Vladimir Putin

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Putin nel 2021

Vladimir Vladimirovič Putin (1952 – vivente), politico russo.

Citazioni di Vladimir Putin[modifica]

1991[modifica]

Da "Mi dicono di essere troppo morbido con le persone"

Intervista di Natalja Nikiforova, Čas Pik, giugno 1991; citato e tradotto in Russiaintranslation.com

  • Io non nascondo e non ho mai nascosto di aver lavorato per 17 anni per l’intelligence esterna del KGB. Il punto è un altro: non l’ho mai ostentato.
  • Non vorrei adesso discutere dell’indole o dei modi di Sobčak anche se da molti sento dire che lui è a volte duro. A me, invece, dicono di essere troppo morbido con le persone. Ma riesco a capire quando qualcuno perde le staffe. Ci troviamo adesso a vivere con l’acqua alla gola e a volte manca la pazienza di approfondire una domanda.
  • Io mi sono messo in aspettativa dal KGB. Io non ci lavoro e non ricevo soldi. Al KGB sono andato in modo legale e trasparente tramite ripartizione dopo la fine dell’università.
  • Gli agenti dei servizi segreti vengono addestrati senza che loro sospettino nulla. Se lo sapessero, inizierebbero ad adattarsi e a mostrare quei lati del carattere e della personalità desiderate dal potenziale fruitore delle informazioni.
  • Volete sapere se avessi dei legami col KGB prima di essere assunto? La risposta è no.
  • [«Anche lei considera il KGB un mostro?»] Certamente. È un dato di fatto che l’apparato del comitato abbia completamente smesso di occuparsi di quei compiti per il quale era stato creato. È necessario ricostruirlo. E lo stanno facendo. Inoltre, io ho lavorato nell’intelligence esterna, non ho avuto nulla a che fare con problemi di politica interna.
  • Ci si pente solo dei reati. Io non ho commesso alcun reato. E non mi discolpo. Anche se discolparsi è sempre più facile che fare un importante passo. E io l’ho fatto.
  • [Su George H. W. Bush] L’attuale presidente USA è un ex direttore della CIA. Questo è per caso un elemento di disturbo per lui? Anche io sono un ex. Un ex collaboratore, un ex comunista. Perché questo dovrebbe essere di disturbo nel mio lavoro?

1999[modifica]

  • [Sui guerriglieri ceceni] Non tratteremo mai con i terroristi. Li distruggeremo, dovunque essi si trovano: se sono andati al bagno, li ammazzeremo nel cesso. (dichiarazione il 24 settembre 1999, poco prima dello scoppio della seconda guerra cecena)[1]

Da «Li stermineremo con metodo dal cielo»

Intervista di Vera Kuznetsova sulla seconda guerra cecena, La Stampa, 28 settembre 1999

  • Abbiamo permesso alla Cecenia di fare ciò che voleva. Non è diventata una repubblica sovrana, ma un'enclave di banditi.
  • Oggi siamo vittime dell'aggressione del terrorismo internazionale. Non è più una guerra civile. Oggi in Cecenia operano persone finanziate e addestrate all'estero. Quando hanno visto che la Russia era in grado di difendersi, hanno colpito le nostre città. Oggi siamo costretti a proteggere le vite dei nostri cittadini. Non ci hanno lasciato altra scelta.
  • Ci sono solo due soluzioni. O attacchiamo al grido "Comunisti, avanti!" e senza contare le vittime, oppure li sterminiamo pazientemente e metodicamente dall'aria. Senza fretta.
  • [«Come si sente nel ruolo di "erede designato"?»] A dire il vero mi considero piuttosto un "tecnico". Se sarò necessario anche in futuro, cercherò di rimanere sulla scena politica. Anche passando attraverso le elezioni. Se invece vedrò che non ha senso, non lo farò.
  • [«Ogni tanto sulla stampa appaiono voci sulla cancellazione delle elezioni...»] Se ci sono motivi per ritenere che le elezioni parlamentari non si terranno nella data fissata, io non ne so niente.

Da «Se la Cecenia fosse in America»

Sulla seconda guerra cecena, La Stampa, 19 novembre 1999

  • Noi sappiamo che gran parte della violenza che arriva dalla Cecenia è finanziata dall'estero. Gli stessi terroristi che sono stati collegati alle bombe alle ambasciate americane hanno un punto d'appoggio nel Caucaso. Sappiamo che Shamil Basaiev, il cosiddetto signore della guerra ceceno, è appoggiato sul territorio da un leader itinerante della guerriglia con un curriculum simile a quello di Osama bin Laden.
  • Pur riluttanti, siamo intervenuti. Il nostro obiettivo immediato è quello di sbarazzare la Cecenia di quanti minacciano la sicurezza di ceceni e russi. Cerchiamo anche di restituire una società civile al popolo ceceno, che da anni vive nella stretta di bande criminali armate.
  • I funzionari americani ci dicono che i cittadini comuni soffrono e che le nostre tattiche militari possono aumentare quelle sofferenze. È vero l'esatto contrario. Le nostre truppe hanno chiare istruzioni di evitare morti tra la popolazione comune.
  • Le nostre forze di terra e di aria fanno ogni sforzo per colpire soltanto le forze armate nemiche. Le ragioni per cui abbiamo scelto con cura attacchi mirati a specifiche e identificate basi terroristiche erano appunto di evitare attacchi diretti alle comunità cecene. Esattamente la stessa tattica adottata durante l'Operazione Tempesta nel Deserto, nei bombardamenti della ex Jugoslavia e nei vari tentativi americani di rispondere agli attacchi di bin Laden. Ma quando si è in guerra, anche le operazioni militari più accuratamente pianificate possono causare occasionalmente morti tra i civili, e noi lo deploriamo profondamente.

Da La Russia alla svolta del millennio

31 dicembre 1999; riportato in Memorie d'oltrecortina, traduzione di Francesco Maiello, Carocci, Roma, 2001, pp. 197-216, ISBN 88-430-2509

  • Paghiamo il prezzo per l'orientamento eccessivo dell'economia sovietica nella produzione di materia prime e nello sviluppo dell'industria che hanno pesato negativamente sul progresso dei beni di consumo e dei servizi. Stiamo pagando per la negligenza sovietica in settori fondamentali come la scienza dell'informazione, l'elettronica e le comunicazioni. Stiamo pagando per la mancanza di competizione tra produttori e tra le industrie, la quale ha rallentato il progresso scientifico e tecnologico impedendo all'economia privata russa di essere competitiva sui mercati mondiali. Questo è il costo per i freni e le limitazioni posti all'iniziativa russa, alle imprese e al personale. Ora raccogliamo i frutti amari, sia da un punto di vista materiale che da un punto di vista psicologico, dei decenni passati.
  • Per gran parte del ventesimo secolo la Russia ha vissuto all'ombra della dottrina comunista. Sarebbe un errore non riconoscere i risultati innegabili ottenuti in quel periodo. Ma sarebbe un errore ancora più grave non rendersi conto del prezzo pesantissimo che il nostro paese e il nostro popolo hanno dovuto pagare per quell'esperimento sociale.
  • Il comunismo e il potere dei Soviet non hanno fatto della Russia un paese prospero con una società in dinamico sviluppo e con dei cittadini liberi. Il comunismo ha dimostrato chiaramente la sua incapacità ad incoraggiare un solido sviluppo condannando il nostro paese a procedere lentamente, sempre in ritardo rispetto ai paesi economicamente avanzati. Era una strada senza uscita, lontana dalla corrente della civiltà umana.
  • La Russia è arrivata ai limiti delle proprie possibilità a causa di rovesciamenti politici e socio-economici, cataclismi e riforme radicali. Solo dei fanatici o forze politiche che sono assolutamente insensibili e indifferenti ai destini della Russia e del suo popolo possono lanciare appelli per una nuova rivoluzione. Sia che si presenti dietro slogan comunisti, nazionalistici e patriottici o radical-liberali, il nostro paese e il nostro popolo non sopporterebbero una nuova frattura radicale. La pazienza della nazione e la sua capacità di sopravvivere insieme alla sua disponibilità al lavoro costruttivo hanno raggiunto il limite. La società crollerebbe semplicemente da un punto di vista economico, politico, psicologico e morale.
  • L'esperienza degli anni Novanta dimostra chiaramente che un mero esperimento derivato da modelli e metodi astratti che si possono leggere nei libri di testo stranieri non può garantire che il nostro paese compia un vero rinnovamento, al riparo da costi eccessivi. Nemmeno la riproduzione meccanica dell'esperienza di altri paesi garantisce il successo.
  • Sono contrario alla restaurazione di una ideologia ufficiale di stato russa, in qualsiasi forma si presenti. Non ci può essere una solidarietà civile imposta dall'alto nella Russia democratica. L'accordo sociale può essere solo volontario.
  • Il patriottismo è un sentimento di fierezza nei confronti del proprio paese, della sua storia e dei risultati che ha ottenuto. È l'impegno a rendere il proprio paese migliore, più ricco, più forte e più felice. Quando questi sentimenti sono liberi dai colori del nazionalismo e da ambizioni imperiali non c'è niente di condannabile, non c'è fanatismo.
  • La Russia è stata e resterà una grande potenza. È un fatto determinato dalle sue caratteristiche intrinseche, dalla sua posizione geografica, economica e culturale. Questi aspetti hanno determinato la mentalità dei russi e la politica del governo per tutto il corso della nostra storia e non possono che continuare ad agire oggi.
    Ma la mentalità russa deve anche aprirsi a idee nuove. Nel mondo attuale la potenza di un paese si manifesta di più nella capacità di sviluppare e utilizzare tecnologie avanzate, di assicurare un alto livello di benessere diffuso, di preservare la propria sicurezza e di sostenere i propri interessi nazionali in campo internazionale piuttosto che nella semplice forza militare.
  • La Russia non diventerà la seconda edizione degli Stati Uniti o della Gran Bretagna, dove i valori liberali hanno delle profonde tradizioni storiche. Il nostro stato e le sue istituzioni e strutture hanno sempre giocato un ruolo eccezionalmente importante nella vita del paese e delle persone. Per i russi uno stato forte non è un'anomalia di cui liberarsi. Al contrario è una fonte di ordine e la principale forza che orienta qualsiasi cambiamento.
  • I sentimenti paternalistici hanno profonde radici nella società russa. La maggioranza dei russi è abituata a dipendere per i progressi delle proprie condizioni materiali più dallo stato che dai propri sforzi, dalla propria iniziativa, dal fiuto per gli affari. Ci vorrà molto tempo perché questa abitudine venga meno.
  • La Russia ha bisogno di un forte potere statale. Non sto chiedendo il totalitarismo. La storia dimostra che tutte le dittature, tutte le forme autoritarie di governo sono transitorie. Solo i sistemi democratici durano a lungo. Qualsiasi siano gli aspetti negativi, l'umanità non ha ancora trovato niente di meglio. Un forte potere statale in Russia è uno stato federale, democratico e basato sulla legge.
  • Emendare la costituzione non sembra essere un obiettivo urgente e prioritario. Abbiamo una buona costituzione. I suoi principi sui diritti e le libertà individuali sono considerati il miglior strumento costituzionale di questo genere nel mondo intero. Piuttosto che preparare un nuovo codice legislativo per il paese dobbiamo impegnarci per rafforzare la costituzione in vigore e le leggi che sono state approvate nel periodo in cui è stata in vigore, per applicarla nella sfera dello stato, della società e di ciascun individuo.
  • La Russia si trova nel pieno di uno dei periodi più difficili della sua storia. Per la prima volta negli ultimi due o trecento anni si sta confrontando con il pericolo concreto di scivolare verso il secondo o anche il terzo rango tra i paesi della terra. Ci stiamo affrettando per evitare questo rischio. Dobbiamo tendere tutte le forze intellettuali, fisiche e morali della nazione. Abbiamo bisogno di un lavoro coordinato e creativo. Nessuno potrà farlo al posto nostro. Tutto dipende da noi e soloda noi, dalla nostra capacità di capire le dimensioni della sfida, di riunire le forze e di prepararci ad un lavoro lungo e difficile.

2000[modifica]

  • La democrazia è la dittatura della legge e non di coloro che vogliono invece usare la legge per accrescere il loro potere. (da un articolo dell'Isvetsija, 25 marzo 2000).[2]
  • La Russia da tempo non è più un pezzo dell'Unione Sovietica frantumata, ma una nazione sicura di sé, con un radioso futuro e una popolazione splendida. (da un articolo dell'Isvetsija, 25 marzo 2000).[2]

Da «Il Kgb, grande amore della mia vita»

Intervista di Natalia Gevorkian e Andrej Kolesnikov, La Stampa, 12 marzo 2000

  • Non ho mai pensato di avere uno scarso senso del pericolo, ma gli psicologi che mi hanno osservato a lungo, anche di nascosto, sono giunti a questa conclusione.
  • Era impossibile lavorare nello spionaggio senza essere nel partito. Ma quelli che arrivavano nello spionaggio dal partito di solito erano cialtroni fissati sulla carriera e questo irritava i professionisti.
  • Non sono mai stato un dissidente, che questo sia un bene o un male. Ma molte cose che gli "organi" si permettono adesso all'epoca erano impossibili. Tutto si faceva discretamente. Certo, era sbagliato, era una manifestazione dello Stato totalitario. Ma il Kgb non si permetteva, come ora di interferire direttamente nella lotta politica.
  • Sono rimasto membro del partito finché è esistito. Poi ho preso la tessera, l'ho messa in un cassetto e ci ho fatto sopra il segno della croce. Sta ancora lì.
  • [Su sua madre] Quattro anni prima della sua morte sono andato in Israele e lei mi ha dato la mia croce di battesimo per consacrarla al Santo Sepolcro. L'ho presa e, per non perderla, me la sono messa al collo. Da allora non me la sono mai più tolta.

Da Putin: cari italiani, vi spiego chi sono

Colloquio con Maurizio Molinari, La Stampa, 7 giugno 2000

  • Milosevic piaccia o no - anche noi abbiamo avuto problemi con lui - è stato eletto democraticamente da tutto il suo popolo. Tentare di destituirlo aumenta la sua popolarità in patria, non la diminuisce.
  • La Chiesa ortodossa è stata molto indebolita durante il comunismo. Era l'unica forma di opposizione legale permessa in Unione Sovietica. Ha sofferto molto per questo. La sua base materiale è stata minata. Ha subito molte ingiustizie ed ha avuto molte vittime. Ci sono stati dei casi, nei primi anni che seguirono la Rivoluzione d'Ottobre, in cui in una sola notte sono stati affogati nell'acqua ghiacciata del Don ventimila monaci. Ritenendosi indebolita la Chiesa Ortodossa si sente impreparata ad una concorrenza con la Chiesa Cattolica.
  • Non sospettavo neppure che esistesse il termine mafia russa. Che io sappia mafia è un termine italiano.
  • L'economia russa deve essere guarita. Non vogliamo che la medicina sia peggiore della malattia. Gli ideali conservatori sono più efficaci di una super-socializzazione dell'economia anche se rimango convinto che lo Stato deve garantire la difesa dei ceti che più necessitano di appoggio.

Da «Mi hanno dato una croce, la porterò»

Intervista di Rtr sull'incidente del K-141 Kursk, La Stampa, 24 agosto 2000

  • Cosa vi posso dire? Non ci sono parole che bastino. Viene voglia di urlare. Ieri uno dei parenti ha detto: "Sappiamo che lei è in carica da poco, ma ora ha questa croce e la deve portare". Ha ragione. Occupo l'ufficio al Cremlino da poco più di 100 giorni, ma provo tutto il senso di responsabilità e di colpa per questa tragedia.
  • Hanno ragione coloro che dicono che nelle prime file dei difensori dei marinai si sono trovati proprio quelli che per lungo tempo hanno contribuito allo sfacelo dell'esercito, della flotta e dello Stato. Alcuni di loro hanno perfino raccolto un milione. Come si suol dire, un filo da tutti e il nudo si fa la camicia. Avrebbero fatto meglio a vendere le loro volle sulla costa mediterranea della Francia o della Francia. Solo che gli toccherebbe spiegare perché sono state comprate con prestanomi. E noi gli avremmo chiesto dove hanno preso i soldi. Ma lasciamoli perdere. Dobbiamo pensare ai nostri marinai, alle famiglie, al futuro.
  • Mi dispiace sentir dire che insieme al «Kursk» è affogato l'onore della marina, l'orgoglio della Russia. Il nostro Paese ha vissuto momenti peggiori degli ultimi anni, ma siamo sopravvissuti a tutto. La Russia ha sempre avuto un futuro. Il momento che viviamo oggi è molto difficile. Ma sono assolutamente convinto che eventi del genere non devono dividere, ma unire la società e il popolo.

Da Putin, la verità sul Kursk. Era impossibile salvarli

Intervista di Larry King sull'incidente del K-141 Kursk, La Repubblica, 10 settembre 2000

  • [«Cosa è successo al Kursk?»] È affondato.
  • Il 15 luglio, per la prima volta si discusse a livello ufficiale di richiedere aiuto all'esterno. La proposta proveniente dall'addetto militare inglese venne immediatamente accettata. Ma non è questo il punto. Il problema è nato dal fatto che dall'accettazione della proposta che richiedeva operazioni rischiose, ci sono voluti sei giorni per aprire il portello. Neanche un intervento più precoce avrebbe salvato l'equipaggio.
  • [«Col senno del poi, avrebbe agito in maniera diversa?»] No. L'unica cosa che avrei potuto fare sarebbe stata sospendere tutti gli incontri in programma nel luogo in cui mi trovavo in vacanza e tornare a Mosca. Ma, lo ripeto, questo ha valenza a livello di immagine, perché dovunque io mi trovi, all'interno del paese come nel resto del mondo, ho a disposizione i mezzi per mantenermi sempre in contatto con i vertici militari. È stato un pretesto per attaccare la Russia, la mia presidenza e ciò è molto pericoloso in questo periodo. Per questa ragione, forse, sarebbe stato meglio recarsi sul posto, salire sul sottomarino di salvataggio e sorridere.
  • [«Le piaceva lavorare per il Kgb?»] Beh, era interessante. Ha allargato i miei orizzonti, mi ha insegnato a trattare con le persone, a gestire le informazioni, ad individuare le priorità. È stato utile sotto questo aspetto.
  • Nei colloqui con i colleghi americani ho sempre ricordato il fatto che le armi nucleari sono state inventate negli Stati Uniti e alcuni scienziati trasferirono poi le formule nell'Unione Sovietica. Perché? Perché, intelligentemente, volevano ristabilire l'equilibrio tra le superpotenze. Grazie a questo equilibrio l'umanità ha evitato conflitti su larga scala dopo il 1945. Distruggendo questo equilibrio mettiamo il mondo in grave pericolo. Per questo siamo contrari allo sviluppo dello scudo spaziale nazionale.

2001[modifica]

Da Putin. «Americani vi sono amico»

Intervista di Barbara Walters sugli attentati dell'11 settembre 2001, La Stampa, 9 novembre 2001

  • Non so se gli attacchi aerei su New York e Washington potessero essere prevenuti, ma ribadisco che contavamo su una maggiore cooperazione. Da parte nostra è un peccato che i nostri servizi segreti non abbiano raccolto informazioni tempestive e non siano stati in grado di avvertire con precisione gli americani della tragedia che stava per abbattersi su di loro.
  • Mi rendevo conto, allora come ora, che la necessità di combattere il terrorismo internazionale è assoluta, quanto quella di far sapere all'America che in quel momento terribile non era sola.
  • [Su George W. Bush] Sono convinto che egli sia un partner affidabile. Possiamo dividerci su qualche problema, essere in disaccordo su qualcosa. Ma ho notato che quando raggiungiamo un accordo, lui lo pone in essere senza indugio.
  • La Russia non si aspetta favori né ricompense per il supporto all'America nella lotta al terrorismo. Abbiamo un nemico comune, il terrorismo internazionale, e il lavoro che stiamo facendo insieme è anche nostro interesse. Ma è anche nostro interesse integrare la Russia nella comunità internazionale in ogni settore: nella politica, nella difesa, nella sicurezza.
  • Per i russi tornare in Afghanistan sarebbe come per gli americani tornare in Vietnam. Anzi peggio, perché la nostra esperienza in Afghanistan è più recente.

2002[modifica]

  • Se lei è pronto a diventare un islamico integralista e a farsi circoncidere, allora la invito a Mosca dove abbiamo degli ottimi specialisti perché la nostra è una società multiconfessionale. E gli raccomanderò di farle l'operazione in modo tale che non le ricresca mai più niente.[3]

2003[modifica]

  • Schengen sta diventando per i russi un muro come quello di Berlino. (da una dichiarazione ai capi dell'Ue a San Pietroburgo, [4]
  • [Commentando la Madonna Litta di Leonardo da Vinci] veramente la Madonna guarda negli occhi il Bambino Gesù sottolineando così che è lui il centro del quadro; ma il Salvatore guarda a noi ed è come se dicesse: so che avete delle difficoltà, ma io sto con voi. (Dalla visita di Stato del 5 novembre 2003)[5]

Da Putin: continueremo a lavorare con l'Iran nel settore nucleare

Intervista di David Frost, La Stampa, 23 giugno 2003

  • Dato che una gran parte dell'industria irachena si basa su tecnologie sovietiche e russe, certo non avanzate ma tuttora funzionali, c'è bisogno dei nostri pezzi di ricambio e del nostro personale tecnico.
  • La partnership non implica che si debba essere d'accordo su ogni cosa. [...] La questione è come raggiungere lo scopo comune di eliminare le minacce. Siamo contrari a stilare liste nere.
  • Siamo sulla strada giusta. Negli ultimi tre anni la nostra economia è cresciuta in media del 6% all'anno. Non male. Prima, la gente riceveva gli stipendi e le pensioni anche con sei mesi di ritardo. Questo problema è stato praticamente eliminato e i redditi delle persone sono cresciuti in misura significativa. Restano bassi, ma il trend è positivo.

2004[modifica]

  • Io non vi consiglio di incontrare Bin Laden, di invitarlo a Bruxelles, alla Nato o alla Casa Bianca, di trattare con lui e di farvi dire cosa farvi lasciare in pace. Voi invece venite a dirci che dovremmo parlare con tutti, anche con chi ha ucciso dei bambini.[6]
  • Distinguere in terroristi in moderati e radicali apre la strada al terrorismo, ogni cedimento non fa che allargare le loro richieste e moltiplicare le vittime.[7]

Da Putin: ci hanno dichiarato guerra

Sulla strage di Beslan, La Stampa, 5 settembre 2004

  • Abbiamo manifestato debolezza e i deboli vengono picchiati.
  • Alcuni vogliono strapparci un boccone di lardo, altri li aiutano perché considerano la Russia, una delle potenze nucleari, ancora una minaccia e vorrebbero liquidarla.
  • Come presidente e capo di Stato, come cittadino vi dico che non c'è nessuna scelta, se ci facciamo ricattare abbandoneremo milioni di persone a una catena di conflitti sanguinosi.

Da Putin: «L'Occidente inviterebbe Bin Laden alla Nato per trattare?»

Sulla strage di Beslan, La Stampa, 8 settembre 2004

  • Non c'è alcun legame tra la politica russa in Cecenia e la vicenda di Beslan, noi sappiamo che cosa fare in Cecenia: continuare il dialogo con la società locale, proseguire nel processo politico che dopo il referendum sull'appartenenza alla Federazione Russa e l'elezione presidenziale continuerà con le elezioni parlamentari; rinforzare gli elementi ceceni nella polizia locale, cosa che non impedirà di lasciare nella regione militari russi per tutto il tempo che sarà necessario, così come ci sono soldati americani in Texas o in California.
  • Provate a farvi la domanda: che cosa pensereste di gente che in qualche parte del mondo ammazza dei bambini per arrivare al potere? Se vi risponderete, non avrete più dubbi sulla nostra politica in Cecenia.
  • Perché gli emuli di Bin Laden sono chiamati terroristi e persone che uccidono i bambini vengono definite ribelli? Dov'è la logica?
  • La Cecenia non è l'Iraq, l'Iraq è a migliaia di chilometri dagli Stati Uniti, qui il nemico è molto vicino.

2005[modifica]

  • Il crollo dell'Unione Sovietica è stata la più grande catastrofe geopolitica del ventesimo secolo e un autentico dramma per il popolo russo. (da un discorso sullo stato della nazione il 25 aprile 2005)[8]

2006[modifica]

  • [Parlando con tono ironico a Ehud Olmert, durante una visita di Stato in Israele] Katsav si è rivelato un uomo forte, ha stuprato ben dieci donne! Non me lo sarei mai aspettato da lui. Ci ha sorpreso tutti, lo invidiamo.[9]

Da "Quella morte è un danno per la leadership russa"

Intervista di Daniel Broessler e Werner Kilz sulla morte di Anna Stepanovna Politkovskaja, La Repubblica, 11 ottobre 2006

  • La giornalista Politkovskaja era una voce critica contro l'attuale equilibrio di potere. In generale questo è tipico dei media, ma lei aveva assunto posizioni radicali. Negli ultimi tempi si era dedicata alla critica del potere in Cecenia. Ma la sua influenza politica non era molto grande.
  • L'assassinio della signora Politkovskaja è un grave danno per la leadership russa e specialmente per quella cecena. Un danno molto più grave di qualsiasi articolo di giornale.
  • Le rivelazioni della signora non hanno né danneggiato la politica di Kadyrov né creato ostacoli alla sua carriera politica. Ramzan Kadyrov appartiene ai gruppi che un tempo hanno combattuto contro le truppe federali in Cecenia. Negli organi di sicurezza e nelle istituzioni cecene oggi possono lavorare tutti, a prescindere dalle loro opinioni o dal loro passato. I rapporti di forza politici in Cecenia sono complessi, ma questo non è un motivo per un omicidio. Forse c'è stato fastidio o collera per l'attività della giornalista, ma non posso immaginarmi che un esponente ufficiale possa pianificare un crimine così orribile
  • Noi non abbiamo alcun desiderio di tornare al sistema sovietico del centralismo e del totalitarismo.

2007[modifica]

Da Discorso alla Conferenza di Monaco di Baviera sulla Politica di Sicurezza

11 febbraio, 2007, traduzione a cura di Resistenze.org

Putin durante il discorso a Monaco
  • Si sa bene che la sicurezza internazionale va molto più in là delle questioni relative alla stabilità militare e politica. Comprende la stabilità dell'economia globale, il superamento della povertà, la sicurezza economica e lo sviluppo di un dialogo tra civiltà.
  • Solamente due decadi fa il mondo era ideologicamente ed economicamente diviso e fu l'enorme potenziale strategico di due superpotenze che garantì la sicurezza globale. Questa situazione globale ha spostato i problemi economici e sociali più acuti ai margini dell'agenda della comunità internazionale e del mondo. E, proprio come ogni guerra, la Guerra Fredda ci lasciò con la miccia accesa, parlando figuratamente. Mi sto riferendo agli stereotipi ideologici, ai doppi standard e ad altri tipici aspetti di pensiero per blocchi della Guerra Fredda.
  • Alla Russia - a noi - danno continuamente lezioni di democrazia. Ma per qualche ragione quelli che ci insegnano non vogliono imparare loro stessi.
  • È un dato di fatto che norme legali indipendenti stiano diventando in modo crescente più legate al sistema legale di uno stato. Primo fra tutti, gli Stati Uniti, che hanno oltrepassato i loro confini nazionali in ogni modo. Questo è visibile nelle politiche economiche, governative, culturali e dell’istruzione che impongono alle altre nazioni. Bene, a chi piace questo? Chi è felice di questo?
  • Il nostro paese non ha avuto una transizione pacifica alla democrazia? Effettivamente, noi siamo la testimonianza di una trasformazione pacifica dal regime sovietico - una trasformazione pacifica! E che regime! E con quale dovizia di armi, incluse le armi nucleari! Perché ora dovremmo metterci a bombardare e sparare in ogni occasione possibile?
  • Io, o non ho capito quello che il nostro collega Ministro della Difesa italiano ha detto, o quello che lui ha detto era inesatto. Cioè, ho inteso che l'uso della forza può essere solamente legittimo quando la decisione è presa dalla Nato, dall'EU, o dall'Onu. Se lui realmente pensa così, allora noi abbiamo punti di vista diversi. O io non ho sentito correttamente. L'uso della forza può solamente essere considerato legittimo se la decisione è sancita dall'Onu. E noi non abbiamo bisogno di mettere la Nato o l'EU al posto dell'Onu.
  • I missili bellici con una raggio di circa cinque/otto mila chilometri che realmente costituiscono una minaccia per l’Europa non esistono in nessuno dei cosiddetti paesi problematici. Nel prossimo futuro ed in prospettiva , questo non accadrà e non è neanche prevedibile. E qualche ipotetico lancio, ad esempio, di un razzo nordcoreano diretto al territorio americano attraverso l'Europa occidentale, contraddice in modo palese le leggi della balistica. Come noi diciamo in Russia, sarebbe come usare la mano destra per giungere all'orecchio sinistro.
  • Io penso che sia chiaro che l’espansione della Nato non abbia alcuna relazione con la modernizzazione dell'Alleanza stessa o con la garanzia di sicurezza in Europa. Al contrario, rappresenta una seria provocazione che riduce il livello della reciproca fiducia. E noi abbiamo diritto di chiedere: contro chi è intesa questa espansione? E cosa è successo alle assicurazioni dei nostri partner occidentali fatte dopo la dissoluzione del Patto di Varsavia? Dove sono oggi quelle dichiarazioni? Nessuno nemmeno le ricorda.
  • Le pietre e i blocchi di cemento del Muro di Berlino sono stati da molto tempo distribuiti come souvenir. Ma noi non dovremmo dimenticare che la caduta del Muro di Berlino fu resa possibile grazie ad una scelta storica - scelta che è stata fatta anche dalla nostra gente, dal popolo della Russia - una scelta in favore di democrazia, libertà, apertura ed una sincera partnership con tutti i membri della grande famiglia europea.

2012[modifica]

2014[modifica]

  • La «Guerra fredda» è finita. Però non si è conclusa con un raggiungimento di «pace», con degli accordi comprensibili e trasparenti sul rispetto delle regole e degli standard oppure sulle loro elaborazione. Par di capire che i cosiddetti vincitori della «Guerra fredda» abbiano deciso di «sfruttare» fino in fondo la situazione per ritagliare il mondo intero a misura dei propri interessi. (dal discorso al Forum di Valdai, 29 ottobre 2014[11])

Da "La Crimea è Russia"

Discorso tenuto al Cremlino il 18 marzo 2014 dopo l'annessione della Crimea alla Russia, Limesonline.com, 16 aprile 2014

Putin durante il suo discorso del 18 marzo 2014
  • Il 16 marzo si è tenuto un referendum in Crimea nel pieno rispetto dei meccanismi democratici e delle norme internazionali. Più dell’82% degli aventi diritto ha preso parte al voto. Di questi, oltre il 96% si è espresso a favore della riunificazione con la Russia. Questi numeri parlano da soli.
  • Tutto in Crimea ricorda la storia e l’orgoglio che condividiamo. Là sorge l’antica Kherson, dove il principe Vladimir fu battezzato. La sua opera spirituale di conversione all’ortodossia pose le fondamenta della cultura, della civiltà, dei valori umani che uniscono i popoli di Russia, Ucraina e Bielorussia.
  • La Crimea è una combinazione unica di popoli, culture e tradizioni diverse. In questo è simile alla Russia, dove nel corso dei secoli non un solo gruppo etnico è scomparso. Russi e ucraini, tatari della Crimea e genti appartenenti ad altri gruppi etnici hanno vissuto fianco a fianco in Crimea conservando la loro identità, le loro tradizioni, le loro lingue e le loro confessioni.
  • Vero, vi fu un tempo in cui i tatari della Crimea ricevettero un trattamento ingiusto, così come altri popoli dell’Urss. Solo una cosa posso dire oggi: milioni di persone di varie etnie soffrirono durante quelle repressioni, primi fra tutti i russi. I tatari della Crimea sono tornati alla loro terra natia. Credo che dovremmo intraprendere tutte le necessarie misure politiche e normative per completare la riabilitazione dei tatari della Crimea, restituire i loro diritti e ripristinare la loro reputazione.
  • [Sulla cessione della Crimea] La gente, ovviamente, si chiese perché tutto d’un tratto la Crimea fosse diventata parte dell’Ucraina. Ma in generale – e dobbiamo dirlo chiaramente, lo sappiamo tutti – la decisione fu trattata come una formalità, dal momento che il territorio veniva trasferito all’interno dei confini di uno Stato unitario. All’epoca, era impossibile immaginare che l’Ucraina e la Russia potessero separarsi e diventare due Stati diversi. Tuttavia è successo.
  • [Sulla rivoluzione ucraina del 2014] Questo colpo di Stato è opera di nazionalisti, neonazisti, russofobi e antisemiti, che continuano a dettare l’agenda in Ucraina. [...] Al momento, in Ucraina non c’è nessuna legittima autorità esecutiva, nessuno con cui parlare. Diverse agenzie governative sono state conquistate da impostori che non hanno alcun controllo del paese, mentre essi stessi – voglio sottolinearlo – sono sovente controllati dai radicali. Spesso, per incontrare alcuni ministri dell’attuale governo c’è bisogno di un permesso speciale dei militanti di Majdan. Non è uno scherzo, è la realtà.
  • Gli abitanti della Crimea e di Sebastopoli si sono rivolti alla Russia perché li aiutasse nella difesa dei loro diritti e delle loro vite, per prevenire gli eventi che si stavano e si stanno succedendo a Kiev, Donec’k, Kharkiv e in altre città ucraine. Ovviamente, non potevamo non ascoltare questo appello; non potevamo abbandonare la Crimea e i suoi abitanti. Si sarebbe trattato di tradimento.
  • Dichiarando l’indipendenza e decidendo di organizzare un referendum, il Consiglio supremo della Crimea ha fatto riferimento alla Carta delle Nazioni Unite, che riconosce il diritto all’autodeterminazione delle nazioni. Per inciso, vorrei ricordare che l’Ucraina adoperò gli stessi argomenti quando si staccò dall’Urss, quasi parola per parola. L’Ucraina poté godere di questo diritto, ma agli abitanti della Crimea non è concesso. Perché?
  • Scomparso il mondo bipolare, non c’è più stabilità. Le istituzioni internazionali più importanti non si stanno rafforzando; al contrario, in molti casi conoscono un triste declino. I nostri partner occidentali, capeggiati dagli Stati Uniti d’America, preferiscono farsi guidare nelle loro pratiche politiche non dal diritto internazionale, ma dalla legge del cannone. Sono arrivati a credere, nella loro esclusività e nel loro eccezionalismo, di poter decidere i destini del mondo e di essere gli unici ad aver sem­pre ragione.
  • C’è stata una serie di rivoluzioni «colorate» controllate. I popoli delle nazioni in cui questi eventi avevano luogo erano chiaramente stanchi della tirannia, della povertà e della mancanza di prospettive; ma questi impulsi sono stati cinicamente sfruttati. A queste nazioni sono stati imposti standard che non corrispondevano in alcun modo al loro stile di vita, alle loro tradizioni, alle culture di quei popoli. I risultati, invece della democrazia e della libertà, sono stati il caos, le esplosioni di violenza e diverse insurrezioni.
  • Oggi vorrei rivolgermi al popolo degli Stati Uniti d’America, il popolo che, sin dalla fondazione della propria nazione e dall’adozione della dichiarazione d’indipendenza, si è fatto vanto di considerare la libertà al di sopra di tutto. Il desiderio degli abitanti della Crimea di disporre liberamente del loro destino non risponde a quel valore? Vi prego di capirci.
  • Abbiamo sempre rispettato l’integrità territoriale dello Stato ucraino, a differenza, per inciso, di coloro che hanno sacrificato l’unità ucraina ad ambizioni politiche particolari. Quelli che scandiscono slogan sulla grandezza dell’Ucraina sono gli stessi che hanno fatto di tutto per dividere la nazione. L’attuale stallo pesa interamente sulle loro coscienze.
  • Ho sentito dichiarazioni da Kiev sull’imminente ingresso dell’Ucraina nella Nato. Cosa avrebbe significato questo per la Crimea e per Sebastopoli? Che la Marina della Nato si sarebbe installata proprio là, nella città della gloria militare russa, portando una minaccia non potenziale, ma pienamente attuale all’intera Russia meridionale. Questo scenario si sarebbe potuto avverare, non fosse stato per la scelta del popolo della Crimea e vi voglio ringraziare per questo. Non abbiamo nulla in contrario a una cooperazione con la Nato.
  • Non potrei assolutamente immaginare di andare a Sebastopoli per rendere visita ai marinai della Nato. Certo, molti di loro sono dei meravigliosi ragazzi, ma sarebbe meglio che loro fossero nostri ospiti, non il contrario.

2015[modifica]

  • [L'esercito ucraino è la] legione straniera della nato che non persegue gli interessi di Kiev ma ha come obiettivo geopolitico quello di contenere la Russia.[12]
  • [Sulle Forze terrestri russe] Nessuno dovrebbe avere l'illusione di poter ottenere una superiorità militare sulla Russia, di poter metterci un qualche tipo di pressione. Avremo sempre un'adeguata risposta a qualsiasi avventurismo. I nostri soldati e ufficiali hanno dimostrato la loro prontezza a combattere con risolutezza, in modo coeso, professionale e coraggioso, a cogliere gli obiettivi non convenzionali più difficili proprio come si addice a un esercito moderno e pronto al combattimento che conserva le sue tradizioni e il suo dovere militare.[13]
  • Oltre nuovi 40 missili balistici intercontinentali, in grado di prevalere perfino sui sistemi di difesa anti-missilistica più avanzati dal punto di vista tecnico, saranno aggiunti all'arsenale nucleare entro quest'anno.[14]
  • Non voglio entrare in dettagli, ma non credo a una sola parola di chi dice che Blatter è coinvolto in casi di corruzione. Credo che le persone come Blatter, quelle che guidano a una grande organizzazione sportiva internazionale, oppure i Giochi Olimpici, meritino un riconoscimento speciale. Se c'è qualcuno che merita il Premio Nobel, sono persone così.[15]
  • [Sul ruolo della Russia nella guerra civile siriana] Più di duemila combattenti russi e delle ex repubbliche sovietiche sono in Siria con il pericolo che possano tornare in patria. Invece di aspettare che lo facciano, aiutiamo Assad a combatterli in territorio siriano. Stiamo considerando di intensificare il dialogo sia con lui che con i nostri partner negli altri Paesi. (intervento davanti alla 70esima Assemblea generale dell'Onu, settembre 2015)[16]
  • È un errore non cooperare con il governo siriano di Bashar al-Assad. In Siria solo le forze di Assad e i curdi stanno combattendo valorosamente il terrorismo. Per fronteggiare l'Is occorre una coalizione internazionale come quella che si creò contro Hitler durante la Seconda Guerra mondiale. (intervento davanti alla 70esima Assemblea generale dell'Onu, settembre 2015)[16]

Da Intervista al giornalista americano Charlie Rose per CBS e PBS

Intervista di Charlie Rose, It.topwar.ru, 28 settembre 2015

  • Esiste solo un esercito legittimo ordinario. Questo è l'esercito del presidente della Siria Assad. Ed è contrario, secondo l'interpretazione di alcuni dei nostri partner internazionali, dall'opposizione. Ma in realtà, nella vita reale, l'esercito di Assad sta davvero combattendo con organizzazioni terroristiche.
  • Non c'è altro modo per risolvere il problema siriano, oltre a rafforzare le strutture statali esistenti, aiutandoli nella lotta contro il terrorismo, ma, naturalmente, incoraggiandoli nello stesso tempo a impegnarsi in un dialogo positivo con la parte sana dell'opposizione e ad attuare trasformazioni politiche.
  • La Russia non parteciperà a nessuna operazione militare sul territorio della Siria o in altri stati, in ogni caso, oggi non stiamo pianificando questo.
  • Più di duemila militanti - persone provenienti dall'ex Unione Sovietica sono in Siria. C'è una minaccia che torneranno da noi. Che aspettare che tornino da noi, è meglio aiutare Assad a combatterli lì, in Siria. Questo è il motivo più importante che ci spinge ad assistere Assad.
  • Sono orgoglioso della Russia. Abbiamo molto di cui essere orgogliosi. Ma non abbiamo una specie di feticcio per la superpotenza della Russia sul palcoscenico mondiale.
  • Abbiamo continuato a dire che l'Ucraina è un paese fraterno, ed è così. Questo non è solo un popolo slavo, è il più vicino al popolo russo: la lingua è molto simile, la cultura, la storia comune, la religione comune e così via.
  • Cosa considero assolutamente inaccettabile per noi? Risolvere questioni, comprese questioni controverse, questioni politiche interne nelle repubbliche dell'ex Unione Sovietica con l'aiuto delle cosiddette rivoluzioni "colorate", con l'aiuto di colpi di stato e modi incostituzionali per spostare l'attuale governo - questo è assolutamente inaccettabile. I nostri partner negli Stati Uniti non nascondono il fatto che hanno sostenuto coloro che si sono opposti al presidente Yanukovich.
  • [«Rispetti la sovranità dell'Ucraina?»] Certo. Ma vorremmo che altri paesi rispettassero la sovranità di altri paesi, compresa l'Ucraina. E rispettare la sovranità significa prevenire colpi di stato, azioni anticostituzionali e sfollamenti illegali di autorità legittime.
  • Sai, non una fase della nostra vita passa senza lasciare traccia. Qualunque cosa facciamo, qualsiasi cosa facciamo, questa conoscenza, questa esperienza, rimangono sempre con noi, e li portiamo più avanti con noi, in qualche modo li usiamo.
  • C'è qualcosa che unisce me e altri cittadini russi. Abbiamo qualcosa in comune che ci unisce: l'amore per la madrepatria.
  • [Sul Fronte orientale] Nella famiglia di mio padre, penso, c'erano cinque fratelli, quattro morirono. Dal lato della madre - circa la stessa immagine. La Russia ha sofferto molto. Certo, non possiamo dimenticarlo e non dovremmo dimenticarlo - non per incolpare qualcuno, ma affinché nulla del genere accada in futuro.
  • Ho davvero detto che considero il crollo dell'Unione Sovietica un'enorme tragedia del XX secolo. Sai perché? Prima di tutto, perché durante la notte i confini della Federazione Russa si sono rivelati essere 25 di milioni di russi. Vivevano in un solo paese - improvvisamente si trovarono all'estero. Immagina quanti problemi sono sorti? Questioni domestiche, separazione delle famiglie, problemi economici, problemi sociali - semplicemente non elencare tutto. Pensi che sia normale che 25 di milioni di russi si trovasse improvvisamente all'estero? I russi si sono rivelati la più grande nazione divisa al mondo oggi. Non è un problema?
  • Non ci può essere democrazia senza l'osservanza della legge, e tutti dovrebbero osservarla - questa è la cosa più importante e importante che tutti dovremmo ricordare, che nessuno dovrebbe dimenticare.
  • Per quanto riguarda cose così tragiche come la morte di persone, compresi i giornalisti, sfortunatamente, questo accade in tutti i paesi del mondo.
  • Qui negli Stati Uniti quanto si sta sviluppando il processo democratico? Fin dall'inizio della creazione degli Stati Uniti. Bene, ora, pensi che tutto sia stato deciso dal punto di vista della democrazia? Se tutto fosse stato deciso, non ci sarebbe stato nessun problema con Ferguson, giusto? Non ci sarebbero altri problemi di questo tipo, non ci sarebbe arbitrarietà della polizia.
  • [«Cosa ti piace di più dell'America?»] Un approccio creativo per risolvere i problemi che affliggono l'America, l'apertura e l'emancipazione - questo rende possibile sbloccare il potenziale interiore delle persone. Penso che, a causa di ciò, l'America abbia ottenuto un così grande successo nel suo sviluppo.
  • Come posso essere un gangster quando lavoravo nel KGB? Questo è completamente falso.
  • Presumo che la maggior parte delle persone si fidi di me se votano per me alle elezioni.
  • Non è importante come sei chiamato dai sostenitori, dagli amici o dai tuoi avversari politici. È importante che tu pensi a ciò che sei obbligato a fare nell'interesse del paese che ti ha affidato un posto del genere, un incarico come capo dello stato russo.

