Julia - Le avventure di una criminologa

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Julia - Le avventure di una criminologa

Fumetto

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Titolo originale

Julia - Le avventure di una criminologa

Lingua originale italiano
Paese Italia
Genere giallo
Autore Giancarlo Berardi
Editore Sergio Bonelli Editore
Pubblicazione ottobre 1998 – in corso

Julia - Le avventure di una criminologa, fumetto creato nel 1998 da Giancarlo Berardi ed edito dalla Sergio Bonelli Editore.

Serie regolare[modifica]

Albo 1, Gli occhi dell'abisso[modifica]

[Giancarlo Berardi (testi) e Luca Vannini (disegni), Gli occhi dell'abisso, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 1, Sergio Bonelli Editore, ottobre 1998.]

  • Julia: Un grande sensitivo diceva che dopo la morte, quando l'anima va a congiungersi con Dio, qui sulla Terra resta uno spirito "intelligente", una specie di fotocopia dell'individuo, capace di pensare e di agire. Difficile pronunciarsi su questi argomenti. Ma è certo che i luoghi mantengono l'impronta delle persone che ci hanno vissuto. Persino il loro odore.
  • Julia: Per la polizia, un assassino è sempre e solo un colpevole. Al criminologo, invece, interessa anche quanto è stato vittima a sua volta. La violenza è sempre frutto di altra violenza.

Albo 4, Diluvio di fuoco[modifica]

[Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero (testi) e Pietro Dall'Agnol (disegni), Diluvio di fuoco, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 4, Sergio Bonelli Editore, gennaio 1999.]

  • Webb: ...secondo me, gli scontri sono inevitabili. Questione di mentalità. Noi tendiamo a dividere la gente in innocenti e colpevoli, lei in sani e malati!...
    Julia: Diciamo che a voi basta scoprire chi, a me interessa soprattutto perché.
    Webb: Le due cose possono essere complementari. Trovare il movente, spesso basta a risolvere un caso... ed è questo l'interesse comune, no?
    Julia: Tecnicamente, non si può dire che una pulsione omicida sia un movente.
    Webb: Era tanto per capirsi!...
    Julia: Evitando le approssimazioni ci si capisce meglio!...
  • Tina: Se permette una domanda da profana, colpisce la lontananza tra quest'uomo e il "mostro" di tanti film e romanzi!...
    Julia: È inevitabile. Come diceva Robert Louis Stevenson, una storia è tanto più riuscita quanto più è riuscito il suo "cattivo". Perciò ci si sforza di renderlo originale, brillante, a suo modo affascinante. Nella realtà, le cose sono molto più grigie.

Albo 5, I sequestrati[modifica]

[Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero (testi) e Laura Zuccheri (disegni), I sequestrati, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 5, Sergio Bonelli Editore, febbraio 1999.]

  • De Meers: È inumano quello che state facendo! Non si possono lasciar soffrire così le persone!
    Numero Uno: Ma certo, voi siete quei cuori teneri che preferiscono tenersi lontani dalla violenza!... ve ne state qui, con le vostre famiglie e i vostri soldi, al sicuro, a blaterare di pace e a guardare la guerra in televisione!... E intanto, quelli che la fanno crepano! Crepano ogni giorno, perché voi possiate continuare a vivere tranquilli e a curare i vostri interessi!
    De Meers: Se anche fosse, non si raddrizza un'ingiustizia con un'altra ingiustizia!...
    Numero Uno: Davvero? E come vi mettete in pari con la coscienza? Dando una pensione a quelli che tornano senza braccia e senza gambe? O una bella medaglia a quelli che non tornano affatto?!

Albo 6, Jerry è sparito[modifica]

Marco Soldi, disegnatore dell'albo nonché copertinista dei primi 157 numeri di Julia.

[Giancarlo Berardi (testi) e Marco Soldi (disegni), Jerry è sparito, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 6, Sergio Bonelli Editore, marzo 1999.]

