Julia - Le avventure di una criminologa

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Julia - Le avventure di una criminologa

Fumetto

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Titolo originale

Julia - Le avventure di una criminologa

Lingua originale italiano
Paese Italia
Genere giallo
Autore Giancarlo Berardi
Editore Sergio Bonelli Editore
Pubblicazione ottobre 1998 – in corso

Julia - Le avventure di una criminologa, fumetto creato nel 1998 da Giancarlo Berardi ed edito dalla Sergio Bonelli Editore.

Serie regolare[modifica]

Albo 1, Gli occhi dell'abisso[modifica]

[Giancarlo Berardi (testi) e Luca Vannini (disegni), Gli occhi dell'abisso, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 1, Sergio Bonelli Editore, ottobre 1998.]

  • Julia: Un grande sensitivo diceva che dopo la morte, quando l'anima va a congiungersi con Dio, qui sulla Terra resta uno spirito "intelligente", una specie di fotocopia dell'individuo, capace di pensare e di agire. Difficile pronunciarsi su questi argomenti. Ma è certo che i luoghi mantengono l'impronta delle persone che ci hanno vissuto. Persino il loro odore.
  • Julia: Per la polizia, un assassino è sempre e solo un colpevole. Al criminologo, invece, interessa anche quanto è stato vittima a sua volta. La violenza è sempre frutto di altra violenza.

Albo 4, Diluvio di fuoco[modifica]

[Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Pietro Dall'Agnol (disegni), Diluvio di fuoco, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 4, Sergio Bonelli Editore, gennaio 1999.]

  • Webb: ...secondo me, gli scontri sono inevitabili. Questione di mentalità. Noi tendiamo a dividere la gente in innocenti e colpevoli, lei in sani e malati!...
    Julia: Diciamo che a voi basta scoprire chi, a me interessa soprattutto perché.
    Webb: Le due cose possono essere complementari. Trovare il movente, spesso basta a risolvere un caso... ed è questo l'interesse comune, no?
    Julia: Tecnicamente, non si può dire che una pulsione omicida sia un movente.
    Webb: Era tanto per capirsi!...
    Julia: Evitando le approssimazioni ci si capisce meglio!...
  • Tina: Se permette una domanda da profana, colpisce la lontananza tra quest'uomo e il "mostro" di tanti film e romanzi!...
    Julia: È inevitabile. Come diceva Robert Louis Stevenson, una storia è tanto più riuscita quanto più è riuscito il suo "cattivo". Perciò ci si sforza di renderlo originale, brillante, a suo modo affascinante. Nella realtà, le cose sono molto più grigie.

Albo 5, I sequestrati[modifica]

[Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Laura Zuccheri (disegni), I sequestrati, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 5, Sergio Bonelli Editore, febbraio 1999.]

  • De Meers: È inumano quello che state facendo! Non si possono lasciar soffrire così le persone!
    Numero Uno: Ma certo, voi siete quei cuori teneri che preferiscono tenersi lontani dalla violenza!... ve ne state qui, con le vostre famiglie e i vostri soldi, al sicuro, a blaterare di pace e a guardare la guerra in televisione!... E intanto, quelli che la fanno crepano! Crepano ogni giorno, perché voi possiate continuare a vivere tranquilli e a curare i vostri interessi!
    De Meers: Se anche fosse, non si raddrizza un'ingiustizia con un'altra ingiustizia!...
    Numero Uno: Davvero? E come vi mettete in pari con la coscienza? Dando una pensione a quelli che tornano senza braccia e senza gambe? O una bella medaglia a quelli che non tornano affatto?!

Albo 6, Jerry è sparito[modifica]

Marco Soldi, disegnatore dell'albo nonché copertinista dei primi 157 numeri di Julia.

[Giancarlo Berardi (testi) e Marco Soldi (disegni), Jerry è sparito, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 6, Sergio Bonelli Editore, marzo 1999.]

  • Webb: Potrei darle una risposta sferzante... ma senza Irving non c'è gusto!...
    Julia: È un'osservazione acuta... in effetti, la presenza di uno spettatore è sempre stimolante...
    Webb: Meno male. Ogni tanto ne imbrocco una anche io!...
  • Webb: E... lei come sta?
    Julia: Discretamente, se riuscissi a dormire. Ho sempre davanti agli occhi il visetto di quel bimbo...
    Webb: Succedeva anche a me all'inizio della carriera... poi si fa l'abitudine a tutto, anche alla morte...
    Julia: È questo che non voglio... non voglio abituarmi a tutto... voglio mantenere intatta la mia capacità di emozionarmi... anche se devo pagare un prezzo...

Albo 7, La lunga notte di Sheila[modifica]

[Giancarlo Berardi e Giuseppe De Nardo (testi), Luigi Siniscalchi (disegni), La lunga notte di Sheila, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 7, Sergio Bonelli Editore, aprile 1999.]

  • Emily: Sta lavorando a un nuovo caso, vero?
    Julia: Come fa a saperlo?
    Emily: Lei diventa intrattabile solo quando è sotto pressione per un caso.
  • Lillian: Ami questo lavoro, punto e basta. Seguire un caso ti fa sentire viva, come quando sei seduta dietro la cattedra!... D'altra parte, sono due attività molto legate...
    Julia: Non ti seguo...
    Lillian: Beh, sì, la scuola e il lavoro di criminologa, per te, sono due facce della stessa medaglia!... Nel momento in cui ti prendi cura dei tuoi studenti, devi occuparti anche del mondo che li aspetta fuori!... Non puoi infondergli il senso della vita e poi lasciarli massacrare dal primo balordo!

