Worf

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Worf

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Worf è interpretato da Michael Dorn

Universo Star Trek
Autore Gene Roddenberry
Interprete
  • Michael Dorn

Worf, personaggio klingon di Star Trek.

Citazioni[modifica]

Star Trek: The Next Generation[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Prima stagione[modifica]

  • Non c'è nulla di cui vergognarsi a cadere davanti a un nemico superiore.
  • Per ciò che chiamiamo amore, avrei bisogno di una donna klingon. [...] Ma con le donne che ho a disposizione, donne terrestri, dovrei contenermi un po' troppo, signore. Sa, sono piuttosto fragili per me.
  • I klingon apprezzano le donne forti.
  • Se vincere non è importante, allora perché si segnano i punti?
  • Pensare a ciò che son si può dominare serve solo a sprecare energie e a creare dei nemici illusori.
  • Soltanto gli sciocchi non hanno paura.
  • Mi è molto difficile dover dipendere da qualcuno per qualsiasi cosa, specie se c'è in gioco la mia vita.
  • L'avamposto di Khitomer fu attaccato dai romulani e tutti furono uccisi. Io rimasi sotto le macerie e mi credettero morto. Un umano, un ufficiale della Flotta mi ritrovò. Mi portà a casa sua su Gault e disse a sua moglie di allevarmi come un figlio.
  • Solo i vigliacchi prendono ostaggi, non certo noi klingon.
  • Tu hai sempre parlato di gloria, Korris, di conquiste e di eroiche pagine che noi scriveremo. [...] E perché non usi mai parole come "dovere", "onore", "fedeltà", senza le quali un guerriero è nulla?
  • Quelli che ha davanti sono romulani. Sono esseri senza un briciolo di onore. Hanno ucciso i miei genitori durante un attacco su Khitomer, quando in teoria erano nostri alleati. Sono convinti che gli umani e i klingon siano razze inferiori che vanno distrutte.

Seconda stagione[modifica]

  • Per alcuni, la sicurezza è più importante della comodità.
  • [Dopo aver ruggito] È così che le klingon attirano il compagno. [...] Le femmine ruggiscono, e poi lanciano degli oggetti pesanti e dopo ti graffiano. [...] Il maschio legge delle poesie d'amore... e cerca di schivare.
  • Oggi, io sono un guerriero e devo dimostrare il mio coraggio. Per questo, viaggerò nel fiume di sangue. [...] La battaglia è mia, voglio vedere il sangue del nemico. [...] La bile degli sconfitti scorre sulle mie mani.
  • I klingon non bluffano mai.
  • A bordo di questa nave ho imparato che per ogni problema c'è nove volte su dieci più di una soluzione.
  • Ho notato che molte persone usano l'umorismo come una difesa. Chiacchierano molto ma, stringendo, dicono poco.
  • I klingon preferiscono la morte a la resa.

Terza stagione[modifica]

  • La famiglia di un guerriero klingon è responsabile delle azioni che egli compie, come lui è responsabile delle loro.
  • Io non ho rifiutato le mie origini. Io sono un klingon. Il mio cuore appartiene a questo mondo. Il mio sangue è uguale al vostro.
  • I romulani rivendicano qualunque cosa sia nel loro campo visivo.
  • Una promozione dovuta alla morte di un compagno è assolutamente normale sulle navi klingon.
  • Le parole vengono dopo. Tieni sempre presente che è l'odore che per primo parla d'amore.

Quarta stagione[modifica]

  • Non è onorevole attaccare le persone deboli.
  • La fiducia si guadagna. Non ci viene certo regalata.
  • Il popolo klingon non intreccia relazioni amorosi. Conquista semplicemente quello che desidera.
  • Non mi è stato forse insegnato che la pazienza, il più delle volte, è un'arma più efficace della spada?
  • Non possiamo riacquistare il nostro onore agendo disonorevolmente.
  • A Khitomer, sono stato salvato da umani. Dei genitori umani mia hanno amato e allevato. Con gli umani ho passato quasi tutta la mia vita, a loro fianco ho combattuto. Ma sono nato e resto klingon. Il mio cuore appartiene a quel mondo, e sento nel sangue il grido del guerriero. Il mio posto è fra il mio popolo.

