Benjamin Sisko

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Benjamin Lafayette Sisko

Immagine Sisko-Zanaq.svg.
Universo Star Trek
Autore Rick Berman, Michael Piller
Interprete

Benjamin Lafayette Sisko, protagonista di Star Trek: Deep Space Nine.

Star Trek: Deep Space Nine[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Prima stagione[modifica]

  • Questa è forse la cosa più importante da comprendere degli esseri umani. È l'ignoto che definisce la nostra esistenza. Noi siamo costantemente alla ricerca non solo di risposte alle nostre domande ma di nuove domande.
  • Secoli fa, la gente del mio mondo si dedicava a sport crudeli, uccideva specie inferiori per diletto. Certe culture ancora lo fanno, ma neanche loro oserebbero cacciare un essere senziente.
  • [Su Q] È un'entità molto potente e imprevedibile. Sono stato a un briefing della Flotta Stellare su di lui due anni fa.
  • Il primo contatto è sempre un momento molto delicato, Jake. Va trattato con estrema attenzione. Diciamo che è come se fosse il primo appuntamento con una bella ragazza.
  • [Rivolto a Kira] Lo so che lei lotta per tutti coloro che sono oppressi. Ha dedicato tutta la sua vita a combattere battaglie impossibili, proprio come questa. Ma deve rendersi conto di una cosa, Maggiore. Lei è dall'altra parte ora.
  • [Rivolto a Kira] La prima volta che l'ho vista, Maggiore, ho creduto che fosse ostile e arrogante. Be', avevo torto. Bajor ha bisogno di lei e anch'io ne ho bisogno. Lei mi piace e non voglio vederla soffrire.
  • Secondo me, su Deep Space Nine c'è posto per ogni tipo di filosofia.
  • È facile guardare sette secoli indietro e giudicare cos'è giusto e sbagliato.
  • Non sempre siamo d'accordo. In effetti, facciamo delle gran litigate a volte, ma poi ne usciamo sempre conquistando una maggiore comprensione e un rinnovato apprezzamento reciproco.

Seconda stagione[modifica]

  • Con i sogni funziona così: più se ne parla e più rapidamente svanisce.
  • Lo ammetta, O'Brien. Si annoierebbe a morte se qui tutto funzionasse a meraviglia.
  • Il mio pensiero torna indietro ai borg, come disprezzavo la loro indifferenza mentre tentarono di sterminarci.
  • Essere cittadini della Federazione non significa necessariamente essere dei santi. [...] Sa qual è il problema? [...] Il problema è la Terra. [...] Sulla Terra non c'è traccia di povertà, non esiste il crimine e non ci sono guerre. Dalle finestre del comando della Flotta Stellare si vede il paradiso. In quella pace innaturale non è difficile comportarsi come dei santi. Ma i Maquis non vivono in un paradiso. Là fuori, nella zona smilitarizzata i problemi non sono stati ancora risolti. Là fuori non c'è nessun santo. Ci sono solo persone, uomini gonfi di rabbia, atterriti e detterminati che sono disposti a mettere in gioco tutto per sopravvivere, con o senza il consenso della Federazione.
  • Non voglio sulla coscienza un uomo che lotta per la sua terra.

Terza stagione[modifica]

  • I romulani preferiscono stare in disparte e manipolare i collaboratori di nascosto.

Quarta stagione[modifica]

  • Mio padre diceva che la strada che porta al cuore di una donna passa per il suo stomaco.
  • Curzon una volta mi ha detto che, in ultima analisi, le uniche persone in grado di trattare con i klingon sono altri klingon.
  • Alla fine ho capito che non era dalla Flotta Stellare che volevo allontanarmi. Stavo cercando piuttosto di fuggire dal dolore per la perdita di mia moglie. Pensavo che avrei potuto avvolgere l'uniforme tutta intorno alla mia pena e gettarla via come niente fosse. Ma purtroppo non è così facile. Fuggire ti può aiutare forse per un po', ma presto o tardi la pena ti assalirà un altra volta, e l'unico modo per liberartene è restare lì a testa alta e affrontarla.
  • Dunque, diciamo che DS9 ha varie sfumature di grigio, e Quark è una di quelle sfumature grigie. Lui ha le sue regole e li segue diligentemente. Quando le avrà comprese, capirà chi è Quark.
  • Probabilmente anch'io sarei pronto a qualunque cosa e a qualunque follia per la persona che amo davvero. Ma prima vorrei essere ben sicuro di potermi permettere di pagarne il prezzo.
  • I Jem'Hadar sono di certo i soldati più brutali ed efficienti che abbia mai incontrato in tutta la mia carriera. Non tengono in considerazione le convenzioni di guerra, né la protezione dei civili. Non si limiteranno ai bersagli militari, sono pronti a scatenare un conflitto come la Terra non ha visto dalla fondazione della Federazione.
  • C'è un limite ben preciso alla mia tolleranza verso le stravaganze culturali degli ufficiali al mio comando.
  • Noi non mettiamo i civili in pericolo, neanche potenzialmente per salvare noi stessi. A volte questo significa che perdiamo la battaglia e a volte anche la nostra vita. Ma se non è in grado di fare questa scelta, temo proprio che non possa indossare questo uniforme.
  • Il compito di un capitano è anche saper sorridere, far felice le truppe anche quando è l'ultima cosa al mondo che vorresti fare, perché loro sono le tue truppe e hai il dovere di averne estrema cura.
  • Un uomo morto non potrà mai imparare dai propri errori.