Albo 8, Se le montagne muoiono[modifica]

La riserva indiana di Pine Ridge, nel Dakota del Sud, location delle vicende dell'albo: per la prima volta nella storia della serie, Julia si ritrova a indagare lontano dalla natìa — e immaginaria — Garden City, metropoli del New Jersey.

[Giancarlo Berardi (testi) e Giorgio Trevisan con la collaborazione di Laura Zuccheri (disegni), Se le montagne muoiono, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 8, Sergio Bonelli Editore, maggio 1999.]

  • Julia: Capisci la mia lingua?
    Bob: Certo, non sono mica scemo!...
    Julia: Hai ragione, scusa!... Ma ho letto che molti [nativi americani] parlano ancora il Sioux...
    Leo: È scritto sulla guida!
    Bob: Si dice "Lakota", Sioux è un nome spregiativo che ci hanno dato i nostri nemici!...
    Julia: Ah, non lo sapevo...
    Bob: È una parola Chippewa, l'abbreviazione di "Nadowessioux", vuol dire "gente puzzolente"!...
    Leo: Per forza, con questo caldo secco!...
  • Wade: Nat prosegue la tradizione dei suoi avi. È alla ricerca di una visione. Immagino sappiate cosa significa...
    Julia: Tenta di mettersi in contatto con Wakantanka, il Sacro Spirito?
    Leo: Per essere precisi: "È una comunicazione diretta con Dio, intesa a trarne auspici per la propria vita e quella della propria tribù"!...
    Wade: Ottima definizione!...
    Julia: Frutto di un'ottima memoria e di un'ottima guida turistica!...
    Wade: ...ma noi preferiamo considerarla un modo diverso di vedere, di sentire e di essere.
  • Clodia: E lei, non s'è mai sposato?
    Leo: Non ancora. Sto cercando l'anima gemella, come si dice...
    Clodia: La sta cercando per andarle incontro, o per scappare a gambe levate?
    Leo: Questa è una buona domanda... proprio una buona domanda!...
    Clodia: Se le piace davvero la sua amica [Julia], dovrebbe metterci un po' più di buona volontà!... In effetti è molto carina...
    Leo: Stupenda, direi. Ma in questi casi bisogna fare una scelta.
    Clodia: Una scelta?
    Leo: Sì. Tra una possibile breve passione e una possibile lunga amicizia!...
    Clodia: E lei cos'ha scelto?
    Leo: Nulla. Gli uomini si propongono, ma sono sempre le donne a scegliere!...
    Clodia: Ma almeno si è proposto?
    Leo: Questa è una buona domanda... proprio una buona domanda!...
  • Valadier: Le cose sono cambiate quando ho imparato a piangere...
    Julia: Ha dovuto imparare?
    Valadier: Sì. Non ricordo di averlo mai fatto, neanche da bambino. Sono stato cresciuto come un guerriero, e i guerrieri certe cose non se le permettono. La prima volta, quando ho sentito scendermi le lacrime, ho preso uno specchio e mi sono guardato... ho guardato la smorfia della mia faccia, ho assaggiato il sapore salato del pianto... e mi sono sentito meglio...

Albo 9, Echi dal passato[modifica]

[Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Giancarlo Caracuzzo (disegni), Echi dal passato, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 9, Sergio Bonelli Editore, giugno 1999.]

  • Julia: Qualcuno ha detto che le smentite non servono. Sono solo un modo per ripetere la notizia.
  • Langland: ...certo, dopo la caduta del muro di Berlino, hanno cominciato a cianciare di fine della storia...
    Trevor Luscombe: E sarebbe grave?
    Langland: Storia e conflitti continueranno. Sono gli usi e i costumi che tendono a omologarsi, con il progresso delle comunicazioni. Il cosiddetto "villaggio globale" sta appiattendo tutto e tutti. La diffusione dei fast food e di internet non metterà fine alla storia, ma all'antropologia!...

Albo 10, Il reduce[modifica]

Valerio Piccioni, disegnatore dell'albo.
Il ricordo della guerra del Vietnam fa da sfondo alle vicende dell'albo.

[Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Valerio Piccioni con la collaborazione di Maurizio Mantero ed Enio (disegni), Il reduce, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 10, Sergio Bonelli Editore, luglio 1999.]

  • Julia: Non mi reputo particolarmente coraggiosa, ma quando seguo una pista, odio doverla mollare!...
  • Waters: Sembrano gli elicotteri...
    Sidney Luscombe: Troppo presto.
    Waters: Se la pigliano comoda, quei bastardi!... Tanto ci siamo noi con il culo a mollo!
    Sidney Luscombe: Porta pazienza!...
    Waters: Tu non te la prendi mai?
    Sidney Luscombe: Beh, non mi aspettavo niente del genere, ma nessuno mi ha obbligato a venirci!... [In Vietnam.]
    Waters: Ecco, questa è una cosa che non capirò mai!
    Sidney Luscombe: Nemmeno mio padre. Lui mi vedeva con i gradi da ufficiale, in un bell'ufficio, a mille chilometri dal fronte...
    Waters: Che c'è di male?
    Sidney Luscombe: Niente. Papà sistema sempre tutto per il meglio. L'ha fatto fin da quando sono nato... Stabiliva gli amici che potevo frequentare, gli studi che dovevo seguire, le ragazze con cui uscire, la carriera adatta per me...
    Waters: Io ci metterei la firma!...
    Sidney Luscombe: Io no. Posso anche sbagliare, ma voglio essere io a decidere, capisci?
    Waters: Si. Cioè, no... Insomma, ti sei ficcato in questa fogna per un puntiglio con tuo padre?
    Sidney Luscombe: La libertà prevede anche la possibilità di commettere errori!...
  • Leo: Hai visto la faccia del tassista?
    Julia: No. Cosa aveva di speciale?
    Leo: Invidia. Quando sono in giro con te, mi guardano tutti con invidia!...

