Caparezza

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Caparezza

Caparezza, pseudonimo di Michele Salvemini (1973 – vivente), cantautore e rapper italiano.

Citazioni di Caparezza[modifica]

  • Dal tunnel, da ogni tunnel, si esce cercando di pensare con la propria testa, di non farsi massificare e riuscire a costruire una visione del mondo individuale.[fonte 1]
  • Di sicuro ci sono dei rapper a cui non sto simpatico. Questo è assodato. Anche dei musicisti non mi vedono di buon occhio. È una cosa normale, se fosse solo per empatia. Non è così, ma di fatto non mi importa. Non mi sono mai fatto influenzare da nessuno, nemmeno dall'aspettativa dei fan, figuriamoci dai colleghi. Esiste dell'ostracismo nei miei confronti. La più grande verità è che non ho alcun interesse per l'opinione della scena rap. Chi se ne frega, dico. Me ne tiro fuori. Tutta la musica viene accostata a fenomeni culturali, anche il liscio lo è, ma rifiuto che ci sia un modo settoriale e poco elastico di vedere la musica.[fonte 2]
  • [Su Goodbye Malinconia] È un brano nato in Inghilterra dopo aver parlato con alcuni dei tanti italiani emigrati a Londra.[fonte 3]
  • È sempre bene distinguere spiega la parola dall'esempio: non sono un paladino. Esprimo ciò che sento e che mi sta a cuore comunicare con l'auspicio che il mio senso critico su determinate questioni possa servire a supporto di chi prova a migliorare questa società.[fonte 4]
  • [Sul periodo da Mikimix] È stato un periodo in cui ho sofferto. Ma è stata una soglia da oltrepassare assolutamente necessaria per arrivare a quello che sono oggi. Dopo l'esperienza Mikimix ho fatto di testa mia e ho cominciato ad esprimermi come veramente sono.[fonte 5]
  • [Su Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)] È un precario che difende al sua famiglia dagli strozzini e combatte per la pensione. Ce ne sono moltissimi di uomini così con grandi difficoltà ma ricchi di dignità.[fonte 5]
  • [Su Fuori dal tunnel] Il messaggio di critica al divertimento decerebrato e a tutti i costi mi pareva chiaro. E invece la si sentiva ovunque, era la colonna sonora di bar alla moda, era la suoneria di ogni cellulare.[fonte 6]
  • Io mi considero un eretico, perché mi piace scardinare i dogmi religiosi, politici e sociali.[fonte 3]
  • [Sui suoi concerti] Le fasi artistiche sono due: una è quella delle idee e l'altra è quella dell'esecuzione. Il periodo che mi piace di più è il primo, quindi la cosa che mi manca di più è la parte creativa, soprattutto durante i concerti. Così mi ingegno per farmi piacere anche il momento di riproduzione. Mi diverto e diverto il pubblico, perché non c'è più differenza tra me e loro. E recito come a teatro.[fonte 2]
  • Mi piace essere considerato oggettivamente mainstream, pur rimanendo di fatto nel mondo indipendente.[fonte 2]
  • Mikimix era un personaggio mediocre. Ma il mio rapporto con lui è stato evolutivo: ho inglobato la vicenda, la situazione di allora, e ciò che ne è uscito è il rigurgito di quel momento, probabilmente necessario perché nascesse Caparezza. Certo, ho passato un anno non proprio bello, però poi ho pensato che la giusta strada da percorrere fosse tornare a fare musica a mio modo.[fonte 1]
  • Museica è il mio museo, la mia musica, il mio album numero 6. È stato registrato a Molfetta e mixato a Los Angeles (dal pluri-blasonato Chris Lord Alge) ed essendone sia l'autore che il produttore artistico, lo considero come un nuovo "primo" disco. È un album ispirato al mondo dell'arte, l'audioguida delle mie visioni messe in mostra.[1]
  • Non è che se uno si droga diventa automaticamente un talento. Io sono antiproibizionista, ma non faccio uso di sostanze stupefacenti. Ammiro Frank Zappa: un genio che non usava droghe. Anzi, nei tour le vietava anche alla band.[fonte 7]
  • [Sul Sessantotto] Per me è stato fondamentale non solo per i grandi avvenimenti storici che si sono susseguiti in quegli anni (dalla Primavera di Praga alla guerra in Vietman) ma per la musica e per il costume. Non nego che come tutte le rivoluzioni ci siano stati degli strascichi "pesanti". Ma è stata una fase fondamentale per la crescita civile, come ad esempio i diritti delle donne.[fonte 5]
  • [Sui talent show] Più che "saranno famosi?" dobbiamo chiederci "saranno capaci?". In questi programmi televisivi la prima cosa che noto è che il talento non conta: per l'audience si vanno a cercare pianti, litigi e storie d'amore. Nei partecipanti manca la creatività: la bella voce da sola non è creatività.[fonte 7]