Quinta stagione[modifica]

  • Un klingon deve mettere il bene dell'Impero al di sopra dell'orgoglio.
  • Preferirei lottare contro 10 guerrieri balduk piuttosto che affrontare un bambino.
  • Quando ero un bambino più piccolo di te, persi i miei genitori, la mia famiglia, il mio popolo. Tutto quello che avevo mi fu strappato via, ad eccezione del mio senso dell'onore. Era l'unica cosa che mi era rimasto, l'unica cosa d'avvero klingon, e nessuno è mai riuscito a portarmela via.
  • Quando tu menti o rubi, non solo disonori te stesso, ma anche la tua famiglia.
  • Morire per salvare la propria nave è il sogno di ogni klingon.
  • Quando un klingon non è più in grado di affrontare i nemici da guerriero, quando diventa un peso per gli amici e per la famiglia, allora arriva il momento dell'hegh'bat, il momento di morire.
  • Un guerriero non lascia un amico ad affrontare il pericolo da solo.

Sesta stagione[modifica]

  • Per un klingon, la barba è simbolo di coraggio.
  • Tuo padre è una parte di te stesso per sempre. Sapere di tuo padre ti insegna a sapere di più su di te. Ecco perché non importa dove si trovi o cosa abbia fatto.
  • Non c'è posto nel mio cuore per la vergogna.
  • I klingon non cacciano perché hanno bisogno di cibo. La caccia è un rituale che ci ricorda da dove proveniamo.
  • Un klingon non fugge dalle battaglie che sta combattendo.
  • Le domande sono il principio della saggezza, il marchio di un vero guerriero.

Star Trek: Deep Space Nine[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Quarta stagione[modifica]

  • Ho passato tra gli umani gran parte della mia vita e, creda, non è sempre stato facile per me. E da quando è stata distrutta l'Enterprise, tutto è diventato ancora più difficile. Non mi sento più di appartenere a questa uniforme.
  • Secondo molti klingon, siamo stati in pace per troppo tempo, e l'impero deve espandersi se vuole sopravvivere. Il Dominio ha dato alla mia gente il pretesto per reclamare ciò che ha sempre agognato: combattere e conquistare.
  • Se il mio popolo è tornato ai vecchi metodi, nessuno è più al sicuro.
  • Worf, figlio di Mogh, mantiene sempre la sua parola.
  • In guerra non c'è niente di più onorevole della vittoria.
  • Quello che di solito sogniamo noi vi gelerebbe il sangue e renderebbe le vostre notti un castigo orribile.
  • Un vero guerriero non deve esagerare nel racconto delle sue gesta.
  • Da quando ho l'uso della memoria mi sono sempre sentito uno straniero. Sono stato cresciuto da umani, ma ero troppo diverso per sentirmi come loro. Ero sempre irrequieto. Un giorno, i miei genitori adottivi mi permisero di visitare il mio pianeta. Andai ad abitare dalla famiglia di mio cugino. Quando posai lo sguardo sulle fantastiche cupole di Qo'noS mi sentii a casa mia finalmente, ma i miei cugini non volevano avere nulla a che fare con me. [...] Un giorno, scappai sulle montagne. Rimasi senza cibo né acqua per tre giorni. Ma lì, sù, nelle caverne di No'Mat, Kahless mi apparve dicendomi che avrei fatto una cosa che nessun klingon aveva mai fatto. Quando ritornai sulla Terra, cominciai a domandarmi come mai avesse voluto rivolgersi a me. Quando fui abbastanza grande, mi unì alla Flotta Stellare. [...] Ho sempre pensato di aver così compiuto il mio destino, ma adesso capisco che Kahless aveva altro in mente per me, un impresa più grande. Forse, è per questo che ho dovuto sopportare tante pene, che sono stato costretto a scegliere tra la Federazione e il mio popolo. Mi ha messo alla prova per prepararmi ad una impresa molto più alta. [...] Vuole che sia io a guidare il nostro popolo.
  • I nostri dei sono morti. Antichi guerrieri klingon li hanno uccisi migliaia di anni fa. Erano più un disturbo che un aiuto.
  • Per molto tempo ho camminato sulla linea di demarcazione fra l'Impero e la Federazione. Volevo poter vivere in entrambi i mondi, era la cosa migliore per me. Ma la verità è che non posso far ritorno all'Impero. [...] Io ho sempre sperato che un giorno il casato di Mogh avrebbe potuto reclamare il posto che gli spetta e che sarei anche potuto tornare. Purtroppo, ora ho capito che se succedesse, non avrei dove andare.
  • Un guerriero klingon non ha mai bisogno di lodi dal suo maestro.
  • Noi consideriamo le donne klingon le nostre compagne di battaglia e madri dei nostri figli.

