo, le tempeste non divorano più le nostre navi, né le montagne dal ventre di fuoco vomitano più l'inferno sulle nostre città, pure noi siamo eternamente impegnati in una lotto accanita contro le cose più piccole, specie i microbi e le stecche delle camicie.
  • Siete ancora così sprofondato nella superstizione, così aggrappato a oscure fedi preistoriche, da creder nei fatti? Non vi fidate dell'intuizione?
  • Ogni particolare indica qualche cosa, certo, ma in genere indica la cosa sbagliata. A me sembra che i fatti indichino in tutte le direzioni, come i mille rami di un albero. È solo la vita dell'albero che ha unità e si innalza, solo la linfa verde che sgorga, come una fontana, verso le stelle.

[modifica] La Resurrezione di Roma

  • È insensato andare a Roma se non si possiede la convinzione di tornare a Roma.

[modifica] What's wrong with the world

  • L'ideale cristiano non è stato messo alla prova e trovato manchevole: è stato giudicato difficile, e non ci si è mai provati ad applicarlo.
  • Se una cosa merita di essere fatta, merita di essere fatta male.

[modifica] A Miscellany of men

  • La primavera non è primavera se non arriva troppo presto.
  • La vera contentezza è una cosa attiva come l'agricoltura. È la capacità di tirar fuori da una situazione tutto quello che contiene. È difficile ed è rara.

[modifica] Prefazione a "Il Circolo Pickwick" di Charles Dickens

  • Tutta la differenza fra costruzione e creazione è esattamente questa: una cosa costruita si può amare solo dopo che è stata costruita; ma una cosa creata si ama prima che esista.
  • Una buona battuta di spirito è una cosa assoluta, sacra, che non si può criticare. I nostri rapporti con una buona battuta di spirito sono immediati e addirittura divini.

[modifica] All things considered

  • Un'avventura è solo una disavventura vista dal lato buono.
  • Un grande classico è uno scrittore che si può lodare senza averlo letto.

[modifica] L'Uomo che fu Giovedì

  • Uno più uno non fa due, ma duemila volte uno.
  • Tutte le volte che un treno arriva alla stazione, io ho il senso che si sia aperta la strada sotto il fuoco di innumerevoli batterie, e che l'uomo abbia vinto il caos... Tenete per voi il vostro Byron che commemora le disfatte degli uomini. Io verserò lacrime d'orgoglio leggendo l'orario delle ferrovie.
  • Il buddismo non è un credo, è un dubbio.

[modifica] Eugenetica e altri malanni

  • La cosa più saggia del mondo è gridare prima del danno. Gridare dopo che il danno è avvenuto non serve a nulla, specie se il danno è una ferita mortale.

[modifica] Autobiografia

  • La vera difficoltà dell'uomo non è di godere i lampioni o i panorami, non di godere i denti-di-leone o le braciole, ma di godere il godimento, di mantenersi capace di farsi piacere ciò che gli piace.
  • Nessun uomo ha veramente misurato la vastità del debito verso quel qualsiasi essere che l'ha creato e che lo ha reso capace di chiamarsi qualcosa. Dietro il nostro cervello, per così dire, v'era una vampa o uno scoppio di sorpresa per la nostra stessa esistenza: scopo della vita artistica e spirituale era di scavare questa sommersa alba di meraviglia, cosicché un uomo seduto su una sedia potesse comprendere all'improvviso di essere veramente vivo, ed essere felice.