  • [Su Legalize the Premier] Silvio Berlusconi non è mai nominato esplicitamente. La mia è un'accusa più generale a un seme che ha germogliato nel sistema italiano: se diventi Presidente del Consiglio sei libero di modificare le leggi a tuo uso e consumo.[fonte 3]
  • Sono affascinato dal dubbio. La certezza, il pregiudizio non fanno per me. Il bello è che il famoso beneficio del dubbio esiste: coltivo il dubbio ed è più rilassante della marijuana.[fonte 8]
  • [Sulle sue canzoni] Sono fatti che leggo sui giornali e mischio con ricordi dell'infanzia e citazioni letterarie alte per creare dei contrasti. È facile dire "la guerra è brutta", ma con altre parole ottieni un altro effetto. La mia è una "patchanka" di citazioni e riferimenti.[fonte 7]
Aldo Cazzullo, Il nuovo Caparezza: sono agnostico ma stimo Padre Pio, Corriere della sera, 15 marzo 2012
  • Quando canto divento urticante, fastidioso. È il mio modo di richiamare l'attenzione. Ma versi come "Voi che parlate di libertà | come si parla di una notte brava dentro i lupanari" andavano detti di pancia, senza ironia.
  • [Riferito alla violenza] C'è stata anche nel '68, che pure era un movimento giusto. Le lotte sociali hanno queste controindicazioni. Effetti collaterali. Nati dalla frustrazione di non contare nulla.
  • Lo seguo con simpatia. Dicono che è qualunquista, antipolitico. Ma Grillo fa politica da tempo. Certe cose sul degrado ambientale le ho imparate ai suoi spettacoli.
  • È vero, sono molto legato alla mia terra. La pugliesità esiste. Ed è fatta anche dai valori della tradizione. Non sono attratto dalla movida. Per me è fondamentale la famiglia, i legami di parentela: è importante far parte di qualcosa che va oltre te stesso, in cui non sei al centro. Questo non significa familismo o clientelismo, forme striscianti di corruzione che io detesto. Ma mi piace una certa mentalità del Sud, a cominciare dalla lealtà. Per questo ho scelto di restare qui.
  • Non conoscevo Zalone, anzi Luca Medici. È un comico irriverente: non finge, è così sempre, anche sul set.
  • La musica che amo mi ricorda un piatto pugliese, riso patate e cozze. Credo nella commistione di generi che non dovrebbero sposarsi, e invece stanno bene insieme: ska, rock, pop, jazz, rap.
  • Non so se Dio esiste, non so cosa ci sia dopo la morte. Ma trovo l'ateismo consolatorio. Più della fede. L'idea che esista un'altra dimensione, di essere osservato da qualcosa che non riesco a vedere, mi fa paura. Ho bisogno di tenere a bada i miei demoni.
  • [...] la musica non è una gara. Per questo sono contro i talent.
Fulvio Paloscia, La battaglia di Caparezza: Io, il clown eretico che smaschera i politici, la Repubblica, 15 agosto 2012
  • È una grande soddisfazione in un periodo di consumismo sfrenato come questo, con la vendita digitale della musica che sta portando verso una direzione molto anni Sessanta: singoli, singoli, singoli. Io resto ancorato all'idea della centralità dell'album. Prediligo l'idea del concept, di una storia da raccontare con le canzoni.
Caparezza durante l'esecuzione del brano La grande opera
  • I miei fan spesso arrivano ai miei concerti muniti di striscioni con slogan politici, come ad una manifestazione di protesta, e questo mi fa riflettere.
  • Il disimpegno? Colpa di quegli artisti che hanno affrontato temi sociali con poche idee e troppa retorica. Lo snobismo allontana le persone. Io invece tratto temi scottanti giocando.
  • I pilastri storici della musica d'autore italiana tacciono non per timore, ma per una scelta estetica: il vero impegno è l'arte, la politica è un valore aggiunto. Anzi, certe volte il disimpegno è più politico di quanto che si pensi.
  • In questo tour si parla di crisi, e dei grandi magheggi che ci sono dietro. Mi sono divertito a campionare dalla tivù considerazioni di esperti nell'arco degli ultimi cinque anni. Sono sempre le stesse. La più ricorrente: questo anno sarà il peggiore. Un mantra. Già. Intanto i tentativi per uscirne – e parlo anche del governo Monti – sono stentati.
  • L'establishment racconta questa crisi come un'epidemia che attraversa l'Europa. Una specie di sventura biblica a cui è impossibile sottrarci. Con questa attribuzione delle cause a una sorta di sciagura sovrannaturale i veri responsabili- del vecchioe del nuovo governo – si autoesentano da ogni colpa. E l'utilizzo di parole come spread o spending review, in un Paese dove la conoscenza dell'inglese è bassissima, non fa altro che allungare le distanze tra il popolo e la reale situazione economica.

