Lettere dai film

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Raccolta di lettere tratte dai film.

Lettere dai film[modifica]

  • Cari amici, il Natale sta arrivando e anche noi ci stiamo attrezzando. Le palle che mi avete mandato, sì, sono bellissime, però magari l'anno prossimo mandatele di plastica. Il raccolto di quest'anno sarà il più abbondante di sempre e se voi non mi fate casino col clima, l'anno prossimo andrà ancora meglio. A casa mia... cioè a casa vostra, tutto a posto? Spero di no, spero sia cambiata. Spero sia diversa, perché alla fine, sono le cose diverse che fanno crescere il mondo. Ci vorrà fatica a mischiare tutto, a capire che non c'è ordine migliore di un sano disordine. E comunque siamo vicini, per rimettere le cose a posto basta un viaggio di pochi giorni, si fa tutta una tirata. Sì, insomma, il mondo è troppo piccolo per non viverlo tutto, tutti. Un sogno? Forse sì. Ma fare sogni fantastici e internazionali è la cosa più bella che ci può capitare nella vita. Finalmente tutti a casa. Mandatemi vostre notizie, qualche foto del mio adorato Mamadou. (Contromano)
  • Cara Luisa, questa è la centoduesima lettera che ti scrivo. Il fatto è che tu non abbia risposto a nessuna delle altre centoundici, vuol dire forse che il tuo amore per me si è raffreddato? Sarei propenso a pensare di sì. Nell'ultima lettera che mi hai scritto, mi dici: "Non mi rompere le palle, sto con un altro". Come devo interpretare queste tue sibilline parole? Eh? Sii chiara, Luisa. Se non mi ami, dimmelo. Senza a ricorrere dei generici sotterfugi. (Due strani papà)
  • Cari perdenti so cosa vi sembrerà , ma questo non e il biglietto di un suicida. Probabilmente vi chiederete perché ho fatto quello che ho fatto. Perché sapevo di avere troppa paura di tornare. E se non fossimo stati insieme, se tutti noi vivi non fossimo stati uniti, sapevo che saremmo morti. Perciò ho fatto l'unica cosa logica. Mi sono tolto dall'elenco. Ha funzionato? Beh se state leggendo, conoscete la risposta. Io ho vissuto sempre nella paura: paura di quello che sarebbe venuto dopo, paura di quello che mi lasciavo alle spalle. Voi non fatelo. Siate chi volete essere. Con orgoglio. E se trovate qualcuno che vale la pena di tenersi stretto, non lasciatelo mai e poi mai andare. Seguite il vostro sentiero. Dovunque vi porti. Pensate a questa lettera come a una promessa. Una promessa che vi chiedo di fare. A me. L'uno all'altro. Un giuramento. Vedete la cosa bella di essere un perdente è che non hai niente da perdere. Perciò... siate sinceri. Siate coraggiosi. Siate forti. Credete... E non dimenticate mai. Noi siamo i perdenti e lo saremo sempre. (It - Capitolo due)
  • Caro Red, se leggerai questa lettera vorrà dire che sei uscito e se sei arrivato fin qui, forse hai voglia di andare un po' più lontano. Ricordi il nome della città, vero?" Zihuatanejo "Mi servirebbe un uomo in gamba per aiutarmi nel mio progetto. Spero proprio che tu venga; c'è anche una scacchiera che ti aspetta. Ricorda, Red: la speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose, e le cose buone non muoiono mai. Spero che questa lettera ti trovi e ti trovi bene. Il tuo amico Andy. (Le ali della libertà)
  • Gentile Signor Core, tre giorni fa, i lupi hanno preso mio figlio Bailey. È già successo due volte qui. Ma nessuno al villaggio dà la caccia a loro e devo lottare da sola. Ho letto il suo libro e so che lei l'ha già fatto. Dentro i me so anche che può farlo ancora. Non mi aspetto che ritrovi mio figlio vivo, ma forse troverà il lupo che me lo ha portato via. Venga a ucciderlo. So el suo attaccamento a questo animale, ma non lo capisco. A breve mio marito tornerà a casa dalla guerra e vorrà una prova di quanto accaduto. Cordiali saluti. Medora Slone. (Hold the Dark)
  • Madre, sarai contenta che non sono diventato un tossico, non ho preso l'AIDS. Studio molto, tutti i giorni vado a lezione di pedagogia, carpenteria metallica, artigianato e perfino di teologia. Così stare qui dentro [in carcere] è meno dura. Imparo cose nuove. Il compagno Wolver mi sta insegnando il bulgaro. Mi piace anche molto la Bibbia. Adesso mi sto occupando della Genesi. Penserai che sono diventato matto, vero? Ma se non voglio impazzire, devo avere la testa occupata. Non devo pensare. (Carne trémula)
  • Miei cari amici, è incredibile come vadano veloci le cose qua fuori. Ricordo che una volta quando ero ragazzo vidi una macchina, ma adesso, sono dappertutto. Sembra che all'improvviso il mondo abbia una gran fretta. Il comitato per la libertà condizionata mi ha trovato una camera in un posto che si chiama "il birraio". E un lavoro: sono inserviente in un supermercato. È un lavoro duro. Io faccio del mio meglio ma le mani mi dolgono in continuazione. Al direttore non sono molto simpatico. Qualche volta, dopo il lavoro, vado nel parco e do da mangiare agli uccelli. A volte penso che anche Jake potrebbe venire lì, così, per farmi un saluto, ma non l'ho mai visto. Spero che dovunque si trovi stia bene e che si sia fatto nuovi amici. Ho qualche problema a prendere sonno la notte. Faccio spesso dei brutti sogni in cui cado nel vuoto, mi sveglio spaventato e a volte mi ci vuole un po' per ricordarmi dove sono. Magari dovrei comprarmi una pistola e rapinare il supermercato così mi rimanderebbero a casa; potrei sparare al direttore giacché ci sono, tanto per andare sul sicuro. Ma credo di essere troppo vecchio ormai per fesserie del genere. Non mi piace qui; mi sono stancato di avere paura in continuazione, così ho deciso di andarmene. Non credo che se la prenderà nessuno... A che serve un avanzo di galera come me? P.S. Dite a Heywood che mi dispiace di avergli graffiato il collo. Con affetto, Brooks. (Le ali della libertà)