Quinta stagione[modifica]

  • Quando un guerriero klingon muore in battaglia, i compagni vegliano la salma per tenere lontano i predatori. Questo permette allo spirito di lasciare il corpo quando è ora di compiere il lungo viaggio fino allo Sto-Vo-Kor.
  • Le uniformi della Flotta Stellare offrono il massimo della comodità, anche negli ambienti ostili.
  • Sai che dall'età di sette anni, sono stato cresciuto da due umani su Gault, un mondo scarsamente popolato, direi non più di 20.000 abitanti. Spesso sembrava addirittura che ognuno conoscesse tutti gli altri, però una cosa era sicura: tutti quanti conoscevano me. Io ero il klingon, il diverso, il bambino incontrollabile. Ero il più grande, il più forte, il più incosciente ragazzino del pianeta. Combattevo duro, giocavo duro, facevo quello che volevo. [...] A 13 anni, ero capitano della squadra di calcio della mia scuola. Arrivammo in finale nel campionato, e io ero determinato a vincere. Verso la fine, il punteggio era pari, ma noi dovevamo battere un calcio d'angolo. La palla volò rapida in alto, così io e uno dei miei avversari, un ragazzo umano di nome Mikel saltammo per colpirla di testa. Lui era piazzato meglio, ma io volevo fare tutto il possibile per segnare. Mentre saltavo con risolutezza verso il pallone, ridevo come un esaltato. [...] Qualche istante dopo, vidi la palla entrare in rete, quindi emisi un ruggito di trionfo, e mi voltai verso Mikel per schernirlo, ma vidi che era steso al suolo in una pozza di sangue. Le nostre teste avevano urtato mentre saltavamo. Non me n'ero reso conto, ma nella collisione gli avevo rotto l'osso del collo. Morì il giorno seguente. [...] In confronto ai klingon, gli umani sono creature troppo fragili. In quei due giorni, ho capito che dovevo imparare a contenermi se volevo continuare a vivere fra di loro.
  • Non dimenticare la Regola dell'acquisizione numero 111: "Tratta i tuoi debitori come familiari: sfruttali più che puoi".
  • Oggi è un buon giorno per morire.

Settima stagione[modifica]

  • Un klingon preferirebbe morire che essere tenuto prigioniero.
  • L'autocommiserazione è dei perdenti.
  • I cardassiani sono un popolo molto orgoglioso, ma il Dominio li tratta come cittadini di seconda classe.
  • Una nuova alba sorgerà per la nostra gente, ma di certo non sarò io autore di questa rinascita. Martok è il valoroso guerriero che ne sarà degno.

Primo contatto[modifica]

  • Forse questo è il giorno giusto per morire!
  • Se lei fosse un qualsiasi altro uomo, la ucciderei lì dove si trova.

Star Trek - L'insurrezione[modifica]

  • Sto provando impulsi aggressivi, signore!
  • I son'a desiderano negoziare un cessate il fuoco. Forse dipende dal fatto che ci restano solo tre minuti d'aria a bordo.

Citazioni su Worf[modifica]

Star Trek: The Next Generation[modifica]

  • Il fatto di essere l'unico klingon a prestare servizio nella Flotta Stellare l'ha distinta in modo speciale. Però quello che io ho trovato di unico e speciale in lei è stata la sua umanità: compassione, generosità, senso di giustizia, tutte le più belle qualità umane che lei ha preso e fatto sue, e che hanno fatto di lei l'uomo che mi onoravo di chiamare tenente Worf. (Jean-Luc Picard)
  • Il Worf che io ricordo dava più importanza a concetti come onore e lealtà che non a leggi e regolamenti. (Jean-Luc Picard)
  • Piccolo cervello in una testa enorme! (Q)

Star Trek: Deep Space Nine[modifica]

  • Certo che per essere un klingon che è stato cresciuto da umani, che indossa un uniforme della Flotta e beve del succo di prugna, sei molto legato alla tradizione.
  • È un guerriero klingon, non possiede lo stesso codice morale di un ufficiale della Flotta Stellare. Lui è uno di noi, un killer, un predatore tra gli agnelli.
  • Lui convive il coraggio di un gatto berserker insieme al cuore di un poeta.

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