Citazioni tratte da canzoni[modifica]

?![modifica]

Etichetta: Extra labels, 2000, prodotto da Caparezza per "Nella Monnezza Produzioni".

  • Facile starsene cieco come un vicolo, | muto fottuto pupazzo per il mio ventriloquo. (da Mea culpa, n.° 2)
  • Vorrei sapere la mia lingua meno di Biscardi, | criticare sgorbi disegnati da Sgarbi, | mettere peli sotto le ascelle di Barbie, | sapere che Wilma se la fa con Barnie, | che di nascosto Red Ronnie s'abbuffa di carni. (da Tutto ciò che c'è, n.° 3)
  • Tutto ciò che c'è c'è già. | Allora nei miei pezzi che si fa? | Renderò possibile l'impossibile | fino a rendere possibile la realtà. (da Tutto ciò che c'è, n.° 3)
  • Vorrei alzare calici come un prete perfetto, | Marilyn Manson mi farà da chierichetto. (da Tutto ciò che c'è, n.° 3)
  • Chatta pure perché parlare è più difficile! (da La gente originale, n.° 5)
  • Non fumo, non mi canno, non mi drogo, non bevo, | a volte penso di essere il vero alternativo! (da La gente originale, n.° 5)
  • Mi piace la gente normale, che svolge una vita normale, | che ha figli da sfamare, bollette da pagare e non ha manco il tempo per cagare. (da La gente originale, n.° 5)
  • Se il conflitto fosse la soluzione ai miei problemi | io sarei sempre in conflitto. (da Il conflitto, n.° 6)
  • Se la mia donna caga missili io la ripudio. (da Il conflitto, n.° 6)
  • Se ti hanno umiliato, insultato, fatto cornuto... | Beh, se ti hanno portato al limite tu resta muto! (da Fuck the violenza, n.° 7)
  • Prendi esempio da tanti uomini grandi, come il mahatma Gandhi, | da tanti non violenti diventati Santi. (da Fuck the violenza, n.° 7)
  • Se l'anima è nata libera allora non la si calibra. (da Fuck the violenza, n.° 7)
  • Se c'è chi provoca tu non alimentargli il fuoco, | tanto serve a poco e faresti il suo gioco. (da Fuck the violenza, n.° 7)
  • Il prossimo è facile odiarlo | se sei forte amalo | che a fare stragi siamo tutti Capaci. (da Fuck the violenza, n.° 7)
  • C'è chi mi vuole folle e chi follemente spera che toppi carriera, | da sera a mattina si ostina, ficca aghi nella mia bambolina! (da La fitta sassaiola dell'ingiuria, n.° 9)
  • L'acqua che butti sul mio fuoco diventa benzina, | ogni insulto è manichino per la mia vetrina. | Sappi che la mia dottrina | se ne fotte di chi sta dopo e chi prima. (da La fitta sassaiola dell'ingiuria, n.° 9)
  • Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria, | l'agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura. (da La fitta sassaiola dell'ingiuria, n.° 9)
  • C'è penuria di muri adibiti alla memoria, | pura vanagloria, fa male come un dente che si caria | il mio debole per le vittime della storia; | le hanno odiate, umiliate, lasciate alla sorte | per fagli la corte dopo la morte. (da La fitta sassaiola dell'ingiuria, n.° 9)
  • [...] schivo ogni giudizio, | ho la riflessione come vizio, | il mio fine è fare di ogni fine un buon inizio. (da La fitta sassaiola dell'ingiuria, n.° 9)
  • Mi sazio di un dizionario vario più dei santi del calendario! (da La fitta sassaiola dell'ingiuria, n.° 9)
  • Mi piace sapermi diverso, | piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, | nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi. (da La fitta sassaiola dell'ingiuria, n.° 9)
  • Chi manomette le tette della scultura | ne ignora l'amore e la cura. (da La fitta sassaiola dell'ingiuria, n.° 9)