Albo 11, L'eterno riposo[modifica]

[Giancarlo Berardi (testi) e Sergio Toppi (disegni), L'eterno riposo, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 11, Sergio Bonelli Editore, agosto 1999.]

  • Webb: ...funziona sempre questo macinino!... [una Morgan 4/4 del 1967.] L'ha fatta aggiustare, poi, la capote?
    Julia: Perché, cos'aveva che non andava?
    Webb: Beh, l'ultima volta non c'è stato verso di alzarla. Siamo rimasti in panne sotto l'acqua scrosciante!
    Julia: Spero di sì. È Nick, il mio meccanico, che se ne occupa!...
    Webb: Deve costarle un capitale!...
    Julia: Al contrario. Purché non la venda, lui è disposto a lavorarci gratis!...
    Webb: Deve aver preso una bella cotta!...
    Julia: Sì, fortissima... per la Morgan!...
  • Lillian: ...vedi, diventare vecchi è già di per sé sgradevole. Bisogna accettare nuovi limiti, nuove difficoltà. Ogni giorno si perde qualcosa... Ma il processo è così lento che, in pratica, una non se ne accorge. È quello che ti sta intorno che ti costringe a pensare, a rendertene conto. Il fatto che vieni trattato come un essere alla fine della vita, la cui presenza ha perso di significato per te e per gli altri... una nullità. La vera malattia degli anziani è l'indifferenza... l'indifferenza della società.

Albo 12, Una dolce bambina triste[modifica]

[Giancarlo Berardi e Giuseppe De Nardo (testi), Federico Antinori (disegni), Una dolce bambina triste, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 12, Sergio Bonelli Editore, settembre 1999.]

  • Julia: Bella costruzione, dev'essere di un architetto famoso!...
    Webb: A me non piace!
    Julia: Un giorno o l'altro deve farmi l'elenco di quello che gradisce. Così mi so regolare!...
    Webb: E poi come facciamo a litigare?!

Albo 13, Cyrano[modifica]

L'albo affronta l'allora nascente mondo delle chat

[Giancarlo Berardi con la collaborazione di Michelangelo La Neve (testi), Luigi Siniscalchi (disegni), Cyrano, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 13, Sergio Bonelli Editore, ottobre 1999.]

  • Cyrano: Per un amico, non c'è regalo più bello di un segreto!
  • Emily: Gesù!... Credevo che la stessero sgozzando!... Ho sentito un urlo... Insomma, cos'è stato?!
    Julia: Niente... Yawwn!... ...il solito incubo...
    Emily: E dice niente?! Ci si consuma il cervello a dormire male! La mattina vengono fuori certi occhi neri, le guance si infossano e non si trova marito!
    Julia: Sì, un vero disastro, ma io che ci posso fare?
    Emily: L'ex fidanzato di una mia zia ha una cugina che ha appena divorziato dal fratello di uno che sa far scomparire gli incubi come per magia!...
    Julia: E come... con un rito voodoo?
    Emily: Scusi dando, badrona bianga!... la bovera sghiava negra si rimedde la gadena e dorna in gugina ai suoi bendoloni!
    Julia: Emily!... Ma che le prende? Aspetti!
    Emily: Badrona bianga bensare che boveri negri essere angora selvaggi gon anello al naso!... Invece il fratello dell'ex marito della cugina del precedente fidanzato di mia zia è un neurologo di fama mondiale!
    Julia: D'accordo, me la sono meritata... ma l'ho detto senza intenzione!...
    Emily: Lo so! Se fosse capace di certe cattiverie, non sarei più qui da un pezzo!
    Julia: E allora?
    Emily: Beh, una scena così chissà quando mi capita di poterla rifare!...
  • Emily: Non può mica risolvere da sola tutti i problemi del mondo!
    Julia: Ognuno, nel suo piccolo, dovrebbe cercare di dare una mano, no?
    Emily: Sante parole, ma anche Dio s'è riposato un giorno della settimana!
    Julia: Beato lui che poteva permetterselo!...
  • Julia: Le ragazze [...] una volta tenevano un diario, adesso navigano in Internet. Le vecchie ragazze come me, continuano a tenere un diario.
  • Lillian: Il guaio è che una si abitua a bastare a se stessa. A un certo punto, la solitudine diventa un vizio!...
    Julia: È vero. La si ricerca, anche se pesa!...

Albo 14, Il cacciatore[modifica]

[Giancarlo Berardi e Gino D'Antonio (testi), Laura Zuccheri (disegni), Il cacciatore, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 14, Sergio Bonelli Editore, novembre 1999.]

  • Julia: La sente [Webb]?... Aria di primavera... La natura si risveglia, la vita prende il sopravvento... Nessuno dovrebbe morire in una stagione così bella...
  • Emily: I maschi sono tutti una razza, a due o quattro zampe!
  • Julia: Mi vorrebbero sistemata [Emily e nonna Lillian], con un bravo giovane, capace di difendermi... e un paio di marmocchi da coccolare. Una vita tranquilla, felice. La loro vita, non la mia.
  • Barton Lindsay: Sbaglia, quando avversa la caccia. È stata il punto di partenza della nascita della civiltà...
    Julia: La storia della pietra scheggiata...
    Barton Lindsay: Può sembrare una banalità, ma è da lì che vengono le macchine e le invenzioni che ci hanno permesso di cambiare il mondo... Al punto che, oggi, possiamo fingere di esserci liberati dalla necessità di cacciare... Ma dobbiamo comunque competere con le altre creature. Come minimo sottraendo loro spazio e risorse a favore dei nostri allevamenti e delle nostre coltivazioni... Il cacciatore che si misura con la sua preda ad armi pari, in fondo, rifiuta solo di nascondersi dietro una maschera!
    Julia: Non del tutto, colonnello! ...come si fa a parlare di "armi pari", quando si impugna un fucile con mirino telescopico?
    Barton Lindsay: L'uomo non ha zanneartigli, né forza bruta... Ha solo il cervello, e le armi sono un frutto naturale dell'intelligenza... Naturalmente, è questione di misura. Un cacciatore degno di questo nome non tira a un fagiano con un bazooka, lascia sempre un margine alla preda! Non capisce? Il vero cacciatore ama la natura più di chiunque altro.