[modifica] I paradossi di Mr Pond

  • È quasi l'esatta definizione delle padrone di casa quella che afferma che costoro fanno parlare fra loro persone che odiano parlare, e che le separano quando stanno cominciando a provarci gusto.
  • Il paradosso è stato definito come "la verità che sta ritta in piedi sulla propria testa per attirare l'attenzione", ed è stato difeso sulla base del fatto che esiste un gran numero di credenze che sta ben saldo sui propri piedi, visto che la testa non la possiede.
  • In genere gli uomini cocciuti [...] sono molto precisi in ciò che stanno facendo: ecco perché sono così spesso in torto rispetto a ciò che fanno.
  • La conversazione dovrebbe essere sacra perché è così leggera, così tenue e, se volete, così futile; comunque, così fragile e facile a distruggersi. Troncarle la vita è peggio di un omicidio: è un infanticidio. È come uccidere un bambino che sta cercando di venire alla luce.
  • Per fortuna la gente continua a dissentire sino a quando non muore in pace nel proprio letto. Molto di rado gli uomini concordano davvero pienamente e finalmente. Conoscevo due uomini che giunsero a concordare fra di loro in maniera così completa che uno naturalmente uccise l'altro...

[modifica] Le avventure di un uomo vivo

  • Tutto era magnifico, paragonato al nulla.
  • Amore mio, che altro posso fare? Quale altra occupazione può avere un uomo valido su questa terra, fuorché di sposarvi? Che alternativa c'è al matrimonio, eccetto il sonno? Non certo la libertà. A meno che non sposiate Dio, come le nostre monache in Irlanda, bisogna sposiate un Uomo, cioè a dire Me. La terza ed ultima ipotesi sarebbe che sposaste voi stessa e viveste con voi, voi, voi sola: cioè a dire in quella compagnia che mai è soddisfatta e non soddisfa mai.
  • Chi ruba un cane, chi ruba un cavallo, e chi ruba un uomo; ma c'è nessuno vile come chi ruba un balocco?
  • Dio mi ha ordinato di amare e servire un determinato luogo e m'ha fatto fare, in onore di esso, una quantità di cose anche bizzarre, affinché codesto luogo potesse servirmi a testimoniare, contro tutti gli infiniti e i sofismi, che il Paradiso è in una data località e non dappertutto: è qualcosa di preciso e non già qualsiasi cosa.
  • È una cosa pericolosa che un uomo, per un attimo di secondo, creda di capire la morte.
  • Il matrimonio è un duello all'ultimo sangue, che nessun uomo d'onore dovrebbe declinare.
  • Il mistico è un uomo il quale crede che due mondi siano meglio di uno. E, in un senso superiore, ogni pensiero è realmente un riflesso. [...] L'uomo è capace di vedere il proprio pensiero capovolto, come in una pozza si vede capovolta una casa. Questa duplicazione mentale, questa specie di specchiamento è, ripetiamolo, il più riposto mistero di tutta la filosofia. C'è una verità mistica, magari mostruosa, nell'affermazione: due teste sono meglio di una. Soltanto che dovrebbero tutte e due trovarsi sullo stesso corpo.
  • In ogni casa elegante, pensavo, c'è la porta principale per i signori, e c'è la porticina di servizio per i fornitori; ma non deve mancare la porta celeste per gli dei. Si potrebbe dire che la cappa del camino è il tunnel che congiunge la terra al cielo. [...] Per colpa di certe convenzioni, e d'una diffusissima mancanza di coraggio ascensionale, forse questa porta è poco adoperata. Ciò non toglie che la porta della Befana sia la vera porta principale: la porta che si apre sull'universo.