Da Discorso di Vladimir Putin alla 70°Assemblea delle Nazioni Unite

29 settembre 2015; tradotto da Sascha Picciotto e Marco Bordoni per SakerItalia.it

  • Le Nazioni Unite hanno aiutato l'umanità durante tempi difficili, eventi drammatici, negli ultimi 70 anni. Hanno salvato il mondo da sconvolgimenti di larga scala.
  • Siamo tutti diversi e dovremmo rispettarlo. Nessuno ha l'obbligo di adeguarsi a un singolo modello di sviluppo che qualcun altro ha riconosciuto una volta per tutte come l'unico adeguato. Dovremmo ricordarci tutti cosa ci ha insegnato il passato, ricordarci anche episodi passati della storia dell'Unione Sovietica, esperimenti sociali esportati per ottenere cambiamenti politici in altri paesi basati su preferenze ideologiche hanno spesso condotto a tragiche conseguenze e degradazione invece che progresso.
  • La situazione è più che pericolosa. In queste circostanze è ipocrita e irresponsabile fare dichiarazioni rumorose sul terrorismo internazionale mentre si chiudono gli occhi di fronte ai canali di finanziamento e di sostegno ai terroristi, incluse le pratiche di traffico di droga, petrolio e armi. Sarebbe ugualmente irresponsabile provare a manipolare gruppi di estremisti, provare ad assoldarli per raggiungere i propri obiettivi politici sperando di riuscire a "gestirli" o, in altre parole, liquidarli, più tardi. A coloro che credono sia possibile vorrei dire: cari signori, senza dubbio state dialogando con persone crudeli e violente, ma non sono in alcun modo primitive. Sono intelligenti quanto voi e non saprete mai chi sta manipolando chi.
  • [Sul ruolo della Russia nella guerra civile siriana] Pensiamo sia un enorme sbaglio rifiutarsi di collaborare con il governo siriano e le sue forze armate che stanno combattendo il terrorismo con valore, faccia a faccia. Dovremmo poi riconoscere che nessuno tranne le forze armate del Presidente Assad e le milizie curde stanno combattendo veramente lo Stato Islamico e le altre organizzazioni terroristiche in Siria.

Da Putin racconta: a cosa mira la Russia in Siria e chi ha ingannato il mondo intero

Discorso al Club di dialogo internazionale "Valdaj", Vedemosti, 22 ottobre 2015; riportato in Russiaintranslation.com, 27 ottobre 2015

  • [Sul ruolo della Russia nella guerra civile siriana] Dopo la richiesta di aiuto delle autorità ufficiali siriane, noi abbiamo preso la decisione di iniziare una operazione militare russa in questo paese. Lo ripeterò ancora una volta: essa è completamente legittima e il suo unico obbiettivo è quello di favorire lo stabilimento della pace.
  • Cosa, a nostro giudizio, è necessario fare per supportare una pacificazione lungimirante nella regione e una sua rinascita sociale, economica e politica? Prima di tutto liberare i territori della Siria e dell’Iraq dal terrorismo e non dargli la possibilità di diffondere la propria attività in altre regioni.
  • Oggi il problema nucleare iraniano è stato risolto. Come avevamo detto, non c’è stata e non c’è nessuna minaccia da parte dell’Iran. Il motivo, almeno quello che ha indotto i partner americani a costruire il sistema di difesa antimissilistico, è quindi sparito e noi ci saremmo aspettati che il lavoro sullo sviluppo del sistema missilistico da parte degli USA si sarebbe fermato. E cosa è invece successo in realtà? Non succede nulla di tutto questo ma, al contrario, tutto continua.
  • [Sulla guerra al terrorismo] È sempre difficile condurre un doppio gioco. Annunciare una lotta al terrorismo e contemporaneamente tentare di utilizzare parte di essi per piazzare qualche propria pedina nello scacchiere mediorientale. Ovvero per interessi propri.
  • [Sullo Stato islamico] Per l'intera comunità internazionale è giunto il momento di capire finalmente con chi abbiamo a che fare. Con un nemico della civiltà, della cultura umana e mondiale, un nemico che porta un odio ideologico e barbarie, che calpesta la moralità delle religioni mondiali inclusa quella islamica che da essi viene compromessa.

2016[modifica]

  • [Su Brexit] Il motivo per cui è accaduto tutto questo mi sembra comprensibile: in primo luogo, nessuno vuole alimentare e sovvenzionare un’economia più debole, sostenere altri stati e intere popolazioni.[17]
  • Come possiamo vedere, Brexit non ha avuto risvolti positivi neanche per coloro che hanno raggiunto questo risultato. A mio avviso dopo questo voto nessuno ha diritto di dichiarare quale sia la posizione della Russia in merito. Questa non è altro che una manifestazione di un basso livello di cultura politica.[17]

Da Putin al Corriere della Sera: «Non sono un aggressore, patto con l'Europa e parità con gli Usa»

Intervista di Paolo Valentino, Corriere.it, 6 giugno 2016

  • Non è stata colpa della Federazione Russa se i rapporti con i Paesi dell'Unione europea si sono deteriorati. La scelta ci è stata imposta dai nostri partner. Non siamo stati noi a introdurre certe limitazioni nel commercio e nell'attività economica. È stato fatto contro di noi e siamo stati costretti ad adottare contromisure.
  • Molti Paesi del mondo ottengono il sostegno e l'aiuto necessario usando risorse russe.
  • Se lei ha certi rapporti con una donna senza assumersi degli impegni, allora non ha nessun diritto di chiedere alla sua partner di assumersi a sua volta impegni nei suoi confronti. Noi non abbiamo mai trattato l'Europa come un'amante. Ora parlo molto seriamente. Abbiamo sempre proposto rapporti seri. Ma oggi ho l'impressione che fosse l'Europa a cercare di costruire con noi rapporti puramente su base materiale ed esclusivamente a proprio favore.
  • Quali sono le origini della crisi in Ucraina? La ragione, come sembra, non è commensurabile alla tragedia di oggi con un gran numero di vittime nel Sud-Est. Attorno a cosa è nata questa diatriba? L'ex presidente Yanukovich disse che aveva bisogno di pensarci sulla firma dell'Accordo d'associazione Ucraina-Ue, forse ottenere dei cambiamenti e consultarsi con la Russia, il partner economico-commerciale principale dell'Ucraina. Sotto questo pretesto sono cominciati i disordini a Kiev, appoggiati attivamente dai nostri partner sia europei che americani. Dopo è venuto il colpo di Stato, un'azione assolutamente anticostituzionale. Le nuove autorità hanno dichiarato di voler firmare l'accordo, rinviandone però l'applicazione al 1° gennaio 2016. Facciamoci una domanda: a cosa sono serviti il colpo di Stato. la guerra civile, la disfatta economica se l'esito è stato lo stesso? Non eravamo per niente contrari alla firma dell'accordo tra l'Ucraina e l'Ue. Però, certo, volevamo partecipare all'elaborazione delle decisioni finali, considerando che l'Ucraina sia allora che adesso fa parte della zona di libero scambio della CSI e ci sono impegni reciprochi che ne derivano. Com'è possibile ignorare questo fatto e non rispettarlo? Non riesco a capirlo.
  • Lo scenario di Crimea non è legato alla posizione della Russia ma a quella della gente che ci abita. Tutte le nostre azioni, incluse quelle di forza, non avevano come obiettivo di alienare la Crimea dall'Ucraina, ma avevano il fine di dare alla gente che vive lì la possibilità di esprimere la propria opinione su come vogliono organizzare la propria vita. Se questo è stato permesso agli albanesi del Kosovo ed ai kosovari perché vietarlo ai russi, ucraini e tartari che vivono in Crimea?
  • Le spese militari degli Stati Uniti sono superiori alle spese militari di tutti i Paesi del mondo messi insieme. Quelle complessive della Nato sono 10 volte superiori a quelle della Federazione Russa. La Russia praticamente non ha più basi militari all'estero. La nostra politica non ha un carattere globale, offensivo o aggressivo. Pubblicate sul vostro giornale la mappa del mondo, indicando tutte le basi militari americane e vedrete la differenza.
  • Solo una persona non sana di mente o in sogno può immaginare che la Russia possa un giorno attaccare la Nato.
  • Il terrorismo di oggi in molte sue manifestazioni è simile al nazismo, non c'è in sostanza alcuna differenza.
  • Il numero dei partiti politici da noi è aumentato di parecchie volte, negli anni precedenti abbiamo liberalizzato le regole per la loro costituzione e il loro avanzamento sulla scena politica regionale e nazionale. Si deve solo essere validi e sapere lavorare con l'elettorato, con i cittadini.
  • Sia nella nostra Storia, che in quella europea e mondiale ci sono stati molti degni esempi di leadership. Ma tutte queste persone vivevano e lavoravano in certe condizioni. La cosa principale è essere onesto con se stesso e con le persone che ti hanno affidato questo lavoro.

2017[modifica]

  • [Sul ruolo della Russia nella guerra civile siriana] Grazie all'esercito russo, l'integrità della Siria è stata salvata ed è stato fatto molto per stabilizzare la situazione nel Paese. Spero che nel prossimo futuro concluderemo la lotta contro il terrorismo in Siria. Anche se, ovviamente, nuovi focolai di terrorismo appariranno nella stessa Siria, in Medio oriente e nel mondo.[18]

Da Intervista della NBC a Vladimir Putin

5 giugno 2017; tradotto da Fabio San, Elvia Politi e Raffaele Ucci per SakerItalia.it

  • Non ho mai visto una prova dell’sull'interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Noi ne abbiamo parlato con il precedente presidente Obama e con molti altri funzionari, nessuno di loro mi ha mai mostrato alcuna prova diretta.
  • Punti il ​​dito in qualsiasi punto del mappamondo, e ovunque sentirà lamentele sul fatto che i funzionari americani interferiscono nei loro processi politici nazionali.
  • I presidenti vanno e vengono, e anche i partiti ottengono e perdono il potere, ma il corso principale della politica non cambia. Quindi, in linea di massima non ci importa chi sarà al timone negli Stati Uniti. Abbiamo una vaga idea di ciò che sta per accadere, e a questo proposito, anche se volessimo, per noi non avrebbe alcun senso interferire.
  • C’è una teoria che afferma che l’assassinio di Kennedy è stato organizzato dai servizi segreti degli Stati Uniti. Se questa teoria è corretta, e non si può escludere che lo sia, allora che cosa può essere più semplice nel contesto odierno, potendo contare sulle intere capacità tecniche disponibili ai servizi segreti, di organizzare un qualche tipo di attacco nel modo appropriato, facendo riferimento alla Russia?

Da I giovani non ricordano che cosa è successo negli anni '90

Conferenza stampa al Cremlino, Lenta.ru, 14 dicembre 2017; riportato in Russiaintranslation.com

  • Ho già detto molte volte come vorrei vedere la Russia. Lo dico di nuovo: deve essere orientata al futuro, essere molto moderna, il sistema politico deve essere flessibile, l'economia deve fondarsi sulle tecnologie avanzate, la produttività del lavoro deve moltiplicarsi.
  • Molte persone sono insoddisfatte e hanno ragione a esserlo, ma quando le persone iniziano a fare confronti e a guardare quello che offre l'opposizione, specialmente quella non sistemica, appaiono grossi dubbi. Ecco il principale problema, secondo me, di chi vorrebbe essere un'opposizione competitiva.
  • Sicuramente i giovani assolutamente non ricordano o non sanno che cosa è successo negli anni '90 e all'inizio degli anni 2000. Non possono confrontare con quello che c'è oggi. [...] Noi abbiamo vissuto in condizioni di guerra civile per un lungo periodo di tempo, praticamente sei anni, anzi di più – quasi dieci, quando eravamo ragazzi di 18-19 anni, impreparati, inesperti, sotto i proiettili che il Paese è stato costretto a sparare. Guardate ora che esercito abbiamo.
  • [Su Grigorij Rodčenkov] Si trova sotto il controllo e la protezione dell'FBI. Per noi questo non è un plus, è un minus. Significa che lavora sotto il controllo dei servizi segreti americani. Che cosa ci fanno con lui? Che farmaci gli danno per fargli dire quello che serve? È semplicemente ridicolo.
  • C'è una barzelletta abbastanza contemporanea. Un figlio va da un ex ufficiale e questi domanda al figlio: «Qui c'era un pugnale, dov'è?» Lui risponde: «Non ti arrabbiare, l'ho scambiato con un orologio col ragazzo del cortile vicino.» «Mostra l'orologio, da bravo. E se domani vengono da noi i banditi, uccidono me, tua madre, i tuoi tre fratelli, violentano tua sorella, tu che gli dici? Buonasera, sono le 12 e 30 minuti secondo l'ora di Mosca?»
  • Ritengo che quanto fa Saakašvili sia uno sputo in faccia al popolo Georgiano e uno sputo in faccia al popolo Ucraino. Come potete ancora tollerarlo? Lui è stato presidente dello Stato indipendente Georgiano. E ora si precipita nelle piazze urlando a tutto il mondo: io sono Ucraino! Non abbiamo forse veri Ucraini in Ucraina? E l'Ucraina tollera tutto questo, capite? Fa male osservare tutto questo. Mi sanguina il cuore.
  • Volete che questi Saakašvili destabilizzino la situazione nel Paese? Volete che passiamo da un Maidan all'altro? Che subiamo tentativi di colpo di Stato? Volete che corrano per le piazze decine di "Saakašvili"? [...] Volete che subiamo tentativi di colpo di Stato? Siamo già passati attraverso tutto questo. Volete che si ripeta? Io sono convinto che la stragrande maggioranza dei russi non lo voglia e che non lo permetterà. Ci deve essere concorrenza e ci sarà. L'unico problema è il radicalismo.
  • [Sulla guerra del Donbass] Sul territorio del Donbass non è presente l’esercito Russo, ma sono davvero presenti alcune formazioni di polizia militare che sono autosufficienti e pronte a respingere qualsiasi azione militare su larga scala contro il Donbass. Noi riteniamo che questo corrisponda agli interessi delle persone che vivono in quel territorio poiché, se non avessero tale opportunità, un massacro ancora peggiore che a Srebrenica potrebbe essere eseguito dai cosiddetti battaglioni nazionalisti. E nulla li fermerà, compresi gli appelli – come mi hanno consigliato alcuni dei miei colleghi occidentali – alle organizzazioni internazionali per i diritti umani nel caso dello sviluppo di tali eventi. E di questo siamo pienamente consapevoli.
  • [Su Russiagate] Tutto questo è stato inventato da persone che si oppongono a Trump al fine di dare al suo lavoro un carattere illegittimo. Per me risulta addirittura strano come questo venga fatto da persone che non capiscono che stanno danneggiano lo stato politico interno del Paese, dissanguando le possibilità del capo di Stato eletto. Significa semplicemente che non rispettano gli elettori che hanno votato per lui.

2018[modifica]

  • [Ironicamente su Russiagate] Sì, ho aiutato io Trump a vincere le elezioni in America perché prometteva di migliorare le relazioni fra Usa e Russia.[19]

Da "Per ora non ho intenzione di andare da nessuna parte"

Intervento al forum "La Russia chiama!", Lenta.ru, 28 novembre 2018; riportato in Russiaintranslation.com, 31 gennaio 2019

  • [Sull'incidente dello stretto di Kerč' del 2018] Come devono comportarsi le guardie di frontiera? Le navi militari hanno invaso le acque territoriali russe e, non rispondendo, non è chiaro cosa abbiano intenzione di fare. Come dovrebbero agire? Se avessero agito diversamente, avrebbero dovuto rispondere davanti ad un tribunale. Hanno fatto il proprio dovere, hanno obbedito agli ordini, appunto, hanno svolto legittimamente i propri compiti per la difesa dell’integrità territoriale della Federazione Russa.
  • [Sull'incidente dello stretto di Kerč' del 2018] I segni evidenti che la provocazione è stata preparata in anticipo si basano sul fatto che sia stata utilizzata questa vicenda come pretesto per introdurre lo stato di guerra nel paese. Non ha nulla a che fare con i tentativi di normalizzare le relazioni tra la Russia e l’Ucraina. È un gioco all'inasprimento.
  • [Sull'incidente dello stretto di Kerč' del 2018] Vi faccio notare che sono entrati nelle nostre acque territoriali che erano tali anche prima della riunificazione della Crimea alla Russia, ovvero lì sono sempre state acque territoriali russe.
  • Il popolo russo e quello ucraino sono sempre stati e sempre rimarranno fratelli, popoli molto vicini. Questa angoscia politica se ne andrà, finirà e prima o poi il popolo ucraino giudicherà l’attuale governo, così come il popolo georgiano ha giudicato l'attività di Saakashvili.
  • Non abbiamo l'obiettivo di staccarci dal dollaro, è il dollaro che si sta staccando da noi.
  • Che fretta avete? Per ora non ho intenzione di andare da nessuna parte.

2019[modifica]

  • [Su Wikipedia] È meglio sostituirla con una nuova grande enciclopedia russa in formato elettronico... informazioni affidabili in un buon formato moderno. (da una riunione del Consiglio della lingua russa tenutasi al Cremlino, 5 novembre 2019)[20]

Da Putin: «Pronti a dialogare con gli Usa. Contatti costanti con la Lega di Salvini»

Intervista di Fabrizio Dragosei e Paolo Valentino, Corriere.it, 4 luglio 2019

  • Lo sfacelo del sistema della sicurezza internazionale è iniziato con l’abbandono unilaterale del Trattato sulla difesa antimissilistica (Abm) da parte degli Usa. E quella era la pietra angolare dell’intero sistema del controllo sugli armamenti. Confrontate quanto spende per la difesa la Russia — circa 48 miliardi di dollari — e quello che è il bilancio militare degli Usa, oltre 700 miliardi di dollari. Dov’è allora in realtà la corsa agli armamenti?
  • Il colmo dell’assurdo è stata l’accusa alla Russia di sull'ingerenze nelle elezioni americane. Come tutto ciò sia andato a finire è ben noto: un buco nell’acqua. [...] Dello stesso tipo è la baraonda sollevata su una intromissione russa anche nei processi elettorali nella Ue. Essa è stata diffusa con insistenza alla vigilia delle elezioni al Parlamento europeo. Sembrava che si stesse cercando in anticipo di suggerire agli europei che proprio la “malefica interferenza russa” fosse la causa di scarsi risultati di singole forze politiche alle elezioni. Ma anche l’obiettivo principale dei loro autori è rimasto lo stesso: continuare a “demonizzare” la Russia agli occhi dei cittadini comuni europei. Voglio dirlo con estrema chiarezza: non ci siamo intromessi e non intendiamo intrometterci negli affari interni sia dei Paesi membri della Ue sia degli altri Stati del mondo.
  • La Lega italiana e la nostra Russia Unita collaborano nell’ambito di un accordo di cooperazione. La Lega e il suo leader Salvini sono attivi sostenitori di un ripristino della piena cooperazione tra Italia e Russia; si pronunciano per una più rapida abolizione delle sanzioni anti-russe introdotte dagli Usa e dall’Ue. Qui i nostri punti di vista coincidono.
  • Salvini ha un atteggiamento caloroso verso il nostro Paese, conosce bene la realtà russa.
  • Per quanto riguarda Berlusconi, ci legano rapporti di amicizia pluriennali. Silvio è un politico di statura mondiale, un vero leader che propugna fermamente gli interessi del suo Paese nell’arena internazionale. Suscita rispetto la sua sincera volontà di preservare e moltiplicare il potenziale accumulato nei rapporti tra i nostri Paesi. Non riusciamo a incontrarci spesso, ma quando tale opportunità si presenta, lui non si permette mai di discutere questioni di politica interna. E non lo faccio nemmeno io.
  • I cittadini dell’Ucraina si aspettano da Zelensky e dalla sua squadra non dichiarazioni ma azioni concrete e cambiamenti per il meglio al più presto. E certamente le autorità di Kiev devono finalmente capire che non è interesse comune un confronto tra Russia e Ucraina, bensì uno sviluppo della cooperazione pragmatica sulla base della fiducia e della reciproca comprensione. Noi siamo pronti.

2020[modifica]

Da Putin, a capo

Da The Real Lessons of the 75th Anniversary of World War II, nationalinterest.org, 18 giugno 2020. Citato in Pierluigi Fagan, Nadia Lucio Olivares in comedonchisciotte.org, 25 giugno 2020.

  • Nella Lega delle Nazioni, e in genere nel continente europeo, non sono stati ascoltati ripetuti inviti dell'Unione Sovietica a formare un sistema paritario di sicurezza collettiva. In particolare, per concludere patti per l'Europa orientale e per il Pacifico che avrebbero potuto costituire un ostacolo all'aggressione. Queste proposte sono state ignorate. [...] Ancora una volta, vi ricordo una cosa ovvia: le cause alla base della seconda guerra mondiale derivano in gran parte dalle decisioni prese in seguito ai risultati della prima guerra mondiale. Il trattato di Versailles divenne un simbolo di profonda ingiustizia per la Germania. In effetti, fu la rapina di un paese che fu costretto a pagare enormi riparazioni agli alleati occidentali, che esaurirono la sua economia, il comandante in capo delle forze alleate, il maresciallo francese Ferdinand Foch descrisse profeticamente Versailles: "Questa non è pace, questa è una tregua per vent'anni."
  • Noto che, a differenza di molti degli allora leader d’Europa, Stalin non si macchiò di nessun incontro personale con Hitler, che allora era conosciuto, negli ambienti occidentali, come rispettabile politico ed era un gradito ospite nelle capitali europee.
  • In totale, l’URSS ha rappresentato circa il 75 percento degli sforzi militari della coalizione anti-Hitler.
  • I leader sovietici possono essere rimproverati di molte cose, ma non della mancanza di comprensione della natura delle minacce esterne.
  • L’eroizzazione dei complici dei nazisti può essere vista solo come un tradimento della memoria dei nostri padri e dei nostri nonni. Un tradimento di quegli ideali che hanno unito le persone nella lotta contro il nazismo.

2021[modifica]

  • Il presidente Joe Biden è un professionista. [...] L'immagine del presidente americano dipinta dai media non ha nulla a che fare con la realtà. Non gli sfugge nulla.[21]
  • Tutti dicono che il modello esistente di capitalismo, che è la base della struttura sociale nella stragrande maggioranza dei paesi oggi, si è esaurito. Ovunque, anche nei paesi e nelle regioni più ricche, la distribuzione ineguale della ricchezza materiale porta ad aggravare la disuguaglianza. (dichiarazione al Forum di Valdai, 21 ottobre 2021)
Все говорят о том, что существующая модель капитализма, а это сегодня основа общественного устройства в подавляющем большинстве стран, исчерпала себя. Повсеместно, даже в самых богатых странах и регионах, неравномерное распределение материальных благ ведет к усугубляющему неравенству.[22]

Da Pandemia coronavirus e lotta alle sue conseguenze

Discorso all'Assemblea federale sulla pandemia di COVID-19 in Russia, 21 aprile 2021; citato e tradotto in Russiaintranslation.com

  • Noi siamo entrati in contatto con l’epidemia proprio quando l’uno sull’altro si sovrapponevano le conseguenze dell’impatto demografico degli anni ‘90 e ‘40 del secolo scorso. Capiamo che oggi la situazione demografica è ancora più particolare. Purtroppo, è così. Bisogna riconoscerlo, constatarlo, tenerlo presente e agire, partendo proprio da questa situazione.
  • Di centrale importanza adesso è la vaccinazione. Chiedo al governo, al Ministero della salute e ai governatori regionali di tutto lo Stato di occuparsi di queste questioni. Ovunque deve esserci la possibilità di ricevere il vaccino, al fine di raggiungere in autunno la cosiddetta immunità di gregge.
  • Quando compaiono virus così pericolosi come il coronavirus, o addirittura peggiori, Dio ce ne liberi, la Russia deve essere pronta per i giorni bui e proprio nei giorni bui deve elaborare propri test di sistema e, nel più breve tempo possibile, creare un efficiente vaccino nazionale e cominciare la sua produzione di massa.
  • [Sulle proteste in Bielorussia del 2020-2021] I partecipanti al complotto che sono stati arrestati hanno ammesso di aver pianificato di bloccare la capitale bielorussa Minsk, interrompendo le infrastrutture, i mezzi di comunicazione e il sistema energetico della città. Ciò significa che erano in corso i preparativi per un massiccio attacco informatico.
  • Vogliamo avere buoni rapporti con tutti i membri della stampa internazionale, ma vediamo cosa sta succedendo nella vita reale. Si aggrappano alla Russia qua e là senza nessun motivo, come tutti i piccoli Tabaqui che ruotano intorno a Shere Khan. Tutti, come scrive Kipling, ululano per accattivarsi il loro sovrano.

Da Sulla storica unità tra russi ed ucraini

Articolo pubblicato sul sito presidenziale kremlin.ru il 12 luglio 2021, col titolo "Об историческом единстве русских и украинцев"; Traduzione in Vladimir Putin, Per l'unità dei russi. Discorsi e scritti sulla questione nazionale, tradotto e pubblicato da m★48, 2022

  • Russi e ucraini sono un unico popolo – un unico insieme. Queste parole non sono state dettate da considerazioni a breve termine o dal contesto politico attuale. È ciò che ho detto in numerose occasioni e ciò che credo fermamente.
  • La politica di localizzazione giocò senza dubbio un ruolo importante nello sviluppo e nel consolidamento della cultura, della lingua e dell'identità ucraina. Allo stesso tempo, con il pretesto di combattere il cosiddetto sciovinismo russo da grande potenza, l'ucrainizzazione fu spesso imposta a coloro che non si consideravano ucraini. Questa politica nazionale sovietica assicurò a livello statale la disposizione su tre popoli slavi separati: Russo, Ucraino e Bielorusso, invece della grande nazione russa, un popolo trino che comprendeva Velikorussi, Malorussi e Bielorussi.
  • I bolscevichi trattavano il popolo russo come materiale inesauribile per i loro esperimenti sociali. Sognavano una Rivoluzione mondiale che avrebbe spazzato via gli Stati nazionali. Ecco perché erano così generosi nel tracciare le frontiere e nell'elargire doni territoriali. Non è più importante quale fosse esattamente l'idea dei leader bolscevichi che facevano a pezzi il Paese. Possiamo essere in disaccordo su dettagli.
  • L'Ucraina e la Russia si sono sviluppate come un unico sistema economico nel corso di decenni e secoli. La profonda cooperazione che abbiamo avuto 30 anni fa è un esempio a cui l'Unione europea deve guardare. Siamo partner economici naturali e complementari. Una relazione così stretta può rafforzare i vantaggi competitivi, aumentando il potenziale di entrambi i Paesi.
  • In sostanza, i circoli dirigenti dell'Ucraina decisero di giustificare l'indipendenza del loro Paese attraverso la negazione del suo passato, fatta eccezione per le questioni di confine. Cominciarono a mitizzare e riscrivere la storia, eliminando tutto ciò che ci univa e riferendosi al periodo in cui l'Ucraina faceva parte dell'Impero russo e dell'Unione Sovietica come un'occupazione. La tragedia comune della collettivizzazione e della carestia dei primi anni '30 fu dipinta come il genocidio del popolo ucraino.
  • Non sarebbe esagerato dire che il percorso di assimilazione forzata, la formazione di uno Stato ucraino etnicamente puro, aggressivo verso la Russia, è paragonabile nelle sue conseguenze all'uso di armi di distruzione di massa contro di noi.
  • Il progetto anti-Russia è stato rifiutato da milioni di ucraini. Il popolo della Crimea e i residenti di Sebastopoli hanno fatto la loro scelta storica. E la gente del sud-est ha cercato pacificamente di difendere la propria posizione. Eppure, tutti loro, compresi i bambini, sono stati etichettati come separatisti e terroristi. Sono stati minacciati di pulizia etnica e di uso della forza militare. E gli abitanti di Donetsk e Lugansk hanno preso le armi per difendere la loro casa, la loro lingua e la loro vita. Non avevano altra scelta dopo le rivolte che hanno travolto le città dell'Ucraina, dopo l'orrore e la tragedia del 2 maggio 2014 a Odessa dove i neonazisti ucraini hanno bruciato vive le persone facendo una nuova Khatyn.
  • Oggi, il patriota “giusto” dell'Ucraina è solo quello che odia la Russia.
  • Sono sicuro che la vera sovranità dell'Ucraina è possibile solo in collaborazione con la Russia. I nostri legami spirituali, umani e di civiltà si sono formati per secoli e hanno le loro origini nelle stesse fonti; sono stati induriti da prove, conquiste e vittorie comuni. La nostra parentela è stata trasmessa di generazione in generazione. È nei cuori e nella memoria delle persone che vivono nella Russia moderna e in Ucraina, nei legami di sangue che uniscono milioni delle nostre famiglie. Insieme siamo sempre stati e saremo molte volte più forti e di successo. Perché siamo un solo popolo.

Da Putin all'Occidente: "Inaccettabile espansione a Est della Nato, ho i missili sotto casa"

Discorso sulla crisi russo-ucraina del 2021-2022 e pandemia di COVID-19 in Russia, Ilgiorno.it, 23 dicembre 2021

  • Siamo noi a piazzare i missili vicino ai confini degli Stati Uniti? No! Sono gli Stati Uniti che con i loro missili sono arrivati presso casa nostra, e si trovano già sulla soglia di casa nostra. È forse una richiesta eccessiva non piazzare più sistemi di attacco sotto casa nostra? Come reagirebbero gli americani se noi piazzassimo i nostri missili al confine tra Canada e Usa o tra Messico e Usa? Perché, il Messico e gli Usa non ebbero forse questioni territoriali? E la California a chi apparteneva? E il Texas? Se ne sono forse dimenticati?
  • Nel 1991 ci siamo divisi in 12 parti, a mio avviso, ma l'impressione è che questo non sia abbastanza per i nostri partner: la Russia, secondo loro, è troppo grande oggi, perché gli stessi paesi europei si sono trasformati in piccoli stati.
  • Oggi, coloro che governavano il paese ancora in epoca sovietica - un grande paese prima del crollo - oggi sono in prima linea tra coloro che stanno combattendo la vaccinazione. Lo fanno per alzare i tassi di popolarità presso quella parte della popolazione che esprime dubbi sulla necessità di vaccinarsi. Ma è una posizione disonesta.

2022[modifica]

  • [Alle forze armate ucraine durante l'invasione russa dell'Ucraina del 2022] Prendete il potere nelle vostre mani. Sarà più facile per noi negoziare con voi che con questa banda di tossicodipendenti e neonazisti che si è stabilita a Kiev e ha preso l'intero popolo ucraino in ostaggio.[23]
  • A Hollywood fanno i film in cui l'esercito che ha sconfitto il fascismo è quello americano, ma se si guarda ai numeri dei soldati che combatterono nell'Est furono i russi. [...] Non citano nemmeno chi ha lanciato le bombe su Hiroshima e Nagasaki, dicono solo che sono stati degli indefiniti "alleati". [...] Cancellano la verità. Di recente hanno cancellato Joanne Rowling, l'autrice di libri per ragazzi pubblicati in tutto il mondo, solo perché non soddisfa le loro esigenze per quanto riguarda i diritti di genere. E stanno provando a cancellare il nostro paese, parlo della progressiva discriminazione verso tutto ciò che è russo. È una tendenza che si sta sviluppando in una serie di paesi occidentali. Praticano la "cancel culture", stanno addirittura rimuovendo Čajkovskij, Šostakóvič e Rachmaninov dai poster, gli scrittori russi e i loro libri vengono cancellati. L'ultima operazione per bruciare i libri fu condotta dai nazisti 90 anni fa. È impossibile immaginare qualcosa di simile nel nostro paese.[24]
  • La strategia della guerra lampo economica è fallita. Inoltre, le sanzioni hanno colpito anche i loro stessi promotori. Mi riferisco alla crescita dell'inflazione e della disoccupazione, al deterioramento delle dinamiche economiche negli Stati Uniti e nei paesi europei, al calo del tenore di vita in Europa, alla svalutazione dei loro risparmi [...]. La Russia ha retto a questa pressione senza precedenti. La situazione si sta stabilizzando: il tasso di cambio del rublo è tornato ai livelli della prima metà di febbraio e viene definito dalla bilancia commerciale oggettivamente forte [...].
The economic blitzkrieg strategy has failed. Moreover, sanctions also affected the initiators themselves. I mean the growth of inflation and unemployment, the deterioration of economic dynamics in the United States and European countries, the decline in the standard of living in Europe, the devaluation of their savings, [...] Russia has withstood this unprecedented pressure. The situation is stabilizing, the ruble exchange rate has returned to the levels of the first half of February and is being defined by the objectively strong payment balance, [...][25]
  • La pressione politica e sociale senza precedenti da parte dell’Occidente sta accelerando il processo di unificazione tra Russia e Bielorussia[26]
  • I paesi occidentali stanno cercando con tutte le loro forze di mantenere l'egemonia e il potere che sta sfuggendo loro di mano, stanno cercando di mantenere paesi e popoli nella morsa di un ordine neocoloniale. La loro egemonia significa stagnazione per il mondo intero, per l'intera civiltà, oscurantismo e abolizione della cultura, totalitarismo neoliberista.[27]
  • Russia e Serbia sono legate da un partenariato strategico, che si basa sulla tradizione di amicizia, vicinanza culturale, spirituale e storica dei nostri popoli fraterni[28]
  • [Sull'esplosione del ponte di Crimea del 2022] L'Ucraina si è praticamente posta allo stesso livello delle formazioni terroristiche internazionali.[29]

Da Per il Donbass. Per la Russia

Discorso pronunciato in diretta nazionale in occasione del riconoscimento delle due Repubbliche separatiste del Donbass (Repubblica Popolare del Donetsk e Repubblica Popolare del Lugansk), alle 20 circa (ore di Mosca) del 21 febbraio 2022; Traduzione in Vladimir Putin, Per l'unità dei russi. Discorsi e scritti sulla questione nazionale, tradotto e pubblicato da m★48, 2022

  • L'Ucraina non è solo un Paese vicino per noi. È parte integrante della nostra storia, della nostra cultura e del nostro spazio spirituale. Questi sono i nostri compagni e i nostri cari, compresi non solo i colleghi, gli amici e gli ex colleghi d'armi, ma anche i nostri parenti e le persone legate a noi da vincoli di sangue e familiari.
  • L'Ucraina moderna è stata creata interamente dalla Russia, o più precisamente, dalla Russia bolscevica e comunista. Il processo iniziò quasi immediatamente dopo la Rivoluzione del 1917, e Lenin e i suoi soci lo fecero in modo molto crudo alla Russia stessa – con la secessione, strappando parte dei propri territori storici. Alle milioni di persone che vivevano lì, ovviamente, non è stato chiesto nulla.
  • La politica bolscevica ha portato alla nascita dell'Ucraina sovietica, che ancora oggi può essere giustamente chiamata "Ucraina di Vladimir Lenin". È il suo autore e architetto. Questo è pienamente confermato dai documenti d'archivio, comprese le dure direttive di Lenin sul Donbass, che fu letteralmente schiacciato sull'Ucraina. E ora "discendenti riconoscenti" hanno demolito (e demoliscono) i monumenti a Lenin in Ucraina. La chiamano "decomunizzazione".
  • Anche due anni prima del crollo dell'URSS, il suo destino era praticamente segnato. Ora sono i radicali e i nazionalisti, anche e soprattutto in Ucraina, a prendersi il merito della conquista dell'indipendenza. Come possiamo vedere, questo non è il caso. Il crollo del nostro Paese unito è stato causato da errori storici e strategici dei dirigenti bolscevichi, la direzione del Partito Comunista, fatti in diversi momenti nella costruzione dello Stato, nella politica economica e nazionale. Il crollo della Russia storica chiamata URSS è sulla loro coscienza.
  • Le autorità ucraine inizialmente, e voglio sottolinearlo, fin dai primi passi, hanno cominciato a costruire la loro statualità sulla negazione di tutto ciò che ci unisce, hanno cercato di distorcere la coscienza e la memoria storica di milioni di persone, intere generazioni che vivono in Ucraina. Non sorprende che la società ucraina abbia affrontato l'ascesa di un nazionalismo estremo, che ha rapidamente preso la forma di una russofobia aggressiva e del neonazismo.
  • L'Ucraina non ha essenzialmente mai avuto una tradizione stabile di una sua autentica statualità. E da quell'anno 1991 ha seguito la strada della copia meccanica di modelli alieni, distaccata sia dalla storia sia dalle realtà ucraine.
  • L'intero scopo della cosiddetta scelta di civiltà filo-occidentale del governo oligarchico ucraino non era e non è quello di creare condizioni migliori per il benessere del popolo, ma piuttosto di servire servilmente i rivali geopolitici della Russia, mantenendo i miliardi di dollari rubati agli ucraini e nascosti dagli oligarchi nei conti bancari occidentali.
  • Non c'è una statualità sostenibile in Ucraina, e le procedure politiche ed elettorali servono solo come una copertura, uno schermo per la ridistribuzione del potere e della proprietà tra i vari clan oligarchici.
  • La corruzione, che è senza dubbio una sfida e un problema per molti Paesi, compresa la Russia, ha assunto un carattere particolare in Ucraina. Ha letteralmente permeato, corroso lo Stato ucraino, l'intero sistema, tutti i rami del potere.
  • Il Maidan non ha portato l'Ucraina più vicina alla democrazia e al progresso. Con il colpo di Stato, i nazionalisti e le forze politiche che li sostenevano hanno finalmente portato la situazione a un punto morto e hanno spinto l'Ucraina nell'abisso della guerra civile. Otto anni dopo quegli eventi, il Paese è diviso. L'Ucraina sta vivendo un'acuta crisi socio-economica
  • [Sull'annessione della Crimea alla Russia] Il popolo della penisola ha fatto la sua libera scelta: stare con la Russia. Le autorità di Kiev non hanno nulla per contrastare questa chiara ed esplicita volontà del popolo, quindi puntano su azioni aggressive, sull'attivazione di cellule estremiste, comprese le organizzazioni radicali islamiche, sull'invio di gruppi sovversivi per commettere atti terroristici presso infrastrutture critiche e per rapire cittadini russi.
  • Sappiamo anche che ci sono già state dichiarazioni che l'Ucraina sta per sviluppare le proprie armi nucleari, e questa non è una vuota spavalderia. L'Ucraina possiede la tecnologia nucleare sovietica e i mezzi di consegna di tali armi, tra cui l'aviazione e i missili Tochka-U, anch'essi di progettazione sovietica, con una portata di più di 100 chilometri. Ma ne faranno di più, è solo una questione di tempo.
  • Kiev ha da tempo proclamato un percorso strategico verso l'adesione alla NATO. Sì, certo, ogni Paese ha il diritto di scegliere il proprio sistema di sicurezza e di stringere alleanze militari. E sembrerebbe così, se non fosse per un "ma". I documenti internazionali sanciscono espressamente il principio della sicurezza uguale e indivisibile, che, come sappiamo, include l'obbligo di non rafforzare la propria sicurezza a spese della sicurezza di altri Stati. [...] In altre parole, le scelte di sicurezza non dovrebbero minacciare altri Stati, e l'adesione dell'Ucraina alla NATO è una minaccia diretta alla sicurezza della Russia.
  • Nei documenti della NATO il nostro Paese è ufficialmente dichiarato direttamente come la principale minaccia alla sicurezza euro-atlantica. E l'Ucraina servirà da trampolino per un tale colpo.

Da Perché la Russia ha attaccato: la traduzione integrale del discorso di Putin

Discorso sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Lindipendente.online, 24 febbraio 2022

Putin durante l'annuncio dell'invasione dell'Ucraina
  • Negli ultimi trent'anni siamo stati pazienti e abbiamo cercato di negoziare con i leader dei paesi della NATO sui principi di uguaglianza e sicurezza in Europa. In risposta alle nostre proposte, abbiamo ricevuto soltanto inganni e menzogne, a cui si aggiungono i tentativi di pressioni e ricatti. L'alleanza nordatlantica, nonostante tutte le nostre proteste e preoccupazioni, ha continuato la propria espansione, facendo avanzare la loro macchina da guerra verso i nostri confini.
  • Dopo il crollo dell'URSS gli Stati Uniti si proclamarono, insieme agli alleati, come i vincitori della Guerra Fredda e avvenne la redistribuzione dei territori nel mondo. Questa però avrebbe dovuto tener conto degli interessi di tutti i Paesi coinvolti, e invece no. Uno spirito di euforia e di assoluta supremazia prevalse e le cose si svilupparono in modo diverso. [...] I risultati dei loro interventi non solo hanno portato a numerose vittime, ma anche a una pesante ondata di terrorismo. L'impressione generale nei Paesi in cui vengono a imporre il loro ordine è quasi ovunque la medesima: sangue, ferite non cicatrizzate, terrorismo ed estremismo è tutto ciò che portano con sé.
  • Diversi politici, scienziati e giornalisti americani scrivono e parlano di cosa si nasconda realmente negli Stati Uniti: un impero delle bugie. Come non essere d'accordo? Loro restano tuttavia il grande Paese rappresentante la spina dorsale degli Stati satellite, che docilmente e in modo sottomesso li supportano in qualsiasi momento e occasione, anche copiando i loro comportamenti e accettando le regole imposte. Sono sicuro che si possa dire che tutto il cosiddetto blocco occidentale si sia plasmato sul modello degli Stati Uniti, assumendo sembianze imperiali. Dopo il crollo dell'URSS anche noi ci siamo aperti nei loro confronti, lavorando onestamente sia con gli Stati Uniti sia con i partner occidentali, anche a condizione di un disarmo unilaterale con cui di fatto hanno cercato di finirci e distruggerci completamente, finanziando perfino i mercenari separatisti nel sud della Russia. Noi abbiamo resistito e abbiamo spezzato la spina dorsale del terrorismo internazionale nel Caucaso. Ma loro continuano a minacciare i nostri valori per imporci i propri, tentando di corrompere la nostra gente. Questo non accadrà mai.
  • Per quanto riguarda la sfera militare, la Russia moderna anche dopo il crollo dell'URSS resta una potenza mondiale, con un proprio arsenale nucleare e altro ancora. Nessuno dovrebbe dubitare del fatto che un attacco diretto al nostro Paese si tradurrebbe in distruzione dell'aggressore. Ci sarebbero terribili conseguenze per chiunque.
  • Mentre la NATO si espande a est la situazione per il nostro Paese peggiora sempre di più, diventando pericolosa. Non possiamo più permettercelo: un'ulteriore espansione delle infrastrutture dell'Alleanza, compreso lo sviluppo militare nel territorio dell'Ucraina, è inaccettabile per noi. Questa presenza a est sta nutrendo nei territori storicamente affini alla Russia un sentimento di ostilità verso la nostra Patria. Si tratta di territori posti sotto il pieno controllo esterno fortemente plasmato dalle forze della NATO. Questa situazione porta la Russia di fronte un bivio: vita o morte?
  • In Ucraina, i nazisti del regime di Kiev non perdonano e non lo faranno mai[,] l'annessione della Crimea [fu] una riunificazione dettata dalla libera scelta degli abitanti. Quindi si riverseranno sicuramente nella penisola, come avvenuto in Donbass, per uccidere persone indifese e innocenti, così come fecero anni fa le bande nazionaliste ucraine, complici del massacro di Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale. Loro rivendicano un certo numero di territori russi e le informazioni in nostro possesso lo dimostrano. Allora lo scontro con la Russia è inevitabilmente solo questione di tempo. Loro si stanno preparando e aspettano il momento giusto per attaccare. Non lasceremo che accada come nel 1941.
  • Ai sensi dell'articolo 51 della parte 7 della Carta delle Nazioni Unite, con l'approvazione del Consiglio della Federazione russa e in applicazione dei trattati di amicizia e assistenza reciproca ratificati dall'Assemblea federale il 22 febbraio di quest'anno con la Repubblica popolare di Donetsk e Repubblica popolare di Luhansk, ho deciso di condurre un'operazione militare speciale. L'obiettivo è proteggere le persone che per otto anni hanno subito abusi e genocidi da parte del regime di Kiev. Per questo ci adopereremo per la smilitarizzazione e la denazificazione dell'Ucraina, nonché per assicurare alla giustizia coloro che hanno commesso numerosi crimini sanguinosi contro i civili, compresi i cittadini della Federazione Russa. Voglio ribadire che i nostri piani non includono l'occupazione dei territori ucraini. Non imporremo nulla a nessuno con la forza.
  • Gli eventi di oggi non sono collegati al desiderio di violare gli interessi dell'Ucraina e del popolo ucraino, ma sono connessi alla protezione della stessa Russia da coloro che hanno preso in ostaggio lo Stato e stanno cercando di usarlo contro il nostro Paese e il suo popolo. Ripeto, le nostre azioni sono semplice autodifesa contro le minacce che si stanno creando nei nostri confronti.
  • I vostri padri, nonni, bisnonni hanno combattuto i nazisti, difendendo la nostra Patria comune, ma oggi i neonazisti hanno preso il potere in Ucraina. Voi avete giurato fedeltà al vostro popolo e non alla giunta antipopolare che saccheggia il Paese e deride queste stesse persone. Non seguite i suoi ordini criminali. Vi esorto a deporre immediatamente le armi e ad andare a casa. Mi spiego meglio: tutti i militari dell'esercito ucraino che lo faranno, potranno lasciare liberamente la zona di combattimento e tornare dalle loro famiglie. Ancora una volta, sottolineo con forza: ogni responsabilità per un possibile spargimento di sangue sarà interamente sulla coscienza del regime che regna sul territorio dell'Ucraina.
  • Chiunque tenti di ostacolarci, e ancor di più di creare minacce per il nostro Paese, per il nostro popolo, deve sapere che la risposta della Russia arriverà immediatamente e porterà a conseguenze che non avete mai visto nella storia.
  • Al centro della politica dell'"impero della menzogna" [...] c'è principalmente la forza bruta e schietta. In questi casi, diciamo: "C'è potere, la mente non è necessaria". Mentre noi sappiamo che la vera forza risiede nella giustizia e nella verità, che è dalla nostra parte.