  • Webb: Potrei darle una risposta sferzante... ma senza Irving non c'è gusto!...
    Julia: È un'osservazione acuta... in effetti, la presenza di uno spettatore è sempre stimolante...
    Webb: Meno male. Ogni tanto ne imbrocco una anche io!...
  • Webb: E... lei come sta?
    Julia: Discretamente, se riuscissi a dormire. Ho sempre davanti agli occhi il visetto di quel bimbo...
    Webb: Succedeva anche a me all'inizio della carriera... poi si fa l'abitudine a tutto, anche alla morte...
    Julia: È questo che non voglio... non voglio abituarmi a tutto... voglio mantenere intatta la mia capacità di emozionarmi... anche se devo pagare un prezzo...

Albo 7, La lunga notte di Sheila[modifica]

[Giancarlo Berardi, Giuseppe De Nardo (testi) e Luigi Siniscalchi (disegni), La lunga notte di Sheila, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 7, Sergio Bonelli Editore, aprile 1999.]

  • Emily: Sta lavorando a un nuovo caso, vero?
    Julia: Come fa a saperlo?
    Emily: Lei diventa intrattabile solo quando è sotto pressione per un caso.
  • Lillian: Ami questo lavoro, punto e basta. Seguire un caso ti fa sentire viva, come quando sei seduta dietro la cattedra!... D'altra parte, sono due attività molto legate...
    Julia: Non ti seguo...
    Lillian: Beh, sì, la scuola e il lavoro di criminologa, per te, sono due facce della stessa medaglia!... Nel momento in cui ti prendi cura dei tuoi studenti, devi occuparti anche del mondo che li aspetta fuori!... Non puoi infondergli il senso della vita e poi lasciarli massacrare dal primo balordo!

Albo 8, Se le montagne muoiono[modifica]

La riserva indiana di Pine Ridge, nel Dakota del Sud, location delle vicende dell'albo: per la prima volta nella storia della serie, Julia si ritrova a indagare lontano dalla natìa — e immaginaria — Garden City, metropoli del New Jersey.

[Giancarlo Berardi (testi) e Giorgio Trevisan con la collaborazione di Laura Zuccheri (disegni), Se le montagne muoiono, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 8, Sergio Bonelli Editore, maggio 1999.]

  • Julia: Capisci la mia lingua?
    Bob: Certo, non sono mica scemo!...
    Julia: Hai ragione, scusa!... Ma ho letto che molti [nativi americani] parlano ancora il Sioux...
    Leo: È scritto sulla guida!
    Bob: Si dice "Lakota", Sioux è un nome spregiativo che ci hanno dato i nostri nemici!...
    Julia: Ah, non lo sapevo...
    Bob: È una parola Chippewa, l'abbreviazione di "Nadowessioux", vuol dire "gente puzzolente"!...
    Leo: Per forza, con questo caldo secco!...
  • Wade: Nat prosegue la tradizione dei suoi avi. È alla ricerca di una visione. Immagino sappiate cosa significa...
    Julia: Tenta di mettersi in contatto con Wakantanka, il Sacro Spirito?
    Leo: Per essere precisi: "È una comunicazione diretta con Dio, intesa a trarne auspici per la propria vita e quella della propria tribù"!...
    Wade: Ottima definizione!...
    Julia: Frutto di un'ottima memoria e di un'ottima guida turistica!...
    Wade: ...ma noi preferiamo considerarla un modo diverso di vedere, di sentire e di essere.
  • Clodia: E lei, non s'è mai sposato?
    Leo: Non ancora. Sto cercando l'anima gemella, come si dice...
    Clodia: La sta cercando per andarle incontro, o per scappare a gambe levate?
    Leo: Questa è una buona domanda... proprio una buona domanda!...
    Clodia: Se le piace davvero la sua amica [Julia], dovrebbe metterci un po' più di buona volontà!... In effetti è molto carina...
    Leo: Stupenda, direi. Ma in questi casi bisogna fare una scelta.
    Clodia: Una scelta?
    Leo: Sì. Tra una possibile breve passione e una possibile lunga amicizia!...
    Clodia: E lei cos'ha scelto?
    Leo: Nulla. Gli uomini si propongono, ma sono sempre le donne a scegliere!...
    Clodia: Ma almeno si è proposto?
    Leo: Questa è una buona domanda... proprio una buona domanda!...
  • Valadier: Le cose sono cambiate quando ho imparato a piangere...
    Julia: Ha dovuto imparare?
    Valadier: Sì. Non ricordo di averlo mai fatto, neanche da bambino. Sono stato cresciuto come un guerriero, e i guerrieri certe cose non se le permettono. La prima volta, quando ho sentito scendermi le lacrime, ho preso uno specchio e mi sono guardato... ho guardato la smorfia della mia faccia, ho assaggiato il sapore salato del pianto... e mi sono sentito meglio...