Albo 15, Morte assicurata[modifica]

L'albo vede una breve — ma decisiva, ai fini dell'indagine — trasferta di Julia e Leo in Florida

[Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero con la collaborazione di Claudia Salvatori (testi), Giancarlo Caracuzzo con la collaborazione di Laura Zuccheri (disegni), Morte assicurata, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 15, Sergio Bonelli Editore, dicembre 1999.]

  • Julia: Stagione strana, l'autunno, con le sue nebbie, la sua sottile malinconia. I primi freddi costringono a rimanere a casa, a recuperare il senso dell'intimità domestica... Una stagione che ispira la voglia di guardare dentro se stessi, di fare bilanci. Riemergono antichi ricordi, lontani segreti.
  • Julia: C'è un senso di serenità e quasi di sollievo nel ritrovare le proprie abitudini dopo un viaggio. Come se si partisse soltanto per potersi godere il ritorno a casa.
  • Reverendo Plummer: [durante un'intervista televisiva] I tempi del digiuno e della penitenza sono tramontati. Il Demonio ha una forza terribile e va combattuto con i suoi stessi mezzi!... Se fossi vestito di stracci, scalzo e male in arnese, mi scambierebbero per un barbone... ...quindi non avrei il minimo ascendente... Non verrei ascoltato, né seguito!... Oggi bisogna continuare a dare il buon esempio, sì, ma è importante anche curare la propria immagine!
    Emily: [davanti alla televisione] Ha ragione! Quelli della televisione non inviterebbero mai San Francesco in un talk show, a meno che non cambiasse look!...

Albo 16, L'ombra del tempo[modifica]

[Giancarlo Berardi (testi) e Pietro Dall'Agnol (disegni), L'ombra del tempo, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 16, Sergio Bonelli Editore, gennaio 2000.]

  • Julia: A me fa piacere averti qui [a casa mia], ma... possibile che tu debba portarmi tutte, ma proprio tutte le tue conquiste?
    Leo: Lo sai, ci tengo al tuo parere!... E poi vogliono conoscere la famiglia... e mio padre rutta in una maniera indecente!
  • Julia: Perché ha questa pessima opinione di Leo?
    Emily: Perché se fosse un uomo in gamba, avrebbe già chiesto in moglie lei da tempo! E siccome non è un uomo in gamba, può trovare solo delle sciacquette!
    Julia: La sua logica è così illogica che... sembra quasi logica!
    Emily: Io bado al sodo! E da quel punto di vista, direi che il fondoschiena del biondino farebbe sperare bene! Ci vogliono lombi forti per...
    Julia: Va bene, ho capito!
    Emily: Cos'è, un attacco di pudore?
    Julia: Non so... forse sono un po' eccitabile. Si vede che sento la mancanza di un uomo!...
    Emily: Ragione in più!... Visto che certe cose non le fa, almeno le pensi!
  • Julia: [discutendo di un caso] Qui la ferita è di origine psichica...
    Webb: Intende un dolore, uno shock emotivo...?
    Julia: Sì. Qualcosa di così terribile e devastante per la mente da dover essere espulso.
    Irving: Come aver assistito a un omicidio, per esempio.
    Julia: Per esempio.
    Irving: Scusi l'ignoranza... in questi casi, come si cancella esattamente un ricordo?
    Julia: In realtà non si cancella mai del tutto. Attraverso un processo di rimozione, la memoria di un fatto viene estromessa dalla coscienza e trasferita nell'inconscio. E lì può rimanere per anni, a sedimentare. Oppure può riaffiorare all'improvviso, tutta d'un colpo, o a piccole dosi...
    Irving: Cosa intende esattamente per "sedimentare"?
    Webb: Che diavolo, Ben, stai preparando un esame di psicologia?!
    Irving: Un accidenti!... Ho fatto di tutto per dimenticare mia suocera, e adesso scopro che mi fermenta il cervello!
  • Julia: [sull'intraprendere una relazione sentimentale] La solitudine fa brutti scherzi. Si diventa gelosi del proprio territorio e mal si sopportano le invasioni. [...] Mi ero abituata a vivere nel mio guscio. Era una sorta di fortezza in cui mi sentivo sicura. Uscirne significava affrontare l'ignoto. E questo mi faceva paura.

Albo 17, Il delitto negato[modifica]

[Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero con la collaborazione di Claudia Salvatori (testi), Gustavo Trigo, Marco Soldi ed Enio (disegni), Il delitto negato, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 17, Sergio Bonelli Editore, febbraio 2000.]

