Differenze tra le versioni di "Giorgio Gaber"

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*Il caso di Gaber era particolare: perché la sua arte, pur mantenendo i connotati tipici dell'espressione musicale pura da cui poi era partito, aveva al tempo stesso anche un'anima teatrale. Correva su un doppio binario, potrei dire, e dunque la genialità del Signor G è stata nel saper sviluppare quell'anima teatrale restando fedele alla propria natura di artista formatosi su un linguaggio prettamente musicale. ([[Giovanni Allevi]])
*In Gaber il [[coraggio]] prendeva [...] molte forme: il coraggio di essere liberi, di non appartenere a nessuna delle nostre numerose conventicole. Il coraggio dell'[[ironia]], della sincerità assoluta. [...] Inoltre Gaber ha avuto anche il coraggio di inventarsi un genere, il Teatro Canzone, allora considerato molto trasgressivo, anche troppo. Dal pubblico della canzone come da quello del teatro. ([[Curzio Malaparte]])
*In Gaber la solidarietà tra [[parola]] e suono diventa gesto e luogo in cui spingere il canto: ed ecco nascere il Teatro Canzone, il cabaret intelligente fatto di suono e di satira, di pianto quotidiano e sorriso ancestrale, di quadro d'autore e canzone popolare. Con Giorgio Gaber la parola percorre lo spazio del vivere e ne appassiona il dialettico incontro con la voce del cuore: proprio come chi sa che la parola è un pigiama di seta, e la notte l'altare che ne assume i contorni. ([[Mango (cantante)|Mango]])
*I suoi anni post-Sessantotto sono stati anni di dubbio, di pathos, di sofferenza, nei quali il suo giudizio sulla società si è fatto certamente sempre più severo, mantenendosi però sempre e fin dall'inizio libero da preconcetti e pregiudizi, da ogni tipo di ideologia. [...] La differenza vera fra Gaber e, per esempio, Dario Fo è proprio questa. ([[Paolo Bosisio]])
*L'abbiamo frantumato quel "noi" verso cui Gaber ci conduceva. Lui ci voleva portare nei nostri singoli io, dentro a ciascuno dei quali ci sono religione, spiritualità, sensibilità artistica, politica stessa, per ricercare, insieme un "noi" diverso, che veramente liberasse e coinvolgesse tutti gli io. E invece siamo arrivati a nuovi "noi" spaventosi, che si isolano a vicenda, capaci persino di razzismo e violenza. Siamo arrivati a chiederci se la libertà dell'uomo sia una faccenda "politica" o "antipolitica". ([[Gad Lerner]])
*Sia in teatro sia in televisione, spesso mi sono servito della lucida e arguta sintesi di Giorgio Gaber: da "Il potere dei più buoni" a "Il conformista", Gaber mi è sempre venuto in soccorso. La visione di Gaber e Luporini sulle debolezze umane è precisissima. La loro capacità di aver visto lontano, di avere scritto e preceduto il pensiero di molti, li rende attualissimi. ([[Maurizio Crozza]])
*Solo che quando Gaber iniziò certe tecniche non c'erano: quindi il fatto che lui sul palco sia riuscito fin da subito a esprimersi in modo incisivo anche con il movimento, rafforzando con il corpo il suo rapporto di comunicazione con il pubblico, be', per me testimonia quanto il modo di fare musica di Giorgio Gaber abbia inciso profondamente nell'evoluzione della cultura musicale di questo Paese. [...] Gaber diceva cose profonde lasciando che l'ingrediente-musica mantenesse un peso decisivo per comunicarle a quante più persone possibile, in una proposta artistica che era semplice solo all'apparenza. ([[Pino Daniele]])
*Un artista poliedrico al punto tale da confondere e mescolare dentro di sé quel suo essere attore grande e grande cantante, e poi mimo, e poi dicitore sottile, e poi ancora uomo dalla timbrica vocale inconfondibile, marcata come la pennellatura di un grande pittore. ([[Mango (cantante)|Mango]])
 
===[[Paola Cortellesi]]===
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