Da Il messaggio di Putin agli oligarchi "traditori": "Si sentono parte della casta occidentale. Ma il popolo russo li sputerà via come moscerini"

Discorso sugli oligarchi russi durante l'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Ilfattoquotidiano.it, 16 marzo 2022

  • Non sto affatto giudicando quelli che hanno una villa a Miami o in Costa Azzurra, che non possono fare a meno del foie gras, delle ostriche o delle cosiddette libertà di genere. Questo non è assolutamente il problema, ma, ripeto, il problema è che molte di queste persone sono mentalmente lì e non qui, non con il nostro popolo, non con la Russia. Questo è, secondo loro – secondo loro! – un segno di appartenenza a una casta superiore, a una razza superiore. Queste persone sono pronte a vendere le loro madri per avere il permesso di sedersi nell’anticamera di questa casta molto alta.
  • L'Occidente collettivo sta cercando di dividere la nostra società, speculando sulle perdite militari e sulle conseguenze socio-economiche delle sanzioni, per provocare una guerra civile in Russia e cerca di raggiungere l'obiettivo usando la sua "quinta colonna". E c'è solo un obiettivo, la distruzione della Russia. Ma qualsiasi nazione, e soprattutto il popolo russo, sarà sempre in grado di distinguere i veri patrioti dalle canaglie e dai traditori, e li sputerà semplicemente fuori, come un moscerino che gli è volato accidentalmente in bocca. [...] Sono convinto che questa naturale e necessaria auto-pulizia della società non potrà che rafforzare il nostro paese, la nostra solidarietà, la coesione e la prontezza di fronte a qualsiasi sfida.
  • Sì, molti Paesi del mondo si sono abituati da tempo a vivere con la schiena china e ad accettare servilmente tutte le decisioni del loro sovrano, purtroppo anche in Europa. Ma la Russia non sarà mai in uno stato così patetico e umiliato, e la lotta che stiamo conducendo è una lotta per la nostra sovranità, per il futuro del nostro paese e dei nostri figli.

Da Il discorso di Putin davanti allo stadio strapieno e il giallo delle parole tagliate

Discorso allo stadio Lužinskij sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Today.it, 18 marzo 2022

  • Gli abitanti della Crimea e di Sebastopoli hanno fatto la scelta giusta: hanno superato l'ostacolo in una regione che stava precipitando nel nazismo, quello che sta accadendo ora nel Donbass.
  • Hanno messo un ostacolo al nazionalismo e al nazismo che continua ad esserci nel Donbass, con operazioni punitive di quella popolazione. Sono stati vittime di attacchi aerei ed è questo che noi chiamiamo genocidio.
  • Le parole che arrivano dalle sacre scritture sono valori universali, care a tutti i popoli e a tutte le confessioni, ma anche e soprattutto a noi: la conferma è che i nostri soldati stanno combattendo spalla a spalla, sostenendosi e proteggendosi a vicenda sul campo di battaglia come fratelli. Noi non vedevamo da tempo tanta unità.

Da "L’Occidente voleva invaderci". Ecco il discorso integrale di Putin a Mosca

Discorso sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Nicolaporro.it, 9 maggio 2022

  • Il Giorno della Vittoria è vicino e caro a ciascuno di noi. Non c’è famiglia in Russia che non sia stata bruciata dalla Grande Guerra Patriottica. La sua memoria non svanisce mai.
  • Apertamente, erano in corso i preparativi per un’altra operazione punitiva nel Donbass, per un’invasione delle nostre terre storiche, compresa la Crimea. A Kiev hanno annunciato la possibile acquisizione di armi nucleari.
  • La Russia ha evitato preventivamente l’aggressione. È stata una decisione forzata, tempestiva e l’unica giusta. La decisione di un Paese sovrano, forte, indipendente.
  • Non rinunceremo mai all’amore per la Patria, alla fede e ai valori tradizionali, ai costumi dei nostri antenati, al rispetto per tutti i popoli e le culture. E in Occidente, questi valori millenari, a quanto pare, hanno deciso di cancellarli. Tale degrado morale è diventato la base per ciniche falsificazioni della storia della seconda guerra mondiale, incitando alla russofobia, elogiando i traditori, deridendo la memoria delle loro vittime, cancellando il coraggio di coloro che ci portarono alla Vittoria.
  • La morte di ciascuno dei nostri soldati e ufficiali è un dolore per tutti noi e una perdita irreparabile per parenti e amici. Lo Stato, le regioni, le imprese, le organizzazioni pubbliche faranno di tutto per prendersi cura di queste famiglie e aiutarle. Daremo un sostegno speciale ai figli dei compagni morti e feriti.
  • Ricordiamo come i nemici della Russia hanno cercato di usare contro di noi bande di terroristi internazionali, hanno cercato di seminare inimicizia nazionale e religiosa per indebolirci e dividerci dall’interno. Niente è riuscito. Oggi, i nostri combattenti di diverse nazionalità sono insieme in battaglia, coprendosi a vicenda da proiettili e schegge come fratelli. E questa è la forza della Russia, la grande, indistruttibile forza del nostro popolo unito e multinazionale.

Da Putin: "Finlandia e Svezia nella Nato, nessuna minaccia per noi ma risponderemo"

Dichiarazioni sull'adesione della Finlandia e della Svezia alla Nato e sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Fanpage.it, 16 maggio 2022

  • La Russia non ha problemi con la Finlandia e Svezia, la loro possibile adesione alla NATO non crea alcuna minacce per Mosca nell'immediato. Tuttavia, l'espansione delle infrastrutture militari in questo territorio solleciterà sicuramente la nostra risposta.
  • Nel corso dell'operazione speciale in Ucraina sono state ottenute prove documentali che dimostrano che, in violazione delle convenzioni che vietano le armi batteriologiche e tossiche, sono state effettivamente create componenti di armi di questo tipo nelle immediate vicinanze dei nostri confini e sono stati testati i modi per destabilizzare la situazione epidemiologica nelle ex repubbliche sovietiche.
  • Ci sono estremisti in tutti i Paesi, eppure l'Ucraina ha fatto dei suoi nazisti degli eroi nazionali. Il neonazismo rampante è stato osservato da tempo in Ucraina, l'Occidente chiude un occhio su questo.

Da Il discorso integrale di Vladimir Putin. Mobilitazione parziale, "l'Occidente ha superato ogni limite"

Discorso sulla mobilitazione parziale durante la controffensiva Ucraina in Charkiv del 2022, Huffingtonpost.it, 21 settembre 2022

  • Lo scopo di questo Occidente è indebolire, dividere e infine distruggere il nostro Paese. Stanno già dicendo direttamente che nel 1991 sono stati in grado di smembrare l'Unione Sovietica, e ora è giunto il momento anche per la Federazione russa, che dovrebbe disintegrarsi in molte regioni e regioni mortalmente ostili.
  • Già dopo l'inizio dell'operazione militare speciale, compresi i colloqui a Istanbul, i rappresentanti di Kiev hanno reagito in modo molto positivo alle nostre proposte, che riguardavano principalmente la sicurezza della Russia ei nostri interessi. Ma è ovvio che la soluzione pacifica non si addiceva all'Occidente, quindi, dopo il raggiungimento di alcuni compromessi, a Kiev è stato effettivamente dato l'ordine diretto di interrompere tutti gli accordi.
  • [Sui Referendum russi d'annessione nell'Ucraina occupata del 2022] Non possiamo, non abbiamo il diritto morale di consegnare le persone a noi vicine perché vengano fatte a pezzi dai carnefici, non possiamo che rispondere al loro sincero desiderio di determinare la propria sorte. I parlamenti delle repubbliche popolari del Donbass, così come le amministrazioni militare-civili delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia, hanno deciso di indire referendum sul futuro di questi territori e si sono rivolti a noi, la Russia, con la richiesta di sostenere tale passo.
    Consentitemi di sottolineare che faremo di tutto per garantire condizioni sicure per lo svolgimento del referendum, in modo che le persone possano esprimere la propria volontà. E sosterremo la decisione sul loro futuro, che sarà presa dalla maggioranza dei residenti delle Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson.
  • In questa situazione, ritengo necessario prendere la seguente decisione - è del tutto adeguata alle minacce che dobbiamo affrontare - vale a dire: proteggere la nostra Patria, la sua sovranità e integrità territoriale, garantire la sicurezza del nostro popolo e del popolo nei territori liberati, ritengo necessario sostenere la proposta del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore Generale sullo svolgimento della mobilitazione parziale nella Federazione Russa.
    Ripeto, si tratta nello specifico di mobilitazione parziale, ovvero saranno soggetti alla leva solo i cittadini che attualmente sono riservisti, e soprattutto coloro che hanno prestato servizio nelle Forze armate, hanno determinate specialità militari e relativa esperienza.
  • Vorrei ricordare che anche il nostro Paese dispone di vari mezzi di distruzione, e per alcune componenti più moderne di quelle dei Paesi NATO. E se l'integrità territoriale del nostro paese sarà minacciata, useremo sicuramente tutti i mezzi a nostra disposizione per proteggere la Russia e il nostro popolo. Non è un bluff.

Da Putin: "Una sfida per tutti"

Discorso sull'annessione dell'Ucraina meridionale e orientale alla Russia, Casadelsole.tv, 30 settembre 2022

Putin con i leader dei territori ucraini annessi
  • Oggi firmiamo i trattati di adesione alla Russia della Repubblica Popolare di Donetsk, della Repubblica Popolare di Lugansk, della Regione di Zaporizhzhya e della Regione di Kherson. Sono sicuro che l’Assemblea federale sosterrà le leggi costituzionali sull’adesione e la formazione di quattro nuove regioni, quattro nuovi soggetti costitutivi della Federazione Russa, poiché tale è la volontà di milioni di persone. E questo, ovviamente, è un loro diritto, un diritto inalienabile, sancito dal primo articolo della Carta delle Nazioni Unite, che afferma esplicitamente il principio dell’uguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli.
  • Si tratta di un diritto inalienabile del popolo basato sull’unità storica, in nome della quale hanno combattuto generazioni di nostri antenati, coloro che dalle origini dell’antica Rus’ nel corso dei secoli hanno costruito e difeso la Russia. Qui, in Novorossija, combatterono Rumyantsev, Suvorov e Ushakov, Caterina II e Potemkin fondarono nuove città. I nostri nonni e i nostri bisnonni combatterono qui fino alla morte durante la Grande Guerra Patriottica.
  • [Sull'Accordo di Belaveža] Nel 1991, a Belovezhskaya Pushcha, senza chiedere la volontà dei comuni cittadini, le élite di partito di allora decisero di sciogliere l’Unione Sovietica e la popolazione si trovò così strappata alla patria da un giorno all’altro. Questo fatto ha lacerato e spaccato la nostra unità nazionale e si è tramutato in una catastrofe nazionale. Come un tempo, dopo la rivoluzione, i confini delle repubbliche dell’Unione furono ritagliati dietro le quinte, così gli ultimi leader dell’Unione Sovietica – nonostante la volontà diretta della maggioranza della gente espressa nel referendum del 1991 – hanno fatto a pezzi il nostro grande Paese, semplicemente mettendo la popolazione davanti al fatto compiuto.
  • Voglio che le autorità di Kiev e i loro veri padroni in Occidente mi ascoltino affinché tutti ricordino questo: gli abitanti di Lugansk e di Donetsk, di Kherson e di Zaporizhzhya diventano nostri cittadini per sempre.
  • L’Occidente è pronto a passare sopra a qualsiasi cosa pur di preservare quel sistema neocoloniale che gli permette di fagocitare, in sostanza, di saccheggiare il mondo grazie al potere del dollaro e al diktat tecnologico, di raccogliere un vero e proprio tributo dall’umanità, di sottrarre le principali fonti di ricchezza immeritata, di ottenere la rendita dell’egemone. Il mantenimento di questa rendita è il loro motivo chiave, reale e del tutto egoistico. Ecco perché una totale de-sovranizzazione è nel loro interesse. Da qui la loro aggressione contro gli stati indipendenti, contro i valori e le culture tradizionali e i loro tentativi di minare i processi internazionali e di integrazione che sfuggano al loro controllo, [contro] nuove valute mondiali e centri di sviluppo tecnologico. Per loro è fondamentale che tutti i paesi cedano la propria sovranità agli Stati Uniti.
  • Il nostro pensiero e la nostra filosofia rappresentano una minaccia diretta per loro, per questo attaccano i nostri filosofi. La nostra cultura e la nostra arte sono un pericolo per loro, quindi stanno cercando di vietarle. Anche il nostro sviluppo e la nostra prosperità rappresentano una minaccia per loro: la concorrenza è in crescita. Loro non hanno affatto bisogno della Russia, NOI ne abbiamo bisogno.
  • Si sente dire ovunque: l’Occidente rappresenta l’ordine basato sulle regole. Da dove vengono? Chi ha mai visto queste regole? Chi le ha approvate? Ascoltatemi, è un’assurdità, puro inganno, doppi, tripli standard! È pensata per gli sciocchi.
  • Le élite occidentali negano non solo la sovranità nazionale e il diritto internazionale. La loro egemonia ha un carattere pronunciato di totalitarismo, dispotismo e apartheid. Dividono sfacciatamente il mondo nei loro vassalli, nei cosiddetti paesi civili e in tutti gli altri, che, secondo il piano dei razzisti occidentali di oggi, dovrebbero aggiungersi alla lista dei barbari e dei selvaggi. Le false etichette – “paese canaglia”, “regime autoritario” – sono già pronte, stigmatizzano interi popoli e stati. Non c’è niente di nuovo in questo: le élite occidentali sono rimaste tali e quali – colonialiste. Discriminano, dividono i popoli in “prime” e in “altre” classi.
  • Sottolineo che uno dei motivi della secolare russofobia, della malcelata rabbia di queste élite occidentali nei confronti della Russia è proprio che non ci siamo lasciati derubare durante il periodo delle conquiste coloniali e abbiamo costretto gli europei a commerciare con reciproco vantaggio. Ciò è stato possibile grazie alla creazione di un forte Stato centralizzato in Russia, che si è sviluppato ed è stato rafforzato dai grandi valori morali dell’Ortodossia, dell’Islam, dell’Ebraismo e del Buddismo, nonché dalla cultura e dalla lingua russa, aperte a tutti.
  • Gli Stati Uniti sono l’unico paese al mondo ad aver usato due volte le armi nucleari, distruggendo le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Tra l’altro, creando un precedente.
  • Washington sta chiedendo sempre più sanzioni contro la Russia e la maggior parte dei politici europei obbedisce. Capiscono chiaramente che gli Stati Uniti, spingendo l’UE ad abbandonare completamente l’energia e le altre risorse russe, stanno praticamente deindustrializzando l’Europa e si stanno impadronendo completamente del mercato europeo – capiscono tutto, queste élite europee, capiscono tutto, ma preferiscono servire gli interessi degli altri. Questo non è più servilismo, ma un tradimento diretto dei loro popoli. Ma Dio li benedica, sono affari loro.
  • Il diktat statunitense si basa sulla forza bruta, sulla legge del primato. A volte è ben confezionata, altre volte non lo è, ma l’essenza è la stessa: la legge del pugno. Da qui il dispiegamento e il mantenimento di centinaia di basi militari in ogni angolo del mondo, l’espansionismo della NATO, i tentativi di formare nuove alleanze militari come AUKUS e simili.
  • L’Occidente ha ampiamente superato la crisi degli anni ’80 – che si è aggravata negli anni ’90 – appropriandosi dell’eredità e delle risorse dell’Unione Sovietica, che alla fine è crollata. Questo è un dato di fatto. Ora, per districarsi da un altro groviglio di contraddizioni, hanno bisogno di spezzare la Russia e gli altri Stati che scelgono la via dello sviluppo sovrano per depredare ancora di più le ricchezze altrui e in nome di ciò tappare loro le ali. Se ciò non dovesse accadere, non escludo che cercheranno di far crollare il sistema, a cui potranno dare la colpa di tutto, oppure, Dio non voglia, decideranno di usare la nota formula “la guerra cancellerà tutto”.
  • Vogliamo avere, qui, nel nostro Paese, in Russia, al posto di mamma e papà, i “genitore uno”, “genitore due”, “genitore tre” (sono totalmente impazziti!)? Vogliamo davvero che le perversioni che portano al degrado e all’estinzione siano imposte ai bambini nelle nostre scuole fin dalle elementari? Vogliamo che venga insegnato loro che oltre alle donne e agli uomini ci sono presumibilmente altri generi e che venga loro proposto un intervento di riassegnazione del sesso? Vogliamo tutto questo per il nostro Paese e per i nostri figli? Per noi tutto questo è inaccettabile, abbiamo un futuro diverso, il nostro. Ripeto, la dittatura delle élite occidentali è diretta contro tutte le società, compresi gli stessi popoli dei paesi occidentali. Questa è una sfida per tutti. Questa negazione totale dell’uomo, la sovversione della fede e dei valori tradizionali, la soppressione della libertà assumono le caratteristiche di una “religione al contrario” – un vero e proprio satanismo.
  • Il campo di battaglia a cui il destino e la storia ci hanno chiamato è il campo di battaglia per il nostro popolo, per una grande Russia storica. Per una grande Russia storica, per le generazioni future, per i nostri figli, nipoti e pronipoti. Dobbiamo proteggerli dalla schiavitù, dai mostruosi esperimenti che cercano di paralizzare le loro menti e le loro anime.
  • Dietro di noi c’è la verità, dietro di noi c’è la Russia!

Da Vladimir Putin, il discorso integrale: "Occidente ha alimentato escalation in Ucraina"

Discorso al forum di Valdai, Ilgiornaleditalia.it, 28 ottobre 2022

Putin al forum di Valdai
  • Il cosiddetto Occidente che è, ovviamente, un costrutto teorico poiché non è unito e chiaramente è un conglomerato molto complesso, ma dirò comunque che l'Occidente ha compiuto diversi passi negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi che sono progettati per aggravare la situazione. In realtà, cercano sempre di aggravare le cose, il che non è nemmeno una novità.
  • Il potere globale è esattamente ciò che il cosiddetto Occidente ha in gioco nel suo gioco. Ma questo gioco è sicuramente pericoloso, cruento e, direi, sporco. Nega la sovranità dei paesi e dei popoli, la loro identità e unicità, e calpesta gli interessi di altri Stati. In ogni caso, anche se negazione non è la parola usata, lo stanno facendo nella vita reale.
  • L'umanità è a un bivio: o continuano ad accumulare problemi e alla fine si schiacciano sotto il loro peso, oppure lavorano insieme per trovare soluzioni - anche imperfette, purché funzionino - che possano rendere il nostro mondo un posto più stabile e più sicuro.
  • La perdita di biodiversità è una delle conseguenze più pericolose dello sconvolgimento dell'equilibrio ambientale. [...] Non è altrettanto importante mantenere la diversità culturale, sociale, politica e di civiltà?
  • Imponendo agli altri i propri valori, le abitudini di consumo e la standardizzazione, i nostri avversari – starò attento alle parole – stanno cercando di espandere i mercati per i loro prodotti. L'obiettivo di questa traccia è, in definitiva, molto primitivo. È da notare che l'Occidente proclama il valore universale della sua cultura e visione del mondo. Anche se non lo dicono apertamente, cosa che in realtà fanno spesso, si comportano come se fosse così, che fosse un dato di fatto, e la politica che perseguono è concepita per dimostrare che questi valori devono essere accettati incondizionatamente da tutti gli altri membri della comunità internazionale.
  • Un tempo i nazisti hanno raggiunto il punto di bruciare libri, e ora i "guardiani del liberalismo e del progresso" occidentali sono arrivati ​​al punto di bandire Dostoevskij e Ciajkovskij. Il cosiddetto “cancellare la cultura” e in realtà – come abbiamo detto più volte – il vero annullamento della cultura sta sradicando tutto ciò che è vivo e creativo e soffoca il libero pensiero in tutti i campi, sia esso economico, politico o culturale.
  • Qualunque cosa provenga dalla Russia è tutto bollato come "intrigo del Cremlino". Ma guardatevi. Siamo davvero così onnipotenti? Qualsiasi critica ai nostri avversari - qualsiasi - è percepita come "intrigo del Cremlino", "la mano del Cremlino". Questo è folle. In cosa sei affondato? Usa almeno il tuo cervello, dì qualcosa di più interessante, esponi il tuo punto di vista concettualmente. Non puoi incolpare di tutto gli intrighi del Cremlino.
  • Standardizzazione, monopolio finanziario e tecnologico, cancellazione di tutte le differenze è ciò che sta alla base del modello occidentale di globalizzazione, che è di natura neocoloniale. Il loro obiettivo era chiaro: stabilire il dominio incondizionato dell'Occidente nell'economia e nella politica globali. Per fare ciò, l'Occidente ha messo al suo servizio le risorse naturali e finanziarie dell'intero pianeta, così come tutte le capacità intellettuali, umane ed economiche, sostenendo che fosse una caratteristica naturale della cosiddetta nuova interdipendenza globale.
  • Quale posizione ha adottato l'Occidente "civilizzato"? Se siete democratici, dovreste accogliere il naturale desiderio di libertà espresso da miliardi di persone, ma no. L'Occidente lo chiama minando l'ordine liberale basato sulle regole. Sta ricorrendo a guerre economiche e commerciali, sanzioni, boicottaggi e rivoluzioni colorate, e prepara e compie ogni tipo di colpo di stato.
  • [Sull'attacco aereo dell'aeroporto di Baghdad del 2020] Puoi pensare quello che vuoi su Soleimani, ma era un funzionario di uno stato estero. Lo hanno ucciso in un paese terzo e si sono assunti la responsabilità. Cosa dovrebbe significare per gridare ad alta voce? In che tipo di mondo stiamo vivendo?
  • Come è consuetudine, Washington continua a riferirsi all'attuale ordine internazionale come all'americano liberale, ma in realtà, questo famigerato "ordine" sta moltiplicando il caos ogni giorno e, potrei anche aggiungere, sta diventando sempre più intollerante anche nei confronti dei paesi occidentali e loro tentativi di agire in modo indipendente. Tutto è stroncato sul nascere, e non esitano nemmeno a imporre sanzioni ai loro alleati, che abbassano la testa in segno di acquiescenza.
  • Nel corso di mille anni, la Russia ha sviluppato una cultura unica di interazione tra tutte le religioni del mondo. Non c'è bisogno di cancellare nulla, siano valori cristiani, valori islamici o valori ebraici. Abbiamo anche altre religioni del mondo. Tutto quello che devi fare è rispettarti a vicenda. In alcune delle nostre regioni – lo so solo in prima persona – le persone celebrano insieme le festività cristiane, islamiche, buddiste ed ebraiche e si divertono a farlo perché si congratulano e sono felici l'una per l'altra.

Da Cosa ha detto Vladimir Putin nel suo discorso di Capodanno 2023–31 dicembre 2022

It.russia.postsen.com, 1 gennaio 2023

  • [Il 2022] è stato un anno di eventi fatidici davvero cruciali, sono diventati la frontiera che pone le basi per un futuro comune, la nostra vera indipendenza. Questo è ciò per cui stiamo combattendo oggi. Proteggiamo la nostra gente nei nostri territori storici, nelle nuove entità costitutive della Federazione Russa, costruiamo e creiamo insieme.
  • Il nostro popolo multinazionale, come è stato in tutte le epoche difficili della storia russa, ha mostrato coraggio e dignità. Con parole e fatti, ha sostenuto i difensori della Patria, i nostri soldati e ufficiali, tutti partecipanti all’operazione militare speciale. Lo abbiamo sempre saputo, e oggi siamo nuovamente convinti che il futuro sovrano, indipendente e sicuro della Russia dipende solo da noi, dalla nostra forza e volontà.
  • Per anni, le élite occidentali hanno ipocritamente assicurato a tutti noi le loro intenzioni pacifiche, inclusa la risoluzione del più grave conflitto nel Donbass. Infatti, incoraggiando in ogni modo i neonazisti, che hanno continuato a compiere azioni militari apertamente terroristiche contro i civili delle repubbliche popolari del Donbass, l’Occidente ha mentito sulla pace, ma si stava preparando all’aggressione e oggi lo ammette apertamente senza esitazione. Usano cinicamente l’Ucraina e il suo popolo per indebolire e dividere la Russia. Non abbiamo mai permesso a nessuno di farlo e mai lo faremo. I militari, i miliziani ei volontari russi stanno ora combattendo per la loro terra natale, per la verità e la giustizia, per garantire che le garanzie di pace e sicurezza della Russia siano fornite in modo affidabile. Tutti, tutti loro sono i nostri eroi.

2023[modifica]

  • In tutto il mondo, lo sviluppo della Cina ha suscitato un genuino interesse, e noi la invidiamo persino un po'. La Cina ha creato un sistema molto efficiente per sviluppare l'economia e rafforzare lo Stato. È molto più efficiente di quello di molti altri Paesi, è un fatto evidente.[30]
  • Tutto ciò di cui è proprietario il Gruppo Wagner è stato interamente finanziato dal ministero della Difesa e dal nostro bilancio. Soltanto dal maggio del 2022 al maggio di quest'anno, lo Stato ha fornito un supporto finanziario pari a 86 miliardi di rubli.[31]
  • Il gruppo paramilitare Wagner non esiste, almeno dal punto di vista giuridico. [...] Non abbiamo una legge per le organizzazioni militari private. Semplicemente, non esiste![32]
  • La crisi ucraina non è un conflitto territoriale. [...] Stiamo parlando dei principi su cui si baserà il nuovo ordine mondiale.[33]
  • [In occasione della morte di Henry Kissinger] Un diplomatico eccezionale, un uomo di Stato saggio e lungimirante che per molti decenni ha goduto in tutto il mondo di un'autorità meritata.[34]

Da Putin, il discorso a Volgograd e la minaccia all’Occidente: «Pronti a tutto per vincere»

Discorso durante l'anniversario della battaglia di Stalingrado, Corriere.it, 2 febbraio 2023

  • Il nostro dovere morale, anzitutto di fronte ai soldati vincitori di quella battaglia, è di serbare con cura e in tutta la sua pienezza, la memoria di quella impresa eroica, di tramandarla alle successive generazioni, di non consentire a nessuno di travisare e sminuire il ruolo della battaglia di Stalingrado nella vittoria sul nazismo, nella liberazione del mondo intero da quel male mostruoso.
  • Di nuovo e sempre di nuovo siamo costretti a respingere l’aggressione dell’Occidente collettivo. Sembra incredibile, ma è un dato di fatto: ci minacciano nuovamente con i carri armati tedeschi Leopard, sul cui bordo ci sono le croci. E di nuovo si combatte nella terra ucraina contro i seguaci di Hitler, i banderiani.
  • Coloro che trascinano Stati europei, inclusa la Germania, in una nuova guerra, coloro che contano di conseguire una vittoria contro di noi sul campo di battaglia, evidentemente non capiscono che una moderna guerra con la Russia sarà per loro ben diversa. Noi non inviamo i nostri carri armati verso i loro confini ma abbiamo qualcos’altro con cui rispondere. E non ci limiteremo all’uso dei mezzi blindati. Siamo sicuri della nostra vittoria. Tutti lo devono capire.

Da "È impossibile sconfiggere la Russia"

Discorso di fronte ai deputati dell’Assemblea federale e della Duma, Nicolaporro.it, 21 febbraio 2023

  • Un anno fa, al fine di proteggere le persone nelle nostre terre storiche, per garantire la sicurezza del nostro paese, per eliminare la minaccia rappresentata dal regime neonazista emerso in Ucraina dopo il colpo di stato del 2014, è stata presa la decisione di condurre uno speciale operazione militare. E passo dopo passo, con attenzione e coerenza, risolveremo i compiti davanti a noi.
  • Le promesse dei governanti occidentali, le loro assicurazioni sul desiderio di pace nel Donbass si sono rivelate, come ora vediamo, un falso, una crudele menzogna. Hanno semplicemente preso il tempo, si sono impegnati in imbrogli, hanno chiuso un occhio sugli omicidi politici, sulle repressioni del regime di Kiev, sulla presa in giro dei credenti e hanno sempre più incoraggiato i neonazisti ucraini a compiere azioni terroristiche nel Donbass. Nelle accademie e nelle scuole occidentali venivano addestrati ufficiali di battaglioni nazionalisti e venivano fornite armi.
  • Gli Stati Uniti e la NATO hanno rapidamente schierato le loro basi militari e i loro laboratori biologici segreti vicino ai confini del nostro paese, hanno dominato il teatro delle future operazioni militari nel corso delle manovre, hanno preparato il regime di Kiev a loro soggetto, l’Ucraina che avevano reso schiavo, per un grande guerra.
  • La minaccia sta crescendo, e ogni giorno. Le informazioni in arrivo non lasciavano dubbi sul fatto che entro febbraio 2022 tutto fosse pronto per un’altra sanguinosa azione punitiva nel Donbass, contro la quale, lasciatemelo ricordare, il regime di Kiev ha lanciato artiglieria, carri armati e aerei nel 2014.
  • Permettetemi di ricordarvi che negli anni ’30 del secolo scorso l’Occidente ha effettivamente aperto la strada ai nazisti al potere in Germania. E ai nostri tempi, hanno iniziato a creare un sentimento di “anti-Russia” dall’Ucraina. Il progetto in realtà non è nuovo. Le persone che sono almeno un po ‘immerse nella storia lo sanno perfettamente: questo progetto risale al XIX secolo, è stato coltivato nell’impero austro-ungarico, in Polonia e in altri paesi con un unico obiettivo: strappare questi territori storici, che oggi si chiamano Ucraina, dal nostro paese. Ecco cos’è questo obiettivo. Non c’è niente di nuovo, nessuna novità, tutto si ripete.
  • La responsabilità dell’incitamento al conflitto ucraino, dell’escalation, dell’aumento del numero delle sue vittime ricade interamente sulle élite occidentali e, ovviamente, sull’attuale regime di Kiev, per il quale il popolo ucraino è, di fatto, un estraneo. L’attuale regime ucraino non serve interessi nazionali, ma interessi di paesi terzi.
  • Anche loro non possono non essere consapevoli che è impossibile sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, quindi stanno conducendo attacchi informativi sempre più aggressivi contro di noi. Prima di tutto, ovviamente, come target vengono scelti i giovani, le giovani generazioni. E anche qui mentono costantemente, distorcono i fatti storici, non fermano gli attacchi alla nostra cultura, alla Chiesa ortodossa russa e ad altre organizzazioni religiose tradizionali del nostro paese.
  • Guarda cosa stanno facendo con i loro stessi popoli: la distruzione della famiglia, dell’identità culturale e nazionale, la perversione, l’abuso sui bambini, fino alla pedofilia, sono dichiarate la norma, la norma della loro vita, e il clero, i sacerdoti sono costretti a benedire i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Dio li benedica, lascia che facciano quello che vogliono. Cosa vuoi dire qui? Gli adulti hanno il diritto di vivere come vogliono, l’abbiamo trattato in Russia e lo tratteremo sempre in questo modo: nessuno si intromette nella vita privata e non lo faremo.
    Ma voglio dire loro: ma guarda, scusami, le sacre scritture, i libri principali di tutte le altre religioni del mondo. Lì si dice di tutto, compreso che la famiglia è l’unione di un uomo e una donna, ma questi testi sacri ora vengono messi in discussione. La Chiesa anglicana, ad esempio, ha riferito di aver pianificato – pianificando, anche se solo per ora – di esplorare l’idea di un dio neutrale rispetto al genere. Cosa puoi dire? Dio mi perdoni, non sanno cosa stanno facendo.
  • Chiunque abbia intrapreso la strada del tradimento diretto, commettendo atti terroristici e altri crimini contro la sicurezza della nostra società, l’integrità territoriale del Paese, sarà ritenuto responsabile ai sensi della legge. Ma non saremo mai come il regime di Kiev e le élite occidentali che sono impegnate e sono state impegnate nella “caccia alle streghe”, non regoleremo i conti con coloro che si sono fatti da parte, ritirandosi dalla loro patria. Lascia che rimanga sulla loro coscienza, lascia che ci convivano – devono conviverci. La cosa principale è che le persone, i cittadini russi hanno dato loro una valutazione morale.
  • Ripeto, le sanzioni anti-russe sono solo un mezzo. E l’obiettivo, come dichiarano gli stessi leader occidentali – una citazione diretta – è quello di “far soffrire” i nostri cittadini. Vogliono far soffrire la gente, destabilizzando così la nostra società dall’interno.
  • La Russia è un paese aperto e allo stesso tempo una civiltà distintiva. In questa affermazione non c’è pretesa di esclusività e superiorità, ma questa civiltà è nostra – questa è la cosa principale. Ci è stato dato dai nostri antenati e dobbiamo preservarlo per i nostri discendenti e tramandarlo.

Da «Popolo ucraino ostaggio dei piani dell’Occidente. Contro di noi una vera guerra»

Open.online, 9 maggio 2023

  • Oggi la civiltà mondiale si trova di nuovo a cavallo di un momento decisivo: è in corso una vera e propria guerra. Noi abbiamo dato una risposta al terrorismo internazionale, abbiamo difeso gli abitanti del Donbass, e garantito la nostra sicurezza.
  • Per noi, per la Russia non ci sono dei popoli ostili né in Occidente né in Oriente. [...] Ma alcune élite continuano a parlare della loro esclusività: non fanno altro che dividere le società mondiali e provocano conflitti sanguinosi e colpi di stato, russofobia, odio e nazionalismo aggressivo, distruggendo anche i valori tradizionali familiari che rendono una persona tale.
  • Vediamo come per una serie di Paesi, senza alcun tipo di vergogna, vengono distrutti memoriali dei soldati sovietici, dei grandi comandanti e viene creato un culto del nazismo e della violenza, mentre la memoria dell'autentico eroismo viene messo da parte. Un'aggressività tale e una sfrontatezza tale è un reato: questo revanchismo da parte di chi in maniera cinica ha provato a attaccare il nostro paese, chi ha dato vita alla feccia nazista in tutto il mondo.
  • È questo il motivo della catastrofe che sta vivendo il popolo ucraino, ostaggio di un colpo di Stato che ha dato vita a un regime di delinquenti. La moneta di scambio è diventato il popolo ucraino.
  • Nel mondo non c'è nulla di superiore all'amore che abbiamo noi per la nostra patria. Per la Russia, per le forze armate valorose, per la vittoria: Urrà.

Da Il discorso di Putin contro la rivolta armata di Prigozhin

Discorso sulla ribellione del Gruppo Wagner, Corriere.it, 24 giugno 2023

Putin durante il suo discorso contro la ribellione del Gruppo Wagner
  • Questa è una pugnalata alle spalle del nostro paese e della nostra gente. Un colpo simile fu inferto alla Russia nel 1917, quando il paese stava conducendo la prima guerra mondiale: la vittoria le venne rubata. Intrighi, litigi, politica dietro le spalle dell’esercito e del popolo si sono trasformati nel più grande choc, la distruzione dell'esercito e il crollo dello stato, la perdita di vasti territori. E, come conseguenza, la tragedia della guerra civile. I russi hanno ucciso russi, fratelli: e ogni sorta di avventurieri politici e forze straniere, che hanno diviso il paese, lo hanno fatto a pezzi, hanno ottenuto guadagni egoistici.
    Non permetteremo che accada di nuovo.
  • Quello a cui ci troviamo di fronte è proprio un tradimento. Ambizioni esorbitanti e interessi personali hanno portato al tradimento. Al tradimento del nostro paese, del nostro popolo e della causa stessa per la quale, fianco a fianco con le nostre altre unità, i soldati e i comandanti del gruppo Wagner hanno combattuto e sono morti.
  • Questo è un duro colpo per la Russia, per il nostro popolo. E le nostre azioni per proteggere la Patria da una tale minaccia saranno dure. Tutti coloro che hanno deliberatamente intrapreso la via del tradimento, che hanno preparato una ribellione armata, intrapreso la via del ricatto e dei metodi terroristici, subiranno inevitabili punizioni, risponderanno sia davanti alla legge che davanti al nostro popolo.
  • Coloro che hanno organizzato e preparato la ribellione militare, che hanno alzato le armi contro i loro compagni d'armi, hanno tradito la Russia. E ne risponderanno.

Da «Volevano che la Russia annegasse in una sanguinosa guerra civile»

Discorso dopo la ribellione del Gruppo Wagner, Corriere.it, 26 giugno 2023

  • La rivolta sarebbe stata comunque soffocata, ma fin dall'inizio degli eventi, sono stati presi provvedimenti, su mie dirette istruzioni, per evitare un grande spargimento di sangue.
  • Gli organizzatori della ribellione volevano spaccare e indebolire il Paese nel momento in cui si trova di fronte a una colossale minaccia esterna, pressioni senza precedenti dall'esterno quando al fronte i nostri compagni muoiono con le parole "non un passo indietro!". Gli organizzatori della ribellione, avendo tradito il loro paese, il loro popolo, hanno anche tradito coloro che sono stati spinti a commettere crimini. Hanno mentito, li hanno spinti alla morte, sotto il fuoco, a sparare contro la loro stessa gente.
  • I nemici della Russia e i neonazisti a Kiev e i loro protettori occidentali, volevano, così come tutti i tipi di traditori della nazione, il fratricidio. Volevano che i soldati russi si uccidessero a vicenda, che la nostra società si dividesse, annegasse in un sanguinosa guerra civile. Si sono fregati le mani sognando di vendicarsi dei loro fallimenti al fronte e della cosiddetta controffensiva, ma hanno fatto male i calcoli.

Da "Russia e Africa: unire le forze per la pace, il progresso e per un futuro vincente"

Roma.mid.ru, 24 luglio 2023

  • Noi abbiamo sempre appoggiato i popoli africani nella loro battaglia per la liberazione dal giogo coloniale, li abbiamo assistiti nel processo di creazione di un sistema statale, nel rafforzamento della loro sovranità e della loro capacità difensiva.
  • Noi ci siamo sempre attenuti con rigore al principio secondo cui "ai problemi africani si risponde con soluzioni africane", e siamo sempre stati dalla parte degli africani nella loro battaglia per l’autodeterminazione, la giustizia e la rivendicazione dei loro diritti legittimi. Non abbiamo mai cercato di imporre ai nostri partner le nostre concezioni in merito a ordinamento interno, forme e metodi di governo, obiettivi di sviluppo o le vie per conseguirli.
  • Noi siamo certi del fatto che il nuovo ordine mondiale multipolare, i cui contorni sono già stati delineati, sarà più giusto e democratico. E non ci sono dubbi sul fatto che l’Africa, al fianco dell’Asia, del Medio Oriente e dell’America Latina vi troverà degna collocazione e si libererà definitivamente dalla pesante eredità del colonialismo e del neocolonialismo, dopo averne rigettato le moderne pratiche.
  • Si aggravano i conflitti rimasti irrisolti, presenti praticamente ovunque, mentre emergono nuove minacce e nuove sfide. E l’Africa sente il peso dei problemi globali come nessun’altra parte della Terra.
  • In molti forse avranno sentito parlare del cosiddetto "Accordo sul grano", originariamente finalizzato alla realizzazione di una sicurezza alimentare globale, alla riduzione del rischio di carestie e ad aiutare i Paesi più poveri dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina; sostanzialmente, è stato proprio per questo che la Russia ha assunto l’impegno di contribuire alla sua realizzazione. E tuttavia, tale "accordo", che l’Occidente presentava pubblicamente come una manifestazione del suo interesse e come un bene per l’Africa, di fatto è stato spudoratamente utilizzato solo per andare ad arricchire le grandi imprese americane ed europee, che esportavano il frumento dall’Ucraina per poi rivenderlo.
  • Non ha più senso proseguire con un "accordo sul grano" che è venuto meno al suo scopo umanitario. Noi ci siamo opposti a un’ulteriore proroga di tale "accordo"; la sua attuazione è terminata a partire dal 18 luglio. Desidero rassicurare sul fatto che il nostro Paese è in grado di supplire al frumento ucraino sia a livello commerciale che a titolo gratuito, tanto più che quest’anno da noi si prevede ancora una volta un raccolto record.

Da «La pace in Ucraina quando avremo raggiunto i nostri obiettivi, gli aiuti a Kiev stanno finendo»

Conferenza stampa il 14 dicembre 2023; citato in Corriere.it, 14 dicembre 2023

  • [«Presidente, quando ci sarà la pace?»] Quando avremo raggiunto i nostri obiettivi, che non sono cambiati. Vi ricordo di cosa parlavamo all’inizio: della denazificazione e demilitarizzazione dell’Ucraina, del suo status neutrale. Oggi l’Ucraina non produce quasi niente. Tutto gli viene fornito, scusatemi l’espressione, a sbafo. Ma questo, a quanto pare, sta finendo. Sono stati riforniti di 420-439 carri armati occidentali, ma solo dall’inizio della cosiddetta controffensiva, come promesso ne abbiamo distrutti 747, oltre a quasi 2300 autoblindo. Questa è appunto la demilitarizzazione.
  • Per un Paese come il nostro, la mera esistenza senza una forte sovranità è impossibile. L’essenziale è il rafforzamento della sovranità che vuol dire potenziamento della capacità difensiva, sicurezza sui confini esterni, garanzia dei diritti, sicurezza nella sfera della sovranità, anche quella economica e tecnologica che costituisce il futuro di ogni paese, compresa la Russia.
  • La normalizzazione dei rapporti con l’Europa non dipende solo da noi. Non siamo stati noi a guastare questi rapporti. Abbiamo subito il deterioramento di queste relazioni, si è cercato di accantonarci in secondo piano, trascurando i nostri interessi. Il fatto è che in misura notevole i Paesi europei hanno perso la propria sovranità. Infatti, stanno prendendo molte decisioni a proprio danno. Ricordiamo come è cominciato il conflitto in Ucraina. Da un colpo di Stato... In fin dei conti i russi e gli ucraini sono un unico popolo e quello che sta succedendo ora è una enorme tragedia simile ad una guerra civile. L’irrefrenabile volontà di avvicinarsi strisciando ai nostri confini inglobando anche l’Ucraina nella Nato, tutto questo ha portato a questa tragedia. Molti leader europei si credono De Gaulle, ma nei fatti si comportano come Petain.
  • [Sugli Stati Uniti d'America] Non è vero che li odiamo. Li consideriamo un Paese importante e utile al mondo, ma questa politica assolutamente imperiale ostacola loro stessi. Perché nell’immaginario collettivo, si devono comportare come un impero. Quando saranno avvenuti certi cambiamenti interni, quando cercheranno dei compromessi senza provare a risolvere le proprie questioni con sanzioni e azioni belliche, allora forse ci saranno le condizioni fondamentali per ripristinare le relazioni a pieno titolo. Per ora, non ci sono. Ma noi siamo pronti.
  • [Sull conflitto Gaza-Israele del 2023] Si fa un gran parlare della crisi ucraina. Ma tutto il mondo vede la differenza. Guardate l’Operazione militare speciale e quel che succede a Gaza, dove è in atto una catastrofe, e ve ne accorgete. In Ucraina non accade nulla di simile.