  • Webb: [durante l'inseguimento a un fuggiasco] Lei... non provi a seguirmi!
    Julia: D'accordo!
    Webb: Tanto fa come le pare, lo so!
  • Julia: Capita spesso, con gli assassini seriali... ci tengono, ad ammettere i loro delitti... se ne vantano, con una specie di civetteria... a volte, confessano anche quelli che non hanno commesso...
    Irving: S'incolperebbero di aver crocifisso Gesù, se avessero una probabilità di essere creduti!
    Julia: A volte, invece, li negano... ne tengono uno o due per sé... è un modo per restare padroni del gioco, per continuare a mantenere il controllo...
  • Julia: Nella mia professione bisogna lasciarsi coinvolgere senza farsi travolgere. Un assassino non è un insetto. Se vogliamo capirne le motivazioni, è fondamentale entrare in empatia con lui.
  • Julia: Guardavo le sue mani... più che mescolare i colori, si direbbe che li impasti!
    John Sisley: Oh... sì, non vado tanto per il sottile. A volte, li spalmo direttamente sulla tela, senza pennello!...
    Julia: Un coinvolgimento totale!
    John Sisley: Secondo me, non c'è altro modo per esprimere la creatività!...
  • Mary Ann Morley: Ci risiamo con la storia di van Gogh!... Se un pittore non vende un quadro, dev'essere per forza un genio incompreso!... Non potrebbe essere semplicemente un incapace?!

Albo 18, Tornando a casa[modifica]

[Giancarlo Berardi, Giuseppe De Nardo e Maurizio Mantero (testi), Luca Vannini e Laura Zuccheri (disegni), Tornando a casa, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 18, Sergio Bonelli Editore, marzo 2000.]

  • Julia: Lei è più intelligente di quello che vuole mostrare, Webb!
    Webb: Forse è lei che mi sopravvaluta!
  • Julia: [descrivendo uno dei quartieri più degradati di Garden City] La neve si era ormai assestata in uno strato compatto e dava un'illusoria sensazione di nuovo e pulito. In mezzo a quel bianco, le facciate degli edifici spiccavano grigiastre, impietosamente stinte e scrostate. A quello sfacelo sociale, terrazzini e finestre aggiungevano dettagli domestici. Tendine scompagnate e dozzinali, lampadari da poco prezzo, cianfrusaglie ammucchiare dietro le ringhiere, tutto parlava di vite modeste e di una lotta quotidiana per tirare avanti.
  • Julia: Tutti ci aspettavamo delle lacrime, ma gli occhi [...] restarono asciutti, come quelli di chi ha alle spalle tanto dolore da esserci abituato.

Albo 19, L'occhio del sole[modifica]

L'albo, in cui Julia è alle prese con una problematica setta religiosa, vede i protagonisti citare più volte il precedente dell'assedio di Waco (1993).

[Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Enio (disegni), L'occhio del sole, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 19, Sergio Bonelli Editore, aprile 2000.]

  • Julia: Conosce il sergente Irving, Nick?
    Nick: Accidenti!.. Ho sentito parlare di lei!... Se non sbaglio, la chiamano "Big Ben", giusto?
    Irving: Sì, gli amici... comunque, anch'io la conosco di fama!... La dottoressa la dipinge come il miglior meccanico sulla piazza!...
    Julia: Il migliore dello stato... se mi trovasse una macchina che funzioni!
  • Webb: Io li sbatterei tutti dentro, questi santoni!
    Julia: Perché non in pasto ai leoni, come i cristiani nella Antica Roma?
    Webb: Ricominciamo con il garantismo??
    Julia: Primo: la costituzione sancisce libertà di culto. Secondo: la maggior parte delle sette religiose non fa nulla di male!...
    Webb: Sicuro. A parte raccogliere i balordi in circolazione e convincerli che basta pregare per risolvere i problemi!
    Julia: Siamo noi che gli lasciamo questi spazi! La nostra società si occupa di tutti tranne che dei più deboli!
    Webb: È troppo comodo aspettare sempre la manna dallo stato!
    Julia: Il suo è solo un alibi per l'egoismo!
    Webb: E il suo pietismo è un alibi per tutti gli sfaccendati!
  • Julia: Esistono molti modi di ottenere obbedienza, e non è detto che dispotismo, prepotenza e coercizione siano i più efficaci... i sensi di colpa, ad esempio, offrono una leva potentissima a chi li sa sfruttare...
    Robson: Vuol dire che chi disubbedisce si sente colpevole?
    Julia: Certo, e cerca la punizione!... C'è gente che ha un'abilità innata nel manipolare gli altri!...

Albo 20, Cielo nero[modifica]

Per chiudere l'indagine sulla setta di padre Connors, Julia e il sergente Irving volano a Londra per ottenere l'aiuto di Scotland Yard.

[Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Valerio Piccioni ed Enio (disegni), Cielo nero, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 20, Sergio Bonelli Editore, maggio 2000.]

