Batman: Nine Lives

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Batman: Nine Lives, graphic novel scritta da Dean Motter e illustrata da Michael Lark, pubblicata da DC Comics nel 2002.

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Incipit[modifica]

Negli Elseworlds gli eroi sono presi dai loro ambienti abituali e posti in epoche e luoghi strani... alcuni che sono esistiti, altri che non possono, non potrebbero, e non dovrebbero esistere. Il risultato sono storie che rendono personaggi familiari, di nuovo appasionanti.

Capitolo I, Vita Selvaggia[modifica]

  • Bruce Wayne era un uomo pieno di rabbia, rancore e avidità. Un uomo proprio come te o me. Un personaggio disperato, messo ogni giorno alle strete. Un uomo ossessionato dalla giustizia. Come sopravvive un uomo così? Diventa qualcos'altro. (Narratore)
  • Quello che dovete capire su Bruce Wayne è che era nato con due camicie. È un aristocratico moderno, un modello post-bellico di ricco sfaccendato. La città gli era stata praticamente servita su un piatto di porcellana. Tutto ciò che non aveva ereditato, lo comprava. Ciò che non poteva comprare, trovava un modo per prenderlo. Faceva di tutto per conservare ed espandere il suo impero. Senza scrupoli... ma con classe. (Dick Grayson)

Capitolo II, Vita da Strada[modifica]

  • Sapevo che Waybe bazzicava nei club. Faceva parte del mio lavoro. In un certo senso, immagino che lui pensasse che facesse anche parte del suo lavoro. Il fatto è che di notte gli piaceva vivere pericolosamente. Era come se rinascesse nell'oscurità. Diventava un'altra persona. (Dick Grayson)
  • Una volta anche Selina Kyle era stata una persona del bel mondo, di una certà notorierà. Ma, come la bettola che dirigeva, era alle strette. Non fraintendetemi. Lei aveva certamente abbastanza classe per uno come me. Ma era chiaramente poca cosa rispetto a Wayne. O anche a Cobblepot, se è per questo. Era disperata per trovare i mezzi per mantenersi nel modo in cui era stata abituata. Wayne era solo uno di questi mezzi. (Dick Grayson)

Capitolo III, Vita Notturna[modifica]

  • Gordon aveva ragione anche sugli altri boyfriend di Selina. Neanche un tovagliolo era stato sulle ginocchia di così tanti uomini. A parte Wayne, Cobblepot e il sottoscritto, c'era Jack, il suo attuale amante. Non ho mai capito il suo cognome. Lei all'inizio lo chiamava il suo "Joker"... quando ancora faceva la difficile. Il soprannome rimase. Non ho mai capito cosa ci trovasse in quell'uomo. Certamente non la dote. Era uno squalo delle carte, veniva da Vegas... probabilmente in fuga dal suo club del bridge. (Dick Grayson)

Capitolo IV, La Buona Vita[modifica]

  • Dalla reazione di Batman avevo capito che la nostra piccola Catwoman doveva aver fatto un buon lavoro a nascondere il formaggio ai suoi topolini. (Dick Grayson)

Capitolo V, Una Doppia Vita[modifica]

  • Harvey Dent era noto per essere l'avvocato degli avvocati. Si era specializzato in clienti ricchi e famosi e non aveva perso una causa in dieci anni. Stava per diventare procuratore. Non era conosciuto per la sua etica, ma sol per i risultati. I suoi amici dietro le spalle lo chiamavano Due Facce. Non riesco a immaginare come lo chiamassero i suoi nemici. (Dick Grayson)

Capitolo VI, La Bella Vita[modifica]

  • Dick Grayson: Perché la messa in scena, Wayne? La maschera?
    Bruce Wayne: È una storia lunga... ma quando ho capito cosa dovevo fare, sapevo che dovevo farlo nei panni di qualcun altro... di qualcos'altro.
    Dick Grayson: Molto teatrale...
    Bruce Wayne: Tu sei cresciuto in un circo. Ho visto le foto nel tuo ufficio. Certamente conosci il potere della "teatralità".
    Dick Grayson: Per divertire...
    Bruce Wayne: Per sbalordire. Per avere il controllo.
  • Bruce Wayne: Perché sei entrato in polizia?
    Dick Grayson: Questo è diverso. Sono cresciuto come un moccioso del circo. Era una via per la rispettabilità. Ma tu eri... come si dice? "Nato per..."
    Bruce Wayne: I miei genitori furono uccisi per soldi. Nonostante la loro ricchezza, il criminale prese solo cento dollari e una collana di perle. I soldi non ci salvano, Grayson. Non le nostre vite. Non le nostre anime.
  • Quella notte cominciai ad apprezzare la misantropia di Wayne. Per lui chiunque era un nemico di qualche sorta. I suoi partner, i suoi avversari, i suoi avvocati, la polizia e anche la sua ragazza... Era il classico paranoico che tutti in effetti inseguivano. Forse nel suo mondo essere Batman era perfettamente logico. Dovevo farlo nei panni di qualcun altro... di qualcos'altro, aveva detto. (Dick Grayson)

Capitolo VII, La Vita – Alti & Bassi[modifica]

  • Alla fine avevo scoperto che fine avesse fatto Croc. Credevo fosse morto. Non avrei mai immaginato che fosse lui il leggendario Uomo Alligatore che infestava le fogne di Gotham. Ai tempi del circo eravamo inseparabili. Eravamo più uniti dei gemelli Ng, che erano attaccati per la testa. Avevamo molto in comune. Dopo che i miei genitori erano morti in 'quell'incidente' al trapezio, particolarmente poco convincente, mi ero estraniato completamente dal mondo. Croc, invece, non aveva mai conosciuto i suoi genitori. Capiva cosa significasse l'isolamento. era l'unico che io abbia mai conosciuto che lo sapesse. Fino ad ora. (Dick Grayson)

Capitolo VIII, Vita in Famiglia[modifica]

  • Scusa, tesoro, è solo che... sono strade pericolose. E non ci sono soltanto i gangster, gli assassini e i ladri. Ora c'è un Batman, un Uomo Alligatore... e Dio da quale altro mostro... in circolazione! (James Gordon)

Capitolo IX, La Vita dopo la Morte[modifica]

  • Niente più tattiche da cowboy, tonto. Sei venuto da me a chiedere aiuto... non per seguire il mio esempio. (Batman)
  • Quando tutto finì, fu chiaro che ci sarebbero state molte più domande che risposte. (Dick Grayson)

Explicit[modifica]

Si dice che se Dio non esistesse, si dovrebbe inventare. Forse è questo che Wayne aveva fatto. Gotham City aveva prodotto legioni di sonnambuli, insonni, folli e diavoli. Doveva generare una nemesi, perché ci fosse un po' di giustizia. Ma il salvatore era temibile come la minaccia che era stato mandato a distruggere. Mi aveva salvato dall'inferno sulle torri della città divina e mi aveva mostrato la redenzione nella sua voragine. Prego solo di non dovermi mai più avvicinare così tanto a lui. (Dick Grayson)

Frasi promozionali[modifica]

  • Chi ha ucciso Selina Kyle? Tutti avevano un movente. Tutti ne avevano i mezzi. Tutti avevano una chance... [1]

Bibliografia[modifica]

  • Dean Motter e di Michael Lark, Batman: Nine Lives, traduzione di Elisabetta Umiliani, edizione Play Press Publishing, febbraio 2003.

Note[modifica]

  1. Sul retro del fumetto.