2024[modifica]

  • [Su Tucker Carlson] Ad essere sincero, pensavo che si sarebbe comportato in modo aggressivo e avrebbe posto le cosiddette domande taglienti. Non solo ero preparato a questo, ma lo volevo, perché mi avrebbe dato l’opportunità di rispondere allo stesso modo. [...] Francamente, non sono stato pienamente soddisfatto per questa intervista. (da un'intervista di Pavel Zarubin, 14 febbraio 2024)[35]

Da La versione di Putin

Intervista di Tucker Carlson, huffingtonpost.it, 9 febbraio 2024

  • Sotto il governo di Caterina la Grande, la Russia rivendicò tutte le sue terre storiche, anche a sud e a ovest. Tutto questo durò fino alla Rivoluzione. Prima della prima guerra mondiale, lo stato maggiore austriaco faceva affidamento sulle idee dell'ucrainizzazione e iniziò a promuovere attivamente le idee dell'Ucraina e dell'ucrainizzazione. Il loro motivo era ovvio. Poco prima della prima guerra mondiale si voleva indebolire il potenziale nemico e assicurarsi condizioni favorevoli nella zona di confine. Così l'idea emersa in Polonia secondo cui le persone residenti in quel territorio non sarebbero realmente russi, ma appartenessero piuttosto ad un gruppo etnico speciale, gli ucraini, iniziò ad essere propagata dallo stato maggiore austriaco.
  • [Sulla campagna di Polonia] Perché il 1° settembre 1939 scoppiò la guerra contro la Polonia? La Polonia si rivelò intransigente e Hitler non poté fare altro che iniziare ad attuare i suoi piani con la Polonia. A proposito, l'URSS – ho letto alcuni documenti d'archivio – si è comportata in modo molto onesto. Chiese il permesso alla Polonia di far transitare le sue truppe attraverso il territorio polacco per aiutare la Cecoslovacchia. Ma l'allora ministro degli Esteri polacco disse che se gli aerei sovietici avessero sorvolato la Polonia, sarebbero stati abbattuti sul territorio polacco. Ma non importa. Ciò che conta è che la guerra iniziò e la Polonia cadde preda delle politiche che aveva perseguito contro la Cecoslovacchia, poiché in base al noto patto Molotov-Ribbentrop, parte di quel territorio, compresa l'Ucraina occidentale, doveva essere ceduta alla Russia. Così la Russia, che allora si chiamava URSS, riconquistò le sue terre storiche.
  • Stalin insisteva affinché quelle repubbliche fossero incluse nell'URSS come entità autonome. Per qualche ragione inspiegabile, Lenin, il fondatore dello Stato sovietico, insistette affinché avessero il diritto di ritirarsi dall'URSS. E, sempre per ragioni sconosciute, trasferì alla neonata Repubblica Sovietica d'Ucraina alcune terre insieme alle persone che vi abitavano, anche se quelle terre non erano mai state chiamate Ucraina; eppure facevano parte di quella Repubblica sovietica dell'Ucraina. Queste terre includevano la regione del Mar Nero, che fu ricevuta sotto Caterina la Grande e che non aveva alcun legame storico con l'Ucraina. Anche se risaliamo al 1654, quando queste terre tornarono all'Impero russo, quel territorio aveva le dimensioni di tre o quattro regioni della moderna Ucraina, senza la regione del Mar Nero. Questo era completamente fuori questione.
  • All'Ucraina sovietica è stata assegnata una grande quantità di territorio che non le era mai appartenuto, compresa la regione del Mar Nero. Ad un certo punto, quando la Russia li ricevette a seguito delle guerre russo-turche, furono chiamati "Nuova Russia" o Novorossiya. Ma non importa. Ciò che conta è che Lenin, il fondatore dello Stato sovietico, ha fondato l'Ucraina in questo modo. Per decenni, la Repubblica Sovietica Ucraina si sviluppò come parte dell'URSS e, ancora una volta, per ragioni sconosciute, i bolscevichi furono impegnati nell'ucrainizzazione. Non era semplicemente perché la leadership sovietica era composta in gran parte da persone originarie dell'Ucraina. Piuttosto, ciò si spiegava con la politica generale di indigenizzazione perseguita dall'Unione Sovietica. Le stesse cose furono fatte in altre repubbliche sovietiche. Ciò ha comportato la promozione delle lingue e delle culture nazionali, il che in linea di principio non è negativo. Così venne creata l'Ucraina sovietica.
  • L'ex leadership russa riteneva che l'Unione Sovietica avesse cessato di esistere e quindi non esistessero più linee di divisione ideologiche. La Russia ha addirittura acconsentito, volontariamente e in modo proattivo, al crollo dell'Unione Sovietica e credeva che ciò sarebbe stato interpretato dal cosiddetto (ora tra virgolette) "Occidente civilizzato" come un invito alla cooperazione e all'associazione. Questo è ciò che la Russia si aspettava sia dagli Stati Uniti che dal cosiddetto Occidente collettivo nel suo insieme. [...] dopo il 1991, quando la Russia si aspettava di essere accolta nella famiglia fraterna delle "nazioni civilizzate", non è successo niente del genere. Ci avete ingannato [...], la promessa era che la NATO non si sarebbe espansa verso est, ma è successo cinque volte, ce n'erano cinque ondate di espansione.
  • [Sulla guerra del Kosovo] Ricordate gli sviluppi in Jugoslavia, prima che Eltsin fosse elogiato, non appena iniziarono gli sviluppi in Jugoslavia, alzò la voce a sostegno dei serbi, e noi non potevamo che alzare la nostra voce per i serbi in loro difesa. Capisco che lì fossero in corso processi complessi, lo so. Ma la Russia non ha potuto fare a meno di alzare la voce a sostegno dei serbi, perché anche i serbi sono un popolo speciale e vicino a noi, con la cultura ortodossa e così via. È una nazione che ha sofferto tanto, per generazioni. In ogni caso, l'importante è che Eltsin abbia espresso il suo sostegno. Cosa hanno fatto gli Stati Uniti? In violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite ha cominciato a bombardare Belgrado. Sono stati gli Stati Uniti a far uscire il genio dalla lampada.
  • In un incontro qui al Cremlino con il presidente uscente Bill Clinton, proprio qui nella stanza accanto, gli ho detto, gli ho chiesto: "Bill, pensi che se la Russia chiedesse di aderire alla NATO, pensi che accadrebbe?" All'improvviso ha detto: "Sai, è interessante, penso di sì". Ma la sera, quando abbiamo cenato, ha detto: "Sai, ho parlato con la mia squadra, no-no, ora non è possibile". Puoi chiederlo a lui, penso che guarderà la nostra intervista, lo confermerà. Non avrei detto una cosa del genere se non fosse successo. Ok, beh, adesso è impossibile. [...] Posso solo immaginare il perché: un paese troppo grande, con le proprie opinioni e così via.
  • La leadership americana esercita pressioni e tutti i membri della NATO votano obbedientemente, anche se qualcosa non gli piace.
  • [Sul trattato sullo stato finale della Germania] [...] ci era stato promesso: niente NATO a est, neanche un centimetro a est, come ci era stato detto. E poi cosa? Hanno detto: "Beh, non è scritto sulla carta, quindi ci espanderemo". Quindi ci sono state cinque ondate di espansione, gli Stati baltici, l'intera Europa orientale e così via.
  • [...] si dice che l'Ucraina è uno stato neutrale, e nel 2008 improvvisamente le porte o i cancelli della NATO sono stati aperti ad esso. Oh andiamo! Non è così che avevamo concordato.
  • Dopo il presidente Kuchma, Viktor Yanukovich ha vinto le elezioni. Tuttavia, i suoi avversari non hanno riconosciuto quella vittoria, gli Stati Uniti hanno sostenuto l'opposizione ed è stato programmato il terzo turno. Cos'è questo? Questo è un colpo di stato. Gli Stati Uniti lo hanno sostenuto e il vincitore del terzo round è salito al potere. Immaginate se negli Stati Uniti qualcosa non fosse di gradimento a qualcuno e si organizzasse il terzo turno elettorale, che la Costituzione americana non prevede.
  • [Su Viktor Janukovyč] Forse non era il miglior presidente e politico. Non lo so, non voglio dare valutazioni. Tuttavia è emersa la questione dell'associazione con l'UE. Su questo siamo sempre stati indulgenti: adattati a te stesso. Ma quando abbiamo letto attentamente quel trattato di associazione, per noi si è rivelato un problema, poiché avevamo una zona di libero scambio e frontiere doganali aperte con l'Ucraina, che, sotto questa associazione, ha dovuto aprire le sue frontiere per l'Europa, che avrebbe potuto inondare il nostro mercato. Abbiamo detto: "No, non funzionerà. Allora chiuderemo i nostri confini con l'Ucraina". I confini doganali, cioè. Yanukovich ha iniziato a calcolare quanto l'Ucraina avrebbe guadagnato e quanto avrebbe perso e ha detto ai suoi partner europei: "Ho bisogno di più tempo per pensare prima di firmare". Nel momento in cui ha affermato ciò, l'opposizione ha iniziato a compiere passi distruttivi sostenuti dall'Occidente. Tutto è dipeso da Maidan e da un colpo di stato in Ucraina.
  • Nel 2014 c'è stato un colpo di stato, hanno iniziato a perseguitare coloro che non accettavano il colpo di stato, ed è stato davvero un colpo di stato, hanno creato una minaccia per la Crimea che dovevamo prendere sotto la nostra protezione. Hanno lanciato una guerra nel Donbass nel 2014 con l'uso di aerei e artiglieria contro i civili. Questo è quando è iniziato. [...] Tutto questo nel contesto dello sviluppo militare di questo territorio e dell'apertura delle porte della NATO. Come non esprimere preoccupazione per quanto stava accadendo? Da parte nostra questa sarebbe stata una negligenza colpevole – ecco cosa sarebbe stato. È solo che la leadership politica statunitense ci ha spinti al limite che non potevamo oltrepassare perché così facendo avrebbe potuto rovinare la stessa Russia. Inoltre, non potevamo lasciare i nostri fratelli soltanto nella fede e, di fatto, una parte del popolo russo, di fronte a questa "macchina da guerra".
  • [...] cosa ha innescato gli ultimi eventi? In primo luogo, l'attuale leadership ucraina ha dichiarato che non avrebbe attuato gli Accordi di Minsk, firmati, come sapete, dopo gli eventi del 2014 a Minsk, dove era stato presentato il piano per una soluzione pacifica nel Donbass. Ma no, l'attuale leadership ucraina, il ministro degli Esteri, tutti gli altri funzionari e poi lo stesso presidente hanno affermato che a loro non piace nulla degli accordi di Minsk. In altre parole, non lo avrebbero implementato.
  • Sono stati loro a iniziare la guerra nel 2014. Il nostro obiettivo è fermare questa guerra. E non abbiamo iniziato questa guerra nel 2022. Questo è un tentativo di fermarla.
  • [...] non abbiamo ancora raggiunto i nostri obiettivi, perché uno di questi è la denazificazione. Ciò significa la proibizione di ogni tipo di movimento neonazista. [...] Dopo aver ottenuto l'indipendenza, l'Ucraina ha cominciato a cercare, come dicono alcuni analisti occidentali, la propria identità. E non è venuta fuori niente di meglio che costruire questa identità su alcuni falsi eroi che collaborarono con Hitler. [...] Quando scoppiò la seconda guerra mondiale, una parte di questa élite estremamente nazionalista collaborò con Hitler, credendo che avrebbe portato loro la libertà. Le truppe tedesche, anche le truppe delle SS, fecero fare ai collaboratori di Hitler il lavoro più sporco di sterminio della popolazione polacca ed ebraica. Da qui questo brutale massacro della popolazione polacca ed ebraica, nonché della popolazione russa. Questo è stato guidato da persone ben note: Bandera, Shukhevych. Sono state queste persone a diventare eroi nazionali: questo è il problema. E ci viene costantemente detto che il nazionalismo e il neonazismo esistono anche in altri paesi. Sì, ci sono piantine, ma le sradichiamo e altri Paesi combattono contro di loro. Ma in Ucraina non è così. Queste persone sono diventate eroi nazionali in Ucraina. A queste persone sono stati eretti monumenti, sono esposti su bandiere, i loro nomi sono gridati da folle che camminano con torce, come avveniva nella Germania nazista. Queste furono le persone che sterminarono polacchi, ebrei e russi. È necessario fermare questa pratica e impedire la diffusione di questo concetto.
  • Dice che Hitler è morto da così tanti anni, 80 anni. Ma il suo esempio continua a vivere. Le persone che hanno sterminato ebrei, russi e polacchi sono vive. E il presidente, l'attuale presidente dell'Ucraina di oggi, lo applaude nel parlamento canadese, fa una standing ovation! Possiamo dire di aver sradicato completamente questa ideologia se ciò che vediamo accade oggi? Questo è ciò che è la denazificazione nella nostra comprensione. Dobbiamo sbarazzarci di coloro che sostengono questo concetto e sostengono questa pratica e cercano di preservarla: questa è la denazificazione. Questo è ciò che intendiamo.
  • [...] il presidente dell'Ucraina ha legiferato il divieto di negoziare con la Russia. Ha firmato un decreto che vieta a tutti di negoziare con la Russia. Ma come negozieremo se lui proibirà a se stesso e a tutti di farlo?
  • [...] non abbiamo alcun interesse in Polonia, Lettonia o altrove. Perché dovremmo farlo? Semplicemente non abbiamo alcun interesse. È solo minaccia.
  • [...] una guerra globale porterà tutta l'umanità sull'orlo della distruzione. È ovvio. Esistono certamente mezzi di deterrenza. Hanno sempre spaventato tutti: domani la Russia utilizzerà armi nucleari tattiche, domani la Russia userà quelle, no, dopodomani. E allora? Queste sono solo storie dell'orrore per la gente della strada allo scopo di estorcere denaro aggiuntivo ai contribuenti statunitensi ed europei nello scontro con la Russia nel teatro di guerra ucraino. L'obiettivo è indebolire il più possibile la Russia.
  • Ci sono problemi al confine [statunitense], problemi con l'immigrazione, problemi con il debito nazionale – più di 33 trilioni di dollari. Non hai niente di meglio da fare, quindi dovresti combattere in Ucraina? Non sarebbe meglio negoziare con la Russia? Stringere un accordo, comprendendo già la situazione che si sta sviluppando oggi, rendendosi conto che la Russia combatterà fino alla fine per i propri interessi.
  • Nella guerra di propaganda è molto difficile sconfiggere gli Stati Uniti perché gli Stati Uniti controllano tutti i media mondiali e molti media europei. I beneficiari finali dei più grandi media europei sono le istituzioni finanziarie americane.
  • Il cervello umano è diviso in due emisferi: uno è responsabile di un tipo di attività, l'altro è più legato alla creatività e così via. Ma è sempre la stessa testa. Il mondo dovrebbe essere un tutt'uno, la sicurezza dovrebbe essere condivisa e non riservata al "miliardo d'oro". Questo è l'unico scenario in cui il mondo potrebbe essere stabile, sostenibile e prevedibile. Fino ad allora, finché la testa è divisa in due parti, è una malattia, una condizione avversa grave.
  • [...] non puoi impedire al sole di sorgere, devi adattarti ad esso. Come si adattano gli Stati Uniti? Con l'aiuto della forza: sanzioni, pressioni, bombardamenti e uso delle forze armate. Si tratta di presunzione.
  • Ho avuto un ottimo rapporto, diciamo, con Bush. So che negli Stati Uniti veniva ritratto come una specie di ragazzo di campagna che non capisce molto. Ti assicuro che non è così. Penso che abbia commesso molti errori anche nei confronti della Russia. [...] Ma in generale, a livello umano e personale, ho avuto con lui un ottimo rapporto. Non era peggiore di qualsiasi altro politico americano, russo o europeo. Ti assicuro che capiva quello che faceva meglio degli altri.
  • Il maggior numero di sanzioni nel mondo vengono applicate contro la Russia. E in questo periodo siamo diventati la prima economia d'Europa. Gli strumenti utilizzati dagli Stati Uniti non funzionano.
  • L'espansione della NATO, il sostegno ai separatisti nel Caucaso, la creazione di un sistema di difesa missilistica: questi sono tutti elementi di pressione. Pressione, pressione, pressione. Quindi, trascinare l'Ucraina nella NATO è tutta una questione di pressione, pressione, pressione.
  • L'Ucraina ha annunciato che i russi erano (è stata adottata una legge) una nazionalità non titolare, approvando leggi che limitano i diritti delle nazionalità non titolari in Ucraina. L'Ucraina, dopo aver ricevuto in dono tutti questi territori del sud-est dal popolo russo, ha improvvisamente annunciato che i russi erano una nazionalità non titolare in quel territorio. È normale? Tutto ciò ha portato alla decisione di porre fine alla guerra iniziata dai neonazisti in Ucraina nel 2014.
  • [Su Volodymyr Zelens'kyj] È salito al potere grazie alle aspettative del popolo ucraino che avrebbe portato l'Ucraina alla pace. Ne ha parlato, è stato grazie a questo che ha vinto le elezioni in modo schiacciante. Ma poi, quando è salito al potere, secondo me, ha capito due cose: primo, è meglio non scontrarsi con neonazisti e nazionalisti, perché sono aggressivi e molto attivi, da loro puoi aspettarti di tutto, e secondo , l'Occidente guidato dagli Stati Uniti li sostiene e sosterrà sempre coloro che si antagonizzano con la Russia – è vantaggioso e sicuro. Quindi ha preso una posizione rilevante, nonostante avesse promesso al suo popolo di porre fine alla guerra in Ucraina. Ha ingannato i suoi elettori.
  • [...] le autorità russe sono sempre state molto attente alla cultura e alla religione dei popoli che entrarono nell'impero russo. Ciò, a mio avviso, costituisce la base sia della sicurezza che della stabilità dello Stato russo: tutti i popoli che abitano la Russia la considerano sostanzialmente la loro Patria. [...] E le persone che professano religioni diverse in Russia considerano la Russia la loro Patria, non hanno altra Patria. Stiamo insieme, questa è una grande famiglia. E i nostri valori tradizionali sono molto simili.
  • [...] la società occidentale è più pragmatica. I russi pensano di più all'eterno, ai valori morali. Non lo so, forse non sarà d'accordo con me, ma dopotutto la cultura occidentale è più pragmatica. Non sto dicendo che questo sia un male, rende possibile al "miliardo d'oro" di oggi di ottenere un buon successo nella produzione, anche nella scienza, e così via. Non c'è niente di sbagliato in questo, sto solo dicendo che sembriamo uguali, ma le nostre menti sono costruite in modo leggermente diverso.
  • Sembra che non sia mai esistito nulla di simile all'Impero Romano nella storia dell'umanità. Tuttavia, il potenziale dei barbari crebbe gradualmente, così come la loro popolazione. In generale, i barbari diventavano più forti e cominciavano a svilupparsi economicamente, come diremmo oggi. Ciò alla fine portò al crollo dell'Impero Romano e del regime imposto dai Romani. Tuttavia, ci vollero cinque secoli perché l'Impero Romano crollasse. La differenza con ciò che sta accadendo ora è che tutti i processi di cambiamento stanno avvenendo a un ritmo molto più rapido che in epoca romana.
  • Secondo alcune informazioni, Elon Musk avrebbe già impiantato un chip nel cervello umano negli Stati Uniti. [...] Penso che sia una persona intelligente, credo davvero che lo sia. Quindi è necessario raggiungere un accordo con lui perché questo processo deve essere formalizzato e sottoposto a determinate regole.
  • Oggi è impossibile fermare la ricerca nel campo della genetica o dell'intelligenza artificiale, così come in passato era impossibile fermare l'uso della polvere da sparo. Ma non appena ci renderemo conto che la minaccia deriva dallo sviluppo sfrenato e incontrollato dell'intelligenza artificiale, della genetica o di qualsiasi altro campo, arriverà il momento di raggiungere un accordo internazionale su come regolamentare queste cose.
  • [Su Evan Gershkovich] Sapete, si possono dare interpretazioni diverse a ciò che costituisce una "spia", ma ci sono alcune cose previste dalla legge. Se una persona ottiene informazioni segrete e lo fa in modo cospirativo, allora questo viene qualificato come spionaggio. Ed è esattamente quello che stava facendo. Riceveva informazioni riservate e lo faceva di nascosto. Forse era stato implicato in tutto ciò, qualcuno avrebbe potuto trascinarlo in tutto ciò, forse lo aveva fatto per disattenzione o di propria iniziativa. Considerando i fatti, questo è qualificato come spionaggio. Il fatto è dimostrato, poiché è stato colto in flagrante mentre riceveva queste informazioni. Se si fosse trattato di una scusa inverosimile, di un'invenzione o di qualcosa non dimostrato, allora la storia sarebbe stata diversa. Ma è stato colto in flagrante mentre otteneva segretamente informazioni riservate. Quindi cos'è?
  • [...] se l'amministrazione Zelenskyj in Ucraina si è rifiutata di negoziare, presumo che lo abbia fatto su istruzione di Washington. Se Washington crede che sia una decisione sbagliata, la abbandoni, trovi una scusa delicata per non insultare nessuno, trovi una via d'uscita. Non siamo stati noi a prendere questa decisione, sono stati loro, quindi lasciamoli tornare indietro. Questo è tutto.
  • Finora c'è stato un tumulto e una volontà di infliggere una sconfitta strategica alla Russia sul campo di battaglia. Ora, a quanto pare, si stanno rendendo conto che è difficile da raggiungere, se non addirittura possibile. Secondo me è impossibile per definizione, non accadrà mai. Mi sembra che ora anche coloro che detengono il potere in Occidente se ne siano resi conto.
  • Perché le autorità ucraine stanno smantellando la Chiesa ortodossa ucraina? Perché unisce non solo il territorio, unisce le nostre anime. Nessuno potrà separare l'anima.

Attribuite[modifica]

  • Chi vuole restaurare il comunismo è senza cervello. Chi non lo rimpiange è senza cuore.[36]
La citazione risale ad Aleksandr Ivanovič Lebed' durante un'intervista di Anna Zafesova per La Stampa il 14 giugno 1996.[37]
  • Perdonare i terroristi spetta a Dio, a me spetta mandarceli.
[Citazione errata] La citazione si è diffusa sul web nel novembre 2015, soprattutto quando Remi Maalouf, una giornalista russa, ha riportato in un tweet la citazione, attribuendola a Putin. In seguito la giornalista, dopo aver appurato che la citazione era falsa, si è scusata per aver contribuito a diffonderla. Una frase simile veniva detta comunemente durante l'addestramento dei soldati del ROTC negli anni '80: «Your enemy's duty is to die in defense of his country. Your duty is to see that your enemy does his duty.» («Il compito del vostro nemico è quello di morire in difesa della propria patria. La vostra missione è quella di assicurarvi che il vostro nemico porti a termine il suo compito.»). Inoltre nel film Man on Fire - Il fuoco della vendetta (2004), il personaggio John W. Creasy, interpretato da Denzel Washington, pronuncia una battuta alquanto simile: «Il perdono è una cosa tra loro e Dio, io provvedo ad organizzare l'incontro.»[38]
  • Se volessi le truppe russe potrebbero essere in due giorni non solo a Kiev, ma anche a Riga, Vilnius, Tallinn e Varsavia o Bucarest.[39]

Memorie d'oltrecortina[modifica]

Incipit[modifica]

In realtà ho condotto una vita molto semplice. È come un libro aperto.
Ho finito la scuola e mi sono iscritto all'università.
Mi sono laureato e sono andato a lavorare al KGB.
Finito al KGB sono tornato all'università.
Dopo sono andato a lavorare per Sobčak.
Da Sobčak a Mosca e al Dipartimento generale.
Da lì all'amministrazione presidenziale.
Poi ai servizi segreti.
Fu poi nominato primo ministro.
Ora esercito le funzioni di presidente. Ecco tutto.
Ma sicuramente ci sono dei particolari.
Sì, effettivamente...

Citazioni[modifica]

  • Credo che si commettano molti errori in guerra. È inevitabile. Ma quando combatti se non eviti di pensare che tutti coloro che ti circondano fanno degli errori non potrai mai vincere. Bisogna avere un atteggiamento pragmatico. E bisogna sempre pensare alla vittoria. (p. 22)
  • C'erano orde di ratti all'ingresso principale. Io e i miei amici davamo loro la caccia con dei bastoni. Una volta scoprii un grande ratto e lo inseguii per tutto l'androne fino a costringerlo a rifugiarsi in un angolo. Non aveva più scampo. Improvvisamente si agitò lanciandosi verso di me. Fui sorpreso e spaventato. Ora era il ratto che mi dava la caccia. Fece un balzo sul pianerottolo e per le scale. Per fortuna ero un po' più veloce di lui e riuscii a sbattergli la porta in faccia. (p. 25)
  • Baba Anja era una donna religiosa, andava in chiesa. Appena nato, lei e mia madre mi battezzarono. Lo fecero di nascosto da mio padre, che era membro del partito e segretario dell'organizzazione del partito nello spaccio aziendale.
    Molti anni dopo, nel 1993, quando lavoravo al comune di Leningrado, feci parte di una delegazione ufficiale per un viaggio in Israele. Mamma mi diede la croce regalatami per il battesimo per consacrarla sul sepolcro di nostro Signore. Feci ciò che mi aveva detto e poi mi misi la croce al collo. Da allora non me la sono mai tolta. (p. 26)
  • Ero un hooligan, non un pioniere. [...] Ero veramente un ragazzaccio. (pp. 31-32)
  • I libri e i film di spionaggio conquistarono la mia immaginazione. Ciò che mi affascinava maggiormente era il fatto che lo sforzo di un solo uomo poteva riuscire dove intere armate fallivano. Una spia poteva decidere del destino di migliaia di persone. Almeno era così che la vedevo all'epoca. (p. 35)
  • Più tardi quando fui inserito nella scuola dei servizi segreti mi diedero una volta un giudizio che non era positivo sul mio carattere: «Uno scarso senso del pericolo». Era considerato un difetto molto grave. Dovevi essere molto reattivo in situazioni critiche per reagire al meglio. La paura è come il dolore. È un indicatore. Se una parte del corpo duole, significa che c'è qualcosa che non va. È un segno. Ho dovuto lavorare a lungo sul mio senso del pericolo. (p. 47)
  • Tutti pensano che il lavoro di intelligence sia interessante. Lo sapete che il 90% di tutte le informazioni riservate era raccolto grazie a una rete di agenti composta da normali cittadini sovietici? Questi agenti decidevano di lavorare per difendere gli interessi dello stato. Non importa quale nome si dia a questo lavoro. L'elemento importante è il fondamento sul quale si realizzava questa cooperazione. (p. 50)
  • Quando accettai la proposta della direzione del personale [...] non pensai alle purghe del periodo staliniano. La mia idea del KGB derivava da romantiche storie di spionaggio. Ero un prodotto puro e perfettamente riuscito dell'educazione patriottica sovietica. [...] Naturalmente ero a conoscenza del culto della personalità di Stalin. Sapevo che la gente aveva sofferto e che il culto della personalità era stato smantellato... Non ero del tutto ingenuo. [...] Vivevamo sotto il peso di uno stato totalitario. Tutto era nascosto. Quanto profondo era questo culto della personalità? Quanto serio era? Io e i miei amici non ci pensavamo. Così andai a lavorare per i servizi con un'immagine romantica di quello che facevamo. (p. 52)
  • Sono sconcertato nel leggere che i paesi occidentali cercano gli agenti che io avrei assoldato. Sono tutte stupidaggini. I nostri amici, come chiamavamo gli agenti segreti della Germania Est, hanno copia di tutto ciò che abbiamo prodotto. È tutto conservato nei loro archivi. Per questo motivo è impossibile dire che sono stato coinvolto in qualche operazione segreta che sfuggisse al controllo degli organi del governo locale della Germania Est e dei servizi di sicurezza, gran parte del nostro lavoro si svolgeva tramite cittadini della Germania Est. E sono tutti schedati. Tutto è trasparente e comprensibile. Il controspionaggio tedesco era al corrente di tutto ciò. (p. 81)
  • Abbiamo distrutto tutto: tutti i rapporti, le liste dei nostri contatti e quelle sulla rete dei nostri agenti. Io ho bruciato personalmente una notevole quantità di materiale. Abbiamo bruciato tanta roba che la stufa è scoppiata. Bruciavamo carte notte e giorno. Tutto ciò che aveva un certo valore è stato mandato a Mosca. Ma non significava più nulla in termini operativi. Tutti i nostri contatti erano tagliati fuori. Il lavoro con le fonti di informazione era bloccato per ragioni di sicurezza. I materiali furono distrutti o spediti negli archivi. E amen. (pp. 82-83)
  • [Sulla Repubblica Democratica Tedesca] Era un paese pesantemente autoritario, simile all'Unione Sovietica di trenta anni prima. La tragedia è che molte persone credevano sinceramente negli ideali del comunismo. Mi chiedevo all'epoca: se si avviano dei cambiamenti in Unione Sovietica cosa sarà della vita di queste persone? Avevano ragione gli allarmisti. Non era facile immaginare che dei cambiamenti così rapidi potessero avvenire nella Germania Est. Nessuno poteva nemmeno minimamente immaginarlo. E non sapevamo come sarebbe finita. Naturalmente avevamo cominciato a sospettare che il regime non sarebbe durato a lungo. Nel nostro paese era già cominciata la perestrojka e molti argomenti riservati venivano ora discussi apertamente. Ma nella Germania orientale questo genere di discorsi era del tutto tabù, tentavano di preservare totalmente la loro società. Le famiglie erano state divise, qualcuno viveva da una parte del muro qualcuno dall'altra. Tutti erano spiati. Naturalmente non era normale, ma era naturale. (p. 84)
  • Dopo un po' quando la folla ha dato segni di rabbia crescente, sono uscito e ho chiesto ai manifestanti cosa volessero. Ho spiegato loro che la nostra era un'organizzazione militare sovietica. Qualcuno ha gridato: «E allora perché avete delle targhe tedesche sulle vostre macchine nel parcheggio? E poi che ci fate qui?». Era come se avessero detto: «Sappiamo a che cosa servite». Spiegai loro che avevamo un accordo che ci consentiva di utilizzare targhe tedesche. «E lei chi è?», gridarono. «Lei parla tedesco troppo bene». Risposi che ero un interprete.
    La gente aveva un atteggiamento aggressivo. Io riunii il nostro gruppo di difesa illustrando la situazione. Mi fu detto: «Non possiamo fare nulla senza ordini da Mosca, e Mosca tace». Dopo qualche ora finalmente arrivarono i nostri soldati e la folla si disperse. Ma quella frase, "Mosca tace", mi rimase impressa, ebbi la sensazione che il paese non esistesse più, che fosse scomparso. Era evidente: l'Unione era malata, era addirittura un malato terminale senza speranza di cura: la paralisi del potere. (p. 85)
  • Per dire la verità la sola cosa che rimpiangevo era il ruolo dell'Unione Sovietica in Europa, anche se razionalmente mi rendevo conto che un ruolo costruito su muri e su divisioni non può essere mantenuto. Ma avrei voluto che al suo posto si costruisse qualcosa di diverso. Nessuno invece propose qualcosa di nuovo, ecco quello che mi feriva. Lasciarono semplicemente perdere tutto e se ne andarono. (p. 86)
  • [Su Anatolij Aleksandrovič Sobčak] L'ho seguito con grande interesse, ho seguito quello che faceva e quello che diceva. In realtà non approvavo tutto ciò che vedevo, ma si era guadagnato il mio rispetto. In più mi piaceva che fosse stato professore nell'università in cui avevo studiato. A quell'epoca ero studente, e non avevo alcun rapporto diretto con lui. C'è qualcuno che ha scritto che ero praticamente il suo allievo prediletto. Non è vero. Fu soltanto uno dei nostri insegnanti per uno o due semestri. (p. 93)
  • [Sul putsch di agosto] Era chiaro che stavano distruggendo il paese. In teoria il loro obiettivo – salvare l'Unione Sovietica dal tracollo – era nobile e probabilmente loro agivano in buona fede. Ma i mezzi e i metodi che scelsero accellerarono solamente il crollo del paese. Quando vidi i volti dei responsabili del complotto in televisione capii chiaramente che tutto era finito. (p. 98)
  • Appena cominciato il golpe decisi immediatamente da quale parte schierarmi. Ero determinato a non ubbidire agli ordini dei golpisti, non avrei mai scelto il loro campo. Ero perfettamente consapevole che questo comportamento avrebbe potuto essere considerato un crimine dai miei superiori. È il motivo per cui il 20 agosto scrissi una seconda lettera dando le dimissioni dal KGB. (p. 98)
  • Krjučkov credeva sinceramente nel comunismo e stava dalla parte dei golpisti. Ma era anche una persona decisamente per bene. Ancora oggi conservo per lui il massimo rispetto. (p. 98)
  • Quando ero tornato in patria dalla Germania orientale mi pareva chiaro che stava succedendo qualcosa, ma nei giorni del golpe tutti gli ideali, tutti gli scopi che mi ero prefisso andando a lavorare al KGB crollarono. (p. 99)
  • Kalugin è un traditore. Avevo visto Kalugin negli anni di Leningrado quando era ai vertici della direzione. Era un assoluto fannullone. (p. 99)
  • Anatolij Aleksandrovich Sobčak era una persona emotiva. Gli piaceva essere al centro dell'attenzione e gli piaceva che si parlasse di lui. Mi sembrava che per lui fosse indifferente se le persone lo maledicevano oppure lo osannavano. (p. 116)
  • [Su Anatolij Aleksandrovič Sobčak] Ero assolutamente certo che fosse una persona per bene, per bene al cento per cento, perché ero stato fianco a fianco con lui per molti anni. So come la pensa, a cosa dà valore e a cosa non lo dà, di cosa sia capace e ciò che invece è al di là della sua portata. (p. 119)
  • Mi resi conto che era necessario colpire le basi dei ribelli in Cecenia. Sinceramente tutto ciò che era stato fatto negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda la difesa del governo, era – come posso dirlo senza calcare la mano per non offendere nessuno? – dilettantesco... (p. 137)
  • [Sulla guerra in Daghestan] Ecco cosa pensavo in agosto quando i banditi attaccarono il Daghestan: se non affrontiamo immediatamente la situazione la Russia sarà annientata. Si trattava di evitare il collasso del paese. (p. 138)
  • Tutti dicono che sono un duro, addirittura un brutale. Sono definizioni non certo gradevoli. Ma non ho mai pensato, neppure per un attimo – e lo capisce chiunque abbia un livello elementare di conoscenze in politica –, che la Cecenia si sarebbe limitata ad ottenere la propria indipendenza. Sarebbe diventata una testa di ponte per ulteriori attacchi ai danni della Russia. (p. 139)
  • Hanno organizzato le loro forze e hanno attaccato un territorio limitrofo. Perché? Per difendere l'indipendenza della Cecenia? Certo che no. L'obiettivo era conquistare nuovi territori. Volevano annettere il Daghestan e sarebbe stato l'inizio della fine. (p. 139)
  • [Sulle bombe nei palazzi in Russia] Cosa? Far saltare in aria i nostri condomini? Ma vi rendete conto che si tratta... è un'assurdità assoluta. È del tutto folle. Nessuno nei servizi segreti russi sarebbe stato capace di un tale crimine contro il nostro popolo. Fare soltanto un'ipotesi del genere è del tutto immorale. È soltanto uno degli aspetti della guerra d'informazione ai danni della Russia. (p. 141)
  • [Sulla seconda guerra cecena] Stiamo impiegando la forza contro i banditi, non contro il popolo. Sono i banditi che stanno tentando di imporre ai ceceni un tipo di vita e anche un modo specifico di pregare Allah. Noi ristabiliremo l'ordine. Ci sarà pace e tranquillità nella repubblica. (p. 161)
  • Non dobbiamo abbandonare la Cecenia come abbiamo fatto in precedenza. Allora abbiamo fatto un'azione criminale abbandonando il popolo ceceno e amputando la Russia. Ora dobbiamo lavorare duramente e in seguito mettere in opera procedure politiche chiare che consentano a noi e a loro di decidere come possiamo coesistere. È un fatto inevitabile: dobbiamo vivere insieme. (p. 161)
  • Naturalmente la Russia è un paese particolare, ma facciamo parte della cultura europea occidentale. Non importa dove la gente del nostro paese viva, nelle estreme zone orientali o nel sud: siamo comunque europei. (p. 162)
  • In realtà Maskhadov controlla la situazione. Semplicemente non vuole ammetterlo. Per questo non si può avere fiducia in lui. E allora quando dice di non sapere nulla di dove si trovi Babickij e di non conoscere i comandanti territoriali che si muovono per la sua liberazione, ovviamente non possiamo credergli. (p. 164)
  • Sarete d'accordo che la disfatta russa nella prima guerra cecena è stata in gran parte determinata dal morale della società. I russi non capivano per quali ideali stavano combattendo i nostri soldati. I militari davano la vita e in compenso venivano criticati. Morivano per gli interessi del paese ed erano pubblicamente umiliati. (p. 164)
  • Babickij e i suoi accoliti stavano in sostanza tentando di rovesciare la situazione. Lavorava direttamente per il nemico. Non era una fonte d'informazione neutrale. Lavorava per i banditi. (p. 164)
  • Non si può collaborare con i banditi e poi scrivere che tagliano le teste dei nostri soldati per dare un'immagine dell'orrore della guerra. [...] Babickij giustificava la decapitazione di esseri umani. (p. 165)
  • Ciò che ha fatto Babickij è molto più pericoloso che sparare con una mitragliatrice. (p. 166)
  • Non è pensabile niente di simile a ciò che è avvenuto in Kosovo. E non sarà mai possibile. Tutto ciò che gli alleati della NATO realizzano attualmente in Kosovo è in diretto contrasto con gli obiettivi che la NATO stessa si è dati. (pp. 168-169)
  • Noi non abbiamo bisogno di nessun mediatore. Sarebbe il primo passo verso l'internazionalizzazione del conflitto: prima arrivano i mediatori, poi qualcun altro, poi degli osservatori, e poi osservatori militari, e in seguito un contingente limitato di truppe. E avanti a questo passo... (p. 169)
  • In sostanza non vedo nessuna ragione seria per la quale non si possa sviluppare in futuro una cooperazione tra la Russia e la NATO ma ripeto che ciò avverrà solo se la Russia sarà considerata un partner alla pari. (p. 170)
  • [Sulla guerra del Kosovo] Non avremmo mai dato il nostro consenso a questo tipo di interferenza nelle questioni interne di un altro paese. Un'azione di questo genere è semplicemente ingiustificabile, anche facendo appello alle cosiddette ragioni umanitarie. (p. 171)
  • Dobbiamo considerare che da sempre in Russia il potere statale è stato estremamente centralizzato. È una caratteristica che si iscrive praticamente nel codice genetico del paese, nella sua tradizione e nella mentalità del popolo. (p. 178)
  • [Su Boris Abramovič Berezovskij] Ha un'intelligenza estremamente viva. Gran parte delle sue idee riguardano il Caucaso e il conflitto ceceno. [...] Tra l'altro, detto per inciso, secondo me le sue proposte sulla Cecenia non sono realistiche né efficaci. (p. 179)
  • Mi sono imposto alcune regole di vita. Una di esse è quella di non avere rimpianti. Con il tempo giungo alla conclusione che la scelta fatta era proprio quella giusta. Appena cominci ad avere rimpianti e a guardarti indietro cominci ad avvelenarti la vita. (p. 195)

Oliver Stone intervista Vladimir Putin[modifica]