  • La bontà delle cose buone, come la perversità delle cose perverse, è un prodigio che eccede ogni parola; si può forse pitturarlo, ma non discorrerne. E bisognerà che penetriamo in profondità più fonde dei cieli, e che diventiamo più vecchi de' primissimi angeli, prima di poter sentire, sia pur nelle vibrazioni minime, l'immortale violenza di quella duplice passione con la quale Dio ama e odia il mondo.
  • La morte, il teschio con le ossa incrociate, il memento mori [...] voglion non soltanto ricordarci la vita futura, ma anche la vita presente. Col nostro spirito fiacco, empiremmo della nostra decrepitudine l'eternità, se non fossimo mantenuti giovani dalla morte. La Provvidenza ci ha tagliato l'immortalità a pezzetti, come la nutrice taglia a bastoncelli il pane imburrato al bambino.
  • M'avete persuaso che, abbandonando la propria moglie, uno realmente commette qualche cosa d'iniquo e pericoloso, [...] perché nessuno potrà più trovarlo, e invece tutti abbiamo bisogno di essere trovati.
  • Matrimoni imprudenti! E ditemi: dove mai in cielo o in terra si son visti matrimoni prudenti? Altrettanto varrebbe discorrere di suicidi prudenti!
  • Per esser felici come un bambino o come un cane, non c'è che da essere innocenti come il bambino; o, come il cane, incapaci di peccato. Esser buoni, insomma. Ma ahimè! Al solito, veggo un'espressione scettica sul viso del vecchio amico Mosè. Il signor Gaund non condivide l'opinione ch esser buono davvero [...] basti a rendere un uomo contento. [...] E allora, ditemi un po' un'altra cosa. Chi di noi ci si è provato?
  • Si suol parlare delle istituzioni quasi fossero qualche cosa di gelido e restrittivo. La verità è che quando gli uomini sono eccezionalmente alacri e inebriati di libertà e ispirazione finiscono sempre col creare istituzioni. [...] Non si è mai liberi finché un'istituzione non venga a liberarci; e la libertà non esiste finché non sia stata dichiarata dall'autorità.
  • Tutte le cose apparivano definite e distinte, ma in una maniera innaturale. Esistevano, come simboli, in un'estasi di isolamento. Ogni oggetto diventava ognor più particolare e prezioso, perché il quadro stava per frantumarsi. Le cose splendono così, appunto un'istante prima di esplodere.
  • Voi siete incrollabile come un albero, perché non credete. Io sono volubile come una tempesta, perché credo.
  • Ringraziate Dio anche per le anatre giù nella vasca". II celebre pessimista espresse a mezza voce il suo vivo desiderio di ringraziare Dio per le anatre della vasca. "E non dimenticate i paperi", insisté Innocenzo, implacabile. Eames concedette fievolmente anche i paperi. "Nulla, mi raccomando, dovete dimenticare. E cosi rendete grazie al Cielo per le Chiese, le Cappelle, i villini, la gente ordinaria, le pozzanghere, le pentole e i tegami, i bastoni, i cenci, gli ossi, e le tende a pallini". "Sta bene, sta bene" ripeteva la vittima disperata "bastoni, cenci, ossi, tende". "Tende a pallini, mi pare di avere detto".