  • Julia: [in volo da Garden City a Londra] ..è tutto coperto dalla nebbia...
    Irving: Chissà se ci sono degli iceberg, là sotto...
    Julia: Brrr... certo, se ci si pensa, fa un po' impressione!...
    Irving: Una volta, traversare l'Atlantico doveva essere una faccenda seria...
    Julia: Molto seria. Di recente ho letto una biografia di Lindbergh, che mi ha regalato Leo...
    Irving: Davvero? La ha letta anche mia moglie... io non ho mai tempo, così lei legge i libri e poi me li racconta!...
    Julia: Mi è piaciuta la parte sulle sue ricerche in campo medico...
    Irving: Ah, sì, quella faccenda del cuore artificiale!... A me ha colpito di più la ricostruzione del rapimento di suo figlio...
    Julia: Dev'essere stata un'esperienza terribile, soprattutto per la madre!...
    Irving: È stato anche un segnale che devo cominciare a preoccuparmi!...
    Julia: In che senso?
    Irving: Insomma, mia moglie mi racconta la storia di un pilota, e io m'interesso al lavoro dei poliziotti!... Penso a come avrei svolto le indagini, a dove hanno sbagliato...
    Julia: Anche a me è venuto istintivo pensare alla personalità del rapitore!...
    Irving: Almeno lei, nel tempo libero, suona il pianoforte!... Io vivo in mezzo ai poliziotti, i miei amici sono poliziotti, oltre ai poliziotti frequento solo delinquenti!... Insomma, il lavoro è lavoro, non dovrebbe diventare una fissazione!
  • Julia: All'aeroporto venne a prenderci l'ispettore Neville. I capelli tinti, i baffetti alla David Niven, l'abito elegante, il leggero accento "cockney" erano perfetti per un segugio di Scotland Yard. Lo stesso valeva per la sua puntigliosa cortesia.
  • Padre Connors: Vi siete mai chiesti dove va a finire tutta la luce?... Esce dal sole, si sparge attorno... e poi? C'è un altro sole dalla parte opposta, in mezzo al cielo... un sole a rovescio... assorbe tutta la luce dell'universo... niente gli sfugge... ma io lo vedo... è là, più nero della notte... aspetta la mia anima...

Albo 21, Scoop[modifica]

Tra i temi affrontati dall'albo, l'invadenza dei paparazzi nella sfera privata.

[Giancarlo Berardi, Giuseppe De Nardo e Maurizio Mantero (testi), Giancarlo Caracuzzo (disegni), Scoop, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 21, Sergio Bonelli Editore, giugno 2000.]

  • Webb: [sulla scena di un crimine] Chi ha chiamato la stampa?
    Irving: Questi non hanno bisogno di chiamate!... ...sentono l'odore del sangue!
  • Emily: Un'altra vittima del Ku-Klux-Klan!
    Julia: Shona Laszlo?
    Emily: Sicuro! Vogliono punire l'unica bianca che ha avuto il coraggio di recitare nello sceneggiato su Martin Luther King!
    Julia: Un'attrice non condivide necessariamente le idee dei suoi personaggi, Emily!...
    Emily: E lei crede che quella gente sia tanto fina di cervello da capire la differenza?!
  • Irving: Qualche problema?
    Webb: Quella donna [Julia] è più testarda di un mulo!
    Irving: Non è una novità!...
    Webb: Non ho detto che lo sia!

Albo 22, Quest'urlo che tace[modifica]

Alcune morti sospette tra i clochard di Garden City portano Julia a contatto con la realtà dei senzatetto

[Giancarlo Berardi con la collaborazione di Lorenzo Calza (testi), Roberto Zaghi con la collaborazione di Thomas Campi (disegni), Quest'urlo che tace, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 22, Sergio Bonelli Editore, luglio 2000.]

  • Julia: Avevo visto altre persone morire e ogni volta provavo lo stesso disagio. Per fortuna, non mi sono mai abituata alla morte.
  • Virgil: E tu perché non ti sei sposata? Mi sembri un buon partito!...
    Julia: Beh... finora, nessuno ha superato l'esame di Emily!
  • Julia: [descrivendo «Primrose, la zona più derelitta della città»] Una cosa mi colpì: la quasi totale assenza di segnali, insegne o cartelloni pubblicitari. Come se il mondo esterno non avesse più nulla da comunicare a chi abitava lì.

Albo 23, Ore sospese[modifica]

Nel tentativo di far desistere un misterioso uomo dal suicidio, Julia incappa negli interessi di una famiglia mafiosa italoamericana.

[Giancarlo Berardi, Giuseppe De Nardo e Maurizio Mantero (testi), Luigi Siniscalchi (disegni), Ore sospese, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 23, Sergio Bonelli Editore, agosto 2000.]

  • Webb: ...mi spiace averla tirata giù dal letto, proprio il suo giorno di riposo!
    Julia: Non importa. Tanto Emily aveva già cominciato a battere i tappeti!...
    Webb: Potevo chiamare uno dei nostri psicologi, ma... beh, insomma, mi fido più di lei!
    Julia: Grazie.
    Webb: Non era un complimento.
    Julia: Allora ritiro il grazie!
    Webb: Voglio dire... è un dato di fatto!
  • Julia: Non so fare la poliziotta. Non so nemmeno se ho un metodo di lavoro vero e proprio... ma so che non mi basta sapere chi ha fatto che cosa... m'interessa il perché...

Albo 24, Kidnapping Express[modifica]

Le carrozze di un lussuoso treno passeggeri che attraversa gli Stati Uniti diventano, in questo albo, il singolare teatro d'indagine di Julia.

[Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Claudio Piccoli e Alberto Macagno (disegni), Kidnapping Express, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 24, Sergio Bonelli Editore, settembre 2000.]

  • Julia: Partire in quel modo [in treno] aveva un vago profumo d'avventura e stimolava la mia curiosità: chi sarebbero stati i miei compagni di viaggio? Mi ha sempre divertito osservare gli estranei, i dettagli del loro comportamento, le piccole cose curiose che tutti facciamo senza rendercene conto. Un passatempo innocuo per il quale i treni offrivano l'ambiente ideale.
  • Julia: Nella nostra epoca, dove ogni angolo della Terra è raggiungibile e le telecomunicazioni collegano tutti, la partenza di un treno non rappresenta più un evento emozionante. Appena usciti dalla città, però, l'aria di scontata routine si dileguò. Fuori, il paesaggio sparì in un turbinio bianco. Pochi chilometri, e ci trovammo isolati da tutto e da tutti. A chi, come me, è abituato alla città, dava una sensazione inquietante.
  • Eaton: Cosa legge di bello?
    Julia: Jack Ritchie. Racconti brevi, molto ingegnosi...
    Eaton: Non l'ho mai sentito...
    Julia: È un giallista. Ha lavorato anche per Alfred Hitchcock, aveva il dono della sintesi. Si dice che avrebbe potuto scrivere "Guerra e pace" sul retro di una cartolina!...
    Eaton: Un'arte che s'è persa, oggi. Se i libri non hanno almeno seicento pagine, non li pubblicano!...
    Julia: È la moda... Libri sempre più grossi e sempre meno gente che li legge!...
  • Julia: Crescere dei figli è difficile. Bisognerebbe essere preparati e, soprattutto, guariti dai nostri mali oscuri che, altrimenti, si riversano fatalmente da una generazione alla seguente. Era per questo che non avevo un compagno? Me li sceglievo io "sbagliati", per evitare complicazioni? Per evitare di fare i conti con una possibile maternità?