  • Sa, a Gorbaciov e al suo entourage era ormai chiaro che servivano dei cambiamenti. Oggi posso dire con certezza che non avevano capito quali dovessero essere quei cambiamenti, e che non sapevano come ottenerli. [...] Per questo fecero molte cose che danneggiarono parecchio il paese, nonostante agissero per il bene della nazione e avessero ragione a pensare che bisognasse cambiare. (2 luglio 2015; p. 21)
  • [Sulla dissoluzione dell'Unione Sovietica] Era ormai chiaro che il sistema non era efficiente e che si trovava in un vicolo cieco. L'economia non cresceva, il sistema politico ristagnava, era congelato e incapace di svilupparsi. Il monopolio di una sola forza incapace di svilupparsi. Il monopolio di una sola forza politico, di un solo partito, è nocivo per un paese. (2 luglio 2015; p. 24)
  • [Su Michail Gorbačëv] Lo ripeto, il suo merito è di aver percepito l'esigenza di un cambiamento. E ha provato a cambiare il sistema. No, nemmeno a cambiarlo, ha provato a rinnovarlo, a revisionarlo. Il problema è che il sistema mancava di efficienza alla radice, e come si può cambiare radicalmente un sistema senza cambiare il paese? All'epoca nessuno lo capiva, incluso Gorbaciov, e così hanno spinto il paese verso il collasso. (2 luglio 2015; pp. 24-25)
  • Spesso mi vengono rivolte delle critiche. Dicono che rimpiango il collasso dell'Unione Sovietica. Tanto per cominciare, la cosa più significativa è che dopo la disintegrazione dell'Unione Sovietica, venticinque milioni di russi si trovarono in un batter d'occhio a vivere all'estero, in un altro paese. È stata una delle più grandi catastrofi del XX secolo. La gente viveva qui, aveva parenti, lavoro, appartamenti e gli stessi diritti. Poi, un attimo dopo era all'estero, in casa propria. Ci furono dei segnali e poi delle vere e proprie guerre civili. (2 luglio, 2015; p. 26)
  • [Su Boris Nikolaevič El'cin] Come chiunque altro aveva i suoi difetti, ma anche un lato forte. Uno dei suoi pregi era che non cercò mai di evitare le responsabilità, le responsabilità personali. Sapeva assumersi le sue responsabilità, anche se aveva i suoi demoni. (2 luglio 2015; p. 27)
  • Stalin è un prodotto della sua epoca. Si può demonizzarlo quanto si vuole. Si può anche parlare dei suoi meriti nella vittoria sul fascismo. Rispetto alla demonizzazione, ricordiamoci che la storia ha conosciuto gente come Oliver Cromwell, un uomo assetato di sangue che giunto al potere sull'onda di una rivoluzione si trasformò in tiranno e dittatore. Eppure in tutto il Regno Unito esistono ancora monumenti in suo onore. Napoleone è stato in pratica divinizzato. E cos'ha fatto? Ha cavalcato lo slancio del fervore rivoluzionario per conquistare il potere. E non solo ha ristabilito la monarchia, si è addirittura proclamato imperatore, per poi trascinare la Francia in una catastrofe nazionale, un'assoluta sconfitta. Ci sono moltissime situazioni, molti personaggi, sin troppi, nella storia mondiale. Credo che l'eccessiva demonizzazione di Stalin sia uno dei modi per attaccare l'Unione Sovietica e la Russia, per mostrare che la Russia di oggi ha qualcosa che riconduce allo stalinismo. Certo, ognuno ha le sue macchie, ma devo dire che la Russia è cambiata drasticamente. Qualcosa sarà anche rimasto nel modo di pensare, ma un ritorno allo stalinismo è fuori discussione, perché la mentalità delle persone è diversa. E per quanto riguarda Stalin, arrivò al potere presentando idee meravigliose. Parlava del bisogno di fraternità, di uguaglianza, di pace... Poi diventò un dittatore. [...] Eppure Stalin fu capace di riunire i popoli dell'Unione Sovietica, riuscì a organizzare la resistenza al fascismo e non si comportava come Hitler. Dava ascolto ai generali, in alcuni casi attenne alle loro decisioni. Questo non significa che dobbiamo dimenticare tutte le atrocità dello stalinismo, l'uccisione di milioni di compatrioti, i campi di sterminio. Sono cose che non possiamo dimenticare. (2 luglio 2015; pp. 41-42)
  • [Sull'annessione della Crimea alla Russia] La prima cosa di cui cominciarono a parlare i nuovi arrivati al potere fu la necessità di adottare una legge che limitasse l'uso della lingua russa. Gli europei glielo impedirono, ma il segnale inviato alla società era chiaro e la gente comprese la direzione che stava prendendo il paese, specie in luoghi come la Crimea, dove la stragrande maggioranza della popolazione è di nazionalità russa. E gli ucraini che vivono in quei luoghi, nel complesso, ritengono che la loro lingua madre sia il russo. La popolazione della Crimea era particolarmente preoccupata per questa situazione. Inoltre, fu minacciata direttamente. Tutto ciò portò alle circostanze che tutti conoscono. (4 luglio 2015; p. 93)
  • [Sull'annessione della Crimea alla Russia] Per quanto riguarda la Crimea, vorrei farle una domanda. Cos'è la democrazia? La democrazia è una politica che si basa sulla volontà del popolo. E come si fa a conoscere la volontà del popolo? Nel mondo moderno, usando le elezioni. La gente ha votato un referendum, e non c'erano né fruste, né fucili. Non si possono usare questi mezzi per mandare la gente a votare. L'affluenza è stata superiore al 90%. E più del 90% ha votato a favore della riunificazione con la Russia. (4 luglio 2015; pp. 97-98)
  • Le forze armate degli Stati Uniti invadendo l'Iraq lo hanno violato. Non c'erano le elezioni là. In Crimea invece sì, e abbiamo creato le condizioni perché la gente potesse andare a votare. (4 luglio 2015; p. 98)
  • Una volta che un paese è diventato membro della NATO, diventa difficile resistere alla pressione di una presenza imponente come quella degli Stati Uniti, e sul territorio del nuovo Stato membro all'improvviso potrà essere installato ogni genere di sistema d'arma, come un sistema anti missili balistici, nuove basi militari e, se necessario, nuovi sistemi offensivi. E noi cosa dovremmo fare in questi casi? In questi casi dovremmo prendere delle contromisure, e questo significa che dovremmo nel mirino dei nostri sistemi missilistici delle strutture che, dal nostro punto di vista, potrebbero costituire una minaccia, rendendo la situazione sempre più tesa. E tutto questo nell'interesse di chi, e perché? (4 luglio 2015; pp. 109-110)
  • [Sui diritti LGBT in Russia] In epoca sovietica l'omosessualità era considerata un crimine, ma adesso non lo è più. Abbiamo eliminato quella parte del codice penale negli anni novanta. Mentre negli Stati Uniti esistono quattro Stati, credo, in cui l'omosessualità è ancora un crimine. [...] Ma come mai tante critiche nei confronti della Russia? Forse perché il parlamento ha approvato una legge che proibisce la propaganda dell'omosessualità tra i minori? Non c'è nessuna discriminazione contro le persone, né per la loro religione, né per il loro orientamento sessuale. La comunità LGBT qui è molto attiva, ha ricevuto riconoscimenti statali per i propri meriti. Non esiste alcuna discriminazione nei loro confronti. Questa legge cerca di proteggere i bambini che prima devono crescere e maturare, e solo in seguito potranno decidere il loro orientamento sessuale. (4 luglio 2015; pp. 134-135)
  • [Sui diritti LGBT in Russia] La situazione in Russia non è come in alcuni Stati islamici, dove l'omosessualità è punita con la morte. La società russa è di mentalità più aperta e liberale, e se qualcuno dichiara di essere omosessuale, non è una tragedia. (10 maggio 2016; p. 232)
  • [Sui diritti LGBT in Russia] In qualità di capo di Stato, oggi ritengo che sia mio dovere preservare i valori tradizionali e i valori famigliari. Sa perché? Perché i matrimoni tra persone dello stesso sesso non producono figli. Dio ha deciso così e dobbiamo preoccuparci del tasso di natalità; nel nostro paese ci preoccupiamo della salute dei nostri cittadini e delle famiglie. Dobbiamo rafforzare le famiglie. È un atteggiamento naturale che tutte le autorità, ovunque, dovrebbero avere, se ci tengono a rafforzare un paese. Ma questo non significa che si debba perseguitare qualcuno, e in Russia non perseguitiamo nessuno. (10 maggio 2016; p. 233)
  • All'interno della comunità gay non tutti la pensano allo stesso modo sull'adozione. Personalmente ritengo che un bambino sia più libero se cresce in una famiglia tradizionale, perché ha più possibilità di scelta. (10 maggio 2016; pp. 233-234)
  • [Sulla seconda guerra in Ossezia del Sud] Il presidente Saakashvili ha ordinato alle sue truppe di attaccare il territorio dell'Ossezia del Sud. Durante il primo attacco che hanno sferrato, hanno distrutto lo spazio dedicato ai peacekeepers, i mediatori di pace russi. In quello scontro sono morte dieci o quindici persone. Le truppe georgiane hanno utilizzato diversi lanciarazzi e la gente non ha avuto nemmeno il tempo di uscire dagli alloggi. Dopo di che la Georgia ha eseguito un assalto militare su larga scala. Mi piacerebbe sentir dire dai rappresentanti di altri paesi cosa farebbero dopo aver ricevuto un attacco che ha ucciso tutti i loro pacieri. Quindi, è vero che abbiamo aiutato l'Ossezia del Sud, ma stavamo anche, e voglio sottolinearlo, svolgendo i nostri doveri di tutori della pace. E, a parte questo, abbiamo subito delle perdite ingiustificate. Potevamo considerarlo come un attacco alla Federazione Russa. (11 maggio 2016; p. 255)
  • [Sulla seconda guerra in Ossezia del Sud] La Russia aveva dimostrato moderazione, pazienza, anche durante l'attacco armato contro i nostri pacieri e l'uccisione di persone innocenti. In seguito, e mi ripeterò, è venuto fuori che nessuno stava provando a fermare quell'agente provocatore. Alla fine il presidente Medvedev ha preso la decisione giusta. (11 maggio 2016; p. 257)
  • I giornalisti occidentali, sono persone di vero talento. Sono capaci di convincere la gente che il nero è bianco e viceversa. Per fare un esempio, in eventi tragici come l'assalto in Ossezia del Sud, Saakashvili ha detto pubblicamente di avere lui stesso ordinato alle truppe di agire. Uno dei suoi dignitari ha persino parlato in TV confermando la stessa cosa. Capirà quindi la mia incredulità quando ho sentito che i media accusavano la Russia dell'attacco. E milioni di telespettatori nel mondo ci hanno creduto. È sbalorditiva, questa capacità che hanno i giornalisti americani ed europei. Davvero un grande talento. Ma quando i nostri giornalisti tentano di proteggere gli interessi nazionali russi, quando prendono posizione, vengono subito accusati di essere i portavoce della propaganda del Cremlino, con mio grande disappunto. (11 maggio 2016; pp. 258-259)

Citazioni su Vladimir Putin[modifica]

  • Abbiamo visto in questi anni il modo in cui ha governato: avvelenando, incarcerando ed eliminando tutti coloro che gli davano fastidio. (Javier Marías)
  • Chiunque legga i saggi storicizzanti di Putin, chi abbia assistito alla sua dichiarazione di guerra televisiva all'Ucraina, o chi abbia recentemente – come ho fatto io – avuto ore di colloqui diretti con lui, non può più avere alcun dubbio sul fatto che Putin voglia costruire un impero russo. (Olaf Scholz)
  • Da parte mia sono stato favorevolmente impressionato da tante dichiarazioni di Putin e dal grande risveglio religioso cristiano registrato nel Paese, frutto indubbiamente di una reazione ai settant’anni di regime sovietico. Ho visto in questo una luce anche per noi occidentali, che viviamo la grande crisi dei valori, immersi come siamo in una società dominata culturalmente dal relativismo etico, che può essere spietato come mostra la cronaca di questi giorni (Lorenzo Fontana)
  • È al potere dal 1999 e sta cercando di prolungare il suo regno anche dopo la fine del suo mandato attuale, nel 2024. I benefici della stabilità politica che lui incarna, e della riconquistata influenza russa negli affari internazionali, non sono avvertiti dalla maggioranza dei suoi cittadini. Le risorse naturali del Paese – petrolio, gas, diamanti – sono in mano a pochi oligarchi legati al presidente. Lui e i suoi compari hanno accumulato immense fortune, mentre quasi venti milioni di loro connazionali vivono sotto la soglia della povertà. (Lilli Gruber)
  • È da almeno quindici anni che va teorizzando la ricostruzione di una grande potenza slava dominata dalla Russia e fondata su ordine, gerarchia, ideologia illiberale e disprezzo per l'Occidente corrotto. La sua retorica si nutre di pezzi di storia molto diversi. Da una parte risale al nazionalismo grande-russo precedente il 1914, dall'altra recupera l'eredità di Stalin scegliendo come evento legittimante del nuovo Stato russo la vittoria sovietica nella seconda guerra mondiale: una guerra di liberazione dai nazisti, certo; ma anche - come ci ha raccontato Vasilij Grossman - una guerra di oppressione dei popoli dell'Europa orientale. A queste radici storiche s'aggiunga la retorica dell'umiliazione che il popolo russo avrebbe subito dopo il crollo dell'Urss. Quello della nazione umiliata è un mito che muove le guerre. Basti pensare all'uso che ne fece Hitler. (Andrea Graziosi)
  • È meglio che le critiche alla cancel culture occidentale non arrivino da chi al momento sta massacrando i civili per il crimine di resistere, e sta mettendo in carcere e avvelenando i propri oppositori. (J. K. Rowling)
  • È un criminale di guerra, sì, certamente. Vedo delle analogie con Slobodan Milosevic. Putin tratta gli ucraini come terroristi vantandosi di lottare contro il terrorismo - è esattamente la stessa cosa che Milosevic diceva all'epoca. (Carla Del Ponte)
  • Fermo restando le dovute differenze storiche Putin è più simile a Hitler che a Mussolini. Sul piano della propaganda è ricorso al pretesto della difesa delle minoranze germanofone nei Sudeti e a Danzica per giustificare l'aggressione a Cecoslovacchia e Polonia. Lo stesso schema che Putin ha applicato invadendo l'Ucraina. Inoltre, Putin come Hitler, se incontra resistenza rade al suolo le città. (Antonio Scurati)
  • [«Se avessi la possibilità di rivolgerti a Putin, cosa gli diresti?»] Gli direi che è un criminale. Ha distrutto la vita degli ucraini e sta distruggendo il proprio popolo. Verrà processato in Russia per tradimento dello Stato e davanti al Tribunale Internazionale dell’Aia come criminale di guerra per il genocidio del popolo ucraino e per questa guerra insensata. (Marina Ovsjannikova)
  • Gli occidentali si credono con le spalle al muro, in guerra aperta con l'Islam, in conflitto strisciante con Africa e Asia. Il più delle volte inconsapevolmente, in qualche caso consapevolmente, gli occidentali hanno dunque voglia di un vero capo, di qualcuno che li guidi in battaglia, di un generale che non biascichi le parole e non sia smidollato, ed è in questo ruolo che Vladimir Putin si offre loro, inebriando le nuove estreme destre e seducendo al di là di esse. In virtù di uno straordinario paradosso storico, Mosca diventa la Mecca delle destre nazionaliste dopo essere stata la Mecca del Comunismo, e il presidente russo, le sue delegazioni, i suoi deputati e la sua televisione coltivano una connivenza attiva con queste forze riemerse dal periodo prebellico fascista. Come i partiti comunisti di ieri, le nuove estreme destre sono diventate gli intermediari del Cremlino in territorio occidentale, e questa offensiva ideologica centra il bersaglio, riscuote successo perché il terreno le è favorevole. (Bernard Guetta)
  • Ho l'impressione che sia una persona a cui manca la capacità di vedere le conseguenze umane delle sue azioni. (Andrej Babickij)
  • I dittatori cercano di imparare dalla storia, ma sono cattivi studenti. Putin e la sua banda hanno cercato di creare la dittatura moderna del XXI secolo. ... Ma la lezione principale della storia per i dittatori, Putin non l'ha imparata. Sono tutti finiti male. Probabilmente ora si sogna Saddam impiccato o Gheddafi linciato. (Michail Pavlovič Šiškin)
  • Il fatto è che le corde che Putin tocca nei russi delle generazioni nate e cresciute nell'Unione Sovietica sono molto sensibili. Si tratta di emozioni forti. E di sentimenti imperialisti. La gente ricorda i giorni in cui credeva di vivere in un grande Paese, e non ricorda tutte le cose negative di quei giorni. (Elena Milašina)
  • Il Presidente della Federazione Russa [Vladimir Putin] ha riportato l’incubo della guerra nel nostro Continente, proprio dove l’opera paziente e lungimirante dei Padri fondatori dell’Europa e il dialogo tra statisti di grande valore, era riuscita a sradicarlo. Quanto sta avvenendo in Ucraina costituisce una minaccia ai valori fondanti della comunità internazionale e la risposta della famiglia euro-atlantica è stata all’altezza della sfida posta dall’avventura bellicista intrapresa da Mosca. (Sergio Mattarella)
  • Il presidente Putin sta fallendo nella sua brutale guerra di aggressione. E sta rispondendo con maggiore brutalità. Vediamo un'ondata dopo l'altra di attacchi missilistici deliberati contro città e infrastrutture civili: case, ospedali e reti elettriche. È terribile per l'Ucraina... E se lasciamo che Putin vinca, tutti noi pagheremo un prezzo molto più alto, per molti anni a venire. Perché la lezione appresa dal Presidente Putin e da altri leader autoritari sarebbe che possono raggiungere i loro obiettivi usando la forza bruta. Quindi saranno incoraggiati a usare ancora di più la forza. Questo renderà il nostro mondo più pericoloso. E tutti noi più vulnerabili". (Jens Stoltenberg)
  • Immaginate questa sceneggiatura cinematografica: un ex agente segreto del KGB, rabbioso a causa del collasso della sua madrepatria, progetta un piano di vendetta. Approfittandosi del clima di caos, scala la gerarchia di potere della Russia post-sovietica e diventa presidente. Istituisce un regime autoritario, poi prende la mira sul suo nemico giurato: gli Stati Uniti. E in qualità di spia utilizza gli strumenti di guerra cibernetica per attaccare la democrazia nel mondo. Attraverso la diffusione di propaganda e notizie false sui social network convince i cittadini delle società democratiche a diffidare dei media, del processo politico stesso e persino dei loro vicini. E vince. Vladimir Putin è tale spia e questo non è un copione cinematografico. (Morgan Freeman)
  • In questi anni Putin ha tentato di destabilizzare l'Unione Europea, alimentare i movimenti secessionisti, influire nelle elezioni. Questo è quello che è accaduto, questo è ciò che rimane. (Javier Marías)
  • Io credo che Putin alla fine sarà per la Russia più distruttivo della caduta del regime sovietico. (Vittorio Emanuele Parsi)
  • Io sono animalista e penso che tra Putin e qualsiasi animale c'è un abisso, sicuramente quello atroce è lui. (Luigi Di Maio)
  • [Sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022] L'unica negoziazione che Putin è disposto a prendere in considerazione è quella che garantisce a lui e al suo Paese tutto ciò che vuole, che lo metta al sicuro da tutto ciò che teme, che si tratti dell'esistenza di un'opposizione interna nel suo Paese oppure la volontà di uno Stato, che lui ritiene vassallo, di autodeterminarsi e - perché no? - di scegliere un futuro europeo. (Giulia Pastorella)
  • La banda criminale di Putin ha preso in ostaggio l'intero Paese e ha cominciato a costruire la propria Russia, a sua immagine e somiglianza. Per vent'anni si sono investiti milioni non nella sanità, nell'istruzione e nelle infrastrutture, ma in yacht, ville e club calcistici all'estero. Però la colpa della miseria e della disperazione, come afferma la tv, è dell'Occidente, dell'America. E il nemico numero uno del regime di Putin è l'Ucraina, dato che un'Ucraina prospera e democratica è un esempio pericoloso per i russi. (Michail Pavlovič Šiškin)
  • La distruzione delle strutture energetiche in Ucraina è un crimine di guerra, come lo sono gli stupri, i rapimenti di bambini, le uccisioni di civili, sono crimini di guerra commessi da Putin (Nancy Pelosi)
  • Lui, e nessun altro, ha preso le decisioni più importanti e continua a farlo. Anche se ha dei sostegni interni, Vladimir Putin ha scatenato questa guerra perché pensa che l’Ucraina sia uno Stato illegittimo. È anche spinto da motivi economici, dato che si tratta di un Paese molto ricco. (Margaret MacMillan)
  • Mi sono posto più volte una domanda: ci sembra che, in qualche modo, Putin stia cercando la pace? Penso di no, la Russia ha approvato una legge che rende suo il 20 per cento del territorio dell'Ucraina, un terzo dell'Italia. Come si può pensare che tutto questo sia un elemento che possa caratterizzare un qualsiasi percorso che porti alla pace? Non ci ricorda forse un dittatore che voleva solo un pezzo della Cecoslovacchia e, tornando da Monaco, Chamberlain venne accolto trionfante, dopo l'accordo che aveva sottoscritto con Hitler dalla folla a Londra? (Ettore Rosato)
  • Nella Russia di Putin gli oppositori vengono arrestati alla vigilia delle elezioni e i giornalisti che scrivono contro Putin incredibilmente muoiono sempre di morte violenta e misteriosa. (Marco Travaglio)
  • Non rimpiange il comunismo, la bandiera rossa, la falce e il martello: ma la solidità del comando che quella dottrina conferiva a Mosca, l'autorità che quello stendardo portava con sé, la differenza originaria e perpetua che quel simbolo attribuiva alla Russia, dandole la potestà di rappresentare l'altra metà del mondo, nella lunga contesa bipolare con l'Ovest. Putin non ha bisogno dell'investitura bolscevica per esercitare un dominio assoluto sul Paese, garantito da un metodo autoritario che ha raso al suolo ogni opposizione, concentrando direttamente sulla sua persona l'esercizio del potere assoluto. (Ezio Mauro)
  • [Barzelletta] Non so se avete sentito che in Russia sono in corso dei negoziati per unificare i fusi orari, perché adesso tra una parte e l’altra del paese ci sono nove ore di differenza.
    Allora il primo ministro va da Putin e dice: «Signor presidente, abbiamo un problema. Ho mandato la mia famiglia in vacanza e li ho chiamati per la buonanotte ma da loro è già mattina ed erano sulla spiaggia. Ho chiamato Olaf Scholz per congratularmi per il compleanno ma mi hanno detto che è domani. Ho chiamato Xi Jinping per fare gli auguri di capodanno ma mi hanno detto che è ancora l’anno vecchio».
    E Putin dice: «Sì, è successo anche a me: ho chiamato la famiglia di Prigozhin per fare le condoglianze ma l’aereo non era ancora partito». (Edi Rama)
  • Oggi la Russia, guidata da un ex membro del Kgb già in servizio a Dresda, invade i suoi vicini e uccide gli oppositori politici. (Mike Pompeo)
  • Per Eltsin una cosa valeva l'altra, ma con Putin ha cominciato a prevalere l'interesse russo. Come è naturale che sia. Putin è un leader forte, acuto, coraggioso: ha capito che la Russia ha un interesse geostrategico e che è necessario perseguirlo. Perché abbandonare l'Abkhazia? Perché lasciare che ai confini della Russia arrivi la Nato? Il mio è un Paese leale alla Russia, e bisogna guardare alle prospettive future. (Sergej Bagapš)
  • Perché Putin sente il bisogno di sfruttare la religione ortodossa e la sua estetica? Dopo tutto, egli avrebbe potuto impiegare i suoi strumenti di potere, decisamente più secolari – per esempio, le imprese controllate dallo Stato, o il suo minaccioso sistema poliziesco, oppure il suo obbediente sistema giudiziario. Può darsi che le dure e fallimentari politiche del governo Putin, l’incidente del sottomarino Kursk, il bombardamento di civili alla luce del giorno e altri spiacevoli momenti della sua carriera politica lo abbiano costretto a riflettere sulla possibilità che fosse venuto il momento di dare le dimissioni; altrimenti, i cittadini russi lo avrebbero aiutato a farlo. Apparentemente, è stato allora che ha sentito il bisogno di garanzie più persuasive e trascendenti per la sua lunga permanenza al vertice del potere. É stato allora che è diventato necessario fare uso dell’estetica della religione ortodossa, che è storicamente associata al massimo splendore della Russia imperiale, quando il potere veniva non dalle manifestazioni terrene come le elezioni democratiche e la società civile, ma da Dio stesso (Ekaterina Samucevič)
  • Putin è stato abile a camuffarsi da democratico, ad esempio non ha indossato uniformi e ha usato i vecchi strumenti di disinformazione e maskirovka (mascheramento) del Cremlino. (Sofi Oksanen)
  • Putin, come lo avevo definito tempo fa, è un serpente a sonagli che circonda i suoi avversari, non sempre il serpente a sonagli morde velenoso. Spesso, specie se viene accarezzato, circonda con disinvoltura il corpo di chi lo sopporta, ma può colpire di sorpresa e mordere con morsi velenosi e quindi uccidere. E così è accaduto, il serpente con il suo morso velenoso ha colpito, l'aggressione militare all'Ucraina è stata ed è ancora in queste ore di una violenza inaudita. (Eugenio Scalfari)
  • Putin è stato nell'ultimo decennio il punto di riferimento dei sovranisti e dei nazionalisti europei. Non bastasse, il regime russo ha inquinato molte elezioni democratiche in Europa e ha sostenuto con i propri finanziamenti più di un partito democratico. Ha anche appoggiato alcuni movimenti secessionistici, a partire da quello catalano, che peraltro, va precisato, si sono fatti sostenere in totale buona fede. Vladimir Putin è stato il sovranista per eccellenza ed è impossibile disconoscerlo. (Bobo Craxi)
  • Putin era ed è l'erede dell'Impero russo comunista. Era, evidentemente, un'illusione pensare che il crollo delle Repubbliche Sovietiche avesse rimosso l'elemento permanente della visione imperiale, un tempo ideologica, ora solo imperiale. (Bobo Craxi)
  • Putin era un giovane membro del Kgb quando ci fu il crollo dell’Unione Sovietica, che lo colse in Germania. Ha detto che la caduta del Muro è stata la più importante catastrofe geopolitica del XX secolo. Gli è andata bene nella nuova Russia, ma ha un grande risentimento e vede l’Unione Europea come il nemico; non sopportava che l’Ucraina guardasse a Ovest e non a Est. (Margaret MacMillan)
  • Putin imita Hitler: il piccolo ufficiale del Kgb di Dresda non agita a vuoto la sua minaccia atomica. (Wolf Biermann)
  • Putin mantiene legami con i partiti nazionalisti di destra in Francia, con il Front National di Marine Le Pen, e in Gran Bretagna. In Grecia ha rapporti con Anel, il partito della destra nazionalista che fa parte del governo, ma anche con la sinistra ex comunista anch'essa nella maggioranza ad Atene. [...] Putin ha un piano. La sua ambizione prima di tutto è dividere e destabilizzare l'Ucraina. Oltre a questo, mira anche a dividere la UE, diffondere l'influenza russa e, se possibile, sostituire gli Stati Uniti come il principale fattore esterno sull'Unione europea. È noto che può già pesare molto sull'Ungheria, la Slovacchia e la Repubblica Ceca attraverso il controllo delle forniture di energia. (George Soros)
  • Putin mi considera come uno dei suoi principali nemici. Ha pubblicamente promesso di uccidermi. (Mikheil Saak'ashvili)
  • Putin si fa forte di una propaganda antifascista, ma i suoi valori sono di estrema destra. Vede nemici dappertutto. Perché è di nemici che ha bisogno ogni dittatore per poter giustificare le violazioni dei diritti umani. (Herta Müller)
  • Se l'Ucraina cadrà nelle mani dei russi, seguiranno altre nazioni. Putin minaccia con il nucleare e continuerà ad usare questa carta. L'unica speranza è che muoia, altrimenti farà proprio come Hitler quando stava dividendo l'Europa. Spaccherà le nazioni in due. (Serhij Stachovs'kyj)
  • Sarei veramente curioso di domandargli perché pensa che discriminare le persone gay sia la strada giusta per rendere la Russia più ricca, più di successo o prestigiosa nel mondo; perché questo è sicuramente il suo mondo. (Leo Varadkar)
  • Se Putin fosse una donna, cosa che ovviamente non è, ma se lo fosse, penso davvero che non si sarebbe avventurato in una guerra folle e machista di invasione e violenza come ha fatto lui. [...] Se volete un esempio perfetto di mascolinità tossica, è quello che sta facendo in Ucraina. (Boris Johnson)
  • Se volete davvero sconfiggere Putin, occorre diventare innovatori. E smetterla di accontentarsi della banalità. Putin non verrà scalfito da un’ennesima risoluzione né da un nuovo pacchetto di sanzioni, indistinte dalle precedenti. Non verrà sconfitto se continuiamo a considerarlo un uomo di principi e regole morali. [...] Non abbiamo a che fare con un politico, bensì con un mafioso sanguinario. Putin è il capo di una vera e propria organizzazione criminale, che include assassini e avvelenatori. Ma costoro sono soltanto sicari e burattini. I veri responsabili appartengono alla cerchia più vicina a Putin: sono i suoi amici, i suoi soci, e gli amministratori dei soldi della mafia. (Julija Naval'naja)
  • Sotto il suo governo in Russia sono scomparse le libertà di espressione e di associazione sbocciate ai tempi di Gorbaciov. Vladimir Putin ha fatto del suo paese una "democratura", una dittatura con le parvenze e perfino i fronzoli elettorali della democrazia, ma che bombarda a tappeto con i suoi aerei – non con quelli di Bashar al-Assad – perfino gli ospedali di Aleppo. Annulla il suo incontro con François Hollande e crea nel proprio paese un clima di guerra. Tutti sanno queste cose. Nessuno osa confutarle. Nonostante tutto, però, Putin piace. Perché? È una questione di immagine: questa attrazione politica ha prima di ogni altra cosa una dimensione fisica. Vladimir Putin non è James DeanMarcello Mastroianni: le sue fattezze e i suoi lineamenti sono del tutto ordinari, eppure quest'uomo asciutto e muscoloso sprigiona un'impressione di forza bruta che egli sa usare in modo quasi scenico. Quando si fa riprendere a torso nudo, sempre a torso nudo, mentre cavalca stalloni o lotta da solo contro animali selvaggi, non fa perdere la testa soltanto agli appassionati di pornografia omosessuale. In Russia come in Occidente questa sublimazione della virilità serve a metterlo in netta contrapposizione con gli altri dirigenti del mondo, europei e americani in primis, perché bisogna ammettere che la qualità principale di Angela Merkel non è essere un'amazzone, così come François Hollande non è proprio Superman. E sebbene Barack Obama abbia sicuramente classe, ha più l'aspetto di un professore universitario che quello di un campione di lotta libera. (Bernard Guetta)
  • Spero che questa visita abbia successo e sia utile, e che durante il vertice con lo stimato presidente Putin potrò discutere in dettaglio le questioni relative alla risoluzione della situazione nella penisola coreana e allo sviluppo delle nostre relazioni bilaterali. [alla Russia] (Kim Jong-un)
  • Su Putin ho un atteggiamento freddo. Ci ha tolto la libertà, è vero. E lo combatto per questo. Ma con lui almeno si sopravvive. Negli anni del caos di Eltsin, invece si faceva fatica pure a trovare il pane. (Ėduard Limonov)
  • Un judoka non farebbe mai questo. Putin non è un judoka, è solo un aggressore. (Georgii Zantaraia)
  • Un tiranno manipolatore che sembra un po' Dobby l'elfo domestico. (Boris Johnson)
  • Vladimir Putin è mosso da un desiderio di vendetta contro l'Occidente che ha distrutto la potenza dell'Urss e ignorato gli interessi vitali della Russia post-sovietica. Il fallimento delle democrazie liberali è il suo obiettivo. Le sue armi: il ricatto, la corruzione e l'eliminazione fisica degli avversari. (Lilli Gruber)
  • Vorrebbe diventare il rifondatore dell’impero russo. Del presente non gli importa nulla, la Russia può essere distrutta, i russi morire, a lui interessa solo l’eredità storica. (Andrej Kurkov)

Al Bano[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Gli danno del dittatore, ma lui ha il popolo dalla sua parte. (4 settembre 2014)
  • Putin è rimasto al fianco dell’Occidente anche nei momenti peggiori. Ci ha sempre detto: io sono vostro amico. Però, se da ingrati non capiamo la sua politica in Ucraina, poi è giusto che ci dica: attenti, ho la Russia in mano... Nessuno ha fatto nulla a Bush che ha ammazzato Saddam quando non nuoceva più. Però si dà del dittatore a Putin che vuole aiutare i russi. Lui non attacca nessuno. Difende e basta. (4 settembre 2014)
  • Lo sostengo da tempi non sospetti. È un grande. Ha un senso religioso della vita. Ha il pugno di ferro e non ci vedo nulla di male. (2 gennaio 2018)
  • Lui, con tutte la potenzialità che ha, con tutte le cose belle che ha fatto a favore della Russia, con questo senso di pace che ha seminato per molti anni, ora impone ai suoi di attraversare una nazione che si chiama Ucraina con i carri armati, con le pistole, con i fucili, con i bambini che scappano con le loro mamme. [...] Non si può restare indifferenti di fronte a questo seminare della morte. (28 febbraio 2022)
  • Ho conosciuto Putin, ho cantato per lui, mi è piaciuto in passato e ora non mi piace più, ma mi è dispiaciuto, in questi giorni, vedermi definito "amico di Putin". Purtroppo non sono amico suo. Se fossi suo amico farei una bella passeggiata con lui nel Cremlino e gli direi: sediamoci 5 minuti davanti a una bella bottiglia di vino, o di vodka, o di acqua pura. Parliamone. Non è giusto aggredire una nazione, un Paese, una famiglia, è una cosa assurda. Ora devi fare i conti con la Storia. (17 marzo 2022)

Madeleine Albright[modifica]

Putin con Madeleine Albright nel 2000
  • Ci sono forti alleati degli Stati Uniti in quasi tutti i continenti. Gli amici di Putin, da parte loro, includono persone come Bashar al-Assad, Alexander Lukashenko e Kim Jong-un.
  • Credo che Putin abbia ragione a credere che gli Stati Uniti vogliano impedire al suo paese di esercitare il potere militare fuori dai confini nazionali, perché è proprio così. Sbaglia invece a pensare che l'America desideri una Russia marginalizzata e debole. Ciò che vogliamo - e che gran parte del mondo vorrebbe - è una Russia disposta a trattare gli altri con il rispetto che pretende per se stessa. Non è chiedere tanto.
  • Il presidente ha preso il pretesto del débâcle degli anni Novanta per screditare le istituzioni democratiche e accusare Washington di voler accerchiare il suo paese o, per usare una terminologia da Guerra fredda, di volerlo contenere. Immagina che i politici americani restino svegli la notte per escogitare piani volti a indebolire la Russia. Come si spiegherebbero altrimenti l'allargamento della Nato, le iniziative Usa di sostegno alla democrazia nelle frontiere o il dispiegamento di uno scudo missilistico in Europa dell'Est? Putin si rifiuta di ammettere che altri paesi possano reclamare dei diritti e che, dopo decenni di dominio moscovita, molte delle repubbliche e dei satelliti sovietici abbiano sentito il bisogno di ottenere l'indipendenza e di lavorare per l'annessione all'Europa.
  • Mentre Eltsin mi aveva lusingato, vantato e lusingato, Putin ha parlato senza emozioni e senza note della sua determinazione a resuscitare l'economia russa e schiacciare i ribelli ceceni.
  • Per mantenere alto il consenso, Putin non si è mai legato fino in fondo a un'ideologia o a un partito. Cerca piuttosto di identificare il proprio volto con quello dell'intera nazione. Benché possa essere spietato con gli avversari, non è mai volutamente polarizzante come Chávez o Erdoğan. A differenza di molti esponenti della destra europea, è rispettoso nei confronti di ebrei e musulmani. Conserva il grosso della sua artiglieria verbale per i nemici stranieri, gli ipocriti arroganti che predicano bene e razzolano male, diffondono falsità sulla Russia e cospirano per accerchiare e strangolare il paese. Quando passa all'offensiva contro un avversario interno non lo fa per dibattere sul merito politico ma per rivolgergli accuse di tradimento.
  • Vladimir Putin non giura fedeltà ai principi della democrazia, ma non vi rinuncia in modo esplicito. Disprezza i valori occidentali, ma dichiara di identificarsi con l'Occidente. Non si preoccupa di ciò che il Dipartimento di Stato scriverà nel rapporto sui diritti umani del prossimo anno perché sta ancora pagando in patria il prezzo politico per le infrazioni commesse negli anni precedenti. Racconta bugie spudorate con una faccia imperturbabile e se viene accusato di soprusi dà la colpa alle vittime. Ha convinto molti, a quanto pare anche il presidente americano, di essere un maestro di strategia, un uomo forte e volitivo. Se restassero nel chiuso della Federazione russa, questi aspetti sarebbero semplicemente preoccupanti, ma Putin, come Mussolini novant'anni fa, è tenuto sotto osservazione dai leader di altre regioni del mondo che sono tentati di seguire le sue orme. E in alcuni casi lo stanno già facendo.

Svjatlana Aleksievič[modifica]

  • Dagli anni Novanta in poi, la libertà è stato il tema sul quale più hanno insistito gli intellettuali russi. C'era la convinzione che si trattasse di un'esigenza diffusa, rispetto alla quale il sostanziale silenzio del popolo suonava abbastanza strano. La verità è che il popolo non parlava perché non aspirava affatto a essere libero. Attendeva semmai che si manifestasse una qualche variante dello stalinismo, una qualche forma di russicità mutante. Ed è a questo punto che si è fatto avanti Vladimir Putin, con la promessa di una nuova Russia dalle ambizioni imperiali, talmente forte da incutere timore al mondo intero. Un Paese, come Putin ripete spesso, che può contare su due soli alleati: l'esercito e la flotta.
  • È un uomo pericoloso che ci ha fatto abituare ad una società totalitaria. Anche se sono tanti i giovani che lo appoggiano, in generale la gente non è contenta, ma se provi a dire qualcosa di diverso, non ti ascoltano e ti dicono che sei contro il tuo paese, che è colpa di Obama e delle sanzioni introdotte contro di noi.
  • La Russia si vuole ancora vedere come una grande potenza, forte; è questo che la popolazione capisce e tutto ciò che dai tempi sovietici poteva essere ripristinato, lui l'ha ripristinato.
  • Non posso che essere contro di lui, non sto zitta, il mio è un impegno politico, sociale, culturale ed esistenziale. Per lui, la Russia è la più forte nel mondo, capace di combattere ogni nemico, ma non si rende conto dei danni che sta facendo. Usa spesso la parola "guerra" tanto che la stessa non fa più paura a nessuno.

Federigo Argentieri[modifica]

  • I russi lavorano sui tempi lunghi e, secondo Putin e la sua cerchia ristretta, il loro destino o è imperiale o non è: la Russia non può non essere imperiale e, quindi, non può non dominare su una molteplicità di nazioni, in qualunque forma, quella zarista, quella sovietica o quella post zarista e post sovietica attuale, non ha importanza.
  • Putin è l'erede legittimo della tradizione zarista e di quella sovietica, della tradizione imperiale in versione zarista e sovietica, una sintesi delle due, "stracciona" per usare un termine dell'imperialismo italiano. È una sintesi micidiale dal punto di vista della distruttività (distruttività anche un po' "a casaccio").
  • Tutta la narrativa sulla Nato che si espande a est e la posizione contraria di Putin è basata sulla propaganda, sull'ideologia e sulla giustificazione delle posizioni moscovite.

Michail Baryšnikov[modifica]

  • Il tuo mondo russo - un mondo di paura, un mondo che brucia libri in lingua ucraina - non ha futuro finché siamo qui, noi che siamo stati vaccinati durante la nostra infanzia contro questa piaga. Il nostro mondo, d'altra parte, ha un futuro, nonostante tutti i tuoi blocchi. Sappiamo come preservare i valori del nostro mondo russo. E il tuo mondo, se non si sveglia, morirà delle sue paure.
  • Non riesco proprio a comprendere come alcune persone possano fidarsi e seguire leader come Putin, nonostante i russi stessi abbiano sofferto, nel corso della Storia, per la sottomissione a regimi brutali e oppressivi. Non riesco proprio a spiegarmi come si sia arrivati a questo punto; probabilmente, su questo argomento si scriveranno decine di libri. Non dimentichiamo, tuttavia, che perfino nella società libera e democratica nella quale vivo una percentuale sconvolgente di americani pare credere in teorie contorte a proposito di un’elezione che si ritiene sia stata "rubata" nel 2020. Questo ci insegna che l’ignoranza della Storia e il fervore nazionalista non sono esclusivi di nessun Paese.
  • Penso che Putin abbia risonanza in coloro che hanno paura. Presumo che ciò procuri loro una sensazione di sicurezza, proprio come le leadership autoritarie fanno credere ai loro popoli di proteggerli. Certo, si tratta di un sentimento di sicurezza fittizio, perché in qualsiasi momento il protetto può diventare un perseguitato.

Boris Abramovič Berezovskij[modifica]

  • Durante il governo Eltsin abbiamo superato il periodo più nero della frammentazione ed eravamo sulla buona strada per costruire un sistema statale autonomo, innovativo e aperto. Putin ha cambiato strada: sta cercando di reintrodurre in Russia lo stesso sistema pesantemente centralizzato e opprimente dell'Urss e in questo schema rientra la campagna militare contro la Cecenia.
  • È risaputo che vuole cambiare la costituzione e rimanere presidente per più di due mandati: magari per sempre. I dittatori non cedono facilmente il comando, una volta raggiunto. A meno che qualcuno non glielo tolga.
  • Era stato il primo burocrate che non aveva accettato tangenti. [...] Ne rimasi molto impressionato.
  • Il presidente russo è un imbroglione, un bandito. Ma io non ho perso del tutto la speranza. Ho sempre pensato che sarebbe durato poco, a questo punto è durato anche troppo.
  • Il problema è che Putin non è Eltsin: sa benissimo che non può uscire dal Cremlino e andare in pensione in una dacia. Se molla il potere, ha due alternative: o la prigione o l'esilio. E mi domando quale paese sarebbe pronto ad ospitarlo. Ah, dimenticavo: l'Italia, dove Berlusconi si sbraccia per accoglierlo nelle sue ville.
  • L'Occidente, in primo luogo l'America, ha chiuso gli occhi sui massacri commessi da Putin in Cecenia, sulle limitazioni alla libertà di stampa, sulle elezioni truccate, sulle persecuzioni del Kgb. Gli interessa solo avere l'appoggio della Russia sulla guerra in Iraq o sulla crisi del momento o su qualche buon affare. Del resto, l'America andava d'accordo anche con il Portogallo del dittatore Salazar, firmava trattati perfino con Breznev. Può farlo pure con Putin.
  • Prima il presidente ha tappato la bocca al potere politico, poi ai mass media e ora sta completando l'opera con il grande business. L'obiettivo è abbattere ogni sembianza di democrazia in Russia e ricostituire un regime autoritario, saldamente tenuto in mano dai suoi ex-colleghi del Kgb.
  • Putin è un truffatore, che ha cercato di imbrogliare l'Occidente e in buona parte ci è riuscito. Sia perché l'Occidente capisce poco della Russia odierna, forse con l'eccezione di voi italiani, che avendo una specie di regime in casa comprendete meglio come un sistema autoritario possa mascherarsi da democrazia. Sia perchè a molti paesi occidentali fa comodo una Russia in mano a un bandito.

Silvio Berlusconi[modifica]

Putin e Silvio Berlusconi nel 2001

Citazioni in ordine temporale.

  • Medvedev e Putin sono un dono di Dio per il vostro Paese. (11 settembre 2010)
  • Putin è una persona rispettosa degli altri, è un riflessivo, è un uomo profondamente liberale, è uno che mantiene la parola data, è veramente un democratico. Io lo conosco da più di quindici anni, lo considero quasi un mio fratello minore; ho con lui una grandissima cordialità, una grandissima confidenza. Ed oggi è indubitabilmente il numero uno tra i leader del mondo. (settembre 2015)
  • Vladimir Putin è un leader eccezionale. Io sono legato da un'amicizia fraterna a lui. E lo conosco per quello che è realmente: è il contrario dell'immagine che i media di tutto il mondo gli hanno creato addosso. Mister Putin ha un grande rapporto con i cittadini russi. Lui vince le elezioni con una grande quantità di voti ed è amato dalla sua gente. (aprile 2017)
  • Putin è molto rispettoso delle libere scelte degli italiani, e vorrebbe — e io sono totalmente d’accordo su questo — che l’Italia fosse parte attiva in un migliore e più costrittivo rapporto fra la Russia e l’Occidente. (9 dicembre 2017)

Joe Biden[modifica]

Putin con Biden nel 2011
  • Ha scelto una strada di crescente repressione interna e violazione delle norme internazionali. Da parte nostra semplicemente non possiamo sopportare questa flagrante mancanza di rispetto per le norme internazionali più basilari. Se la Russia cambia corso e comincia ad obbedire a queste norme e rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dei suoi vicini, allora ovviamente anche le nostre relazioni cambieranno.
  • Non sta scherzando, quando parla del potenziale uso di armi nucleari tattiche, biologiche o chimiche, perché il suo esercito, come dire, sta offrendo una prestazione significativamente più bassa delle attese.
  • Voleva meno presenza della Nato e invece Finlandia e Svezia sono entrate a far parte della Nato. Credeva che la Nato si sarebbe divisa, che sarebbe crollata, e invece la Nato è più unita che mai. Credeva di poter usare l'energia come arma, e invece l'Europa è stata determinata ed è meno dipendente dei combustibili fossili russi. Pensava di essere forte mentre i leader democratici deboli, ma siamo paesi che rifiutano l'uso della forza e la paura. E ha incontrato un uomo che è stato forgiato dal ferro, dall'acciaio, dal fuoco: il presidente Zelensky. E si trova a fronteggiare uno scenario molto diverso da quello che aveva immaginato un anno fa: il mondo libero e democratico oggi è più forte che mai, e gli autocrati sono ancora più deboli.