[modifica] Le storie di Padre Brown

  • C'è nella vita un elemento di magica coincidenza che può sfuggire alla gente che bada solo all'aspetto prosaico delle cose. Come è stato ben espresso dal paradosso di Poe, la saggezza dovrebbe contare sull'imprevisto.
  • "Credo di essere anticlericale – soleva dire padre Brown, con un tenue sorriso – ma non ci sarebbe neppure metà del clericalismo che c'è, se lasciassero la cosa al clero."
  • Ho rubato per vent'anni [...] Tutto il disdegno, i freddi sguardi delle persone rispettabili, che si domandavano come si potesse cadere così in basso, mi facevano soltanto ridere. Solo il mio amico mi disse che sapeva benissimo perché rubavo: e da allora non ho più rubato.
  • I veri mistici non nascondono i misteri, li rivelano. Pongono una cosa nella piena luce del giorno e, quando l'avete vista, essa è ancora un mistero. Ma i mistagoghi nascondono una cosa nell'oscurità e nel segreto e, quando la scoprite, è un'insulsaggine.
  • La cosa più incredibile dei miracoli è che accadono.
  • La qualità di un miracolo è misteriosa, ma il suo accadimento è semplice. [...] È semplice perché è un miracolo. È potenza che viene direttamente da Dio (o dal diavolo) invece che indirettamente, attraverso la natura e la volontà umana.
  • La sua testa acquistava sempre il massimo valore quando egli la perdeva: in quei momenti sommava due più due e otteneva quattro milioni. Spesso la Chiesa Cattolica (che è sposata al buonsenso) non l'approvava, spesso egli stesso non si approvava. Ma era una vera ispirazione, importante in rare crisi... quando chi perde la testa la salva.
  • Le persone che si lamentano sono bravi, umani seccatori: non ho nulla contro di loro. Ma le persone che si lamentano di non lamentarsi sono diaboliche.
  • Non occorre intelletto per essere intellettuali.
  • Posso credere l'impossibile, ma non l'improbabile.
  • Quando voi parlate di scienza della criminologia, voi intendete studiare un uomo dal di fuori, come se fosse un gigantesco insetto, o un fenomeno lontano da noi; mentre il più grande orrore del male sta appunto nel fatto che è così vicino a noi, che è in tutti noi.
  • Questa perdizione apre una porta dietro l'altra verso l'inferno, e sono porte che immettono in stanze sempre più strette. Ecco quello che si deve dire contro il peccato: non è che si diventi sempre più sfrenati, ma sempre più meschini.
  • Un delitto è come ogni altra un'opera d'arte. Non si sorprenda: i delitti non sono affatto le sole opere d'arte che provengono da un'officina infernale. Ma ogni opera d'arte, sia essa divina o diabolica, ha un'impronta inevitabile; voglio dire che l'idea centrale è semplice, per quanto l'adempimento possa essere complicato.
  • Non è che essi non sappiano vedere la soluzione. È che non sanno vedere il problema.

