Joker (film 2019)

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Joker

Immagine Joker (2019) logotype.png.
Titolo originale

Joker

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2019
Genere drammatico, poliziesco, thriller
Regia Todd Phillips
Soggetto Bob Kane, Bill Finger, Jerry Robinson (personaggio)
Sceneggiatura Todd Phillips, Scott Silver
Produttore Bradley Cooper, Todd Phillips, Emma Tillinger Koskoff
Episodi
Joker stairs
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

Joker, film del 2019 con Joaquin Phoenix e Robert De Niro, regia di Todd Phillips.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Sono io o stanno tutti impazzendo là fuori? (Arthur/Joker)
  • Penso di averle detto che mi piacerebbe fare il comico. (Arthur/Joker)
  • Per tutta la vita, non ho mai saputo se esistevo veramente. Ma io esisto. E le persone iniziano a notarlo. (Arthur/Joker)
  • Ho avuto una brutta giornata. (Arthur/Joker)
  • Quando mi farai entrare mi annunceresti come "Joker"? (Arthur/Joker)

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Arthur: [una volta appreso che Penny Fleck non è la sua vera madre] Ciao Penny. Penny Fleck. Ho sempre odiato quel cognome. Tu mi hai detto sempre che la mia risata era un disturbo, che c'era qualcosa che non andava in me. Non è così, questo è il vero me!
    Penny Fleck: Happy... [soprannome affibbiatogli da bambino]
    Arthur: Happy... mh-mh. Non sono stato felice mai, neanche un minuto della mia vita del cazzo! Sai cos'è buffo? Cosa mi fa veramente ridere? Ho sempre pensato che la mia vita fosse una tragedia, ma adesso mi rendo conto che è una cazzo di commedia! [Arthur uccide Penny soffocandola con il cuscino del suo letto d'ospedale]
  • Gary: Ciao, Arthur. Come va la vita?
    Arthur: Ciao, ragazzi, accomodatevi.
    Gary: Hai già trovato un altro lavoro?
    Arthur: No.
    Randall: Ah, allora stai andando a quel raduno davanti al municipio, ho sentito che sarà un delirio.
    Joker: È oggi?
    Randall: Sì, il trucco per cos'è allora?
    Arthur: Mia madre è morta. Faccio festa.
    Randall: Sì, abbiamo saputo, è per questo che siamo passati, per tirarti un po' su.
    Arthur: Grazie, ma... no, sto bene. Ho smesso di prendere le medicine, e mi sento molto meglio.
    Randall: Ok, buon per te. Allora, senti, non se l'hai saputo, ma sono venuti a farci visita gli sbirri, hanno chiesto a tutti di quelli omicidi nella metro...
    Gary: A tutti meno che a me.
    Randall: Perché è sospettata una persona di altezza normale, se fosse stato un cazzo di nano saresti già dentro. [Arthur ride] Comunque, Hoyt ha detto che hanno parlato con te, e adesso cercano me e... voglio sapere solo cosa gli hai detto, e assicurarmi che le versioni coincidano, visto che tu sei mio amico, e allora...
    Arthur [estraendo le forbici]: Hai fatto bene a pensarci.
    Randall: Lo capisci?
    Arthur: Grazie, Randall, grazie veramente...
    Randall [ultime parole]: Voglio solo... [Arthur uccide Randall con le forbici per poi sbatterlo ripetutamente contro il muro]
    Gary: Cazzo! Cazzo! Perché?! Arthur! No! Perché?! No! Perché cavolo l'hai fatto, Arthur?!
    Arthur: Tu lo guardi il Murray Franklin Show?
    Gary: Sì.
    Arthur: Sarò ospite lì oggi. È veramente pazzesco, io in TV!
    Gary: Che cazzo, Arthur! Tu...
    Arthur: Cosa? Tranquillo, Gary, puoi andare. Non ti farò niente. Non guardare, esci e basta. [Gary fa per andarsene senza però fare a meno di notare il cadavere di Randall massacrato, Arthur ironicamente lo spaventa facendolo correre verso la porta chiusa con la catena, che lo stesso Gary non riesce a togliere per via della sua bassa altezza]
    Gary: Ehi, Arthur, potresti togliere la catena?
    Arthur: Cazzo, scusa Gary. [Arthur apre la porta ma la richiude poco dopo] Gary...
    Gary: Sì?
    Arthur: Sei l'unico che è stato gentile con me. [lo bacia sulla fronte e lo lascia andare] Vai.