Albo 25, Chi è Christine?[modifica]

[Giancarlo Berardi (testi), Laura Zuccheri (disegni), Chi è Christine?, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 25, Sergio Bonelli Editore, ottobre 2000.]

  • Julia: Sabato scorso sono salita in soffitta... c'è ancora un mucchio di roba!...
    Lillian: Paccottiglia. Cosa aspetti a buttarla via?
    Julia: Non so, ci sono anche ricordi... pezzi di vita...
    Lillian: Brutto segno!... Se guardi al passato, vuol dire che il tuo presente non è granché!...
  • Webb: [dopo una sparatoria che ha coinvolto Leo e Julia] A proposito, Baxter. Immagino che lei avesse un porto d'armi!...
    Leo: Ce l'ho ancora, se è per questo!
    Webb: Non per molto. Provvederò personalmente affinché le venga ritirato!
    Leo: La licenza d'investigatore dà diritto a girare armati. È la legge!
    Webb: Allora farò in modo che le ritirino anche la licenza!
    Leo: Molto gentile, ma perché vuole prendersi tanto disturbo?
    Webb: Perché mi è antipatico!
    Leo: Non dica così che mi mortifico!... E poi cos'ha da rimproverarmi?
    Webb: Niente, salvo l'avermi tirato giù dal letto, dopo aver steso due uomini!
    Leo: L'alternativa era che loro stendessero noi. In ogni caso, l'avrebbero svegliata!...
    Julia: Non fa una piega, sa, tenente?
  • Emily: [mentre Julia rientra in casa] Santo cielo! Vuol farmi morire di spavento?
    Julia: Mi dispiace, avrei dovuto suonare il campanello!...
    Emily: Ma che campanello!...
    Julia: Lo so, le avevo promesso di darle una telefonata...
    Emily: Ma che telefonata!...
    Julia: Allora non capisco!...
    Emily: Hanno annunciato una edizione straordinaria del telegiornale! Hanno detto che le hanno sparato!
    Julia: Oh, quello!...

Albo 26, Mentre la città brucia[modifica]

[Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Giancarlo Caracuzzo con la collaborazione di Laura Zuccheri (disegni), Mentre la città brucia, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 26, Sergio Bonelli Editore, novembre 2000.]

  • Avvocato: [durante l'interrogatorio di Harold Shelby, un sospetto piromane] ...la prima relazione è stilata dal professor Stewart, la seconda dal professor Platt... [...] Si tratta di eminenti studiosi. Entrambi dichiarano il mio cliente guarito... riteniamo perciò ogni indagine a suo carico inutile e persecutoria!...
    Webb: Dov'eri la sera del sette?
    Avvocato: La pregherei di usare un tono più formale, tenente...
    Webb: Dov'eri la sera del sette?
    Avvocato: Si trovava a una festa privata. Qui c'è un elenco di persone presenti, che non vi sarà difficile contattare.
    Julia: Si è divertito, signor Shelby?
    Avvocato: Cosa intende dire?
    Julia: Chiedevo se la festa è stata divertente o noiosa... non crede che il suo cliente possa rispondere?
    Avvocato: Mi sembra una questione del tutto irrilevante!...
    Shelby: Una noia mortale. Se fossi ancora malato, avrei incendiato la casa!...
  • Julia: [durante una telefonata con Leo] Mi faccio spesso una domanda del genere, a proposito del mio lavoro... Ci sono un sacco di criminali in giro. Ma di quanti mi occupo? Quanti riusciamo a catturarne? Quanti ne restano liberi, pronti a uccidere? [ripensandoci, nel suo diario] Era un discorso fin troppo ovvio. Non si possono raddrizzare tutti i torti del mondo. Ma, quando dobbiamo scegliere tra i tanti, qualche disagio riemerge sempre.
  • Webb: ...e ricominciamo con le attenuanti!
    Julia: Capire non significa giustificare!...
    Webb: Si comincia col capire e si finisce per giustificare. E, tra un distinguo e l'altro, la società va a rotoli!
    Julia: E lei cos'ha in mente, per salvarla? Chiudere tutti in galera?!
    Webb: Quelli che lo meritano, sì!
    Julia: E chi lo stabilisce?
    Webb: Le leggi! Non certo le sue introspezioni psico-analitiche!

Albo 27, Io l'ho visto[modifica]

[Giancarlo Berardi, Giuseppe De Nardo e Maurizio Mantero (testi), Federico Antinori (disegni), Io l'ho visto, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 27, Sergio Bonelli Editore, dicembre 2000.]