[modifica] Francesco d'Assisi

  • Ancora ogni generazione cerca per istinto il suo santo. Ed egli è non ciò che la gente vuole, ma piuttosto colui del quale la gente ha bisogno. [...] Da ciò il paradosso della storia che ciascuna generazione è convertita dal santo che la contraddice maggiormente.
  • Dobbiamo asserire [...] che [San Francesco] fu un poeta. [...] Ma egli ebbe un privilegio negato a molti poeti; poté infatti chiamarsi il solo poeta felice fra i tanti poeti infelici del mondo. Tutta la sua vita fu una poesia, ed egli non fu tanto un menestrello che cantava semplicemente le proprie canzoni, quanto un drammaturco capace di recitare per intero il suo dramma. [...] Parlare dell'arte di vivere suona oggi artificiale più che artistico. Ma San Francesco rese in ogni senso la vita arte, per quanto un'arte involontaria. [...] [A età avanzata, poiché stava per diventare cieco, gli prospettarono un rimedio orribile, che] consisteva nel cauterizzare l'occhio senza alcun anestetico. In altre parole, si dovevano bruciare i bulbi degli occhi con un ferro rovente. [...] Quando fu preso il ferro dalla fornace, egli si levò con atteggiamento educato, e parlò come se si rivolgesse ad un essere invisibile: "Fratello fuoco, Dio ti ha creato bellissimo e forte e utile; ti prego d'essere cortese con me." Se c'è qualcosa che possa dirsi arte di vivere, a me pare che un simile momento sia uno dei suoi capolavori. Non a molti poeti è stato concesso di ricordare la propria poesia in un simile momento, ancor meno di vivere uno dei propri poemi. Perfino William Blake sarebbe stato sconvolto se, leggendo i nobili versi: "Tigre! Tigre! che splendente bruci!" un'enorme tigre viva del Bengala fosse apparsa alla finesta del suo cottage in Felpham, con la evidente intenzione di asportargli la testa.
  • Il mondo circostante era, come si è già notato, un groviglio di dipendenze familiari, feudali, e altre. L'idea complessa di San Francesco era che i Piccoli Frati dovessero essere come pesciolini, liberi di muoversi a proprio piacimento in quella rete. E potevano farlo proprio per il loro essere piccoli e perciò guizzanti. [...] Calcolando, per così dire, su questa astuzia innocente, il mondo era destinato ad essere circuito e conquistato da lui, e impacciato nel reagire alla sua azione. Non si poteva di certo lasciar morire di fame un uomo continuamente votato al digiuno, né lo si sarebbe potuto distruggere e ridurre alla miseria, poiché era già un mendicante. Vi sarebbe stata una soddisfazione ben scarna anche nel percuoterlo con un bastone, poiché egli si sarebbe lasciato andare a salti e canti di gioia, essendo l'umiliazione la sua unica dignità. E nemmeno lo si sarebbe potuto impiccare, perché il cappio sarebbe divenuto la sua aureola.
  • [San Francesco] non confondeva la folla con i singoli uomini. Ciò che distingue questo autentico democratico da qualunque altro semplice demagogo è che egli mai ingannò o fu ingannato dall'illusione della suggestione di massa. Qualunque fosse il suo gusto per i mostri, egli non vide mai dinanzi a sé una bestia dalle molteplici teste. Vide unicamente l'immagine di Dio, moltiplicata ma mai ripetitiva. Per lui un uomo era sempre un uomo, e non spariva tra la folla immensa più che in un deserto. [...] Nessun uomo guardò negli occhi bruni ardenti senza essere certo che Francesco Bernardone si interessasse realmente a lui, alla sua vita intima, dalla culla alla tomba, e che venisse da lui valutato e preso in considerazione. [...] Ora, per questa particolare idea morale e religiosa non c'è altra espressione esteriore che quella di "cortesia". "Interessamento" non può esprimerla, perché non è un semplice entusiasmo astratto; "beneficenza" nemmeno, perché non è una semplice compassione. Può solo essere comunicata da un comportamento sublime, che può appunto dirsi cortesia. Possiamo dire, se vogliamo, che San Francesco, nella scarna e povera semplicità della sua vita, si aggrappò a un unico cencio della vita del lusso: le maniere di corte. Ma mentre a corte c'è un solo re e una folla di cortigiani, nella sua storia c'era un solo cortigiano attorniato da centinaia di re.
  • [San Francesco] vide ogni cosa con senso drammatico, staccata dalla sua posizione, non immobile come in un quadro ma in azione come un dramma. Un uccello poteva sfiorarlo come una freccia, [...] un cespuglio poteva fermarlo come un brigante; ed egli era pronto a dare il benvenuto a entrambi. In una parola, noi parliamo di un uomo che non confondeva il bosco con gli alberi, e non voleva farlo. Voleva piuttosto considerare ogni albero come un'entità separata e quasi sacra, come una creatura di Dio [...] Non voleva ergersi di fronte a uno scenario usato come mero sfondo, e recante la banale iscrizione: "Scena: un bosco". In tal senso vorremmo intendere che era troppo drammatico per il dramma stesso. Lo scenario avrebbe preso vita nelle sue commedie [...] Ogni cosa sarebbe stata in primo piano, e quindi alla ribalta; ogni cosa avrebbe avuto un proprio carattere. Questa è la qualità per cui, come poeta, egli fu perfettamente l'opposto d'un panteista. Non chiamò la natura sua Madre, ma chiamò Fratello un certo somaro e Sorella una certa passerotta. [...] È qui che il suo misticismo è così simile al senso comune di un fanciullo. Un bambino non ha difficoltà a comprendere che Dio creò cane e gatto; sebbene sia consapevole che la formazione del gatto e del cane dal nulla è un processo misterioso al di là della sua immaginazione. Ma nessun bambino capirebbe il senso dell'unione del cane e del gatto e di ogni altra cosa in un unico mostro con una miriade di gambe chiamata natura. Egli senza dubbio si rifiuterebbe di attribuire capo o coda a un simile animale. [...] Gli uccelli e gli animali francescani assomigliano davvero a uccelli e animali araldici, non perché fossero favolosi, ma nel senso che erano considerati come realtà, chiare e positive, scevre dalle illusioni dell'atmosfera e della prospettiva. In tal senso egli vide un uccello color sabbia in campo azzurro e una pecora d'argento in campo verde. Ma l'araldica dell'umiltà era più ricca dell'araldica dell'orgoglio, perché giudicava tutte le cose che Dio aveva creato come qualcosa di più prezioso e di più unico die blasoni che i principi e i nobili avevano dato soltanto a se stessi.