  • Arthur/Joker: Ok, mi dis... sì mi dispiace, è che sono state delle settimane un po' dure, Murray. Sì, intendo da quando... ho ucciso quei tre di Wall Street. [Il pubblico mormora tra sé e sé preoccupato]
    Murray Franklin: Ok, stiamo aspettando la battuta.
    Arthur/Joker: Non c'è la battuta. Non sto scherzando!
    Murray Franklin: Sei serio, stai dicendo che hai ucciso tu quei tre ragazzi nella metro?
    Arthur/Joker: Mh-mh-mh.
    Murray Franklin: E perché ti dovremmo credere?
    Arthur/Joker: Perché non ho più niente da perdere, niente può più ferirmi. La mia vita è solamente una commedia!
    Murray Franklin: Fammi capire bene: tu pensi che uccidere degli uomini sia divertente?
    Arthur/Joker: Certo! E ne ho abbastanza di fingere che non lo sia! La comicità è soggettiva, Murray. Non si dice così? Tutti voi, il sistema che sa tutto e ci comanda, voi decidete che cosa è giusto o sbagliato, allo stesso modo in cui decidete cosa fa ridere oppure no!
    Murray Franklin: Ok, credo che potrei capire se tu volessi dar vita a un movimento per diventare un simbolo?
    Arthur/Joker: Andiamo, Murray, ti sembro il tipo di clown che crea un movimento? Ho ucciso quegli uomini perché erano orrendi. Tutti in effetti sono orrendi oggigiorno, abbastanza da far impazzire chiunque.
    Murray Franklin: Ok, quindi saresti pazzo. È questa la tua difesa per aver ucciso quei tre uomini?
    Arthur/Joker: No, quelli neanche morti avrebbero azzeccato una nota. [la folla fischia beffardamente] Oh, ma perché tutti si disperano così per quei tizi?! Se fossi stato io a morire sul marciapiede, mi avreste camminato sopra! Io vi passo accanto ogni giorno e non mi notate, e invece quei tre solo perché Thomas Wayne andava a piangere per loro in TV!
    Murray Franklin: Hai un problema con Thomas Wayne, quindi?
    Arthur/Joker: Sì, esatto, ce l'ho. Ti sei accorto di come è diventato là fuori, Murray? Ti capita mai di uscire dallo studio? Sono tutti lì a strepitare e urlare l'uno contro l'altro. Non c'è più nessuno educato! Nessuno più prova a mettersi nei panni dell'altro. Credi che uomini come Thomas Wayne si chiedano cosa vuol dire essere uno come me? Essere una persona diversa da loro? Non lo fanno. Sono convinti che ce ne staremo lì seduti in silenzio come bravi bambini, che non ci trasformeremo in lupi mannari!!!
    Murray Franklin: Hai finito? Come mai tanta autocommiserazione? Stai cercando delle scuse per aver ucciso quei tre uomini? Non necessariamente sono tutti così orrendi oggigiorno.
    Arthur/Joker: Tu sei orrendo, Murray!
    Murray Franklin: Io? Orrendo? E in che modo sarei stato orrendo?
    Arthur/Joker: Mandando il mio video. Invitandomi al tuo show. Volevi solamente prenderti gioco di me. Sei come tutti gli altri!
    Murray Franklin: Tu non sai un bel niente di me, amico. Guarda a cosa ha portato quello che hai fatto, cosa ha causato! Ci sono delle sommosse là fuori. Due poliziotti sono in condizioni critiche... [Arthur inizia a ridere] E tu ridi. Tu ridi! Qualcuno è stato ucciso oggi a causa di quello che tu hai fatto.
    Arthur/Joker [ridacchiando istericamente]: Lo so! Che ne dici di un'altra barzelletta?
    Murray Franklin: No, ne ho abbastanza delle tue barzellette.
    Arthur/Joker: Cosa ottieni...
    Murray Franklin: Ho detto di no. Abbiamo finito con le tue barzellette! Basta!
    Arthur/Joker: ...se metti insieme un malato di mente solitario con una società che lo abbandona e poi lo tratta come immondizia?!
    Murray Franklin [ultime parole]: Chiama la polizia, Gene! Chiama la polizia!
    Arthur/Joker: Te lo dico io cosa ottieni! Ottieni quel cazzo che ti meriti! [estrae la pistola e gli spara in testa, uccidendolo all'istante. Poi si alza, spara di nuovo, avanza verso la telecamera e parla al pubblico] Buona notte, e ricordatevi sempre: That's Life!
  • Clown: Ehi Wayne, ecco quello che cazzo ti meriti!
    Thomas Wayne [ultime parole]: No! Aspetta, no! [il clown uccide Wayne e sua moglie sparandogli]