  • Webb: Che altro ha ricavato dal colloquio?
    Julia: Beh, mi sono trovata di fronte a un ragazzo dei giorni nostri... fragile, spaventato, ma determinato a perseguire la sua strada...
    Webb: Sono tutti uguali. Non è facile essere genitori, di questi tempi!...
    Julia: Lei vorrebbe avere figli?...
    Webb: Sì, se fossimo in una società diversa. Che non pretenda di cancellare l'individuo e le sue responsabilità.
    Julia: Vorrebbe che li mandassimo alla scuola militare fin da piccoli?
    Webb: Vorrei che imparassero a non aspettarsi sempre la manna dal cielo, o dal governo. E che sapessero distinguere tra diritti e doveri!...
    Julia: Su questo sono d'accordo.
    Webb: Sul serio?... Non mi prende in giro?
    Julia: Sono i valori che hanno insegnato a me, e che io trasmetterei a un eventuale figlio!... Che c'è di strano?
    Webb: Niente, è solo che... ma lei ha intenzione di diventare mamma?
    Julia: Perché no? Quando troverò l'uomo giusto...
    Webb: Beh, certo... lo stesso vale per me... la donna giusta, intendo!...
    Julia: Già...

Albo 109, Presenze aliene[modifica]

[Giancarlo Berardi, Lorenzo Calza (testi) ed Ernesto Michelazzo (disegni), Presenze aliene, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 109, Sergio Bonelli Editore, ottobre 2007.]

  • Webb: Come diavolo è entrato, Baxter?!
    Leo: Dall'ingresso principale!...
    Webb: Avevo detto a Newell di controllare i documenti!
    Leo: Io invece gli ho detto che lei mi stava aspettando!...

Almanacco del Giallo[modifica]

Il mio primo caso[modifica]

Laura Zuccheri, disegnatrice della storia oltreché di vari albi della serie regolare.

[Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero (testi) e Laura Zuccheri (disegni), Il mio primo caso, in Almanacco del Giallo 2005, Sergio Bonelli Editore, maggio 2005.]

  • Cross: Se la sente di vedere la scena di un delitto?
    Julia: Vuol dire... adesso?
    Cross: Voglio dire che c'è una donna strangolata.
  • Julia: Avevo già visto dei cadaveri, a lezione di anatomia, e, durante le lezioni del professor Cross, avevo visionato molte fotografie di vittime di crimini violenti. Ero preparata, per quanto lo si possa essere. Forse, quel che non m'aspettavo era la tragica banalità di quella morte, in un ambiente così domestico e inoffensivo, perfettamente pulito e ordinato. Un nodo gelido mi serrò la gola e lo stomaco.
  • Julia: A sentire Irving, la qualità principale di uno sbirro è la resistenza. Dev'essere in grado di camminare fino a consumare le suole delle scarpe, mentre continua a ripetere sempre le stesse domande a tutti. Poi, ci si affida alla fortuna. Se tutto va bene, in mezzo a un mare di risposte — per lo più costituite da chiacchiere inutili, illazioni, bugie, pettegolezzi — si può forse pescare qualcosa di utile.

Citazioni su Julia - Le avventure di una criminologa[modifica]

Giancarlo Berardi[modifica]

Giancarlo Berardi, creatore e sceneggiatore di Julia.
  • Il seguito che Julia ha fra le lettrici è dovuto al fatto che, fisicamente e caratterialmente, rappresenta un modello per le giovani donne. La sua preparazione professionale, la solitudine, le difficoltà sentimentali, l'amore per la nonna e per la gatta, la stesura di un diario, il ricorso alla psicanalisi, sono tutte caratteristiche che riflettono la realtà di molte donne e ne agevolano il processo d'identificazione.
  • L'intento di Julia, oltre che assicurare i colpevoli alla giustizia, è soprattutto quello di capire — capire, non giustificare — le profonde pulsioni che li hanno spinti ad agire. Insomma, se esistesse la categoria, Julia sarebbe un'indagatrice dell'animo.
  • Myrna è [...] un personaggio fuori da ogni schema, schietto e crudele come solo una personalità infantile può essere. È la parte oscura di Julia e di ognuno di noi. La parte primordiale e feroce che rimuoviamo per vivere in un consesso civile. Una volta infranto il tabù delle leggi della convivenza, Myrna è libera di dire ciò che vuole e di comportarsi di conseguenza, smascherando e ridicolizzando le ipocrisie che caratterizzano la nostra società. La sua presenza è fondamentale, perché, come diceva Stevenson, è il villain che fa grande un racconto.
  • Quando Julia si è affacciata alla mia mente, mi sono reso conto che [...] mi serviva una forma di scrittura più densa, che rendesse lo sproloquio e il rumore continuo di una città. Poche scene mute, poca azione, ma tanta tensione, anche verbale. Ho scelto una struttura rappresentativa semplice — sei vignette uguali a pagina divise in tre strisce — per permettere al lettore di concentrarsi sulla storia e sulla recitazione dei personaggi, senza perdersi in sterili grafismi.
  • Riguardo a Julia, non ho mai pensato di farne un'eroina: gli eroi senza macchia e senza paura mi annoiano. Forse nemmeno un personaggio: troppo letterario. Nella mia mente è nata già come persona: una vicina di casa, o una collega di lavoro, con i suoi limiti e i suoi pregi, che scopriamo giorno per giorno, magari condividendone opinioni e stile di vita. Una donna qualunque, uguale a tante altre. Sufficientemente carina, colta, preparata, con una scala di valori esistenziali positivi. Il genere di protagonista che oggi si trova difficilmente nei fumetti, nella letteratura e nel cinema, dove si privilegiano sempre gli estremi, per impressionare il pubblico. Julia vive e agisce in un ambiente molto realistico, dove il buono e il cattivo si mescolano, alla stregua degli esseri umani, in un magma difficile da decifrare.

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