Differenze tra le versioni di "Giordano Bruno"

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==''Cabala del cavallo pegaseo''==
===[[Incipit]]===
<center>{{centrato|DIALOGO PRIMO<br />Interlocutori:<br />Sebasto, Saulino, Coribante</center>}}
'''Sebasto''': È il peggio che diranno che metti avanti metaffore, narri favole, raggioni in parabola, intessi enigmi, accozzi similitudini, tratti misterii, mastichi tropologie.<br />
'''Saulino''': Ma io dico la cosa a punto come la passa; e come la è propriamente, la metto avanti gli occhi.<br />
 
===[[Incipit]]===
<center>{{centrato|ATTO PRIMO<br />SCENA I<br />Interlocutori:<br />Bonifacio, Ascanio</center>}}
'''Bonifacio''': Va' lo ritrova adesso adesso, e forzati di menarlo qua. Va', fa', e vieni presto.<br />'''Ascanio''': Mi forzarrò di far presto e bene. Meglio un poco tardi, che un poco male: «''Sat cito, si sat bene''»<ref>"Abbastanza in fretta, se abbastanza bene", motto di [[Marco Porcio Catone|Catone]].</ref>.
 
 
===[[Incipit]]===
<center>{{centrato|DIALOGO PRIMO<br />Interlocutori:<br />Circe, Meri</center>}}
'''Circe''': Sole che illumini il tutto. Apollo, inventore del canto, cinto della faretra, arciere potente nello scagliare i dardi, Pizio, ornato di alloro, divinatore, pastore, vate, augure e medico. Febo, roseo, dalla lunga chioma, belcrinito, dorato, splendente, sereno, suonatore di cetra, cantore e rivelatore del vero.
 
===[[Incipit]]===
<poem>
{{centrato|
<center>
DIALOGO PRIMO
Interlocutori:
Tansillo, Cicada
}}
</center>
'''Tansillo''': Gli furori, dunque, atti piú ad esser qua primieramente locati e considerati, son questi che ti pono avanti secondo l'ordine a me parso piú conveniente.
'''Cicada''': Cominciate pur a leggerli.
===[[Incipit]]===
<poem>
{{centrato|
<center>
DIALOGO PRIMO
Interlocutori:
Elpino, Filoteo, Fracastorio, Burchio
}}
</center>
'''Elpino''': Come è possibile che l'universo sia infinito?
'''Filoteo''': Come è possibile che l'universo sia finito?
 
===[[Incipit]]===
<center>{{centrato|DIALOGO PRIMO<br />Interlocutori:<br />Elitropio, Filoteo, Armesso</center>}}
'''Elitropio''': Qual rei nelle tenebre avezzi, che, liberati
dal fondo di qualche oscura torre, escono alla luce, molti
==''De umbris idearum''==
===[[Incipit]]===
<center>{{centrato|DIALOGO PRELIMINARE APOLOGETICO DI FILOTEO GIORDANO BRUNO NOLANO RIGUARDO ALLE OMBRE DELLE IDEE PER IL SUO RITROVATO MNEMONICO<br />Interlocutori:<br />Ermes, Filotimo, Logifero</center>}}
'''Ermes''': Sei libero di proseguire. Non ignori infatti che medesimo è il sole, e medesima l'arte. Il medesimo [[sole]] fa conoscere ed onora le gesta di uno, espone al biasimo le azioni di un altro. Si contristano per la sua presenza le notturne strige, il rospo, il basilisco, il gufo: esseri solitari, notturni e sacri a Plutone. Esultano invece gallo, fenice, cigno reale, cigno, aquila, lince, ariete e leone.
 
==''L'asino cillenico''==
===[[Incipit]]===
<center>{{centrato|Interlocutori:<br />L'Asino, Micco Pitagorico, Mercurio</center>}}
'''Asino''': Or perché derrò io abusar de l'alto, raro e pelegrino tuo dono, o folgorante Giove? Perché tanto talento, porgiutomi da te, che con sí particular occhio me miraste (indicante fato), sotto la nera e tenebrosa terra d'un ingratissimo silenzio terrò sepolto? suffrirò piú a lungo l'esser sollecitato a dire, per non far uscir da la mia bocca quell'estraordinario ribombo, che la largità tua, in questo confusissimo secolo, nell'interno mio spirito (perché si producesse fuora) ha seminato? Aprisi aprisi, dunque, con la chiave de l'occasione l'asinin palato, sciolgasi per l'industria del supposito la lingua, raccolgansi per mano de l'attenzione, drizzata dal braccio de l'intenzione, i frutti de gli arbori e fiori de l'erbe, che sono nel giardino de l'asinina memoria.<br />
'''Micco''': O portento insolito, o prodigio stupendo, o maraviglia incredibile, o miracoloso successo! Avertano gli dii qualche sciagura! Parla l'asino? l'asino parla? O Muse, o Apolline, o Ercule, da cotal testa esceno voci articulate? Taci, Micco, forse t'inganni; forse sotto questa pelle qualch'uomo stassi mascherato, per burlarsi di noi.
==''La cena de le ceneri''==
===[[Incipit]]===
<center>{{centrato|DIALOGO PRIMO<br />Interlocutori:<br />Smitho, Teofilo ''filosofo'', Prudenzio ''pedante'', Frulla</center>}}
'''Smitho''': Parlavan ben latino?<br />
'''Teofilo''': Sì.<br />
==''Sigillus sigillorum''==
===[[Incipit]]===
<center>{{centrato|Composto per far esplicare secondo un ordine efficace tutte le disposizioni dell'animo e portarne a perfezione le attitudini</center>}}
Quello spirito divino, che mai si è accontentato di ingegni sordidi, mi fece conoscere ciò insieme ad altre cose: e tu che esiti ma ardi fin nel profondo dell'animo per questa stessa cosa, devi in principio proporti di onorare come Dio primo e prossimo il medesimo spirito dal quale sei eccitato esteriormente e incitato interiormente, invocarlo come nume e volgere a quello il tuo sguardo come alla luce.
 
 
===[[Incipit]]===
<center>{{centrato|DIALOGO PRIMO<br />Interlocutori:<br />Sofia, Saulino, Mercurio</center>}}
'''Sofia''': Talché, se ne li corpi, materia ed ente non fusse la mutazione, varietadine e vicissitudine, nulla sarebbe conveniente, nulla di buono, niente dilettevole.<br />
'''Saulino''': Molto bene l'hai dimostrato, Sofia.<br />
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