Explicit[modifica]

Psicologa [Arthur ride in maniera isterica e continua]: Cos'è che la diverte?
Arthur [ridendo]: Stavo solo... pensando a una barzelletta. [si riprende a ridere maniacalmente]
Psicologa: Le va di raccontarmela?
Arthur: Sarebbe inutile.

Citazioni su Joker[modifica]

  • È un esplicito, laborioso e superfluo omaggio al classico di Scorsese e De Niro Re per una notte, con un tocco di Taxi Driver. Perciò ha vari momenti in cui è un po' come questi film, ma non è altrettanto bello. (Peter Bradshaw)
  • Una considerevole performance di Phoenix, ma non la sua migliore. Non quanto la sua interpretazione in The Master di Paul Thomas Anderson. (Peter Bradshaw)
  • Joker è un messaggio pericolosissimo. Joker in realtà spiega come Batman sia semplicemente un cretino, un figlio di papà, un povero viziato, un radical chic terrazziero che ha avuto la fortuna di nascere bene. Joker, che è il fratellastro di Batman - ormai non è più un mistero - aizza le folle, diventa l'idolo delle folle portando l'istinto criminale a elemento di forza di coesione e di rivolta [...] Joker diventa un idolo perché comincia ad ammazzare le persone; ammazza i potenti e quindi diventa l'idolo di tutti. Bisogna stare molto attenti. (Gianluca Nicoletti)[1]

Michael Moore[modifica]

  • Ci hanno detto che è violento, malato e moralmente corrotto. Ci hanno detto che la polizia sarà presente a ogni proiezione questo weekend in caso ci siano "problemi". Il nostro paese è in preda alla disperazione, la Costituzione è a pezzi e un pazzoide proveniente dal Queens ha accesso ai codici nucleari - ma per qualche motivo è di un film che dovremmo avere paura. Io proporrei il contrario: il pericolo più grande per la società sarebbe se non vedeste il film. Perché la storia che racconta e i problemi che affronta sono talmente profondi e necessari che se distogliete lo sguardo da questa grande opera d'arte vi perderete il dono dello specchio che ci offre. Sì, c'è un clown turbato in quello specchio, ma non è da solo - noi siamo lì, di fianco a lui.
  • La paura e il clamore creatosi attorno a Joker sono degli stratagemmi. Sono distrazioni per non guardare la vera violenza che lacera i nostri simili.
  • Questo non è un film su Donald Trump. È sull'America che ci ha dato Trump - l'America che non sente il bisogno di aiutare gli emarginati e i poveri. L'America dove i ricchi sfondati lo diventano ancora di più.

Voci correlate[modifica]

Note[modifica]

  1. Intervistato a Tagadà, puntata del 14 gennaio 2020

Altri progetti[modifica]