  • Quello che amo di Charlie. Charlie è indomito. Non permette che opinioni altrui o eventuali intoppi lo ostacolino in ciò che vuole fare. Charlie mangia come se volesse togliersi il pensiero e come se il cibo non fosse sufficiente per tutti: un panino dev'essere strangolato mentre viene divorato. Ma è incredibilmente preciso e mi affido a lui per tenere le cose in ordine. Risparmia l'energia elettrica. Non si guarda spesso allo specchio. Piange quando guarda i film. È autosufficiente: sa rammendare i calzini, preparare la cena e stirare una camicia. Non si dà mai per vinto, cosa che invece io faccio sempre. Charlie accetta sempre ogni mio umore, non si lascia coinvolgere e non mi fa sentire in colpa. Ha ottimo gusto nel vestire e non è mai imbarazzante, il che è difficile per un uomo. È molto competitivo. Ama fare il padre, ama tutte quelle cose che dovrebbe odiare, come i capricci e svegliarsi di notte. È quasi fastidioso quanto gli piaccia ma, alla fine, è dolce. Si perde nel suo mondo. Lui e Henry in questo si somigliano. Sa dire alle persone che hanno del cibo tra i denti o sul viso in un modo che non le fa sentire in imbarazzo. Charlie si è fatto da solo: i suoi genitori li ho incontrati solo una volta ma... mi ha detto che la sua infanzia è stata segnata da alcol e violenza. Si è trasferito a New York dall'Indiana senza nessun aggancio e adesso è più newyorkese di qualsiasi newyorkese. È bravissimo a creare una famiglia con le persone che lo circondano. Con tutta la compagnia crea un incantesimo per farli sentire inseriti. Nessuno, neanche uno stagista era insignificante, ricordava le battute scambiate con ogni persona. È estremamente organizzato e scrupoloso, è molto lucido su ciò che vuole. A differenza di me che non sempre lo sono... (Storia di un matrimonio)
  • Quello che amo di Nicole. Sa far sentire le persone a proprio agio anche in situazioni imbarazzanti. Ascolta davvero quando qualcuno le parla. A volte ascolta fin troppo e troppo a lungo. È una cittadina modello. Sa sempre cosa fare quando si tratta di rotture di coglioni familiari. Io faccio molto a modo mio e lei sa quando insistere e quando lasciarmi stare. Taglia i capelli a tutti noi. Prepara sempre inspiegabilmente una tazza di té che non beve mai. E per lei non è facile mettere a posto un calzino o chiudere un pensile o lavare un piatto, ma ci prova per me. Nicole è cresciuta a Los Angeles circondata da attori, registi, film e televisione, ed è molto legata a sua madre, Sandra, e a Cassie, sua sorella. Nicole fa dei regali fantastici. È una madre che gioca, gioca davvero. Non si tira mai indietro se c'è da giocare, né dice mai che è troppo. Ma dev'essere troppo, a volte... È competitiva. È bravissima ad aprire i barattoli grazie alle sue braccia muscolose che ho sempre trovato sexy. Lei tiene il frigo troppo pieno: nessuno soffre la fame a casa nostra. Sa usare il cambio manuale. Dopo quel film 'All over the girl', sarebbe potuta restare a Los Angeles e diventare una star del cinema ma ha rinunciato per fare teatro con me a New York. È coraggiosa. È un'ottima ballerina, contagiosa, vorrei saper ballare così. Lo ammette sempre se non sa qualcosa, se non ha letto un libro o non ha visto un film o uno spettacolo, mentre io fingo e dico "L'ho visto tanto tempo fa". Quando ho delle idee folli non vede l'ora di capire come metterle in scena. È la mia attrice preferita. (Storia di un matrimonio)
  • Questa è una confessione, io ti amo. Sono una donna passionale e sola, e tu sei l'amore della mia vita. Adesso lo sai. Perciò, per favore, distruggi questa lettera e vattene. Io sarò di ritorno all'ora di cena e tu dovrai essertene già andato. Perché vedi chéri, se mai dovessi trovarti ancora a casa, il fatto stesso che tu sia rimasto, vorrebbe dire una cosa sola, che mi vuoi quanto ti voglio io come compagna di tutta la vita e che sei pronto a legare la tua esistenza alla mia per sempre e a fare da padre alla mia bambina. (Lolita)
  • Signora, siete quasi vedova e lo sarete veramente se non portate staSSera stessa, al pozzo dei rosPPi, 5 milioni in contanti. Niente scherSi! Appena arrivate bendatevi la faccia che meno vi si vede e meglio è. Ignazio detto Il Torchio. (Totò, Peppino e i fuorilegge)
  • Signorina veniamo noi con questa mia addirvi una parola che scusate se sono poche ma settecentomila lire; noi ci fanno specie che questanno c'è stato una grande moria delle vacche come voi ben sapete.: Questa moneta servono a che voi vi consolate dai dispiaceri che avreta perché dovete lasciare nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimo di persona vi mandano questo perché il giovanotto è studente che studia che si deve prendere una laura che deve tenere la testa al solito posto cioè sul collo.;.; Salutandovi indistintamente, i fratelli Caponi (che siamo noi) (Totò, Peppino e la... malafemmina)

Voci correlate[modifica]