Boris Bondarev[modifica]

  • Evidentemente Putin immaginava che la sua ricchezza lo avrebbe posto sullo stesso piano dei leader europei, pronti a far finta di niente sulla vera natura del suo potere. Si sbagliava. Oggi lui e la sua "élite" sono infuriati, pensano che l’Occidente abbia giocato "sporco". Curioso quando un baro si ritiene offeso perché nessuno vuole giocarci a carte.
  • I rifornimenti e i condotti di gas hanno sempre fatto parte della diplomazia targata Putin. Era l'uncino con cui teneva appesi i leader europei, lui spera che funzioni ancora. Con quest'uomo non si può negoziare, non rispetta leggi e trattati. Non fatevi prendere in giro di nuovo.
  • I ventidue anni di Vladimir Putin al potere sono stati un totale spreco di tempo per la Russia. Con un’ottima congiuntura sui mercati globali, il rialzo dei prezzi di petrolio, gas e altri beni per l’export, un’autorità consolidata sui russi, negli anni 2000 Putin avrebbe potuto ottenere qualsiasi cosa. Avrebbe potuto usare il suo potere, la sua autorevolezza per condurre in porto le tanto attese riforme e spingere sullo sviluppo economico e la costruzione di una società democratica e libera. Sarebbe stato ricordato come il grande leader e uomo di Stato che senza dubbio desidera essere. [...] Invece ha scelto di costruire una dittatura personale per permettere a se stesso e ai suoi amici di godersi miliardi di dollari, palazzi e yacht, opprimendo nel frattempo l’opposizione e privando milioni di persone della speranza di un futuro migliore.
  • Il multipolarismo immaginato da Putin prevede Paesi autoritari con una loro sfera di influenza. Nel caso della Russia si tratta di ristabilire l'area di influenza dell'Urss, averne l'esclusiva e farne ciò che si vuole. Non solo gli Usa e la Nato ma nemmeno l'Onu o l'Ue potrebbero metterci il naso e raccomandare cosa è bene fare e cosa no. Il presidente russo può dire che è favorevole al mondo multipolare, che vuole un movimento di Paesi non allineati, che è contro la schiavitù, che è anti-liberale. O pro-liberale. Sono solo parole. Tutto ciò che gli interessa è il potere personale. La narrativa messianica è solo una vernice. Se gratti, sotto trovi la cupidigia.
  • Non è un’esagerazione dire che Putin incarna lo Stato per molti russi. Ufficiali, ministri e generali sono sconosciuti alla maggioranza della popolazione. Quando Putin sarà fuori gioco, in un modo o nell’altro, nessun governo sarà legittimo. Il nuovo presidente dovrà spiegare ai russi i motivi della crisi economica e sociale, sarà allora logico e tentante dare la colpa a Putin per tutti gli errori, i crimini e questo minerà quello che resta della legittimità del regime che inizierà a sgretolarsi.
  • Putin ha selezionato personalmente la sua élite. Avendo come parametro la lealtà dei prescelti. E anche la loro mancanza di onore, di integrità e di iniziativa. Ha cooptato solo persone pronte ed eseguire i suoi ordini. E questo è molto pericoloso. Perché se ordinerà un attacco nucleare, l'ordine verrà eseguito. Queste persone, però, non hanno un'ideologia. Sono abituati a fare quel che dice il presidente per personale convenienza. Se capiscono che ricchezze e posizioni sono in pericolo, potrebbero anche rivoltarglisi contro.
  • Putin isolerà la Russia dal mondo, ne farà un Paese più povero e sottosviluppato. La guerra avvicina l’obiettivo, per questo dico che è un crimine contro il futuro dei russi. Senza contare che i nostri rapporti con l’Ucraina, uno dei Paesi confinanti a noi più vicini, saranno persi del tutto per decenni e intere generazioni.
  • Si deve capire che Putin e la Russia sono due entità diverse. Quando Putin dice che l'espansione della Nato minaccia la sicurezza della Russia, quel che veramente pensa è che l'espansione della Nato minaccia la sua, di sicurezza.

Bill Browder[modifica]

  • Credo che Putin abbia rovinato la Russia per i prossimi 30 anni. Ormai è uno Stato emarginato, uno Stato terrorista.
  • Ha accumulato ben oltre 200 miliardi di dollari da quando è diventato presidente: cosa che ne fa l’uomo più ricco del mondo. [...] Putin è anche un agente del Kgb molto efficace : e ha passato tutta la sua vita corrompendo o ricattando la gente perché diventassero parte del suo sistema. Per cui sa che chiunque avesse un documento col suo nome sopra potrebbe ricattarlo: così non è mai nella posizione di essere formalmente il proprietario di qualche bene.
  • Ha cominciato tutta la sua carriera come un tipo al quale piacciono i soldi: e nessuno entra nella carriera pubblica in Russia con altri obiettivi che non siano rubare quanti più soldi possibile.
  • La cleptocrazia creata da Putin fa sì che le élite possano accumulare denaro togliendolo alla popolazione. Facendolo spesso ledono i diritti umani e sanno che per mettere al sicuro quei soldi è meglio non lasciarli in Russia.
  • Mi ha minacciato di morte, ha minacciato di rapirmi, ha cercato di bloccarmi tramite mandati di arresto dell’Interpol e con richieste di estradizione, oltre che con una miriade di cause legali che avevano come unico scopo quello di distruggere la mia vita. Non ha allentato la presa in alcun modo e continua ancora oggi. Ma questo è il destino di chiunque abbia cercato di tenere testa a Putin.
  • Non sono più il nemico numero uno in assoluto di Putin, adesso lo è sicuramente Navalny. Diciamo che sono il suo nemico numero uno all’estero.
  • Putin è un piccolo criminale paranoico, a capo di quella che è fondamentalmente una organizzazione criminale: non ci dobbiamo aspettare null’altro che miserie, perché alla fine non ha costrizioni da parte della storia o della morale. Sarebbe assolutamente capace di usare l’arma nucleare: l’Ucraina è solo l’inizio delle sue ambizioni.
  • Putin è un piccolo uomo paranoico che va alla ricerca della slealtà anche dove non esiste.
  • Putin mi dà la caccia da un decennio dopo l’approvazione del Magnitksy Act. L’unica ragione per cui sto seduto qui è che lui ha tenuto sempre un piede nel mondo civilizzato e uno nel mondo criminale: da quest’ultimo lato arrivavano le minacce di morte contro di me, ma dall’altro lato gli piaceva apparire al G20 e ai summit internazionali. Questo è ciò che mi tenuto in vita: ma ora che ha messo tutti e due i piedi nel mondo criminale, c’è un rischio esponenziale di violenza nei miei confronti, perché lui non ha più nulla da perdere.
  • Putin odia l'Unione Europea, la Nato, gli Stati Uniti e tutte i grandi blocchi geopolitici omogenei: gli danno enorme fastidio nel perseguimento del suoi scopi, non solo militari ma anche finanziari.
  • Putin vuole diventare lui il più grande oligarca russo e difatti oggi, con i suoi traffici, è l'uomo più ricco del Paese e ha asset ovunque, molto spesso con prestanome.
  • Quando vuoi scoprire dove Putin tiene i suoi soldi devi partire dagli oligarchi: perché quella gente custodisce i soldi per lui. Stimo che il 50% delle ricchezze degli oligarchi sia in realtà di Putin. Chi sono? Nella lista di Forbes ci sono 118 miliardari in Russia: e 110 di loro sono fiduciari di Putin.
  • Rimuovere il Magnitsky Act è il principale obiettivo della sua politica estera, la priorità più grande.

Zbigniew Brzezinski[modifica]

  • Aveva già detto cose come "il collasso dell’Unione Sovietica è la più grande calamità del ventesimo secolo". Pensate a cosa significhi. Prima guerra mondiale: milioni di persone uccise. Seconda guerra mondiale: milioni e milioni di persone uccise. Più l’Olocausto. La guerra fredda: la minaccia di un disastro nucleare per tutta l’umanità. Nulla di tutto questo è stato importante, per lui, come la scomparsa dello Stato del quale era un agente segreto, nel Kgb. Lui vuole ricostruire l’Unione Sovietica. L’Ucraina è la posta in palio.
  • Il presidente russo Vladimir Putin è un dittatore mascherato da leader democratico.
  • Lui e gli ex agenti del Kgb come lui che lo circondano nelle stanze del Cremlino condividono idee nostalgiche, sognano di realizzare nel prossimo futuro una nuova versione dell'Unione Sovieticia, creata attorno a un'unione di popoli slavi come quelli della Bielorussia e dell'Ucraina.
  • Putin si preoccupa del passato, della nozione del potere mondiale della Grande Russia, della creazione di qualcosa di simile all’Unione Sovietica ma con un nome nuovo. Tutti obiettivi irrealistici che, alla fine, non credo che la maggioranza dei russi sosterrà.
  • Putin sta seguendo gli esempi di Stalin e di Krusciov. Chiunque conosca un poco la Russia se ne rende conto. Eccetto Silvio Berlusconi.
  • Quando Putin afferma che il collasso dell’Urss è stato il maggior disastro geopolitico del XX secolo, lascia intendere che vuole ricostruirla attraverso l’estensione del controllo russo sui nuovi Stati indipendenti già parte dell’Urss e prima ancora dell’Impero russo. Questa tentazione imperiale nuoce alla Russia e l’antidoto è costituito da più stretti rapporti con l’Occidente.
  • Quanto sia fallito l'esperimento democratico russo è dimostrato dal fatto che l'ipotesi di un Putin-Pinochet equivalga a un buon augurio per la Russia.

Vladimir Konstantinovič Bukovskij[modifica]

  • Con l'avvento di Putin al potere possiamo tranquillamente dire che il Kgb è tornato a occupare i ranghi della società, a livello finanziario, politico, economico e amministrativo.
  • Il governo Putin sta cercando di ricomporre il potere del centro, diciamo il potere del Cremlino. È chiaro che non ci riuscirà totalmente, perché prima il potere del Cremlino era strettamente collegato all'ideologia, al sistema totalitario. Non credo che riescano più a restaurare un sistema totalitario, ma possono ripristinare il potere centrale su molti aspetti della vita, rendendo i russi sempre più infelici.
  • Quando Putin è andato al potere nel 2000, le persone in Russia hanno immediatamente capito che il KGB era tornato al potere, e subito si sono spaventate. Se prima c'era più o meno la possibilità di essere critici nei riguardi del governo, ora la maggior parte delle persone ha paura di dire qualsiasi cosa.

Michail Borisovič Chodorkovskij[modifica]

Putin e Chodorkovskij nel 2001
  • Ci sono molte informazioni sui legami profondi tra Salvini e Putin e il suo entourage. Parte di queste informazioni fanno dubitare dell’integrità di questi contatti. Sfortunatamente si tratta di una pratica comune per Putin che è un eccellente ufficiale reclutatore ed è riuscito a trovare chiavi di varia natura per arrivare a molti politici europei.
  • I leader dei Paesi europei pensano di avere a che fare con uno statista che ragiona come loro. Invece lui funziona in modo completamente diverso: pensa come un criminale. Se a un criminale tu fai vedere la tua debolezza, quello non si ferma: continuerà sempre ad andare in avanti. Ed è ciò che Putin sta facendo.
  • Negli ultimi anni ho notato sempre più spesso che Putin usa un’informazione unilaterale e che le persone che lo circondano lo manipolano più facilmente di prima in base ai loro interessi. È stanco, ha perso la capacità di comprensione di molti aspetti della contemporaneità.
  • Non penso che Putin abbia avuto paura dell’allargamento della Nato all’Ucraina. Lui detesta la Nato, ma non la teme. Piuttosto, è ormai preso da una specie di missione messianica: ne è posseduto, e lo si capisce dal fatto che ha fatto mettere davanti al Cremlino la statua del principe Vladimir. [...] È una mentalità perfettamente normale per un criminale in età da pensione.
  • Non siamo mai stati amici, non posso dire di averlo conosciuto da vicino. Io ero al vertice di una grande impresa e Putin era il presidente, avevamo rapporti professionali. In apparenza è cambiato, sì. Vent’anni di potere lo hanno cambiato e in questo il suo non è un caso unico. Oggi si permette di fare cose che prima non osava. All’epoca si comportava in maniera più normale, riconosceva l’esistenza di certi limiti. Ma al fondo è sempre lui. Era già un criminale ed è rimasto tale. Ha la mentalità di un esponente della criminalità organizzata. È ciò che i leader occidentali non hanno mai capito, non capiscono adesso e – mi dispiace – a mio parere non capiranno mai.

Nina Lvovna Chruščёva[modifica]

  • Durante il suo terzo mandato presidenziale – ora è al quarto – si era concentrato più sulla difesa del suo entourage dalle accuse di corruzione o indifferenza che sulla felicità delle persone comuni. In vero stile sovietico, egli rimane più spaventato da un colpo di stato di palazzo che da una rivolta pubblica.
  • Ha passato gli ultimi 18 anni a interpretare di tutto, dal padre premuroso della nazione a un James Bond esperto di judo.
  • L'incompetenza di Putin si estende molto oltre l'economia. Le sue forze di sicurezza restano brutali e inaffidabili; in alcune parti del paese si sono mescolate a delle bande criminali. La sua direzione della magistratura non tranquillizza i comuni cittadini, e le installazioni militari, i sottomarini, le trivelle, i pozzi, gli ospedali e le case di riposo del paese esplodono continuamente, si rompono, o affondano, a causa della negligenza e dell'irresponsabilità.
  • Non sta cercando di ricostruire l’Impero Russo di per sé ma sembra deciso a stabilire una sudditanza degli ex Stati sovietici. L’errore dell’Occidente è di pensare che la Russia sia un invasore, ma in realtà la Russia “prende” se si presenta l’opportunità, come in Crimea nel 2014 o nei Paesi Baltici nel 1940.
  • Putin non vuole ricostruire l’Urss. Quel che ha sempre voluto è: influenza. Non vuole sedere al tavolo dei bambini. Il problema è che Mosca era al tavolo dei Grandi ma quando ha preso la Crimea è stata cacciata dal G8: Putin stesso è responsabile ma se glielo chiedeste, risponderebbe che comunque non lo ascoltavano e anche questo è in parte vero.

Leonardo Coen[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Ha grandi progetti per il futuro, dopo aver plasmato il passato e imbrigliato il presente – con un regime che è stato battezzato "democratura", un po’ democrazia, tanta dittatura. Ha riportato la Russia laddove stava quando era Unione Sovietica e dove pensa debba stare di nuovo, e cioè tra le superpotenze del mondo, come in fondo era già ai tempi di Pietro il Grande, di Caterina, dei Romanoff. (30 dicembre 2019)
  • Dinanzi alle gherminelle politiche, Vladimir vuole accreditarsi come uomo d’ordine. Si rivela un primo ministro energico, abile e risoluto. Recupera la retorica patriottica cara ai comunisti, ma non rinnega d’essere difensore dei nuovi valori liberali, e della democrazia. Accondiscende alle pretese dei militari che vogliono avere mano libera nella repressione dell’insurrezione islamica nel Caucaso. (30 dicembre 2019)
  • Da quel fatidico giorno di vent’anni fa, non ha mai smesso di consolidare l’immagine di un uomo che ha salvato la Russia dalla decomposizione e l’ha riportata al centro del mondo e della geopolitica. Che ha proclamato l’avvento del multipolarismo, che ha inventato la democratura e la "verticale del potere", che ha lubrificato nazionalismo e sovranismo, che ha schiacciato l’opposizione e progressivamente ridotte le libertà e la società civile; che negli anni del suo dominio ci sono state centinaia di morti tra politici a lui avversi, giornalisti che lo criticavano. (30 dicembre 2019)
  • Un personaggio forse enigmatico, di certo autocrate e ormai intrappolato dalle sue ambizioni "imperiali" euroasiatiche, dallo scontro con l’Occidente colpevole di assediare la Russia con la Nato ai suoi confini e di aver umiliato Mosca nel decennio eltsiniano; il presidente che ha barattato la sicurezza dei russi privandoli di molti, troppi diritti. (30 dicembre 2019)
  • Tutto deve restare sotto controllo della presidenza, questo il principio base della dottrina putiniana: i governatori locali sono inquadrati e non devono sgarrare; gli oligarchi sorvegliati; l'opposizione messa all'angolo, perseguitata, repressa; la Russia deve essere forte territorialmente ed economicamente; la "nuova" Russia è portatrice di valori tradizionali e patriottici, la religione ortodossa è uno degli strumenti che saldano passato e presente, il nazionalismo sollecitato da Putin diventa un’arma politica ed economica. (31 dicembre 2019)
  • Putin si fa paladino dei vari movimenti localisti, per destabilizzare l'Ue: finanzia le destre sovraniste e antiEuro, attacca la Georgia per difendere i separatisti dell'Ossezia del Sud e dell'Abkazia, che pone sotto il suo ombrello militare. Aiuta la ribellione armata del Donbass contro Kiev, annette la Crimea, va in soccorso di Damasco e diventa il burattinaio della crisi mediorientale, appoggia l'Iran e stringe alleanza con Erdogan, causando imbarazzi e problematiche strategiche nella Nato, visto che la Turchia ne rappresentava il pilastro orientale, la sentinella del Caucaso. E adesso, i tentacoli putiniani sono arrivati in Libia. Il sogno di sempre della Russia imperiale e sovietica: il Mediterraneo. (31 dicembre 2019)
  • La concezione della sua leadership totalitaria – con annesso culto della personalità a volte imbarazzante (Putin che pilota un jet, Putin a dorso nudo mentre cavalca, o pesca salmoni, o va a caccia; Putin judoka; Putin hockeista; Putin sciatore lo conobbi nel 2001 a St-Christophe, in Austria..; Putin e la tigre dell’Altai; Putin che prega; Putin che mette in riga l'Occidente, etc.) – ha bisogno di aggressività rivolta all'esterno, per dirottare eventuali tensioni interne, come le manifestazioni di protesta per la riforma delle pensioni, o per le importazioni d'auto coreane e cinesi (a Vladivostok), o la stagnazione economica che tanto ricorda gli anni brezneviani. (31 dicembre 2019)
  • Il regime autoritario non è capace di gestire le immense risorse del Paese, le scelte di Putin favoriscono la stabilità politica non lo sviluppo economico, tantomeno quello sociale. [...] Qualsiasi cambiamento economico è visto come un rischio per l'equilibrio politico, ossia per la sopravvivenza "della classe dominante". E così, alla fine, Putin fa quello che hanno sempre fatto gli "uomini forti" dei regimi autoritari: esibire i muscoli. Dirottare le tensioni interne. Attizzare il nazionalismo. Sfidare l'Occidente, a piccoli ma graduali passi. Ragionare cioè in termini di zone d'interesse e d'influenza. (31 dicembre 2019)

Oleksij Danilov[modifica]

  • La gente ha paura a dare il giusto nome alle cose e perde il senso della realtà. Voi lo chiamate Putin, ma il suo nome è Satana.
  • Non fosse per noi a quest'ora il nuovo Hitler che si chiama Putin sarebbe arrivato a Varsavia.
  • Putin è già un cadavere politico. Quando diventerà un cadavere fisico è solo questione di tempo.

Carla Del Ponte[modifica]

  • Putin vuole sradicare l'identità di un popolo e quindi deve risponderne penalmente.
  • La sua [della portavoce del ministero degli Esteri russo Zacharova] è una reazione inammissibile perché sotto accusa penale non c'è il governo russo, ma una persona specifica, e cioè Putin. Perché la responsabilità criminale riguarda una sola persona, e cioè lui.
  • Da oggi la sua vita da capo dello Stato diventa difficile. Gli sarà inibito qualsiasi vertice internazionale. È innegabile che la richiesta di arresto incrina irrimediabilmente la sua immagine pubblica. Oggi in Russia lui è il presidente, ma è chiaro che i gravissimi reati che gli vengono contestati possono giocare anche politicamente contro di lui.

Aleksandr Gel'evič Dugin[modifica]

  • Finché c'è Putin, la Russia ha speranza di essere forte, ma Putin è un problema perché non ha istituzionalizzato la sua linea di pensiero. La Russia oggi è Putin-centrica.
  • Non c'è aggressione di Putin, ma restaurazione di una civiltà russa che si era dissolta. Queste accuse sono il risultato della paura che la Russia si riaffermi come potere indipendente e che voglia difendere la propria identità.
  • Non ha fatto nulla nell'educazione, che è rimasta metà sovietica, metà liberale, copiata dall'Occidente. Un miscuglio di incoerenza. Lo stesso vale per la nostra cultura. La nostra cultura è un'imitazione della cultura occidentale e liberale con un frammento di pura propaganda politica, mal fatta. Questa è solo un simulacro, non una preparazione per il regno dello zar. Così non si ritorna alla nostra identità. Si ragiona troppo pragmaticamente e si pensa troppo poco al sacro. Putin rimane nella sua posizione, non sacrifica abbastanza attenzione, tempo e la sua forza vitale per questo problema.
  • Putin ha frenato la caduta, non ci ha ridestati. Questo trascende i suoi limiti. Lui non è un salvatore. Ha solo intenzione di riparare. È un manager, blocca la crisi. E lo sta facendo in modo eccellente, ma ha dei limiti. Agisce come se fosse eterno, non crede in qualcosa che esiste dopo la sua fine: non ha una chiave per il futuro. Questo è un vero problema.
  • Putin ha frenato la spaccatura e la caduta della Federazione Russa. Ha iniziato a ricostruire passo dopo passo. È molto più vicino allo zar di quanto lo fossero Eltsin e Gorbaciov per questa e molte altre ragioni.
  • Putin non è un essere "estraneo" che serviremo supinamente. Lui è noi stessi. Agisce per il nostro interesse. Fa esattamente ciò che siamo disposti a fare noi. Per noi non è una entità separata. È questo il concetto profondo del re sacro.
  • Quando Putin è salito al potere, pur essendo politicamente contiguo a Eltsin, è stato influenzato da questo terreno che avevo seminato e ha iniziato ad incarnare la mia visione della geopolitica facendo proprie le mie teorie. Ha iniziato a promuovere l'unione euroasiatica, a difendere la sovranità dei popoli pur non ricadendo in un nazionalismo di stampo ottocentesco, mi ha permesso di tornare ad apparire in televisione e a tenere incontri pubblici. È questa l'influenza che ho su di lui. Un'influenza razionale su un uomo realista quale lui è e che ha capito che le mie teorie sono le più valide per garantire una degna collocazione della Russia nel globo facendo fronte alle pressioni dell'Occidente.

Jurij Felštinskij[modifica]

  • È abbastanza intelligente da sapere che se ci fossero regole normali, il suo sistema di governo non potrebbe esistere. Non è un idealista. Sa che non c'è modo che possa sopravvivere a meno che non continui a opprimere.
  • Putin non è diventato un dittatore perché era intelligente o carismatico, ma perché c'è l'intera struttura della FSB dietro di lui. Anche se Putin morirà domani nulla cambierà drasticamente. E al momento non c'è nessuno in competizione con di lui e non ci sono movimenti armati che cercano di rovesciare il suo potere.
  • Vladimir Putin è terrorizzato di fare la stessa fine di Gheddafi.

Orlando Figes[modifica]

  • Penso che sia il più vicino a Nicola I – lo zar del diciannovesimo secolo che entrò in guerra contro le potenze occidentali, in particolare con la guerra di Crimea del 1853-56, per difendere i diritti degli ortodossi nell'impero ottomano. Come Putin, anche lui aveva un'ideologia antioccidentale e antidemocratica riassunta dallo slogan "Autocrazia, ortodossia, nazionalismo". La Russia ha perso la guerra di Crimea, quindi speriamo lo stesso per la guerra di Putin contro l'Ucraina.
  • Per quanto mi riguarda [verrà ricordato] come un dittatore brutale che ha distrutto tutto ciò che di buono c'era in Russia. Per quanto riguarda i libri russi è ancora da decidersi.
  • Putin è chiaramente ossessionato dalla storia e dal suo posto nella storia. [...] In Russia vi è sempre stato un uso politico della storia. La storia è una miniera, è da dove i politici hanno sempre tratto idee e suggestioni per le proprie agende, per fornire definizioni su cosa è o cosa dovrebbe essere la Russia, o quale dovrebbe essere il suo ruolo nel mondo, o chi sono i russi, o chi dovrebbero essere. È dalla storia che politici e ideologi hanno sempre attinto.
  • Putin sta reinventando la storia russa e usandola per la sua guerra, ma la sua visione storica non è nuova, è radicata nella storiografia imperiale russa del XIX secolo che ha imposto anche a scuola. Il saggio del 2021 era una chiara dichiarazione di guerra. Sosteneva che l'Ucraina non ha diritto di esistere. Era già successo nel 2016 con l'inaugurazione a Mosca di una statua di Vladimir il Grande. [...] Già allora Putin stava dicendo agli ucraini: "Kiev è il fondamentodella nostra civiltà, voi ne siete soltanto una parte".

Maša Gessen[modifica]

  • È divertente che la mia biografia di Putin sia stata accolta bene, ma che in ogni recensione si riscontri la stessa osservazione: Gessen scrive che lui è stupido, ma gli stupidi non diventano così potenti. Che dire, gli americani sanno ormai che anche l’uomo più potente del mondo può avere problemi con l’ortografia, può non saper assimilare un testo senza illustrazioni o concentrarsi su qualcosa per più di tre secondi.
  • Essere stato catapultato al potere dall'oscurità e aver passato tutta la vita adulta all'interno dei confini di una istituzione segreta e molto chiusa ha permesso a Vladimir Putin di esercitare un controllo mirato sulle sue informazioni personali più di ogni altro uomo politico moderno e ancor più di ogni altro uomo politico moderno occidentale. Putin è riuscito a creare il proprio mito. Questo è un aspetto positivo perché, meglio di chiunque altro, ha saputo comunicare esattamente cosa voleva che il mondo sapesse di lui e come voleva che il mondo lo vedesse. Il risultato è in pratica il mito di un giovane nato nella Leningrado post-assedio, un luogo malvagio, affamato e povero che ha fatto crescere giovani malvagi, affamati e feroci. Così almeno erano quelli che sono sopravvissuti.
  • La preoccupazione principale di suo padre, stando ai ricordi, era la disciplina e non la qualità di educazione scolastica che il figlio riceveva. nemmeno per il giovane Putin l'istruzione era parte fondamentale della sua idea di successo: nel descriversi aveva parlato con enfasi della sua reputazione da teppista, e in questo godeva della completa collaborazione dei suoi amici di infanzia. La maggior parte delle informazioni disponibili su di lui – cioè quelle fornite ai suoi biografi – riguarda le scazzottate della adolescenza e giovinezza.
  • Putin sostiene di non avere mai preso parte ad azioni contro i dissidenti, ma nelle interviste ha dimostrato di essere perfettamente al corrente di come erano organizzate, probabilmente perché aveva mentito nel dire di non averle svolte. In una memoria totalmente agiografica su Putin, scritta da un ex collega che era passato all'Occidente alla fine degli anni Ottanta, si dice chiaramente che a Leningrado Putin lavorava alla Quinta Direzione, creata appositamente per combattere i dissidenti.
  • Quando vivevo in Russia, ho cercato di evitare Vladimir Putin in ogni modo. Ho lasciato il giornalismo politico per non occuparmi di lui. Sono finita a dirigere una rivista scientifica. Un giorno, fummo invitati a seguire un esperimento in cui alcuni uccelli venivano liberati e poi seguiti da un aereo per vedere cosa facevano. Il cronista tornò indietro e mi disse che sull'aereo c'era Putin. Scelsi di non pubblicare la storia, perché non volevo dare spazio alla propaganda e per questo fui licenziata. Qualche giorno dopo ricevetti una telefonata da una persona che disse di essere il presidente e mi invitava al Cremlino. Pensavo a un imitatore, ma quando arrivai dovetti ricredermi. Era davvero Putin e voleva sapere il perché della mia decisione. Subito dopo mi fu offerto di nuovo il posto di direttore, ma rifiutai. Avevo capito che sfuggire all'influenza di quell'uomo in Russia oggi è impossibile.
  • Sembra che Putin reagisse alla minima provocazione cacciandosi ogni volta in una rissa, mettendo perciò a rischio la sua carriera nel KGB, che sarebbe stata stroncata se fosse stato arrestato per una lite o anche solo segnalato dalla polizia. Non entriamo in merito alla fondatezza o infondatezza di queste storie, quello che importa qui è l'immagine che Putin vuole dare di sé – e vuole che gli altri diano di lui – quella di un uomo impetuoso, decisamente violento e dal carattere poco controllabile. È ancora più interessante notare come questa immagine sia in contraddizione con il rigore e la disciplina alle quali Putin ha dedicato la sua adolescenza.
  • Trump parla all'emotività, mentre Putin coltiva uno stile molto costruito: sono i settant'anni di totalitarismo che lo hanno preceduto ad avergli permesso di essere quello che è. Ma ci sono anche similitudini: la maniera in cui mentono, ad esempio.

Aleksandr Goldfarb[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • A metà giugno Valentin Jumašev, che discuteva sovente di importanti incarichi amministrativi con Boris, chiese al tycoon la sua opinione su uno dei suoi assisstenti: un uomo di nome Vladimir Putin.
    Boris conosceva bene Putin. Si era incontrato con lui quando il futuro presidente era vicesindaco di San Pietroburgo, la seconda più grande città della Russia, e Boris era ancora impegnato nella vendita di automobili. All'epoca Putin godeva della reputazione di incorruttibile, una rara avis tra i funzionari. Più di recente, Putin aveva diretto un gruppo di verifica nell'amministrazione del Cremlino.
    «Perché?» chiese Boris.
    «Stiamo prendendolo in considerazione per il posto di direttore dell'FSB.»
    Jumašev spiegò che la qualità principale che il presidente cercava in un nuovo capo delle spie era la lealtà, ma che non si fidava degli attuali generali dell'FSB. Erano un clan molto chiuso. Se Putin aveva una caratteristica fondamentale, era la sua incrollabile lealtà. Quando il suo ex capo, Anatolij Sobčak, l'ardentemente anticomunista sindaco di San Pietroburgo, non era stato riconfermato alle elezioni, Putin aveva preferito la disoccupazione al tradimento.
  • Secondo Saša, Putin non aveva mai lasciato davvero il servizio. Era sempre stato fedele al KGB. Poteva anche aver prestato temporaneamente la sua lealtà a Sobčak o a Eltsin, ma quando tornava in seno all'agenzia, non vedeva l'ora di infilarsi di nuovo nei vecchi metodi.
  • Come mi spiegò Berezovskij anni dopo, l'immagine bellicosa di Putin era stata attivamente promossa dai direttori della sua campagna nel 1999. Era perfettamente in sintonia con la maggioranza dei russi. L'orgoglio nazionale ferito nel periodo immediatamente successivo alla guerra fredda, il desiderio di un «uomo forte» che portasse ordine e stabilità, l'ira per la disparità tra i pochi superricchi e le masse impoverite: erano tutti motivi per cui quell'uomo ascetico, introverso, duro come l'acciaio, il proletario che combatte e vince contro ogni previsione, fu accolto calorosamente dal popolo russo. Putin era l'uomo che ci voleva per liberarsi di tutte le frustrazioni di cui soffriva il Paese.
  • Putin non gli era mai piaciuto, era un agente in sonno della Kontora che era stato richiamato e poi mandato a dirigere l'FSB nel 1998, o forse, a ben pensarci, non aveva mai abbandonato il suo posto. Non era mai stato né leale né sincero e aveva ingannato tutti, compreso Boris.
  • Quando Boris venne a sapere del Kursk, era in Francia, nella sua residenza di Cap d'Antibes. Cominciò subito a telefonare a Putin, ma riuscì a raggiungerlo solo il 16 agosto, il quinto giorno dello sviluppo della tragedia.
    «Volodja, perché sei a Soči? Dovresti interrompere le tue vacanze e andare alla base dei sommergibili o almeno a Mosca. Tu non capisci come vanno le cose e questo ti danneggerà.»
    «E tu, perché sei in Francia? Te la sei meritata la vacanza o no?» Putin era sarcastico.
    «Prima di tutto, non sono il padre della nazione e a nessuno importa niente di dove sia. Secondo, in mattinata volo a Mosca.»
    «Bene, Boris, grazie per il consiglio.»
    Quando il 17 Boris atterrò a Mosca, Putin era ancora in vacanza.

Michail Gorbačëv[modifica]

Putin con Gorbačëv nel 2001

Citazioni in ordine temporale.

  • La tv li aveva mostrati tutti in piedi, acclamanti Putin, in un'atmosfera di unanimità forzata che mi ricordava i tempi sovietici. Tutto ciò mi confermava che stavano maturando in fretta novità. (3 gennaio 2000)
  • Il regime non cambia, non ci sarà lotta alla corruzione, gli interessi e i privilegi dell'oligarchia saranno tutelati in pieno. Se continua così Vladimir Putin vedrà presto logorarsi i suoi margini di popolarità, perché la gente capirà che è stato un trucco. E il gioco diverrà scoperto. (3 gennaio 2000)
  • Vladimir Putin è un uomo freddo e concreto, un uomo capace di capire, analizzare e gestire le situazioni. Anche le più difficili. (1 aprile 2000)
  • Putin arriva al potere in un momento di acuto e profondo distacco tra il vertice e la società. Una vera e propria crisi di fiducia. In questo senso si può dire che perfino l'affluenza alle urne, che è stata relativamente alta, rappresenta un evento stupefacente. Perché questo sia accaduto bisogna ancora capirlo. Ma io oggi penso che Putin sia in grado di fare le mosse giuste. (1 aprile 2000)
  • Io non dico che Vladimir Putin sia perfetto. Ad esempio trovo inaccettabile il controllo stretto a cui vengono sottoposti i giornali. [...] Penso anche però che Putin abbia un grande merito: lentamente, faticosamente, sta risollevando il paese dalle macerie, lo sta tirando fuori dal caos per restituirlo a una vita normale. (7 settembre 2004)
  • Le stesse promesse che Putin ha ripetutamente fatto non sono state realizzate e, io temo, non sono realizzabili perché la burocrazia fa affogare il Paese in un pantano d'incompetenza, corruzione e disordine. (10 maggio 2005)
  • Non credo che Putin sia interessato a un regime autoritario. [...] Putin crede nella democrazia e nello Stato di diritto. Ma egli eredita una situazione desolante. Eltsin e il suo gruppo hanno costruito un sistema oligarchico che si rivela tenace e ostile a ogni forma di rinnovamento e di sviluppo. Non c'è spazio per i piccoli imprenditori, per il ceto medio. C'è una concentrazione di ricchezze in poche mani, ricchezze improduttive per il Paese, che infatti emigrano all'estero. Portare ordine è necessario. Ma non credo che Putin voglia eliminare la democrazia per portare ordine. (10 maggio 2005)
  • No, Putin non vuol dar vita a un nuovo regime autoritario, e non si trasformerà in un dittatore. Ha ereditato un Paese in preda al caos e ha cercato di restituirgli un ordine e una vita normale. Anche se per riuscirci non ha potuto mettersi a studiare sui manuali della democrazia. (31 ottobre 2006)
  • Io non dico che Putin sia un modello di democrazia, ma sul piatto della bilancia il bene pesa molto più del male. Le vostre accuse, spesso, sono pretestuose. (31 ottobre 2006)
  • Ai tempi di Eltsin le ricchezze del nostro Paese venivano saccheggiate, il Paese distrutto, l'esercito semismantellato, la costituzione calpestata. Due terzi dei russi vivevano in miseria, umiliati, e l'Occidente applaudiva. Così si è insinuato il dubbio. La gente si domandava: ma che amici sono quelli che parlano di Casa comune europea, dicono di sostenerci e poi vogliono trasformarci in un semplice fornitore di materie prime. Putin, con i mezzi che aveva, ha restituito al Paese una speranza. Credetemi, io nei suoi panni ci sono stato e so quanto sia difficile. (31 ottobre 2006)
  • Certo, Putin ha commesso degli errori sul piano dello sviluppo democratico, ma non possiamo dimenticare l'eredità che ha ricevuto da Eltsin: un paese che stava andando a pezzi. Bisogna dargli atto che ha evitato il collasso della Russia. (12 ottobre 2008)
  • Rimprovero a Putin la lentezza del processo democratico. Perché è vero che molte delle libertà civili introdotte con la perestrojka resistono e che la stragrande maggioranza dei russi ha votato per Vladimir Putin. Ma nessuno sa quale sarebbe la loro scelta se l'intero processo elettorale, dalla selezione dei candidati in poi, fosse davvero libero e democratico. (11 marzo 2016)

Leonid Gozman[modifica]

  • Di sicuro Putin non è pazzo. È perfettamente sano. È intelligente. Ma ha creato attorno a sé un mondo artificiale. Non vive nella realtà. Vive una sua vita fatta di sogni. E non ha alcun feedback, da molti anni. Ciò è molto pericoloso. Per capirsi: se il primo ministro italiano nel suo ufficio accende il televisore, può vedere quel che succede fuori. Invece quando Putin accende il televisore vede solo quello che i suoi collaboratori ordinano di far vedere in tivù. [...] Negli ultimi due anni, poi, si è completamente isolato. Vive in uno spazio asettico e solitario. Putin è un uomo solo. Così sogna di eventi storici: di Lenin che ha "creato l'Ucraina", della crudeltà della Nato, dell'occupazione dell'Europa da parte degli americani, e così via. La sua vita è questa. Ed è piena di stupide idee come queste.
  • Il suo è un regime personalistico. Non può esistere senza Putin. Non si è inventata alcuna leggenda che ne giustifichi la permanenza dopo di lui. Quindi, quando se ne sarà andato, noi russi avremo la possibilità di costruire un nuovo Paese. Perché Putin lascerà solo rovine. Ci dobbiamo preparare a quel momento: alla ricostruzione della nazione. Come fecero i tedeschi dopo la Seconda guerra mondiale.
  • In un certo senso ha anche ragione a dire che abbiamo bisogno di valori tradizionali. Ma il principale di questi valori "russi" secondo lui è la samovlastye, il potere di una sola persona. Un potere che vale a tutti i livelli. Nella famiglia, per esempio, il padre è il padrone assoluto. Per questo motivo in Russia non abbiamo leggi contro la violenza in famiglia: se sono il capofamiglia, posso picchiare chi mi pare. E per lo stesso motivo in Russia non abbiamo i sindacati: il proprietario o il manager dell’azienda è una specie di padre. Come succedeva prima del 1861: il proprietario terriero era il "padre" dei contadini. Al livello più alto, quindi, tutti devono dipendere dal capo della nazione – che si chiami zar, khan o presidente. Così in Russia non abbiamo né un parlamento indipendente né un sistema giudiziario indipendente né media indipendenti. È la "tradizione russa". Putin non cerca di tornare all'Unione Sovietica. Cerca di tornare a quel sistema.

Paolo Guzzanti[modifica]

  • Avevate mai visto prima di Putin un re o imperatore, presidente, generale o primo ministro che accogliesse un visitatore straniero di pari rango mettendolo a sedere a dieci metri di distanza ai due capi dello stesso enorme tavolo bianco costringendolo – suppongo- ad usare un microfono per parlare faccia a faccia? È quel che Vladimir Putin ha fatto con Macron e con qualsiasi altro ospite. Lui, il Presidente russo, appare normalmente invecchiato e con qualche chilo in più, ma comunque un uomo non gigantesco – neanche Stalin lo era benché così apparisse nell'iconografia – e appare per sua scelta minuscolo in quell'iperspazio stuccato e stucchevole. E poi lo adoro per il tono calmo, composto, probabilmente elegante (non conosco il russo e mi contento di sottotitoli in inglese) con cui dice delle cose terrificanti, ma come se parlasse della spesa della massaia che va al mercato.
  • Berlusconi è innamorato di quel brigante internazionale che è Putin. Non è una questione di realpolitik. Il suo è di vero e proprio innamoramento. E questo, a mio avviso, la dice lunga sulla sua idea di democrazia. D'altronde, chi potrebbe considerare «affidabile» uno che va a cena con Hitler?
  • Confesso di essere un fedelissimo consumatore del canale YouTube del presidente Vladimir Putin da cui sono affascinato per due sue caratteristiche: la totale dissennatezza di quel che cerca di ottenere e la pacata e anzi sussurrata forma di comunicazione che lui predilige e di cui fa un sapientissimo uso. Ne sono veramente affascinato. Putin ha introdotto, dopo la fine del Comunismo sovietico, uno sfarzo imperiale su di sé come persona, come funzione di massima autorità e come universo onirico simbolico, destinato sia alle immagini televisive che agli occhi umani, organizzato con pesantissima e tuttavia leggiadra mobilia, tendaggi pesantissimi e trapunti alternati con altri velati e setosi, tavoli, posateria, metri quadrati, marmi, ori, parquet intarsiati, cristalli.
  • Diciamoci la verità la sinistra non può mai essere filoamericana, se non in occasioni speciali, ma come sinistra viviamo l'America come il vero nemico e non potete toglierci questo giocattolo fondamentale per il nostro ecosistema. [...] Putin rivuole il suo impero? E allora i Paesi limitrofi devono cedere la sovranità, perché il Paese più grande del pianeta che va da Varsavia a Tokyo, fa brutti sogni e soffre di insicurezza.
  • La sinistra borghese ha bofonchiato molto su Putin, fondamentalmente perché era amico di Berlusconi. Putin è in ottimi e simmetrici rapporti, o almeno lo era, anche con Romano Prodi, ma lo sketch del "lettone di Putin" faceva premio sulla vignettistica. Poi però le cose sono cambiate perché non solo il mondo degli affari cerca un terreno tranquillo, ma perché Putin è cresciuto nel famoso immaginario collettivo junghiano come il nuovo campione antiamericano, il "Te spiezzo in due" dei tempi di Silvester Stallone. Ed è stato così che i benpensanti di sinistra pianin pianino si sono, con cautela e qualche incentivo, affezionati al buon soldato Putin, pur se tra soffocati tentennamenti e ammortizzatori morali.
  • Personalmente non riesco neanche ad avercela con Vladimir Putin, così compassato, calmo e con questa strana abitudine di mettere tra se stesso e l'interlocutore un tavolo di venti metri. Non riesco a considerarlo un pazzo furioso, come poteva essere Hitler, ma il figlio e il padre di una cosa a noi sconosciuta, che è l'imperialismo russo, che ha una sua religione, un suo fanatismo illogico e quasi religioso, un fanatismo che è rimasto tale e quale anche ai tempi di Stalin e di Lenin, i quali non sciolsero mai l'Impero ma se lo tennero ben stretto, cercando di ampliarlo.
  • Putin aveva deciso di liquidare l'embrione di classe sociale civile e capitalista, di cui Berezovsky era il rappresentante di massimo successo, e sostituirlo con una casta di ufficiali fedeli all'istituzione del KGB, sicuro che la ricchezza sarebbe venuta non dalla crescita di un mercato di tipo occidentale, ma dalla vendita di enormi quantità di materie prime, a cominciare dal gas e dal petrolio. Per pompare gas non serve aver letto Max Weber né aver fatto una rivoluzione liberale anglosassone. Bastava avere a disposizione tecnici ed esecutori fedeli. L'idea di Berezovsky era invece opposta: tenere fuori e sotto stretto controllo gli uomini del KGB e far crescere la classe di cui lui stesso era il primo esponente e che poi verrà chiamata «degli oligarchi».
  • Putin è un esemplare perfetto di russo incomprensibile perché la caratteristica che costituisce la sindrome è una divisione di personalità: metà occidentale ed europea, e americana. E metà asiatica.
  • Putin ha cominciato a perseguire il suo disegno imperiale dalla sua prima invasione: quella della Georgia per la quale io, personalmente e da solo, feci inutilmente fuoco e fiamme, mentre la tendenza era quella di dire lasciate perdere, sono affari interni e diatribe di confini. Non è così e adesso finalmente tutti cominciano ad accorgersene, ma si rifugiano nelle categorie psichiatriche e shakespeariane del principe pallido e crudele, fuori di testa. Non è così. Putin rappresenta la negazione estrema della democrazia e lo dice come lo dice Xi, il quale dichiara che l'umanità vuole armonia e non democrazia. Putin è pronto a morire e a uccidere per un disegno che considera immanente, divino, coincidente col destino e molto più vicino al mikado giapponese che alle nostre democrazie. Putin è un russo pronto a spararsi senza esitazione, ma che preferisce sparare ad ogni oppositore, rivendica un buon trenta per cento dell'intero pianeta in nome del supremo destino di un Paese che ha dieci fusi orari fra Kaliningrad e le isole Curili davanti al Giappone.
  • Putin non è un pazzo, ma è l'espressione di un processo mentale russo in cui c'entrano pochissimo l'economia e la geopolitica tradizionale. Putin ha sempre detto (io sono un suo follower sul canale YouTube a lui dedicato) che non vuole rifare l'Unione Sovietica, ma l'impero. E lo dice anche il presidente cinese Xi, che rivendica il suo impero cinese che affonda nella storia le sue radici da cinquemila anni e il turco Erdogan che sta ricostituendo l'impero Ottomano. Noi occidentali non abbiamo capito nulla di tutto ciò e seguitiamo a osservare il mondo attraverso le lenti a noi care del nazionalismo, mentre Putin, Xi ed Erdogan appartengono a un mondo nemico della razionalità.
  • Putin non è un pazzo e avrà sicuramente delle distorsioni mentali non da poco, ma si tratta di distorsioni che fanno parte di una cultura che accetta e infligge la morte senza batter ciglio, un temperamento che somiglia a quello degli spagnoli che inventarono l'uso di chiedere di poter fumare prima di essere fucilati, non per passione per la nicotina, ma per dimostrare arrotolando la cartina col tabacco, di non tremare. Una tradizione che colpì molto Stalin, il quale decise di non usare più i plotoni d'esecuzione per non consentire esibizioni di tale temerarietà, ma di uccidere con un colpo alla nuca, di spalle, o con massacri perpetrati da belve come quelle che Putin ha scagliato contro Grozny, Aleppo, Mariupol e Dio sa in quanti altri disgraziati posti di quel pezzo di mondo su cui comanda e impera.
  • Quando ebbi i primi sospetti su una natura molto diversa da quella che appariva nei primissimi anni del suo esercizio del potere, provai a discuterne con Berlusconi, che aveva stretto con Putin una amicizia illustrata da mille fotografie e video. Ma il presidente del Consiglio, come detto, tagliò corto: «Vladimir è una persona dolcissima. Lui capace di far uccidere qualcuno? Sarebbe come se mi dicessero che tu hai fatto uccidere qualcuno. Potrei crederci? No».
  • Secondo Putin, e l'ampio circolo degli alti ufficiali superstiti del vecchio KGB, tutto ciò che è stato russo, non importa sotto quale imperatore o capo di partito, rientra per diritto storico nell'area della Russia, non importa come siano tracciati i confini secondo le contingenze storiche. E quel territorio, che la Russia considera suo per diritto storico e non per diritto internazionale, non può essere violato da altre potenze, aggregato ad altre alleanze, modificato nella cultura e nelle tradizioni da soggetti estranei alla Russia, come l'Unione Europea, non parliamo poi della NATO.
  • Vladimir Putin non soltanto si è sempre detto scioccato dalla decisione del suo predecessore Boris Eltsin nel 1991 quando sciolse l'Unione delle Repubbliche Sovietiche, ma disse apertamente che avrebbe considerato ogni terra che avesse fatto parte nel passato sia dell'Impero zarista dei Romanov, sia dell'Unione Sovietica, come proprietà russa per diritto storico, da riportare prima o poi sotto il comando della Russia. E ha spiegato in un'occasione pubblica che il diritto russo su quelle terre momentaneamente perdute (fra cui Georgia e Ucraina) non si fonda sul diritto internazionale, ma su quello dell'appartenenza storica.