[modifica] Ortodossia

  • Uomini che cominciano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell'umanità, finiscono per combattere anche la libertà e l'umanità pur di combattere la Chiesa.
  • La serietà non è una virtù. Sarebbe un'eresia, ma un'eresia molto più giudiziosa, dire che la serietà è un vizio.
  • Sarebbe ingiusto passare sotto silenzio la definizione misteriosa ma suggestiva data, pare, da una bambina: «Un ottimista è un uomo che vi guarda gli occhi, un pessimista un uomo che vi guarda i piedi».
  • I bambini sono grati alla Befana che mette nelle loro calze doni di giocattoli e dolci. Posso io non essere grato a Dio che mi ha messo nelle calze il dono di due meravigliose gambe?
  • La tradizione non significa che i vivi sono morti, ma che i morti sono vivi.
  • Pazzo non è chi ha perso la ragione, ma chi ha perso tutto fuorché la ragione.
  • Il mondo non è una casa d'affitto a Brighton che si debba lasciare perché è miserabile: è il castello di famiglia, con la bandiera sventolante sul torrione, e più è miserabile meno dobbiamo abbandonarlo. La questione non è di sapere se il mondo è troppo triste per essere amato o troppo lieto per non essere; la questione è che quando si ama una cosa, la sua letizia è una ragione per amarla di più.
  • Taluni hanno preso la stupida abitudine di parlare dell'ortodossia come di qualche cosa di pesante, di monotono e di sicuro. Non c'è invece, niente di così pericoloso e di così eccitante come l'ortodossia: l'ortodossia è la saggezza, e l'esser saggi è più drammatico che l'esser pazzi; è l'equilibrio di un uomo dietro cavalli che corrono a precipizio, che pare si chini da una parte, si spenzoli da quell'altra, e pure, in ogni atteggiamento, conserva la grazia della statuaria e la precisione dell'aritmetica.
  • II paradosso fondamentale del Cristianesimo è che la ordinaria condizione dell'uomo non è il suo stato di sanità e di sensibilità normale: la normalità stessa è un anormalità. Questa è la filosofia profonda della caduta.
  • II valore delle cose sta nell'essere state salvate da un naufragio, ripescate dal Nulla all'esistenza. Ma io ho fantasticato (l'idea può sembrare pazzesca) che l'ordine e il numero delle cose non sia che il romantico avanzo del naviglio di Crusoe [...]. Gli alberi e i pianeti mi parevano come salvati dal naufragio, e quando vidi il Matterhorn fui contento che non fosse stato dimenticato nella confusione.
  • La cinta esterna del Cristianesimo è un rigido presidio di abnegazioni etiche e di preti professionali; ma dentro questo presidio inumano troverete la vecchia vita umana che danza come i fanciulli e beve vino come gli uomini. (…) Nella filosofia moderna avviene il contrario: la cinta esterna è innegabilmente artistica ed emancipata: la sua disperazione sta dentro.