Verità supposte[modifica]

Etichetta: ExtraLabels, 2003, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi.

  • Italiani brava gente, italiani dal cuore d'oro, | l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro | di santi, di poeti, di mafiosi e navigatori | ma tutti rivorrebbero tra le dita la Montessori. (da Il secondo secondo me, n.° 1)
  • Inglesi professori che non imparano altra lingua, | inglesi non dovranno mai cambiare moneta, | inglesi guideranno sempre dal lato sbagliato | per questo chi va a Londra so che ritorna un po' cambiato. (da Il secondo secondo me, n.° 1)
  • Dicono che gli arabi scrivono al contrario, | Mohamed ha detto che io scrivo al contrario, | dunque ogni cosa giusta rivela il suo contrario | e se no sei d'accordo mi dispiace per te! (da Il secondo secondo me, n.° 1)
  • Quando c'era lui i treni partivano in orario, | quando c'era lui ci deportavano in orario, | quando c'era lui non c'eravamo noi | che se c'eravamo noi saremo stati impallinati. (da Il secondo secondo me, n.° 1)
Caparezza nel 2008
  • Vuoi fare il cantante? Ti servirà una spinta, | Vuoi fare l'assessore? Ti servirà una spinta! | Vuoi fare carriera? Ti servirà una spinta! | Sull'orlo di un burrone avrei bisogno di una spinta!. (da Il secondo secondo me, n.° 1)
  • Non sono sposato, diciamo che convivo. | Non sono disoccupato, diciamo che sto studiando. | Non sono un delinquente, diciamo che mi arrangio. | Diciamo diciamo diciamo diciamo un sacco di cazzate! (da Il secondo secondo me, n.° 1)
  • Non guardare Devilman diventi violento! | Non leggere Spiderman, diventi violento! | Non ascoltare Method Man, diventi violento! | Figurati cos'è restare un giorno in parlamento... (da Il secondo secondo me, n.° 1)
  • I politici no no non sono più quelli di una volta | le donne no no no non sono più quelle di una volta | io no no no no non sono più quello di una volta | solo la retorica è rimasta la stessa! (da Il secondo secondo me, n.° 1)
  • Ne ho piene le palle | piuttosto non esco, | nel gregge rimango | soltanto se faccio il pastore tedesco. (da Nessuna razza, n.° 2)
  • Suppone verità che in quanto supposte | se le metta nel culo. (da Nessuna razza, n.° 2)
  • La situazione è delirante | è come la naia dove | chi più aveva potere | più era ignorante. (da Nessuna razza, n.° 2)
  • Se parlo di cazzate tutti dicono che bello, | se faccio polemica sono carne da macello. | Per carità, molto meglio le banalità, | parlare di emozioni, questo è il motto. (da La legge dell'ortica, n.° 3)
  • Della poesia me ne fotto, io stesso sono nato per un condom che si è rotto. (da La legge dell'ortica, n.° 3)
  • Quando butto giù il testo, che vuoi che ti dica... | Non c'è gusto se non irrita. (da La legge dell'ortica, n.° 3)
  • Ma l'amore che cos'è? | È un concetto che vuol dire tutto e niente. | Dall'amore scontato dell'uomo innamorato | all'amore in senso lato per la gente. (da La legge dell'ortica, n.° 3)
  • Mi piace chi stona, chi storpia ciò che suona, | la cantante con la voce buona vada in monastero, nel coro del clero. (da La legge dell'ortica, n.° 3)
  • Bacco, | guida tu questo insano caduto per mano di femmina, | insisto, | giacché il meteo ha previsto banchi di nebbia sulla mia retina. | Qui si brinda e non si lesina | anche se si da un'immagine pessima di se stessi. (da Stango e Sbronzo, n.° 4)
  • Politici che giocano agli attori, | ragazzi che per lavoro c'hanno i genitori? | Uè! Sono diventati tutti pazzi, li han convinti che saranno tutti imprenditoriii... (da Stango e Sbronzo, n.° 4)