Diego Fusaro[modifica]

  • Con guinzaglio sempre più corto, i cani da guardia latrano e abbaiano da tempo contro Putin: il loro sguardo è sempre quello del potere di Washington.
  • Dopo Gorbaciov che faceva la pubblicità per Pizza Hut e dopo Eltsin che, tra una vodka e l’altra, svendeva la Russia agli oligarchi della finanza, Putin ha ripreso, a suo modo, l’eroica tradizione leniniana di resistenza al capitalismo imperialistico americanocentrico.
  • È opportuno che Putin conservi il primato militare come arma di dissuasione: per poter svolgere una civile funzione di freno alla super-potenza americana.
  • La Russia di Putin è uno Stato che non si piega alla globalizzazione americanocentrica e che non accetta l'invasione graduale degli spazi ex sovietici con la Nato come sta accadendo in Ucraina e com'è già avvenuto in Georgia. Perché mai dovrebbe accettare l'atlantizzazione dei propri spazi e la Nato ai propri confini? Questa è la colpa dell'Occidente: l'hybris, la tracotanza, e il non aver rispettato i limiti e gli accordi secondo cui la Nato non doveva espandersi verso Oriente.
  • Penso francamente che Putin abbia ragione su tutto il fronte. La sua Russia è oggi uno degli ultimi baluardi di resistenza all'imperialismo incontenibile della civiltà dell'hamburger.
  • Vladimir Putin, per me, rappresenta l'eroica resistenza all'imperialismo statutinense, la capacità di uno stato sovrano nazionale di resistere e di non lasciarsi piegare. Putin, poi, rappresenta anche l'importanza di aver riscoperto le identità e la sovranità nazionale come baluardo di resistenza all'imperialismo. Insomma, Putin può rappresentare la possibilità di un mondo multipolare, ossia di un mondo sottratto all'atlantizzazione integrale, detta globalizzazione.

Pierre Haski[modifica]

  • Certo, c’è sempre il rischio di un mandato di troppo e di perdere quell’autorità fatta di rispetto e paura che ha permesso a Putin di diventare un Brežnev post-sovietico, a sua volta fossilizzato.
  • Gli uomini della provvidenza hanno la tendenza a presentarsi come insostituibili, e a forza di spazzare via tutti i potenziali rivali finiscono per diventarlo davvero. Vladimir Putin, ormai da vent’anni alla guida della Russia, è uno di loro.
  • Il problema di Putin non riguarda tanto l’economia mondiale, quanto la situazione interna. Con il blocco dell’economia russa gli ammortizzatori sociali si sono indeboliti, e malgrado il presidente abbia promesso di versare tutti gli stipendi, il denaro arriva con il contagocce. Il malcontento sociale è un problema evidente.
  • La logica del Cremlino non è la nostra, perché Putin non deve rendere conto a nessuno e può correre rischi che nessuna democrazia occidentale è disposta ad accettare.
  • La popolarità incontestabile del presidente si basa su due pilastri. Per prima cosa Putin è considerato l’architetto della ripresa della Russia dopo gli anni di Eltsin, e in secondo luogo ha saputo restituire un certo orgoglio ai russi riportando l’ex impero al ruolo di potenza magari non rispettata, ma sicuramente temuta. E pazienza se questo orgoglio nasce da avventure militari insanguinate, in Siria come in Ucraina.
  • Pietro il Grande si era avvicinato all’Europa trovando ispirazione per la creazione del suo impero. Tre secoli dopo, Putin ha fatto una scelta diversa, quella dell’isolamento e dell’aggressività.
  • Putin si considera insostituibile perché è lui, e solo lui, a decidere di bombardare la Siria, negoziare con la Turchia, giocare con i nervi degli occidentali e restituire alla Russia lo status di potenza temuta. E pazienza se il paese resta un attore di secondo piano in campo economico.
  • Trent’anni dopo la morte dell’Urss che Gorbaciov non era riuscito a salvare, Putin ha rimesso in marcia la storia, e andrà avanti fino a quando qualcuno non lo fermerà.

Viktor Juščenko[modifica]

  • L’ho sempre trovato d’una gentilezza formale, non ricordo un suo gesto sgarbato. Mi chiamava confidenzialmente Viktorovic. Però mi colpiva una cosa: se c’era da negoziare su qualcosa, toccava sempre a me prendere l’iniziativa, lui non lo faceva mai. Io spiegavo la posizione ucraina per mezz’ora, lui armeggiava solo con foglietti che estraeva dal taschino. Credo sia molto cambiato, in questi vent’anni. Specie dopo il 2014. Ha visto che la putinizzazione dell’Europa era compiuta e s’è mostrato per quel che oggi vedete tutti.
  • Putin non si è accorto che l'Urss è crollata, che la guerra fredda è finita e che l'Ucraina è indipendente. Con Kuchma era abituato a dare ordini, non si rassegna al confronto con un partner fondato su diritto e democrazia.
  • [Schröder e Merkel] hanno creato una dipendenza energetica per coltivare un rapporto privilegiato con la Russia. Lo stesso hanno fatto in altro modo i Sarkozy, i Berlusconi. Io lo dicevo: si rischia molto, a trattare con la Russia in questo modo. E ora si vede: per più di vent’anni, Putin ha creato un sistema di corruzione internazionale.

Vladimir Kara-Murza[modifica]

  • A tutti coloro che sostengono che Vladimir Putin è così popolare io chiedo una sola cosa: perché un capo di Stato così popolare ha così paura di un’elezione libera?
  • Al momento in cui il regime di Putin perderà il potere sarà troppo tardi per sedersi e pensare a cosa occorre fare. Bisogna pensarci ora.
  • [«È innegabile [...] che in Russia Putin goda di un notevole sostegno»] Credo sia molto importante ricordarsi che questa popolarità supposta del signor Putin non è mai stata verificata e confermata da un’elezione libera e democratica, contro dei veri oppositori.
  • Il regime di Putin non è al potere grazie al popolo russo, non ha un mandato democratico ricevuto dal popolo. È per questo che sempre più persone scendono per le strade a protestare contro il regime. È il solo modo per esprimersi, per opporsi al Governo: non abbiamo delle vere elezioni, tutti i canali televisivi sono controllati dallo Stato, il Parlamento è solo di facciata, non c’è una vera opposizione. Chi si oppone a Putin finisce in prigione.
  • La storia di questi ultimi due secoli ci insegna che l'unico modello in grado di garantire sviluppo, benessere ed una dignitosa vita umana è quello che si fonda sul rispetto dello stato di diritto, sulla piena libertà politica e sul rispetto dei diritti di ogni individuo. Questo è il modello della "democrazia liberale" inviso a Putin che ha trasformato la Russia da una democrazia imperfetta com’era, in una perfetta dittatura.
  • Le forze sovraniste e l’estrema destra europea stanno dando qualcosa a Putin che gli mancava da tempo: una nuova legittimazione internazionale.
  • Non so esattamente che cosa Salvini ammiri del Presidente Putin: forse le centinaia di prigionieri politici o il fatto che il più importante leader dell’opposizione, Boris Nemtsov, sia stato ucciso a pochi metri dal Cremlino?
  • Putin sarà il nuovo presidente. È al potere da 18 anni. 18 anni! C’è un’intera nuova generazione di russi nati sotto Vladimir Putin. Coloro che andranno ora a votare per la prima volta sono proprio quelli nati sotto Putin. Certo, quando oggi si parla di elezioni in Russia bisogna mettere la parola "elezioni" tra virgolette: non hanno nulla a che vedere con una vera procedura democratica.
  • Tutta l'ideologia anti-europea, anti-liberale ed anti-occidentale di Putin è anacronistica e sbagliata. La Russia da sola potrà essere soltanto, ben che vada, un "junior partner" del colosso cinese.

Garri Kasparov[modifica]

  • Aiuti nucleari all'Iran, tecnologia missilistica alla Corea del Nord, equipaggiamento militare a Sudan, Myanmar e Venezuela, amicizia con Hamas: così Putin ripagava l'Occidente per aver taciuto per otto anni sulla questione dei diritti umani in Russia.
  • Ciò che l'Europa ha da offrire sono piuttosto commissioni e tempistiche indefinite, pretendendo in cambio trasparenza e riforme dolorose. Putin offre denaro sonante e tutto ciò che vuole in cambio è la tua libertà e la tua anima.
  • Fino a pochi anni fa Putin non ha avuto bisogno di ricorrere a nessuna ideologia per depredare la Russia e consolidare il potere. L'unica idea che ispirava la sua cerchia si può riassumere nella frase "Rubiamo insieme": la struttura governativa serviva a far confluire i denari pubblici nelle tasche di chi esercita il potere. Con il deteriorarsi della situazione economica, tuttavia, Putin ha dovuto leggere fino in fondo il manuale del perfetto dittatore alla ricerca di nuovi pretesti con cui giustificare il suo ruolo di leader supremo.
  • L'ascesa di Vladimir Putin e del suo clan di San Pietroburgo è stata definita machiavellica, ma se ne trova una raffigurazione migliore nelle imprese di don Vito Corleone. La tela di tradimenti, i segreti, il confine indistinto tra affari, governo e crimine: è tutto descritto alla perfezione nei libri di Puzo. [...] leggendo Puzo si ha una visione più precisa del governo Putin: una rigida gerarchia, estorsioni, intimidazioni, un'immagine da duro, una sfilza di provvidenziali decessi tra gli oppositori, l'eliminazione dei traditori, il codice d'onore e di omertà e, soprattutto, la missione di far fluire i ricavi in continuazione. In altre parole: una mafia.
  • Per sette anni, dall'elezione di Putin fino al momento dell'assassinio di Litvinenko, i leader occidentali provarono a cambiare il Cremlino con parole gentili e condiscendenza. Pensavano di poter integrare Putin e il suo clan nel sistema di mercato regolare e onesta diplomazia del mondo libero. Invece accadde il contrario. Il Cremlino non avrebbe cambiato i suoi standard, ma li avrebbe imposti al resto del mondo. La mafia corrompe tutto ciò che tocca e barattare i diritti umani oggi comincia a sembrare accettabile. Come beneficio aggiuntivo, Putin e i sui compari ricevettero il marchio di legittimità dai leader e dalle aziende occidentali rendendo quegli stessi leader e aziende complici dei loro crimini.
  • Poiché da oltre dieci anni faccio di tutto, anche con i miei editoriali, per mettere in guardia dalla vera natura di Putin e dalle sue mire, mi secca non poco constatare che tanti politici americani, e così potenti, giungono alle mie stesse conclusioni solo quando non sono più in carica. Eppure nei loro libri non una riga è dedicata ad analizzare quale diversa strategia avrebbero potuto usare per incidere sulle azioni di Putin, quando ancora avevano il potere per farlo. Non si prende mai in considerazione l'ipotesi che gli Stati Uniti avrebbero potuto minacciare di isolare Putin, di emarginare lui e i suoi amici miliardari, di usare il bastone dopo avergli lasciato pappare tutte le loro carote.
  • Purtroppo Putin, come tutti gli autocrati moderni, disponeva, e dispone ancora oggi, di un'arma che la leadership sovietica non si sarebbe neanche sognata: un profondo legame compromissorio, economico e politico, con il mondo libero. Decenni di scambi commerciali avevano generato una ricchezza mostruosa, che le dittature come quelle russa e cinese usano per edificare sofisticate infrastrutture autoritarie all'interno del paese e per esercitare pressioni in politica estera. Pensavamo, ingenuamente, che il mondo libero avrebbe sfruttato quelle relazioni socioeconomiche per liberalizzare gradualmente gli Stati autoritari. In realtà, sono stati gli Stati autoritari a diffondere il loro sistema corrotto all'estero e inasprire la repressione in patria abusando di quell'apertura e dell'interdipendenza economica.
  • Putin non è un ideologo. Lui e i suoi soldati hanno accumulato ricchezze spaventose e la minaccia di non poterne usufruire liberamente in Occidente sarebbe per loro devastante. A differenza dei loro predecessori sovietici, Putin e i suoi alleati non si accontentano di una limousine ultimo modello e di una bella dacia sul mar Nero. Vogliono governare come Iosif Stalin ma vivere come Roman Abramovič, il caro amico di Putin che ha speso una fortuna per comprare una famosa squadra di calcio inglese e svariati yatch grandi quanto un campo di calcio. Gli oligarchi di Putin viaggiano in tutto il mondo e custodiscono le loro ricchezze all'estero, e questo dà ai governi occidentali una leva di potere consistente, se soltanto avessero il coraggio di usarla.
  • Putin [...] non sa che farsene del popolo russo, soprattutto dei giovani istruiti. Lui e la sua giunta hanno trasformato il paese in un petrol-Stato, e le esportazioni di risorse naturali su un mercato globale insaziabile non necessitano di imprenditori o di manager, per non parlare di scrittori e professori.
  • Quando Putin divenne presidente nel 2000 non figurava nessun russo nella lista di Forbes dei miliardari di tutto il mondo. Nel 2005 ce n'erano trentasei e nel 2008 erano saliti a ottantasette, più di Germania e Giappone messi insieme, in un paese in cui il 13% dei cittadini vive al di sotto della soglia di povertà, con 150 dollari al mese. Putin e i suoi simpatizzanti all'estero usavano quelle cifre per pubblicizzare la crescita del Pil russo, ma era come calcolare la temperatura media di tutti i pazienti di un ospedale.
  • Se Putin gode di tanto consenso popolare, perché non ci sono elezioni libere e regolari e una stampa indipendente? Perseguitare blogger e arrestare un manifestante che ne sta in piazza con un cartello anti-Putin non mi pare sia il comportamento tipico di un governante popolare.

Elena Kostjučenko[modifica]

  • Come Hitler e Mussolini, Putin sostiene che amare il nostro Paese ci obblighi a diventare assassini, a sostenere il fascismo.
  • Non somigliava per niente a El'cin: era giovane, atletico, aveva gli occhi chiari. Gli occhi erano l'unica cosa della sua faccia che ti restava in mente. La voce aveva una particolarità: pareva sempre a un passo dal diventare un ringhio. In compenso, quando Putin sorrideva, tutti quelli che gli stavano intorno sembravano felici. Mia madre non aveva votato per lui. È del Kgb, diceva. Io sapevo cos'era il Kgb: nella nostra scala abitavano due agenti. Persone sospettose in modo maniacale, che bevevano come spugne e non salutavano mai. Non avevamo legato.
  • Quando Putin è arrivato al potere, i cittadini russi si sono semplicemente accontentati che non fosse né anziano, né alcolista. Le aspettative erano molto basse. Inoltre, non bisogna dimenticare che la propaganda putiniana investe risorse illimitate al fine di apoliticizzare la maggioranza della popolazione. Le votazioni e le elezioni in Russia si sono trasformate in una specie di rituale in cui si pone una crocetta, ma la realtà è che elezioni libere nel mio Paese non esistono più da molto tempo.

Nicolai Lilin[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Da giovane, e anche nei primi anni della sua presidenza, parlava spesso di portare in Russia il modello di democrazia occidentale. Un progetto che ha presto accantonato perché, da vero russo, ha sentito quella corda intima che c'è nella nostra cultura: la richiesta di autoritarismo. [...] Abbiamo ereditato dai bizantini l'idea che siamo la terza Roma e che non ce ne sarà una quarta. Il popolo vuole lo zar e Putin lo ha capito. (16 ottobre 2020)
  • Putin parla con gli oligarchi e non può fare altrimenti. In Russia, si può arrivare al potere solo in due modi: ottenendo l'appoggio delle famiglie degli oligarchi oppure facendo come i comunisti, massacrando, giustamente o ingiustamente, milioni di persone. (16 ottobre 2020)
  • Alcuni ritengono che Putin voglia ricostruire l'Unione sovietica, ma non è così. Lui non è un sognatore come Gorbačëv (che infatti si è fatto abbindolare da tutti). Putin non è un sognatore, è molto freddo e logico. La sua visione geopolitica si rifà soprattutto agli interessi del sistema economico che lui mantiene e dal quale è mantenuto. (16 ottobre 2020)
  • Putin ha sbagliato nel condurre una politica interna che ha allontanato la Russia dal binario della democrazia del modello occidentale. Ha scelto la via dell'impero e abbiamo visto com'è finita. Da una parte c'è una setta di ortodossi che l'ha proclamato santo e dipinge icone con la faccia di Putin. Credono infatti che sia stato mandato dal cielo per combattere l'Anticristo. Dall'altra ci sono quelli che dicono che ha rovinato tutto. Io non credo a nessuno dei due. Io ritengo che all'epoca in cui Putin è diventato presidente si dovesse prendere una decisione. Era un momento difficile però lui l'ha fatto. (16 ottobre 2020)
  • Putin è una cartuccia sparata, non cambierà più. L'unico modo per la Russia di salvarsi, se lui davvero la ama, è quello di cominciare a preparare qualche sostituto, più giovane e più energico. E, soprattutto, meno legato agli olicarchi. (16 ottobre 2020)
  • Il modello a cui si rifà è un modello imperiale, messianico, il suo modello è Alessandro III. Forse all'inizio ha pensato di avvicinarsi alle democrazie occidentali, non certo a un vero Stato liberale, ma si muoveva in quel senso. Poi ha prevalso l'idea di tornare all'Impero, si è trasformato quasi in un personaggio shakespeariano. (26 marzo 2022)
  • Sono moltissimi quelli che non la penseranno come Putin. E i più dovranno pernsarlo in silenzio. Ma non si può pensare che Putin cada per una rivoluzione, i russi hanno già provato le rivoluzioni e temono più di tutto il caos. Se ci sarà un cambiamento partirà all'interno del sistema. (26 marzo 2022)
  • In lui c’è stato un cambiamento incline anche verso il male, il potere non ha migliorato quest’uomo, sicuramente lo ha danneggiato dal punto di vista umano. (28 marzo 2022)

Jonathan Littell[modifica]

  • Fisicamente, Putin è un uomo di bassa statura e certamente gli anni dell’infanzia, trascorsa nella Leningrado post bellica, devono essere stati molto duri per lui. Sicuramente gli hanno insegnato questa lezione: se sei piccolo di statura, colpisci per primo, colpisci forte e continua a colpire. I ragazzi più grandi e grossi impareranno a temerti, e saranno loro a fare un passo indietro. È una lezione che ha imparato a memoria. La spesa militare degli Usa nel 2021 è stata di circa 750 miliardi di dollari, quella complessiva di tutti i paesi europei non è arrivata ai 200 miliardi, e quella della Russia si è attestata intorno ai 65 miliardi di dollari. Eppure, Putin riesce a spaventarci molto di più di quanto non riusciamo a spaventarlo noi. Ha dalla sua il vantaggio di lottare come un topo spinto nell’angolo, non come i nostri ragazzi grassocci e indolenti, allevati a Coca-Cola, Instagram e 80 anni di pace in Europa.
  • Ho studiato a lungo il linguaggio di Adolf Hitler e ritrovo lo stesso meccanismo in Putin, quello di un dittatore narcisista che trasferisce le proprie paure e le proprie insicurezze sulla storia. La sua persona diventa un fatto storico.
  • Putin deve la sua esistenza alla guerra; se sopravvive e prospera ancora oggi, lo deve alla guerra. Ma adesso una guerra, ce lo auguriamo, servirà finalmente ad annientarlo.
  • Putin sembra addirittura credere alla sua stessa propaganda, quando si tratta dell’Ucraina. Credeva davvero che gli ucraini avrebbero accolto i «liberatori» russi a braccia aperte? Che si sarebbero arresi senza colpo ferire? Se così stavano le cose, si è sbagliato di grosso. Gli ucraini combattono, e benché inferiori per numero e armi, combattono con tutta l’anima. Insegnanti, impiegati, casalinghe, artisti, studenti, dj e drag queen, tutti imbracciano i fucili e sparano ai soldati russi, molti dei quali sono semplici ragazzi che non hanno la minima idea di che cosa sono andati a fare in quel posto.
  • Putin si è convinto che siamo deboli, almeno se messi di fronte al suo concetto di forza. Anche perché per anni si è allenato sulle debolezze dei Paesi occidentali. Le ha coltivate, le ha studiate. Non mi ha mai convinto l’ipotesi della paranoia, a mio avviso è stato un leader lucidissimo nelle sue mosse.
  • Tornai in Cecenia come operatore umanitario allo scoppio del secondo conflitto. Nel febbraio del 2000, trascorsi una serata in quella regione in compagnia di Sergey Kovalev, il grande paladino russo dei diritti umani, e gli rivolsi la domanda che era sulle labbra di tutti: chi era questo nuovo presidente sconosciuto? Chi era Putin? Ricordo ancora, a memoria, la risposta di Kovalev: «Giovanotto, vuoi sapere chi è Vladimir Putin? Vladimir Putin è un tenente colonnello del Kgb. E sai chi è un tenente colonnello del Kgb? Un signor nessuno».
  • Vladimir Putin in tutti questi anni ha giocato sul filo dell’ambiguità unita a un tentativo di normalizzazione. Una volta si è preso un pezzetto di territorio nel silenzio dell’Occidente, un’altra volta ha osato con la guerra ibrida, un’altra ancora è stato accusato di aver violato i diritti umani senza che questo diventasse un problema di tutti. Ogni volta, sui media occidentali, le mosse di Putin restavano un fatto confinato nella Russia, ma il nodo è che i diritti sono un problema di tutti.

Aleksandr Val'terovič Litvinenko[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Putin sa di essere un criminale di guerra e, ovviamente, teme di finire sul banco degli imputati per le malefatte che ha compiuto. (22 gennaio 2004)
  • Se Putin disponesse delle prove della colpevolezza di Maschadov in relazione [all'attentato a Mosca del 2004], allora certamente verrebbero presentate al pubblico. Poiché ciò non è stato fatto, significa che i vertici della Federazione Russa semplicemente non dispongono di queste prove e a Putin non resta che mentire. (7 febbraio 2004)
  • Nei cinque anni del suo governo Putin ha detto solamente una cosa giusta, che l'URSS si è sfaldata perché lui è stato un incapace, e qui è necessario aggiungere che incapace lo è stato perché quella era un'enorme prigione di popoli, proprio come lo è oggi la Federazione Russa. (6 settembre 2004)
  • La Russia ha di che inorgoglirsi: il suo Presidente Putin non è soltanto sommergibilista, aviatore, allevatore di cani esperto ed il migliore amico di tutti i bambini. È anche un armatore: è di sua proprietà il megayacht "Olimpia", che rientra nella classifica dei cento megayacht più grandi al mondo. (10 giugno 2005)
  • Quando ho incontrato Putin per la prima volta ed ho parlato con lui, il mio fiuto operativo mi ha suggerito che fosse robaccia della peggior specie, di quelle che oggi abbondano sui tavoli dei controlli passaporti, alla dogana e per la Tverskaja all'imbrunire. L'incontro con Putin, quando era ancora direttore dell'Fsb, mi ha lasciato nell'animo un'impressione di ribrezzo, e allora ho preso dentro di me la decisione che da Putin e da quelli come lui, qualunque sia la posizione che occupano, occorra tenersi quanto più distante possibile, come successivamente ho fatto. (10 giugno 2005)
  • Il principale merito del governo settennale di Putin è che nel Paese governato dal Kgb viene deprezzata pienamente la vita umana, oggi la vita umana in Russia non vale proprio un bel niente. (30 marzo 2006)
  • Dopo che lo sconosciuto Putin, in un modo del tutto incomprensibile, è apparso all'apice del potere russo, ho iniziato a indagare molto attentamente e a fondo su ogni fase della sua crescita professionale. Ed ecco cosa sono riuscito a scoprire da chi conosceva bene Putin durante i suoi studi al Kai [Istituto della bandiera rossa Andropov].
    Si è scoperto che Putin non è stato portato all'intelligence straniera perché è stato accertato che soffre di pedofilia. Come hanno detto persone esperte, non hanno appreso immediatamente di questo disturbo sessuale, ma poco prima di diplomarsi al Kai. Naturalmente, non c'era abbastanza tempo per studiare Putin, e la leadership del Kai aveva paura di riferire ai vertici che gli ufficiali del personale non avevano ispezionato, e nelle profondità dell'intelligence sovietica, è apparso la parola "pedofilo". (5 luglio 2006)
  • Subito dopo la sua nomina come direttore dell'Fsb, Putin ha iniziato a cercare materiale compromettente raccolto su di lui nei servizi speciali e a distruggerlo, preparandosi così alla futura presidenza. È chiaro che, essendo il direttore dell'Fsb, non ha avuto particolari problemi con la distruzione di prove compromettenti su se stesso. A quel tempo, Putin ha trovato video nel dipartimento della sicurezza dell'Fsb, dove i čekisti sono riusciti a registrare il loro futuro capo nel momento in cui faceva sesso con ragazzi minorenni. (5 luglio 2006)
  • Certo, non puoi credermi e dici che Putin non può essere un pedofilo, perché è un padre di famiglia esemplare e sua moglie e i suoi figli lo adorano. Tuttavia, se ricordiamo la sanguinosa storia di uno dei maniaci più crudeli del nostro tempo, Andrej Čikatilo, che, per soddisfare la sua lussuria, uccise 53 bambini, così la moglie del maniaco Čikatilo, come la moglie del presidente russo, ha sempre affermato che suo marito era un padre di famiglia esemplare, amava e si prendeva cura dei suoi figli. (5 luglio 2006)
  • Caro signor Putin, Lei ha dimostrato di non aver rispetto per la vita, per la libertà o per i valori civili.
    Lei ha dimostrato di essere indegno del suo ufficio.
    Di essere indegno della fiducia degli uomini e delle donne civili. Potrà riuscire a mettere a tacere un uomo, ma il fragore delle proteste da tutto il mondo, signor Putin, rimbomberà nelle sue orecchie per il resto dei suoi giorni.
    Che Dio vi perdoni per quello che avete fatto, non solo a me, ma all'amata Russia. (20 novembre 2006)

Sergej Medvedev[modifica]

  • Indubbiamente gli storici del futuro scopriranno come e quando l'Ucraina si è impadronita dell'immaginazione paranoica di Putin. È successo nel 2004, al tempo della prima rivoluzione Maidan, quando le "rivoluzioni colorate" divamparono attorno al perimetro dell’Impero? Oppure è stato durante il secondo Maidan, nel 2013? O era dovuto a qualche trauma infantile sconosciuto? O alla gelosia adulta di un marito respinto e disprezzato? Qualunque cosa fosse, il fatto è che per Putin gli ucraini sono diventati quello che gli ebrei erano per Hitler: una spina nella sua visione dell'universo. Tutti i suoi saggi pseudo-storici dell'anno precedente, tutti i suoi commenti amari, il suo ribollente disprezzo e odio per l'Ucraina, testimoniano il fatto che aveva deciso "di risolvere finalmente la questione ucraina". Nello sterminio dell'Ucraina, che sta avvenendo davanti ai nostri occhi, Putin sta seguendo gli ordini del suo padre spirituale, Žirinovskij, che lanciava facilmente bombe nucleari nei suoi discorsi incendiari.
  • Putin ha restituito alla Russia uno dei suoi principali archetipi: la guerra. È salito al potere come "il presidente della guerra" e non ha abbandonato l'argomento per nemmeno un solo anno del suo governo. La sua improvvisa nomina a primo ministro, il 9 agosto 1999, coincise con l'attacco a sorpresa al Daghestan da parte dei combattenti ceceni due giorni prima. Poi ci fu una serie di misteriose esplosioni in condomini a Mosca, Volgodonsk e Bujnaksk, nel sud della Russia, nel settembre 1999, che uccisero oltre 300 persone e ne ferirono altre 1.700. Un'altra esplosione è stata evitata in un condominio a Rjazan', ma questa è stata poi descritta come "solo un'operazione dell'Fsb". I terroristi ceceni furono accusati degli attacchi, ma ci sono teorie che suggeriscono che dietro gli attacchi ci fossero l'Fsb e Putin personalmente, e che Putin volesse aumentare la sua reputazione come protettore della nazione in vista delle elezioni presidenziali del 2000, così come rafforzare il ruolo dell'Fsb e giustificare una nuova guerra in Cecenia.
  • Tutto quello che aveva cercato di creare, tutta questa borghesia delle città degli ultimi trent’anni, questi 20 milioni che si erano uniti alla civiltà globale, è finito. La guerra di Putin è una manifestazione di questo fallimento. La Russia di Putin non ha creato una società civile, la democrazia non ha messo radici lì. Invece, ha ricreato un enorme Stato Leviatano, che ha schiacciato tutti i germogli della democrazia.

Aleksej Naval'nyj[modifica]

  • Ho preso parte alle indagini sul mio stesso avvelenamento e abbiamo dimostrato, con tanto di prove, che è stato Putin, impiegando i Servizi di sicurezza federali russi, a mettere in piedi questo tentativo [...]. E questo sta facendo impazzire quel ladruncolo chiuso nel suo bunker: il fatto che tutto questo sia venuto alla luce.
  • Io l'ho offeso mortalmente sopravvivendo a un attentato alla mia vita ordinato da lui [...]. L'ho offeso mortalmente sopravvivendo, grazie a persone buone, grazie ai piloti e ai medici. E a quel punto gli ho provocato un'offesa ancora più grave: non mi sono andato a nascondere, non ho cominciato a vivere sotto protezione in un bunker – più piccolo – che mi potessi permettere.
  • Non ha mai partecipato a un dibattito, non ha mai fatto una campagna elettorale. L'omicidio è il solo modo che conosce per combattere [...]. Resterà nella storia soltanto come un avvelenatore. E tutti ricorderemo Alessandro il Liberatore e Jaroslav il Saggio. Bene, adesso avremo Vladimir l'Avvelenatore di mutande. È così che rimarrà alla storia [...].
  • Per me è la persona che ha fondato nel mio Paese un sistema corrotto che ne impedisce lo sviluppo e che voglio distruggere.

Boris Nemcov[modifica]

Putin con Boris Nemcov nel 2000
  • A Putin piace essere capitalista, ma odia la libertà. Gli piace stare con Silvio Berlusconi in Sardegna, in Francia a sciare sulle Alpi, ma non ama la libertà.
  • A Putin sembra che tutti siano nemici, tranne la Cina. Ma la Russia non ha nemici, tranne forse la Cina.
  • [«Qual è la sua valutazione degli otto anni di presidenza Putin?»] Difficile dirlo in due parole. [...] Credo che questi siano stati otto anni di enormi possibilità per la Russia, possibilità di cui non abbiamo approfittato: abbiamo avuto autoritarismo senza modernizzazione. Da un lato, sono stati anni di grande crescita economica, ma anche di enorme aumento della corruzione. Sono stati anni di degradazione degli istituti democratici, dai tribunali al sistema pensionistico, dall’educazione alla salute e all’esercito. Putin dice che il più grande risultato del suo mandato è stato il raggiungimento della stabilità, ma sono convinto che si tratta piuttosto di stagnazione. E le due cose sono ben diverse.
  • La verità è che nessuno ha votato per Putin, basta guardare sul sito inguschetiya.ru, dove sono raccolte le firme di chi non ha votato Putin. Sono molti più di quanto le autorità non vogliano farci credere.
  • Obama crede nella libertà e nello stato di diritto. Putin nel denaro, negli affari e nel potere.
  • Putin vorrebbe che la Russia fosse un impero, ma la Russia oggi rappresenta circa il 2% del pil mondiale. Gli Stati Uniti contano per il 27%, la Cina per il 15%, l’Europa da sola pesa per più del 25%: che tipo di impero può contare su statistiche del genere?

Gleb Pavlovskij[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Ho incontrato Putin nell'estate del 1998, poco prima che diventasse capo dell'Fsb e poco prima che si verificasse un default nel paese. [...] Non era molto impressionante o espressivo, se così posso dire. L'ho davvero perso tra gli altri funzionari governativi dell'amministrazione. Non era una figura brillante. Cercava sempre di restare all'ombra e restava in silenzio per la maggior parte del tempo.
  • Putin è stato nominato primo ministro, il che significa che sarebbe diventato presidente. Ma doveva essere eletto per diventare presidente, e questo era il nostro compito. [...] Nella primavera di quell'anno abbiamo condotto un'indagine sociologica sul tema delle paure delle persone. Inoltre, volevamo sapere come le persone immaginano i loro eroi. Abbiamo chiesto agli intervistati quali fossero le star del cinema e i loro attori preferiti. Questa era una valutazione di ruoli diversi. Abbiamo chiesto degli attori che hanno interpretato Lenin, Stalin, Pietro il Grande. Davanti a tutti gli altri, in modo del tutto inaspettato, abbiamo avuto un attore che interpretava Stirlitz, che era un ufficiale dell'intelligence sovietica, che lavorava in organizzazioni di alto livello in Germania. Ha interpretato un perfetto ufficiale tedesco, vestito in modo eccellente e molto educato. Era un ufficiale dell'intelligence sovietica e si è scoperto che la gente lo preferiva. [...] Ci siamo resi conto che abbiamo bisogno di un ufficiale dell'intelligence giovane, forte e potente.
  • All'inizio a Putin è stato chiesto di agire in modo più rude. Era un uomo più educato. Dicono che fosse una cortesia da Leningrado. Gli abitanti di Leningrado, che oggi è conosciuta come San Pietroburgo, si sono sempre considerati più eloquenti, più educati degli abitanti di altre città. Era uno di quegli educati residenti di Leningrado. Non riusciva a parlare in modo sgarbato, quindi gli è stato chiesto di comportarsi in modo ancora più sgarbato, e sembrava che gli piacesse imparare varie tecniche e varie tecnologie. Gli piaceva viaggiare sui carri armati, sugli aerei e sui sottomarini. Ha dimostrato di essere giovane e forte. Non dobbiamo dimenticare che tutto accadeva sullo sfondo del vecchio e debole Eltsin. Questo contesto è molto importante. Senza di esso, Putin non farebbe la stessa impressione.
  • Penso che abbia iniziato a pensare che tutto possa essere manipolato. Qualsiasi tipo di stampa, qualsiasi programma televisivo è tutto incentrato sulla manipolazione. È tutto pagato da qualcuno. Questa è una brutta eredità che ha ricevuto. E quando seguendo quei canali televisivi, i canali televisivi liberali, hanno iniziato a criticarlo, ha deciso che anche questo era un ordine di qualcuno, che fosse una guerra contro di lui, e avrebbe accettato la sfida. Allora non comprendevamo l'eredità che avevamo ereditato dal periodo precedente: essenzialmente ci eravamo corrotti.
  • In Occidente lo ha detto più di una volta: "Comprendiamo che queste pubblicazioni sulla vostra stampa non sono casuali" e parla della propria esperienza. Sta parlando del modo in cui agisce, della sua tecnica.
  • Negli anni '70 ho incontrato molti investigatori del Kgb che mi hanno perseguitato. Ho trascorso del tempo in prigione. Ma non ho visto un investigatore che assomigliasse a Putin. È molto flessibile dentro. Può cambiare. Se ha la sensazione che tu sia irritato, cambierà immediatamente. Inizierà a cercare il modo giusto per avvicinarsi a te e lo farà molto facilmente.
  • Putin ammirava sinceramente Bush. Posso dirtelo con assoluta certezza. Guardava Bush Jr. come io guardavo Putin, con ammirazione. Questo è stato un modello per lui, il modello di un presidente che ha accettato la sfida e ha iniziato una grande guerra sulla scena mondiale. A Putin questo piaceva ed era pronto a essere un alleato. [...] Putin è rimasto ferito dal fatto di non essere stato capito da Bush, e la situazione è peggiorata dopo l'Ucraina. "L'Ucraina è più preziosa per te della Russia?! Ero pronto a fare qualsiasi cosa. Ero pronto ad aderire alla Nato, e tu stai intrigando con l'Ucraina?!" Credo che Putin la vedesse così. E da allora ha perso interesse per Bush.
  • In Ucraina Putin era estremamente popolare. Era più popolare in Ucraina che in Russia. Se si fosse candidato alla presidenza dell'Ucraina, sarebbe stato eletto immediatamente a stragrande maggioranza. Gli ucraini non volevano entrare in guerra. Per loro la Cecenia è stata un trauma. Quando hanno visto Beslan, hanno smesso di avere un'alta stima di Putin.
  • È stata una scelta difficile per lui lasciare l’ufficio di presidente. Non lo volevo e lo ammiravo mentre lo faceva. Mi ha completamente ingannato in quel preciso momento, perché in quel preciso momento credevo completamente che fosse un uomo repubblicano, un uomo della Costituzione.
  • Non aveva nemici. Non c'era nessuno che potesse agire in modo consolidato. Dopo le elezioni poteva riunire tutti. Non l'ha fatto. Ha fatto esattamente il contrario. Ha iniziato a creare conflitti: questo caso delle Pussy Riot; un conflitto che aveva a che fare con il divieto di adottare bambini russi da parte di cittadini americani dopo la legge Magnitskij. Ogni volta che chiedeva che il parlamento prendesse le decisioni con voto unanime, allora si trattava di un Putin diverso. Questo era un Putin senza fiducia in se stesso, un Putin che soffriva di un trauma.
  • Ma guardi che Putin non è mica una figura poi così importante nella nostra politica... [...] È importante l’élite che lo circonda. Putin è diventato un anello di troppo del sistema che ha creato: così lo vede oggi il suo entourage. Persone che sono dove sono grazie a lui, e che hanno ancora bisogno di lui per avere legittimità. Ma che ultimamente non hanno visto alcun aiuto da parte sua. Perché Putin oggi non risolve nulla e non gestisce nulla. Solo, controlla attentamente che nessun altro prenda il suo posto.
  • In realtà, non gli piace molto lavorare. Soprattutto, non gli piace il lavoro politico spicciolo. Ha sempre tralasciato la routine del governare. Per questo in Russia più in alto sali per la "verticale", maggiore è il caos organizzativo che trovi. Si gestisce solo l’immagine del potere, tutto il resto è fuori controllo.
  • Il "mito di Putin" un tempo è stato forte, ma è ormai debole e invecchiato. Non esiste più nella sua forma precedente. La gente non gli crede, quando oggi promette misure di supporto a disoccupati e piccole aziende in crisi. Non è facile misurare il grado di malcontento nella popolazione, perché non esiste una rappresentanza politica, manca quindi il canale attraverso cui esplicitarlo. Ma penso proprio che il mito sia finito e non possa rinascere. Lo stesso Putin non ci conta più.
  • Sembra che comandi solo lui, ma è un errore. Un tempo andavo molto fiero del fatto che eravamo riusciti a creare la sensazione che Putin governasse tutto nel Paese. Era un teatrino politico necessario, perché il paese era assai nostalgico di una vera leadership, e non era stato governato per quasi dieci anni visto che Boris Eltsin non era molto versato in quel senso. Perciò con il passar del tempo si è capito che la tesi “Putin decide tutto” è molto comoda perché toglie l’ansia e oscura la visione di quello che succede davvero. Lui decide molte cose. Ma è chiaro che ci sono anche forze indipendenti ormai dal governo, grosse corporazioni e banche, centri di potere alternativi.
  • Il fenomeno di Putin non si ripeterà. È stata una eccezione nata in tempi disperati come la Russia di fine anni Novanta. Dopo, verrà un Putin collettivo, sotto forma di una direzione collegiale, che parcellizzerà il potere.