Quinta stagione[modifica]

  • I guerrieri klingon parlano sempre con fierezza tra di loro. Non sussurrano, né mantengono le distanze.
  • Ci vuole coraggio per guardarsi dentro, e più coraggio per scriverlo e farlo leggere dagli altri.
  • Kirk ha sempre avuto la fama di essere un rubacuori.
  • [Su James Tiberius Kirk] Sì, lo voglio conoscere, lo ammetto. Vorrei farci due chiacchiere, stringergli la mano e chiedergli del gorn su Cestus III, ma non è per questo che siamo qui.
  • Tutto è più lindo quando è qualcun altro a pulire.
  • Chissà perché, ma le cause perse hanno sempre un fascino nascosto.
  • Il Dominio è noto per la sua abilità negli intrighi politici.
  • Anche nei momenti più tristi, può sempre succedere qualcosa che ti ricordi di come si fa a sorridere.
  • Quando assunsi il comando di questa base, volevo soltanto trovarmi da un'altra parte, ovunque ma non qui. Ora, cinque anni dopo, questa è diventata la mia casa e voi siete ormai la mia famiglia. Lasciare la stazione e lasciare voi è una delle cose più difficili che abbia mai dovuto affrontare. Ma questa guerra non è ancora finita.

Sesta stagione[modifica]

  • Sono stato in missione con dei Jem'Hadar un tempo, prima della guerra naturalmente. Erano bravi, soldati duri, professionali. È stato un onore servire con loro. Ma il loro vorta [Weyoun] era totalmente diverso: ambiguo, sleale. Nessuno di noi si fidava di lui e, alla fine, è stato assassinato da un Jem'Hadar.
  • [Su Gul Dukat] Forse preferirei pensare a lui come un pazzo, un uomo devastato. Sarebbe meno pericoloso. Per quanto possa sembrare terribile, una parte di me desidererebbe che fosse morto, ma è un pensiero indegno per un ufficiale federale. Ha perso un impero, ha perso sua figlia e ha quasi perso la ragione. Qualunque siano i suoi crimini, non è già una punizione sufficiente da scontare per il resto della vita?
  • A volte la vita sembra così complicata, ma niente è nero assoluto o del tutto bianco. C'è sempre quella piccolissima sfumatura di grigio. Poi, invece, passi del tempo con un uomo come Dukat e ti rendi conto dell'esistenza di qualcosa che è pura malvagita.
  • Non c'è nessun dato riguardante un vice direttore Sloan negli archivi della Flotta. Per la Sezione 31, la faccenda è un po' più complicata. Il Comando di Flotta di fatto non ammette la sua esistenza. Tuttavia, non lo nega neanche.
  • Mio padre dice che la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni.
  • Se c'è una cosa che ho imparato nel corso degli anni è che le cattive notizie arrivano sempre nel cuore della notte.
  • Popolazioni intere venivano uccise di giorno in giorno, interi mondi stavano combattendo per la libertà e io ero lì a dover pensare a come risolvere quei problemi sia morali che politici. Sapevo che dovevo tenere d'occhio la situazione globale e vincere la guerra, fermare quello spargimento di sangue, il mio dovere era questo. Così, ho continuato, e ogni volta che affiorava un'altro dubbio trovavo un modo per metterlo da parte.
  • Non sono mai stato impaziente. Non mi tormento per le mie decisioni una volta che li ho prese. Sono come mio padre. Quando è in cucina, dice: "Dubbio e preoccupazione sono i principali nemici di un grande cuoco. Il soufflé ce la farà a gonfiarsi oppure no? Quando è in cottura non si può intervenire, quindi la sola cosa da fare è sedersi aspettare e vedere che cosa succede."
  • Ho ingannato, ho mentito, ho protetto degli uomini per coprire i crimi di altri uomini. Mi sono reso complice di un omicidio, ma la cosa più terribile e sorprendente è che riesco a convivere col ricordo e che se dovessi farlo di nuovo lo rifarei.
  • So che non sarà un'impresa facile e so che pagheremo un altissimo prezzo per ogni singolo sistema su cui rimetteremo le mani, ma in definitiva è senz'altro l'unico modo per allontanare il Dominio dal Quadrante Alfa, e questo è l'intento che ci accomuna tutti: klingon, umani e romulani.

Settima stagione[modifica]

  • La guerra non è fatta di efficienza.
  • Il gioco del baseball è molto più che semplice forza fisica. È una dimostrazione di coraggio. Bisogna crederci. È un atto di pura fede, una passione in cui ci si mette il cuore.
  • Se c'è una cosa che i nostri amici vulcaniani non hanno, è il cuore.
  • Sa cos'è che ricorderò meglio di tutta questa guerra? Le liste dei caduti nei rapporti. Qualche volta mi sembra di non fare altro che contare i nomi di chi è morto. Quando è cominciata la guerra, leggevo ogni nome. Pensavo fosse giusto, in onore del loro sacrificio, ma adesso i nomi hanno cominciato a confondersi.
  • Non importa quel che il futuro ci riserverà, non importa quanto lontano viaggeremo, una parte di noi, una parte molto importante di noi, rimarrà per sempre qui, su Deep Space Nine.
  • Dukat, sei patetico. [...] Prima il Dominio, adesso i pah-wraith. Nonostante gli sforzi, riesci sempre a schierarti con i perdenti.

Altri progetti[modifica]