Albo 9, Echi dal passato[modifica]

[Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero (testi) e Giancarlo Caracuzzo (disegni), Echi dal passato, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 9, Sergio Bonelli Editore, giugno 1999.]

  • Julia: Qualcuno ha detto che le smentite non servono. Sono solo un modo per ripetere la notizia.
  • Langland: ...certo, dopo la caduta del muro di Berlino, hanno cominciato a cianciare di fine della storia...
    Trevor Luscombe: E sarebbe grave?
    Langland: Storia e conflitti continueranno. Sono gli usi e i costumi che tendono a omologarsi, con il progresso delle comunicazioni. Il cosiddetto "villaggio globale" sta appiattendo tutto e tutti. La diffusione dei fast food e di internet non metterà fine alla storia, ma all'antropologia!...

Albo 10, Il reduce[modifica]

Valerio Piccioni, disegnatore dell'albo.
Il ricordo della guerra del Vietnam fa da sfondo alle vicende dell'albo.

[Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero (testi) e Valerio Piccioni con la collaborazione di Maurizio Mantero ed Enio (disegni), Il reduce, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 10, Sergio Bonelli Editore, luglio 1999.]

  • Julia: Non mi reputo particolarmente coraggiosa, ma quando seguo una pista, odio doverla mollare!...
  • Waters: Sembrano gli elicotteri...
    Sidney Luscombe: Troppo presto.
    Waters: Se la pigliano comoda, quei bastardi!... Tanto ci siamo noi con il culo a mollo!
    Sidney Luscombe: Porta pazienza!...
    Waters: Tu non te la prendi mai?
    Sidney Luscombe: Beh, non mi aspettavo niente del genere, ma nessuno mi ha obbligato a venirci!... [In Vietnam.]
    Waters: Ecco, questa è una cosa che non capirò mai!
    Sidney Luscombe: Nemmeno mio padre. Lui mi vedeva con i gradi da ufficiale, in un bell'ufficio, a mille chilometri dal fronte...
    Waters: Che c'è di male?
    Sidney Luscombe: Niente. Papà sistema sempre tutto per il meglio. L'ha fatto fin da quando sono nato... Stabiliva gli amici che potevo frequentare, gli studi che dovevo seguire, le ragazze con cui uscire, la carriera adatta per me...
    Waters: Io ci metterei la firma!...
    Sidney Luscombe: Io no. Posso anche sbagliare, ma voglio essere io a decidere, capisci?
    Waters: Si. Cioè, no... Insomma, ti sei ficcato in questa fogna per un puntiglio con tuo padre?
    Sidney Luscombe: La libertà prevede anche la possibilità di commettere errori!...
  • Leo: Hai visto la faccia del tassista?
    Julia: No. Cosa aveva di speciale?
    Leo: Invidia. Quando sono in giro con te, mi guardano tutti con invidia!...

Albo 109, Presenze aliene[modifica]

[Giancarlo Berardi, Lorenzo Calza (testi) ed Ernesto Michelazzo (disegni), Presenze aliene, in Julia - Le avventure di una criminologa n. 109, Sergio Bonelli Editore, ottobre 2007.]

  • Webb: Come diavolo è entrato, Baxter?!
    Leo: Dall'ingresso principale!...
    Webb: Avevo detto a Newell di controllare i documenti!
    Leo: Io invece gli ho detto che lei mi stava aspettando!...

Almanacco del Giallo[modifica]

Il mio primo caso[modifica]

Laura Zuccheri, disegnatrice della storia oltreché di vari albi della serie regolare.

[Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero (testi) e Laura Zuccheri (disegni), Il mio primo caso, in Almanacco del Giallo 2005, Sergio Bonelli Editore, maggio 2005.]

  • Cross: Se la sente di vedere la scena di un delitto?
    Julia: Vuol dire... adesso?
    Cross: Voglio dire che c'è una donna strangolata.
  • Julia: Avevo già visto dei cadaveri, a lezione di anatomia, e, durante le lezioni del professor Cross, avevo visionato molte fotografie di vittime di crimini violenti. Ero preparata, per quanto lo si possa essere. Forse, quel che non m'aspettavo era la tragica banalità di quella morte, in un ambiente così domestico e inoffensivo, perfettamente pulito e ordinato. Un nodo gelido mi serrò la gola e lo stomaco.
  • Julia: A sentire Irving, la qualità principale di uno sbirro è la resistenza. Dev'essere in grado di camminare fino a consumare le suole delle scarpe, mentre continua a ripetere sempre le stesse domande a tutti. Poi, ci si affida alla fortuna. Se tutto va bene, in mezzo a un mare di risposte — per lo più costituite da chiacchiere inutili, illazioni, bugie, pettegolezzi — si può forse pescare qualcosa di utile.

Citazioni su Julia - Le avventure di una criminologa[modifica]

Giancarlo Berardi[modifica]

Giancarlo Berardi, creatore e sceneggiatore di Julia.
  • Il seguito che Julia ha fra le lettrici è dovuto al fatto che, fisicamente e caratterialmente, rappresenta un modello per le giovani donne. La sua preparazione professionale, la solitudine, le difficoltà sentimentali, l'amore per la nonna e per la gatta, la stesura di un diario, il ricorso alla psicanalisi, sono tutte caratteristiche che riflettono la realtà di molte donne e ne agevolano il processo d'identificazione.
  • L'intento di Julia, oltre che assicurare i colpevoli alla giustizia, è soprattutto quello di capire — capire, non giustificare — le profonde pulsioni che li hanno spinti ad agire. Insomma, se esistesse la categoria, Julia sarebbe un'indagatrice dell'animo.
  • Myrna è [...] un personaggio fuori da ogni schema, schietto e crudele come solo una personalità infantile può essere. È la parte oscura di Julia e di ognuno di noi. La parte primordiale e feroce che rimuoviamo per vivere in un consesso civile. Una volta infranto il tabù delle leggi della convivenza, Myrna è libera di dire ciò che vuole e di comportarsi di conseguenza, smascherando e ridicolizzando le ipocrisie che caratterizzano la nostra società. La sua presenza è fondamentale, perché, come diceva Stevenson, è il villain che fa grande un racconto.
  • Quando Julia si è affacciata alla mia mente, mi sono reso conto che [...] mi serviva una forma di scrittura più densa, che rendesse lo sproloquio e il rumore continuo di una città. Poche scene mute, poca azione, ma tanta tensione, anche verbale. Ho scelto una struttura rappresentativa semplice — sei vignette uguali a pagina divise in tre strisce — per permettere al lettore di concentrarsi sulla storia e sulla recitazione dei personaggi, senza perdersi in sterili grafismi.
  • Riguardo a Julia, non ho mai pensato di farne un'eroina: gli eroi senza macchia e senza paura mi annoiano. Forse nemmeno un personaggio: troppo letterario. Nella mia mente è nata già come persona: una vicina di casa, o una collega di lavoro, con i suoi limiti e i suoi pregi, che scopriamo giorno per giorno, magari condividendone opinioni e stile di vita. Una donna qualunque, uguale a tante altre. Sufficientemente carina, colta, preparata, con una scala di valori esistenziali positivi. Il genere di protagonista che oggi si trova difficilmente nei fumetti, nella letteratura e nel cinema, dove si privilegiano sempre gli estremi, per impressionare il pubblico. Julia vive e agisce in un ambiente molto realistico, dove il buono e il cattivo si mescolano, alla stregua degli esseri umani, in un magma difficile da decifrare.

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