  • Ecco, | arriva l'orco cattivo giulivo e suadente, | un fiero menzognero che sa dire solo ciò che vuol sentire la gente, | io non lo tocco il suo saio sono un sorcio sordo al pifferaio. (da Stango e Sbronzo, n.° 4)
  • Il vino fa brutti scherzi ma lo bevo per conto terzi e subisco. (da Stango e Sbronzo, n.° 4)
  • Ridi pure ma la situazione è tragica per chi è convinto che la maglieria sia magica, nessuna | logica mi salva, sai, sono un fottuto nostalgico, non mi riprenderò mai. (da Limiti, n.° 5)
  • Io vengo dalla luna | che il cielo vi attraversa | e trovo inopportuna | la paura | per una cultura diversa. (da Vengo dalla Luna, n.° 6)
  • Vuole mettermi sotto 'sto signorotto | che si fa vanto del santo | attaccato sul cruscotto, | non ha capito che sono disposto | a stare sotto | solamente quando fotto. (da Vengo dalla Luna, n.° 6)
  • Torna al tuo paese, sei diverso! | Impossibile, vengo dall'universo! La rotta ho perso, | che vuoi che ti dica | tu sei nato qui | perché qui ti ha partorito una fica. (da Vengo dalla Luna, n.° 6)
  • Io non sono nero, | io non sono bianco, | io non sono attivo, | io non sono stanco, | io non provengo da nazione alcuna. | Io sì. Io vengo dalla Luna. (da Vengo dalla Luna, n.° 6)
  • Ce l'hai con me | perché ti fotto il lavoro, | ti fotto la macchina, | o ti fotto la tipa sotto la luna? | Che cosa vuoi che sia poi | non è colpa mia | se la tua donna di cognome fa | Pompilio come Numa! (da Vengo dalla Luna, n.° 6)
  • Tieniti la terra, uomo, io voglio la luna! (da Vengo dalla Luna, n.° 6)
  • Scaldati in casa | davanti al tuo televisore, | la verità | della tua mentalità | è che la fiction sia meglio | della vita reale. (da Vengo dalla Luna, n.° 6)
  • Io sono l'untore | e quando si fa buio | spunto come un fungo, | ungo dove giungo, | rimango guardingo nel mio ramingo girovagare, | chi vuol mandarmi a cagare deve gridare: «Dagli all'untore!» (da Dagli all'untore, n.° 7)
  • Cinica figura nell'oscura notte, | sporco le porte, porto la morte, | chissene fotte, | se mi beccano mi spaccano di botte, | come minimo mi ritrovate cliccato su Rotten! (da Dagli all'untore, n.° 7)
  • Sono fuori dal tunnel | del divertimento, | sono fuori dal tunnel | del divertimento, | quando esco di casa e mi annoio | sono molto contento. | Quando esco di casa e mi annoio | sono molto più contento. (da Fuori dal tunnel, n.° 8)
  • Mi piace il cinema | e parecchio, | per questo mi chiamano vecchio. (da Fuori dal tunnel, n.° 8)
  • Si vive di ricordi, | signori, e di giochi, | di abbracci sinceri, | di baci e di fuochi, | di tutti i momenti, | tristi e divertenti, | e non di momenti | tristemente divertenti. (da Fuori dal tunnel, n.° 8)
  • Bush?! Saddam?! Arafat?! Sharon..?..mah!.. La nuova collezione Benetton..Yuhuuu! | Vi auguro una vita elettrizzante, fulminate dalla corrente di un phon! (da Giuda me, n.° 9)
  • La realtà giù da me è una realtà virtuale eccome, | ho la netta sensazione che tutto si dissolva in una bolla di sapone... (da Giuda me, n.° 9)
  • La chiamano emancipazione quella di farsi le lampade nel Meridione. (da Giuda me, n.° 9)
  • Sto su nel Sud che è su di me e del Sud io sono succube. (da Giuda me, n.° 9)
  • Com'è che un fatto sui gradini è solo un fatto e su di un palco è sempre un figo? (da Nel paese dei balordi, n.° 10)
  • Tu, tirchio più di un negozio di marca, va alla forca, sai di stronzate più di una turca. (da Nel paese dei balordi, n.° 10)