[modifica] San Tommaso d'Aquino

  • Così, teorie personali su ciò che la Bibbia dovrebbe significare, e teorie premature su ciò che il mondo dovrebbe significare, si sono scontrate in una diatriba clamorosa e ampiamente pubblicizzata, specie in epoca vittoriana; e questa goffa collisione di due forme assai impazienti di ignoranza è nota come la disputa tra Scienza e Religione.
  • È questo senza dubbio il vero significato delle famose parole, molto spesso fraintese, rivolte ai primi santi: "Voi siete il sale della terra." [...] Il sale insaporisce e conserva il manzo, non perché è come il manzo, ma perché è molto diverso. Cristo non disse agli apostoli che erano semplicemente quelli che eccellevano, né che erano i soli ad eccellere, ma che erano l'eccezione, quelli permanentemente in contraddizione e incompatibili.
  • Il paradosso è diventato ormai ortodossia; gli uomini sguazzano placidamente nel paradosso come nel luogo comune. Non è il fatto che l'uomo pratico stia a testa in giù, il che alle volte può essere una stimolante per quanto sconcertante ginnastica; è che a testa in giù ci sta a meraviglia: ci dorme, perfino.
  • Il problema dei filosofi moderni è che la loro conclusione è oscura quanto la loro dimostrazione; o che essi presentano un risultato il cui risultato è il caos.
  • In un certo senso posso anche ammettere che un uomo possa essere uno scettico radicale, ma non può essere nient'altro; certo nemmeno un difensore dello scetticismo radicale. Se per un uomo tutti i moti del suo stesso intelletto sono senza senso, allora il suo intelletto è senza senso, ed è senza senso egli stesso; e non significa nulla cercare di scoprire quale senso egli abbia. Sembra che gli scettici radicali in genere sopravvivano perché non sono poi tanto scettici e non sono affatto radicali. Cominceranno col negare ogni cosa e poi ammetteranno qualche cosa, se non altro per amor di ragionamento – o tante volte di polemica senza ragionamento.
  • L'oggetto è un oggetto; può esistere ed esiste infatti al di fuori dalla mente, o in assenza della mente. E perciò allarga la mente di cui diviene parte. La mente conquista una nuova provincia, come un imperatore; ma solo perché ha risposto al suono di un campanello, come un servitore. La mente [...] è se stessa per questo nutrirsi di fatti, [...] questo cibarsi della strana, dura carne della realtà.
  • La guerra, nel suo significato moderno più ampio, è possibile non perché più uomini sono in disaccordo, ma perché più uomini sono d'accordo. Sotto i mezzi di coercizioni peculiarmente moderni quali l'istruzione e la coscrizione obbligatoria, vi sono aree pacifiche talmente ampie, che tutti quanti possono essere d'accordo sulla guerra. A quel tempo [nel Medioevo] gli uomini erano in disaccordo perfino sulla guerra; e la pace poteva scoppiare dappertutto.
  • La maggior parte delle filosofie moderne non sono filosofia ma dubbio filosofico; dubbio, cioè, se possa esistere una qualunque filosofia.
  • Non va bene dire a un ateo che è un ateo, o attribuire a chi nega l'immortalità l'infamia di negarla, o pensare che si possa costringere un avversario ad ammettere di aver torto dimostrandogli che ha torto in base ai principi di qualcun altro, e non ai suoi. [...] È questo il senso di una massima attribuita al grande san Luigi, re di Francia, che le persone superficiali citano come un esempio di fanatismo; il senso è che con un infedele si deve o discutere come un vero filosofo sa fare, oppure "infilargli in corpo una spada più profondamente che si può."

[modifica] Eretici

  • Nessuno è più pericoloso di un uomo privo di idee, il giorno che ne avrà una gli darà alla testa come il vino a un astemio.
  • La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. È una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. È una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo le incredibili virtù e l'incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l'erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto

[modifica] Bibliografia

  • Gilbert Keith Chesterton, Le avventure d'un uomo vivo: romanzo, traduzione di Emilio Cecchi, Treves, Milano, 1933.
  • Gilbert Keith Chesterton, I paradossi di Mr. Pond, traduzione di Manuela Giasi, A. Vallardi, Milano, 1994.
  • Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino, traduzione di Isa Maranesi, Piemme, Torino, 1998.
  • Gilbert Keith Chesterton, Francesco d'Assisi, traduzione di Daniela Cuccurullo, Guida Editori, Napoli, 1990.
  • Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia, traduzione di Roberto Ferraro, Morcelliana, Brescia, 2007.
  • Gilbert Keith Chesterton, Il Candore di padre Brown, traduzione di Paolo Morganti, Morganti Editori, Sona (VR), 2007.
  • Gilbert Keith Chesterton, La Saggezza di padre Brown, traduzione di Paolo Morganti, Morganti Editori, Sona (VR), 2008.

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