Anna Stepanovna Politkovskaja[modifica]

  • Con Putin la Russia sta recuperando i peggiori valori sovietici, come il brutale fondamentalismo stalinista.
  • Diventato presidente, Putin – figlio del più nefasto tra i servizi segreti del Paese – non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà. E la soffoca, ogni forma di libertà, come ha sempre fatto nel corso della sua precedente professione.
  • In Russia, Putin e il suo popolo hanno dato la loro benedizione a qualcosa che nessun paese, che non sia totalitarista, può approvare: una corruzione fondata sul sangue, migliaia di vittime che non suscitano stupore né protesta, un esercito corroso dall'anarchia militare, uno spirito sciovinista in seno all'apparato di governo spacciato per patriottismo, una retorica sfrenata dello stato forte, un razzismo anticeceno ufficiale e popolare con metastasi che si estendono ad altri popoli della Russia.
  • La Russia sta per precipitare in un abisso, scavato da Putin e dalla sua miopia politica.
  • Per me Putin è una funzione, non una persona. Riguardo a questa funzione ho delle esigenze molto semplici: un presidente deve operare per far diventare il suo paese migliore e più prospero. Ma da noi non è successo niente del genere. Moralmente, la Russia di Putin è ancora più sporca di quella di Eltsin, è una discarica di immondizia coperta di rovi.
  • Perché ce l'ho tanto con Putin? Per tutto questo. Per una faciloneria che è peggio del ladrocinio. Per il cinismo. Per il razzismo. Per una guerra che non ha fine. Per le bugie. Per i gas nel teatro Dubrovka. Per i cadaveri dei morti innocenti che costellano il suo primo mandato. Cadaveri che potevano non esserci. Io la penso così.
  • Personalmente non è che non mi piaccia Putin, è che non mi piace ciò che sta facendo. Lui deve mantenere la pace, è un suo dovere costituzionale. Invece continua la guerra nel Caucaso, con migliaia di morti non solo ceceni, ma anche russi. Gli attentati non possono cessare. Putin deve smetterla con questa guerra suicida e mettersi a trattare anche con quelle persone che non gli piacciono.
  • Putin è un camaleonte. Se gli torna utile sarà dei vostri, altrimenti vi darà battaglia. Sa mettersi nei panni di chiunque, e molti ci cascano. Persino una parte di quegli onestissimi attivisti si è bevuta il suo trasformismo e, nonostante un approccio diametralmente opposto alla realtà, si è sciolta al suo cospetto.
  • Putin ha dimostrato più volte di non comprendere il concetto stesso di dibattito. E tanto meno quello di «dibattito politico»: chi sta sopra non discute con chi sta sotto, e se chi sta sotto si permette di farlo diventa un nemico. Se Putin si comporta in questo modo non lo fa perché è un tiranno e un despota congenito, ma perché così gli è stato insegnato. Queste sono le categorie che gli ha inculcato il KGB e che lui stesso ritiene ideali, come ha più volte dichiarato. Perciò, non appena qualcuno dissente, Putin si limita a chiedergli di «piantarla con gli isterismi». Per questo rifiuta i dibattiti pre-elettorali: non sono il suo ambiente, non è capace di parteciparvi, non sa reggere un dialogo. La sua arte è quella del monologo, il suo schema quello militare: da basso rango ero costretto a non fiatare? Ora che sono in cima alla scala parlo, anzi monologo, e che gli altri fingano d'essere d'accordo con me. Un "nonnismo" ideologico che talvolta – come nel caso di Chodorkovskij – si risolve nell'allontanamento e nell'eliminazione dell'avversario.
  • Putin ha scelto di fondare il proprio potere su piedi d'argilla, gli oligarchi, cassando dal suo schema la gente comune. Putin lega con i miliardari che si sono spartiti le riserve di petrolio e di gas e dichiara guerra al resto della popolazione, che non conta nulla. Mosca e le province sono come il Sole e la Terra. Il Sole significa calore, luce, vita. La Terra gira attorno al Sole. Orbite diverse, diversi percorsi.

Il'ja Ponomarëv[modifica]

  • Dovete capire che, come molti rappresentanti delle élite russe post-sovietiche, Putin non è né di destra né di sinistra, né liberale né conservatore. È ideofobico. È una persona molto opportunista e scaltra, pronta ad adattarsi a qualsiasi idea gli si presenti intorno e a utilizzarla a proprio vantaggio. Questa è una caratteristica molto comune all’interno dell’attuale classe dirigente russa, che però la sfrutta principalmente per arricchirsi. Per Putin, invece, è diverso: tale assenza di legami ideologici è all’origine del suo successo. Bisogna, inoltre, riconoscere che è un individuo molto capace, brillante, direi anche molto talentuoso dal punto di vista tattico. Come tattico, prende sempre decisioni poco ortodosse e molto azzardate. Ma quando si tratta di strategia, non ne ha. Ed è per questo che strategicamente fallisce. Un esempio perfetto è l’annessione della Crimea nel 2014 che tatticamente gli ha dato un grande vantaggio, ma strategicamente ha portato a un grande disastro. E la stessa cosa è accaduta nel febbraio 2022, con l’invasione dell’Ucraina.
  • È un mafioso, un bullo, ha bisogno di prevalere, mostrare di essere il maschio dominante. E non è un pazzo come vuole far credere, ma manipola tanto i russi, con la presunta minaccia costituita dalla Nato, quanto i leader dell’Occidente, con quella nucleare. E credo sia più un cleptocrate che un imperialista, come molti sostengono. È pronto a distruggere vite e economie per assicurarsi la sottomissione alle sue regole.
  • Putin mi ha fatto sapere che voleva neutralizzarmi. Io non ho mai accettato di lasciare la Russia, hanno aspettato che fossi in viaggio per lavoro e non mi hanno più permesso di rientrare.
  • [Putin vuole] restaurare l’Unione Sovietica senza niente di sovietico né di socialista, perché Putin è, ovviamente, anticomunista, ciò che ha in mente è una sorta di “Unione di Repubbliche sovrane slave” facendo leva anche sul sentimento nostalgico russo.

Petro Oleksijovyč Porošenko[modifica]

  • La mia regola è che non fidarti di Putin e non avere paura, tutto quel che promette non accade mai. Non farà mai un passo verso di te. Non fidarti e non avere paura. Se hai paura, hai perso.
  • Ovunque parlino russo, lui pensa sia Russia. E che la gente sia pronto ad accoglierlo coi fiori. Ma oggi nessuno lo applaudirebbe: gli ucraini hanno avuto 14mila morti, non accettano provocazioni.
  • Putin non è una persona normale, non si vede solo a capo d’una nazione: si crede a metà fra un imperatore e Dio.
  • Vladimir Putin non è il diavolo. È soltanto un imperatore che vuole inglobare il mio Paese senza neanche chiedere un parere al mio popolo.

Domenico Quirico[modifica]

  • Aveva assorbito tutto quello che noi avevamo insegnato, intendeva sfruttare fino in fondo quello che avevamo permesso e la nostra avidità. Ci aveva osservato con attenzione: sapeva che per ingannarci bastava indossare le vesti di scena per lo spettacolo che ci convinceva. Cercavamo complici servili, non democratici orgogliosi.
  • Noi lo abbiamo creato, accettato, lusingato perché eravamo consapevoli, fino a cinque mesi fa, che non ci era estraneo. Anzi. Pensavamo che al momento giusto, quando ha iniziato ad alzare la voce, avremmo saputo parlargli, addomesticarlo. Aleggiava solo una vaga angoscia, parlavamo la stessa lingua e ci avrebbe ascoltato perché non poteva in fondo negare di assomigliarci. Altro che democrazie contro autocrazia. Ci disprezza ma solo perché è certo di averci superato in cinismo e brutalità.
  • Noi lo abbiamo creato. Per sbarazzarcene dovremo innanzitutto cambiare noi stessi.

Christian Rocca[modifica]

  • C'è ancora chi non ha capito che i baffetti hitleriani delle mille caricature di Putin sono una fotografia perfettamente realista del dittatore che ha infuocato l'Europa. C'e ancora chi non ha capito chi è e che cosa vuole Putin, nonostante lui lo dica chiaramente, perché mille sono ancora i distinguo stravaganti, i «sì, ma» e le altre scemenze giustificazioniste del despota che si sentono in giro.
  • Le fonti intellettuali dell'attacco di Putin all'Occidente sono il totalitarismo cristiano di Il'in, l'eurasiatismo di Gumilëv e il neonazismo di Dugin. Lo strumento è Internet.
  • Putin ha scatenato la sua offensiva globale contro la democrazia rappresentativa, contro i diritti civili, contro l'Unione Europea, contro gli Stati Uniti, contro la Nato. E, così, la guerra in Georgia, l'invasione dell'Ucraina, l'annessione della Crimea, i cyber attacks agli Stati baltici, i finanziamenti ai leader estremisti, i patti politici con i partiti populisti, le campagne omofobiche, il sostegno al despota Bashar al-Assad in Siria, la fabbricazione di fake news, comprese quelle di Stato diffuse in inglese dalla tv RT, la scuderia di hacker informatici, la protezione di WikiLeaks e di Edward Snowden, i tentativi di manipolazione dei processi elettorali nel Regno Unito, in Germania, in Francia, in Italia e ovviamente in America, più qualche avvelenamento a Londra, sono tutti elementi della stessa strategia di diffusione del caos e di russizzazione dell'Occidente che sfrutta le debolezze della società aperta, abusa delle innovazioni tecnologiche americane e approfitta della mollezza del mondo libero.
  • Putin vuole cancellare la democrazia liberale perché la democrazia liberale è l'arma di mobilitazione popolare più micidiale a disposizione dei suoi connazionali interessati a combattere la cosca mafiosa di trafficanti e di oligarchi che si è installata al Cremlino.
  • Quello di Putin è un intento strategico palese, non segreto, esplicitato in tanti discorsi in russo, in tante interviste in inglese, in tante invasioni militari in Cecenia, in Georgia, in Ossezia, in Crimea e nel Donbas, per non parlare della Siria, in tanti omicidi o tentati omicidi politici di giornalisti, di oppositori, di ex amici e di dissidenti, in tante retate di militanti democratici, in tante ingerenze nei processi elettorali dell'Occidente libero, e in tanti petrorubli con cui ha corrotto i partiti politici e contribuito a diffondere il caos per smantellare l'Europa con la Brexit, a indebolire la Nato con quel fesso di Donald Trump e a giocare a briscola con l'Italia dei suoi groupies del popolo a Cinquestelle e in t-shirt celebrativa della propria dabbenaggine.

Russia. Il complotto del KGB[modifica]

  • Il giorno che Putin divenne primo ministro della Russia, a Patrušev venne affidata la direzione dell'FSB. Chi lo conosceva intimamente sostenne che Putin non aveva avuto altra scelta, in quanto Patrušev era in possesso di materiale compromettente su di lui.
  • Il parlamento deve approvare con urgenza una legge che proibisca a tutti coloro che hanno prestato servizio e che ancora operano in agenzie per la sicurezza dello stato di occupare posti elettivi o dello stato per i prossimi venticinque anni; la legge dovrà inoltre obbligare tutti coloro che hanno occupato e che occupano posti nelle agenzie per la sicurezza ad andare in pensione a una data prefissata, insieme a una commissione istituita specificamente per questo scopo. Questo decreto del parlamento deve potersi applicare anche all'attuale presidente della Russia ed ex capo del KGB Vladimir Vladimirovič Putin.
  • Putin merita senza dubbio il titolo di "tiranno", perché ha distrutto le radici iniziali dell'autogoverno in Russia con i suoi primi decreti, ed esercita ora una forma di trasparente dittatura arbitraria, che i russi chiamano bespredel (alla lettera, "illimitata"). Putin è perfettamente descritto alla voce "tiranno" del Dizionario enciclopedico sovietico del 1989: "Un governante il cui potere si basa su decisioni arbitrarie e sulla violenza".

Massimo Luigi Salvadori[modifica]

  • [Su Vladimir Putin e Silvio Berlusconi] Ciò che li lega è sicuramente l'insensibilità verso le procedure democratiche, e poi vi è la simpatia profonda tra due personaggi che condividono il piacere di un potere svincolato dall'ascolto di una società che abbia a cuore il rispetto dei diritti personali e collettivi.
  • Credo si possa definire come l'espressione, indubbiamente abile quanto cinica, di una concezione statalistico accentatrice che governa in maniera di fatto autoritaria, la società civile russa, la quale vive in una condizione di pluralismo limitato e fortememente controllato dall'alto.
  • Nelle relazioni con il resto del mondo, Putin può contare su due elementi di forza: il primo, è il fatto che egli ha risollevato sul piano internazionale la Federazione Russa, dando al sistema politico una forte stabilità. Il secondo fattore, che è strettamente collegato al primo e che riguarda in particolare i rapporti tra Mosca e l'Unione Europea, risiede nel fatto che la Russia è la grande fornitrice di una risorsa preziosa, come quella energetica, di cui è enormemente ricca. Grazie alla stabilità interna, Putin può farsi garante di forniture energetiche, gas e petrolio, di cui l'Europa, e non solo essa, ha gran bisogno.

Matteo Salvini[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Farei cambio tra Renzi e Putin domattina, altro che dittatore. (18 ottobre 2014)
  • Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin! (18 ottobre 2014)
  • Lo ammiro per le idee chiare, la fermezza, il coraggio, l'interventismo e una visione della società basata su punti cardine che condivido. (9 dicembre 2015)
  • Ho sempre ritenuto sbagliate le sanzioni contro la Russia. Putin ha il nostro sostegno per toglierle anche perchè so bene che la Russia ama il made in Italy e con queste sanzioni ci stiamo rimettendo miliardi di fatturato. (9 dicembre 2015)
  • Se è considerato un dittatore mi fa sorridere. Le dico solo che quest’anno la Russia crescerà più dell’Italia. (27 marzo 2017)
  • Di Putin apprezzo l’operato. E mi sembra che la stessa posizione la abbiano Marine La Pen e François Fillon, il Berlusconi di Francia. Eppoi come non dimenticare che anche Renzi ha chiesto di togliere le sanzioni. Fra qualche giorno scopriremo che il ministro Alfano vorrà andare da Putin. (27 marzo 2017)
  • Noi siamo a fianco degli aggrediti, c'è Putin che ha aggredito e Zelensky che è aggredito. È il caso di dirlo, per dire basta alle polemiche stucchevoli. (2 marzo 2022)
  • Putin, fino all'aggressione, è stato incontrato e omaggiato da tutti i leader politici nazionali ed europei. Ricordo ancora gli onori con cui lo accolsero Conte e Di Maio. Ma posso citare Berlusconi, Letta, Renzi... Ora c'è una guerra in cui è chiaro a tutti chi è l'aggressore. (10 marzo 2022)

Michail Šiškin[modifica]

  • Il crimine di Putin è nell'avere avvelenato gli uomini con l'odio.
  • La banda criminale di Putin ha preso in ostaggio l'intero Paese e ha cominciato a costruire la propria Russia, a sua immagine e somiglianza. Per vent'anni si sono investiti milioni non nella sanità, nell'istruzione e nelle infrastrutture, ma in yacht, ville e club calcistici all'estero. Però la colpa della miseria e della disperazione, come afferma la tv, è dell'Occidente, dell'America.
  • La Russia di Putin è irrespirabile, puzza tremendamente di stivale poliziesco. Sotto gli occhi di tutti il mio paese si sta trasformando in una dittatura fascista.

Timothy Snyder[modifica]

  • La Seconda Guerra Mondiale è un elemento del mito storico dell’innocenza russa e della grandezza perduta di Putin: la Russia deve godere del monopolio del vittimismo e della vittoria.
  • Nella sua mente, gli ucraini sono russi che amano gli occidentali. Devono essere corretti con la forza – “puliti” o “sputati fuori”.
  • Per Putin un "fascista" o un "nazista" è semplicemente qualcuno che si oppone a lui o al suo piano di distruggere l'Ucraina. [...] Chiamare gli altri fascisti pur essendo fascisti è la pratica putinista per eccellenza.
  • Putin è un dittatore che controlla i media del suo Paese. E se le cose vanno male, gli basta cambiare argomento. [...] L’ultima volta che la Russia ha invaso l’Ucraina, nel 2014, i suoi media hanno cambiato argomento sulla Siria da un giorno all’altro, e i russi lo hanno seguito.
  • Putin governa in una realtà virtuale dove c’è sempre una via di fuga. Non può essere messo in un angolo in Ucraina, perché l’Ucraina è un posto reale.
  • Putin non è lungimirante. Geopoliticamente sta consegnando il suo paese alla Cina.
  • Tribalizza la storia della Seconda Guerra mondiale: è lui il nazista e lo sa.

Vittorio Strada[modifica]

  • Dopo il pangermanesimo, il panslavismo, il panarabismo, Vladimir Putin ha inventato il panrussismo. E con questa strategia imperiale l'Occidente è chiamato a fare i conti. [...] L'interpretazione corrente e diffusa è che Vladimir Putin voglia ricostituire l'Unione Sovietica. Si tratta di una interpretazione semplicistica e approssimativa. Il fatto stesso che Putin faccia riferimento esclusivamente all'elemento nazionale russo dimostra che si tratta di una ideologia diversa da quella sovietica.
  • Il primo, grande successo è che Putin ha portato la Russia tra le potenze mondiali di primo rango, subito dopo gli Stati Uniti, e al livello della Cina.
  • Ordine e stabilità erano stati i pilastri del suo "patto" con i russi, il fondamento della sua legittimazione popolare, sin da quando Eltsin lo spinse avanti. Ordine e stabilità sono i valori più sentiti oggi dai russi: tutti i più recenti sondaggi indicano chiaramente che in testa a tutti i valori che erano stati indicati - libertà, democrazia....- la stragrande maggioranza dei russi poneva ordine e stabilità, oltre al miglioramento della situazione economica e delle condizioni di vita.
  • Per lui la Russia non è soltanto l'etnia di un'unica razza, bensì comprende tutte le etnie che compongono l'attuale Federazione. Più volte ed esplicitamente, il leader del Cremlino ha messo in guardia contro un nazionalismo russo esclusivo. Per lui, l'elemento russofono è il "fratello maggiore" di una comunità di popoli, di etnie, che compongono, per l'appunto, l'attuale Federazione. In questo senso, anche gli ucraini (ucrainofoni) potrebbero far parte di questa "famiglia allargata". Anche da questo nasce la violenta polemica scatenata dalla leadership putiniana contro i nazionalisti ucraini antirussi.
  • Può piacere o meno, ma sta di fatto che oggi la Russia da lui guidata ha una capacità di azione internazionale, politica ed economica notevolissima.
  • Putin viene visto come l'uomo che ha fatto uscire la Russia da una situazione di inferiorità che prima aveva avuto. E poi, ognuno vede in Putin ciò che vuole: l'uomo d'ordine, quasi l'uomo "qualunque", "uno dei nostri", vicino al cittadino. In questa ottica, la sua mancanza di carisma risulta essere agli occhi dell'elettore medio, non particolarmente politicizzato, un elemento vincente. A ciò si aggiunge la vecchia tendenza. fortemente radicata nella Russia pre rivoluzionaria e ulteriormente rafforzatasi nella Russia sovietica, dell'uomo forte, dell'uomo che può difendere il Paese da tutti i pericoli e garantire un minimo di sicurezza e di prestigio.
  • Sotto Putin, il regime "ibrido" - autoritarismo di sostanza e democrazia di facciata - ha raggiunto una indubbia stabilità, tanto è vero che alcuni autorevoli analisti non parlano più di post-sovietismo ma di neo-sovietismo.
  • Un uomo di stabilità e di transizione, in una fase di sviluppo della Russia post-comunista. Un politico indubbiamente capace che ha risolto alcuni problemi e ne ha aperti altri.

John Sweeney[modifica]

  • Alla fine degli anni novanta, Putin descrisse il comunismo come un "vicolo cieco, lontano dalla corrente della civiltà". Il suo disprezzo per il comunismo è sincero. Ma, naturalmente, questo non significa che Putin abbia abbracciato la democrazia o le sue componenti essenziali che devono per forza accompagnarla: controllo da parte di una stampa libera, libertà di parola, tolleranza della parodia e dell'umorismo. Putin, invece, selezionò una serie di idee che si coagulavano e divennero la sua bussola: ultranazionalismo; odio per l'altro; disprezzo per una stampa libera e la libertà di parola; intolleranza di parodia e di umorismo; valori sociali profondamente conservatori; un mercato non-libero assoggettato al potere politico; una riverenza per "gli organi", il Kgb e i suoi predecessori dagli acronimi pasticciati (la Čeka, il Gpu, l'Ogpu, l'Nkgb, l'Nkvd, l'Mgb) e le loro propaggini (l'Svr, l'Fsb). Senza esprimerlo chiaramente, senza alcun annuncio, Putin era un fascista russo.
  • Che Putin finisca avvelenandosi è un finale degno di Shakespeare.
    Fortuna, gira la tua ruota.
  • Continuo a ripetere ai miei amici ucraini: un altra Russia c'è. Il problema è che le alternative a Vladimir Putin sono o morte o non molto vive.
  • Il Putin che avevo sfidato nel 2014 era un uomo diverso, sottile, flessibile, disposto a confrontarsi con un reporter della Bbc rompiscatole, sebbene solo per mentire così tranquillamente. Il Putin del 2022 era iperagressivo. Ma a spaventarmi era qualcos'altro. Il Putin che incontrai nel 2014 sembrava un furetto o un rettile, dal volto affilato, magro. Il Putin del 2022 sembra un criceto, con le guance gonfie, malaticcio. Ha l'aspetto di un uomo che prende gli steroidi, e ciò mi riempì di paura.
  • In carne ed ossa, Vladimir Putin è impeccabilmente vestito, molto basso e un sosia per un Auton, i mostri raccappricciantissimi di Doctor Who che si trasformano in cassonetti, ti mangiano in un sol boccone e ti sputano in forma di plastica. La sua chirurgia cosmetica non è una pubblicità ideale per Botox, ma se arrivi ad essere il padrone del Cremlino nessuno ti dirà che il tuo lavoro in pelle fa schifo.
  • In Russia, ai nemici di Putin non è permesso di avere una vita privata. Sappiamo tutto su ciò che fanno in camera da letto. Ma nessuno sa i fatti semplici di Vladimir Putin. Quanti figli ha? Con chi? E sono per caso straordinariamente ricchi?
  • L'Unione sovietica non poteva permettersi di sfamare, fornire alloggio o prendersi cura della sua gente, così cominciò ad implodere. Putin, il poliziotto segreto a Dresda, non comprese mai appieno la potenza di questi tre fallimenti [la guerra in Afghanistan, il disastro di Černobyl' e il collasso dell'economia pianificata]. La sua tragedia – la nostra tragedia – è che non disponeva di una conoscenza di prima mano delle tre catastrofi. Era troppo alto nella scala gerarchica della polizia segreta per essere inviato a Černobyl'; troppo pateticamente basso per essere mandato al crepuscolo della guerra fallimentare in Afghanistan; figuriamoci i carnai urbani dell'Occidente dove avrebbe visto le prove schiaccianti di come la gente comune viveva molto meglio in New Jersey o New Brighton nel Wirral che a Mosca, per non parlare di Omsk o Tomsk. Non vide mai la prova comparativa del fallimento economico sovietico con i propri occhi o, se lo fece, era troppo indottrinato per capire ciò che vedeva.
    Invece, dalle viscere della Stasilandia, arrivò a interiorizzare un'oscura assurdità, che il collasso del suo paese era dovuto all'inganno dell'Occidente e al tradimento interno, invece del semplice fatto che l'Unione sovietica aveva esaurito i fondi, l'autostima e lo scopo. Era uno stato fallito, proprio come lo divenne la Germania del Kaiser dopo che lanciò la propria stupida guerra nel 1914. Come Hitler nel 1923, dal 1991 in poi, Putin respirò una finzione velenosa, che il suo paese subì un torto, che "fu accoltellato alla schiena". In realtà, si sgretolò perché era stato un errore, si era pugnalato da solo di fronte, tre volte di seguito.
  • La comprensione di Putin del mondo è di un'angustia esasperante, bloccata in una deprimente visuale ristretta, intrappolata in una falsa narrativa di tradimento. Dichiarò una volta che la caduta dell'Unione sovietica fu "la più grande catastrofe geopolitica del ventesimo secolo".
    Cosa?
    Peggio della Prima e della Seconda guerra mondiale? Peggio dell'Olocausto? L'Unione sovietica, in realtà, era un'oscura dittatura totalitaria sotto Stalin che si tramutò lentamente in una tetra senilità.
  • La Russia non sopporta a lungo il fallimento. La mia impressione è che Putin non controlla bene gli apparati del Cremlino come faceva all'inizio del 2022. E che gli apparati del Cremlino non obbediscono più al loro padrone come prima. Comincia a somigliare al mago di Oz. Aspettiamo solo che il cagnolino apra il sipario, e l'impostore rimpicciolito che urla in un megafono sarà rivelato a tutti.
  • La storia ricevuta degli oltre due decenni di Putin al potere era quella della sua tolleranza verso un sistema mostruosamente corrotto. Il patto con gli oligarchi era che potevano tenersi gran parte della loro fortuna purché rendessero omaggio e decime al padrone del Cremlino. E dovevano tenere il naso fuori dalla politica, altrimenti... Ma questa descrizione cela ciò che sta veramente succedendo. Putin sta rubando la ricchezza della Russia, di grosso, personalmente, ma non può farsi vedere mentre lo fa – psicologicamente, detesta l'idea di essere colto in fallo – così incarica dei delegati di rubare al suo posto. È vero, gli oligarchi emersero dal disastro dell'implosione dell'Unione sovietica e dall'incompetenza da alcolista di Boris El'cin. Ma con El'cin fuori gioco, un nuovo presidente aveva l'opportunità di privare gli oligarchi delle loro oscene e illecite ricchezze e ricominciare da zero. Invece, Putin cementò il sistema oligarchico perché si adattava meglio alla sua bramosia segreta di ottenere le cose che per diritto appartenevano ad altri.
  • Non sappiamo tutta la storia, e probabilmente non la sapremo mai. Ma sappiamo che Vladimir Putin presenta molteplici caratteristiche di uno psicopatico: mentire agevolmente senza tic; dominanza spavalda; esternalizzazione della colpa; vita agiata inspiegabile.
  • Putin è un attore razionale dentro un bunker così profondo, così privo di luce e d'informazioni, che sta manovrando le leve senza capire come reagisce il mondo moderno, senza capire che alcune delle sue leve quantomeno non stanno più funzionando, senza capire che invadere i paesi in pace è ciò che fecero i nazisti.
  • Putin plasma la sua immagine pubblica all'ennesima potenza. Lascia perdere il finto sole che splende dietro Kim Jong-un, il despota lardoso della Corea del Nord, o le stelle di Hollywood che venerano il capo della Chiesa di Scientology. Il culto della personalità di Putin è il più ricco, il meglio finanziato di tutto il mondo. [...] Per me, sembra che questo sia un uomo che ha avuto un'infanzia non eccezionalmente triste o priva d'amore, che teme le beffe e di essere deriso, che vuole mostrare al mondo di essere padrone di tutto ciò che vede, ma dà l'impressione di essere un ragazzino in cerca di vendetta. Ma poi, non sono io il pubblico di riferimento.

Liz Truss[modifica]

  • Abbiamo a che fare con un disperato interlocutore-canaglia senza alcun interesse per le norme internazionali.
  • I leader come Putin hanno rifiutato l'opportunità di cambiare perché temevano di perdere il controllo. Invece hanno preso i soldi del petrolio e del gas e li hanno usati per consolidare il potere e guadagnare influenza all'estero.
  • Se Putin dovesse avere successo, ci saranno indicibili, ulteriori sofferenze in tutta Europa e terribili conseguenze in tutto il mondo. Non ci sentiremmo mai più al sicuro.

Julija Tymošenko[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Prenderei io stessa l'Avtomat [arma automatica] e sparerei in fronte a questo stronzo... (18 marzo 2014)
  • Un barbaro. Le spiego perché: l'aver lanciato una guerra contro un Paese pacifico, democratico ed europeo come l’Ucraina, è una conferma della sua natura barbarica. Ha incoraggiato l’eliminazione di anziani, donne, bambini. Questo non può essere descritto in altro modo che con quella parola: barbaro. E fascista. Qualcuno pensa che lui sia pazzo, io non credo. Ha una mente fredda, razionale, cinica. E dietro i suoi comportamenti c’è come un nucleo oscuro, qualcosa che arriva dal Medioevo più nero. (19 aprile 2022)
  • Lui vuole tutta l'Ucraina. Il suo territorio, la sua storia, la sua cultura. Ma senza gli ucraini. La chiama la denazionalizzazione. In un linguaggio normale, però, questo significa il genocidio della controparte. (8 giugno 2022)
  • Già 15 anni fa aveva perso umanità. Allora tagliò le forniture di gas all’Europa dell’Est. La gente gelava. Non era una ragione commerciale, non c’erano debiti. Noi premier orientali lo imploravamo di riaprire i rubinetti. Lui ci guardava godendo del suo potere. Già allora usava l’energia come arma, ma i leader occidentali non capirono e invece di ridurre la loro dipendenza dalla Russia, la aumentarono. (5 febbraio 2023)

Donald Trump[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Pensate che Putin a novembre verrà al concorso di bellezza Miss Universo a Mosca? Se sì, pensate che diventerà il mio nuovo miglior amico? (18 giugno 2013)
  • [Su Russiagate] Il mio staff è venuto da me – Dan Coats, il capo dell'intelligence, e qualcun altro – e mi hanno detto che è stata la Russia. Qui c'è Vladimir Putin: dice che non è stata la Russia. Io dico questo: non vedo nessuna ragione perché sia stata la Russia, ma voglio davvero scoprire dov'è il server. (16 luglio 2018)
  • Putin dichiara che una bella porzione dell'Ucraina, dico dell'Ucraina, è indipendente. Cioè, è fantastico. Io ho detto: ma quanto è intelligente! E ora ci entra come peacekeeper, cioè con la forza di pace più potente. Potremmo farlo anche noi al nostro confine Sud. (22 febbraio 2022)

Bernardo Valli[modifica]

  • Da giovane, vivendo per le strade di San Pietroburgo (allora Leningrado), Putin ha imparato che spesso bisogna essere pronti a sferrare il primo pugno. È un principio che non ha mai dimenticato. Sorprendere. Così ha fatto, mezzo secolo dopo, in Georgia, poi in Crimea e adesso in Siria.
  • Oltre a suscitare un "entusiasmo disciplinato", Putin applica una democrazia protetta, che è un surrogato di quella vera. Non esiste censura in Russia, né giornalistica né letteraria. Ma sulla stampa agisce una forte autocensura, favorita dalle proprietà e dalla vigilanza politica. Questo non esclude la discreta libertà concessa a pubblicazioni secondarie. Le quali servono da alibi. Lo stesso vale per la televisione, totalmente addomesticata, ma con qualche canale e stazione radio marginali che fanno eccezione. Idem per le case editrici. Non ci sono interdizioni ma i saggi o i romanzi troppo scomodi per il regime finiscono da editori secondari. La vita privata usufruisce di una larga libertà. Una libertà nella sicurezza dopo il caos degli anni Novanta, quando dalle ceneri dell'Urss spuntavano gli oligarchi, che si spartivano i beni dello Stato, e nelle strade non mancavano i delinquenti. Oggi puoi usare senza restrizioni Internet e i suoi più moderni derivati. Se hai i soldi puoi viaggiare dove vuoi nel mondo. Sbatti contro la cappa autoritaria se alzi la testa al livello del potere politico.
  • Vladimir Putin invoca la nostalgia dell'Unione Sovietica, ma anche dei principi religiosi, della Russia zarista, dell'identità russa, della lingua nazionale, del progetto euroasiatico, dell'ispirazione slovofila (che l'ha spinto a incontrare Alexander Solgenitsyn). Il suo impero in gestazione si muove in tante direzioni, zigzagando tra le due correnti opposte, in cui si divide il pensiero russo: quella slavofila e quella filo- occidentale. Il sistema imperiale che si disegna è più pragmatico di quel che appare. Vuol essere efficace, moderno, capace di usufruire degli spazi internazionali, politici e militari, che si presentano. Un sistema basato sull'economia di mercato, in cui le tradizioni religiose e nazionali sono elementi essenziali per l'unità del paese. Molto resta imprevedibile.

Manuel Vilas[modifica]

  • Medievalismo, comunismo, stalinismo, carri armati, bombe, esercito, ecco che cosa ci porta quest'uomo. Se lo ricordi però il ceto medio europeo, ovvero tutti i lettori di questo articolo: Putin vi minaccia e minaccia il vostro stile di vita perché quest'uomo lo trova inammissibile. Non sopporta la prosperità, la crescita economica, la ricchezza culturale, le società critiche che contestano il potere politico. Non sopporta la stampa libera, i romanzi, i film, i profumi, le spiagge, gli alberghi, le scarpe nuove e i baci degli omosessuali per strada. Non sopporta il concetto di cittadinanza fondato sul piacere e sul lusso di vivere. Non sopporta la democrazia. In realtà, è un poveraccio che non ha capito niente.
  • Per Putin [...] la guerra non è affatto ripugnante, anzi, resta un ottimo strumento di azione politica.
  • Se la bestia si accontenta dell'Ucraina saremo salvi, è quanto pensiamo tutti in questo istante.

Demetrio Volcic[modifica]

  • Con il suo modello di democrazia controllata Putin vuole unire le diverse identità storiche della Russia. Lo si vede dai simboli che sceglie. Lo stemma ha il sapore zarista; la bandiera ricorda un breve periodo democratico; è stata ripresa la musica dell'inno sovietico ma le parole sono di un vecchio letterato, già autore dell'inno precedente; la bandiera rossa dell'esercito ricorda la seconda guerra mondiale, vinta sotto questo vessillo. Questa sintesi di valori contrastanti dovrebbe accellerare la strada all'ammodernamento.
  • La sua è una storia molto sovietica. Con la maturità, e con la fine del comunismo, ha abbandonato qualsiasi ideologia, sostituendola con un forte sentimento nazionale. Le notizie sulla sua infanzia e sulla difficile adolescenza già contengono elementi che lo distingueranno: solitudine e tendenza ad appartarsi, una certa malinconia, capacità di lavorare, serietà, passione per lo sport, adattabilità, pragmatismo. Nei gruppi di bambini non è mai il capobanda, ma sempre il suo consigliere: il che è tipico dei futuri uomini politici.
  • Putin è quanto di meno russo si possa immaginare. Conduce vita ritirata, non beve vodka, è un cultore della lotta giapponese. A differenza di Primakov e di Stepashin, che Eltsin designò come successori per poi sbarazzarsene, con Putin il rapporto sembra più serio. Anche perché, non dimentichiamolo, la scelta di Putin ha coinciso con l'affondo delle operazioni belliche in Cecenia. In una situazione economica critica, e con un programma politico carente nei risultati concreti, bisognava inventarsi un nemico. Eltsin puntò su Putin per questa operazione.
  • Putin ha un progetto, ampolloso nel disegno e concreto nei fatti. Come un maestro di scuola vuole educare i suoi concittadini e per farlo occorre che essi accettino la sua visione. Quando si sente incompreso appare amareggiato. Dispone di reti televisive con cento milioni di contatti giornalieri. La sua condotta in campo economico è un impasto di liberismo controllato. Pragmatico nella gestione della vita quotidiana, rispetto alle vicende del mondo si mostra flessibile ma vuole si sappia che la Russia persegue i suoi interessi nazionali da protagonista, come del resto fanno le altre potenze.

Lech Wałęsa[modifica]

  • Il metodo di Putin è legato al passato ed è inefficace.
  • Putin deve essere convinto, non sconfitto.
  • Putin è imprevedibile e il peggio può ancora accadere se lo lasciamo continuare a conquistare territori e a uccidere persone.

Achmed Zakaev[modifica]

  • La mia opinione personale è che di trattative con Putin non se ne parla nemmeno.
  • Putin vuole riportare la Russia ai tempi sovietici, non più - come ha fatto fin'ora - ripristinando simboli, bandiere e inni. Adesso si accinge a farlo compiutamente. Prigione di popoli era, prigione di popoli vuole che torni ad essere.
  • Solo una cosa è in grado di compiacere Putin, l'uccisione dei ceceni che da secoli sfidano l'autorità russa con il proprio amore per la libertà.
  • Una differenza essenziale tra El'cin e Putin è che El'cin, nonostante tutti i problemi, aveva un consenso molto scarso ma una grande autorità, mentre Putin sembra avere un grande consenso e scarsa autorità.

Volodymyr Zelens'kyj[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Quando i suoi consiglieri guardano uno Stato, non vedono i cittadini [...] Vedono solo il capo di Stato, vedono i politici, gli imprenditori potenti.
  • Sono convinto che il presidente russo ben di rado si confronta con persone oneste e sincere. Qualunque cosa gli arrivi all’orecchio o gli venga consegnato nei rapporti scritti, questo è quanto sentiamo dire da lui.
  • [«Crede che Putin stia già prendendo di mira altri Paesi, come la Moldavia?»] Ma siete a conoscenza di quanto annunciato a Mosca negli ultimi anni? Avete mai sentito una sola frase rispettosa nei confronti dell’Ue? Credete che Putin riconosca l’Europa come potenza alla pari? No. Il suo scopo è quello di dividere e lacerare l’Europa, come sta facendo con l’Ucraina. Ascoltate quello che dice la propaganda russa. Lo predicano persino dalle loro chiese, che bisogna conquistare altri Stati: la Moldavia, la Georgia, le repubbliche baltiche. A mio avviso anche la Polonia è minacciata. Anzi, l’intero continente europeo è in pericolo, fintanto che a Putin verrà consentito di aggredire un Paese vicino.
  • Credo che Putin non sia stato in un bunker per due settimane o sei mesi, ma per più di due decenni. Non lo intendo letteralmente, ma nel senso che ha ricevuto informazioni solo dalla sua cerchia. E l'Ucraina, mentre era in questo bunker, è cambiata in modo significativo. Quindi il modo in cui vede l'Ucraina è molto diverso dall'Ucraina che esiste nella vita reale.
  • Abbiamo sempre offerto alla Russia un accordo sulla convivenza a condizioni eque, oneste e dignitose. Ma è ovvio che questo è impossibile con questo presidente russo. Non sa cosa siano la dignità e l'onestà. Pertanto, siamo pronti per un dialogo con la Russia, ma quando avrà un altro presidente.
  • Esiste la minaccia di un attacco nucleare da parte di Putin? L'ho incontrato e in lui ho visto il desiderio di vivere. Ama la propria vita. Ha persino voluto sedersi a quel tavolo lunghissimo. Ha paura di contrarre il COVID-19 o qualche altra infezione. Ciò indica che ha paura della morte e che ama la vita. Quindi non so se sia pronto a usare un'arma nucleare. Perché sa che, se premerà il pulsante, il passo successivo sarà una risposta degli altri Paesi indirizzata a lui. A lui personalmente.
  • [Rivolto al popolo russo] Il tuo leader vuole dimostrare di avere le truppe dietro di sé, è avanti. Ma si sta nascondendo. Si nasconde dietro le truppe, i missili, le sue residenze, i palazzi. Si nasconde dietro di te, brucia il tuo paese, il tuo futuro.
  • Posso solo augurare al presidente della Russia di passare il resto dei suoi giorni in un seminterrato con un secchio come bagno.
  • Putin incarna la guerra, è lui la sola ragione perché certe guerre e conflitti persistono e tutti i tentativi di riportare la pace sono falliti, e lui non cambierà.

Note[modifica]

  1. Citato in Grozny accusa Mosca. «Ci state invadendo», La Stampa, 25 settembre 1999.
  2. a b Citato in Russia: Putin, "La democrazia è dittatura della legge", Adnkronos.com, 25 febbraio 2000.
  3. Citato in Polemica su una frase di Putin a Bruxelles, La Stampa, 13 novembre 2002.
  4. Citato in Putin: per noi Schengen equivale al Muro di Berlino, La Stampa, 1 giugno 2003.
  5. Citato in Putin e Ciampi ammirano Madonna Litta di Leonardo al Quirinale, Suncaribbean.it.
  6. Citato in Putin: «Non tratto con i terroristi ceceni», L'Unità, 8 settembre 2004.
  7. Citato in Putin: attacchi preventivi per sradicare il terrorismo, La Stampa, 18 settembre 2004.
  8. Citato in Putin dà la linea alla nuova Russia. Più democrazia, meno corruzione, La Stampa, 26 aprile 2005.
  9. Citato in Gaffe di Putin: "Che uomo forte Katsav, ha stuprato 10 donne, lo invidiamo", Repubblica.it, 20 ottobre 2006.
  10. Putin: "Monti, un kamikaze che ama l'Italia", su frontierenews.it. URL consultato il 3 marzo 2012.
  11. Da Così le Nazioni dell'Europa stanno perdendo la loro sovranità, ilGiornale.it, 28 ottobre 2014.
  12. Citato in ucraina, putin: "l'esercito di kiev è legione straniera della nato", Rainews.it, 26 gennaio 2015
  13. Citato in Ucraina, Tusk: 300 violazioni della tregua. Merkel e Hollande non escludono nuove sanzioni a Mosca, Repubblica.it, 20 febbraio 2015.
  14. Citato in Russia: Putin, in arrivo oltre 40 nuovi missili intercontinentali, Euronews.com, 16 giugno 2015.
  15. Citato in Blatter si merita il premio Nobel, dice Putin, Il Post.it, 28 luglio 2015.
  16. a b Citato in Onu, Obama: "Assad brutalizza popolo, serve leader". Putin "Un errore non cooperare con Damasco", Repubblica.it, 28 settembre 2015.
  17. a b Citato in Putin – le due possibili cause di Brexit, Vedemosti, 24 giugno 2016; riportato in Russiaintranslation.com.
  18. Citato in Siria: Putin riceve Assad "Onu guidi processo politico", Euronews.com, 21 novembre 2017
  19. Citato in Trump-Putin giocano di sponda sul Russiagate: “Un'inchiesta farsa che ci ha tenuti separati”, ilFattoQuotidiano.it, 16 luglio 2018.
  20. Citato in Putin vuole rimpiazzare Wikipedia con una "nuova, grande e affidabile" versione russa, euronews.com, 8 novembre 2019.
  21. Citato in Putin, Biden è un professionista, dovremo fare attenzione, Ansa.it, 17 giugno 2021.
  22. (RU) Путин заявил, что существующая модель капитализма исчерпала себя, su tass.ru, 21 ottobre 2021.
  23. Citato in Guerra Russia-Ucraina, Putin: “Non mi aspetto di raggiungere accordi con una banda di drogati e neonazisti”, Ilfattoquotidiano.it, 25 febbraio 2022.
  24. Citato in Putin ora parla di "cancel culture", Ilpost.it, 25 marzo 2022.
  25. (EN) Citato in Putin says Western barrage of sanctions failed , tass.com, 18 aprile 2022.
  26. Citato in Andrea Walton, Bielorussia annessa da Putin? Gli oppositori di Lukashenko: “Ci stanno occupando, versione soft di quanto potrebbe accadere in Ucraina”, Ilfattoquotidiano.it, 2 luglio 2022.
  27. Citato in Guerra Ucraina: Putin accusa gli USA, il presidente russo ora fa sul serio; i dettagli, Ilmeteo.it, 17 agosto 2022.
  28. Citato in Serbia: Putin, parlo regolarmente con Vucic, Ansa.it, 20 settembre 2022.
  29. Citato in Il discorso di Putin e il massiccio attacco di oggi all’Ucraina (per soddisfare l’ala ultranazionalista russa), Corriere.it, 10 ottobre 2022.
  30. Citato in In altre parole. Vertice Xi-Putin: economia, diplomazia e politica, su italian.cri.cn.
  31. Citato in Putin ringrazia i militari. E ammette (per la prima volta): «Wagner finanziata con il bilancio russo», Corriere.it, 27 giugno 2023.
  32. Citato in «La Wagner non esiste», parola di Putin, Ilmanifesto.it, 15 luglio 2023.
  33. Citato in Missile Burevestnik, allarme per l'arma nucleare (che supera i test). Putin: «Costruiremo un mondo nuovo»
  34. Citato in Putin, "Kissinger uomo di Stato saggio e lungimirante", Ansa.it, 30 novembre 2023.
  35. Citato in L'«intervista in ginocchio» di Tucker Carlson non è piaciuta nemmeno a Putin, Cdt.ch, 15 febbraio 2024.
  36. Citato in Gennaro Sangiuliano, Putin: vita di uno zar, Mondadori, 2015. ISBN 978-88-04-65860-3
  37. Anna Zafesova, Il generale Ordine e Buonsenso, La Stampa, 14 giugno 1996.
  38. Cfr. "Perdonare i terroristi spetta a Dio. Mandarglieli a me": Putin non l'ha mai detto, Giornalettismo.com, 20 novembre 2015 e The Last Putin Hero, Snopes.com, 19 novembre 2014.
  39. Citato dal quotidiano tedesco Sueddeustche Zeitung; citato in Ucraina, Putin minaccia Poroshenko: "Se voglio invado la Polonia e la Romania", Il Fatto Quotidiano.it, 18 settembre 2014.

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]