Differenze tra le versioni di "Richard Nixon"

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*{{NDR|Su [[Félix Houphouët-Boigny]]}} Nonostante egli si rendesse interprete dell'ansia di indipendenza del suo popolo, la temeva se raggiunta in modo "improvviso ed assoluto". Il paese, a suo parere, sarebbe finito nel caos. Così quando nel 1960, la Costa d'Avorio ricevette la sua libertà dalla Francia, egli recise sì alcuni dei legami con Parigi, ma ebbe la capacità di mantenere aperti i canali di contatto più vitali. Invece di puntare tutto sulla nazionalizzazione egli volle credere all'iniziativa privata. Come risultato di questo, la Costa d'Avorio divenne lo stato più prospero dell'Africa Occidentale, con una crescita di prodotto nazionale lordo dell'8% su base annua ed un reddito pro capite quattro volte maggiore di quello del Ghana e dieci volte maggiore di quello della Guinea marxista. (p. 374)
*Come insegna la tragedia di Nkrumah, i requisiti indispensabili per il progresso sono innanzitutto la stabilità economica e la libertà di impresa. (p. 375)
*[[Sukarno]] rappresentò per l'indipendenza dell'Indonesia quello che Nkrumah rappresentò per quella del Ghana. Egli fu un leader carismatico nella liberazione dal regime coloniale, ma fu un vero disastro come amministratore dell'indipendenza conquistata. Sia lui che Nkrumah erano capaci a distruggere.<br>Ma nessuno dei due era dotato per costruire. (p. 375)
*Sukarno riuscì solo a "distrarre" temporaneamente il suo popolo dai problemi nazionali, ma non tentò mai di risolverli. Il popolo indonesiano era disperatamente povero nonostante la ricchezza del paese. Sukarno provò a sollevarlo da quella difficile situazione non già con la prosperità economica ma piuttosto - e queste sono le sue parole - con «la ricchezza della fantasia simbolica». (p. 377)
*Sukarno era un uomo di grande fascino fisico. Egli sapeva di questa sua dote e la sfruttava per affascinare il suo popolo. Molti dei grandi oratori da me incontrati, in privato si rivelavano dei conversatori tranquilli, quasi timidi. Quasi come se il carisma essi preferissero conservarlo per le masse, nelle situazioni nelle quali si rivelasse necessario. Ma Sukarno era sempre lo stesso. In lui non c'era né calcolo ne recitazione. Il calore di una folla gli era di sostegno al pari del cibo e dell'acqua. (p. 378)
*Sukarno era un ospite compito, che non mostrava assolutamente traccia di deferenza alla maniera di molti leaders di piccole nazioni in via di sviluppo. A differenza di quelli, nel caso di Sukarno non si poteva certo parlare di complessi di inferiorità. Al contrario egli dava a volte l'impressione di considerarsi superiore al suo interlocutore. (pp. 378-379)
*Era chiaro che sia la rivoluzione sia il sesso erano due strade per le quali egli giungeva alla massima soddisfazione della sua esistenza, vale a dire a suscitare negli altri l'adorazione per sè ed il completo abbandono ai suoi voleri. (p. 380)
*Dovevano essere i pressanti bisogni del popolo indonesiano a fare aggio sulle necessità personali di Sukarno. Invece accadde esattamente il contrario: egli lasciò che il mestiere di governante diventasse la tribuna privilegiata del suo prorompente bisogno di affermare la propria virilità. (p. 381)
*[[Jawaharlal Nehru]], in India, riuscì in ciò in cui sia Sukarno che Nkrumah fallirono. Pur essendo un leader carismatico, egli si rivelò anche capace di costruire una nazione. (p. 382)
*Nehru era un uomo brillante, altezzoso ed aristocratico, dotato di un'alta considerazione di se stesso e di un carattere facile all'alterazione. Egli era anche devoto in modo passionale nei confronti del suo popolo e verso gli ideali di unità e di indipendenza nazionale.<br>Sfortunatamente per l'India anche lui, come molti altri intellettuali del suo tempo, sviluppò un precoce interesse per le teorie socialiste. L'India ha finito col pagare un altissimo prezzo per i tentativi compiuti da lui e da sua figlia di imporre il socialismo al mondo indiano, con le sue tradizioni millenarie e tenaci ed i suoi milioni di abitanti abituati alla fame ed agli stenti. (p. 382)
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