  • [Parodiando un talk-show qualsiasi] «Suo papà l'ha abbandonata che aveva 3 anni per sposarsi con un transessuale; | qualcuno vuole dire la sua?» (da L'età dei figuranti, n.° 11)
  • Ma che bella trasmissione, somiglia con precisione alla poltiglia marrone, delle mie chiappone dopo colazione. | Ma dov'è il pudore di queste persone, pagate per dare un opinione, drogate dalla televisione. (da L'età dei figuranti, n.° 11)
  • Abituati ad una TV accesa che ci pare spenta, | ci pesa la gente che si accontenta da casa | e non si addormenta, ma si gasa, commenta, | e segue attenta 'sto scempio mentre lo share aumenta! (da L'età dei figuranti, n.° 11)
  • Perché nella vita vince chi figura, farà passi da giganti chi figura, | possiamo farlo tutti quanti: benvenuti nell'età dei figuranti. | Perché nella vita vince chi figura, farà passi da giganti chi figura, | lo mette in culo a tutti quanti: benvenuti nell'età dei figuranti. (da L'età dei figuranti, n.° 11)
  • Nei salotti TV figuranti stolti fanno più ascolti di molti programmi colti, tant'è che tanti li han tolti dando potere a spalti di giudicanti. (da L'età dei figuranti, n.° 11)
  • Povero Dio tirato in ballo dagli uomini, macché religione, sono questioni di economy! | Questi omini minimizzano rombi di bolidi, fanno sempre i loro porci comodi. (da Follie preferenziali, n.° 12)
  • Caro paese da belle pretese chiedimi | se ti vedo come friend o come enemy | ti piace fare la pace ma allora spiegami 'sti missili che fischiano nell'aria come un theremin. (da Follie preferenziali, n.° 12)
  • Io preferisco ammazzare il tempo, | preferisco sparare cazzate, preferisco fare esplodere una moda, | preferisco morire d'amore, | preferisco caricare la sveglia, | preferisco puntare alla roulette, | preferisco il fuoco di un obiettivo, | preferisco che tu rimanga vivo. (da Follie preferenziali, n.° 12)
  • Gli uomini versano il tributo di nostalgie per epoche che mai hanno vissuto. | La bandiera, il saluto, o con noi o stai muto, | questo è il terzo millennio, benvenuto! (da Follie preferenziali, n.° 12)
  • Io non faccio spettacolo, io do spettacolo come | mio nonno ubriaco il giorno della mia comunione. | Talmente fuori di melone | che ho parenti per niente contenti di portare il mio stesso cognome. | Lasciatemi la presunzione | di sentirmi letame | a volte duro, a volte liquame. (da Jodellavitanonhocapitouncazzo, n.° 14)
  • Sono felice nella fece, dovrei piangere ed invece... (da Jodellavitanonhocapitouncazzo, n.° 14)
  • Puzzo da schifo, | bevo a sbafo, | scampato al mio destino come clandestino in uno scafo. (da Jodellavitanonhocapitouncazzo, n.° 14)
Caparezza durante l'esecuzione del brano Dalla parte del toro
  • Sicuro che mi stufo, | lo giuro su ogni ciuffo, | dovrei suonare la tromba per quante volte sbuffo | se mi tuffo in una mia idea | mi ritrovo in apnea in una marea di diarrea, lo trovo buffo.. (da Jodellavitanonhocapitouncazzo, n.º 14)
  • Io sono vivo, ma non vivo perché respiro, | mi sento vivo solo se sfilo la stilo e scrivo. (da Jodellavitanonhocapitouncazzo, n.º 14)
  • L'unica certezza è che finisco male, | muore CapaRezza, tutti al funerale, | è paradossale, | ma io non vengo, non ci tengo. | Mamma quanti dischi venderanno se mi spengo! (da Jodellavitanonhocapitouncazzo, n.º 14)

Hamebus Capa[modifica]

Etichetta: Virgins Records, 2006, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi.

  • Non mi fregio di un feretro che mi dia | stima e buona nomea nel duomo e nella moschea, | non mi piace la bara Versace mi piace la bara plebea, | mia l'idea di comperarla all'IKEA. (da Annunciatemi al pubblico, n.° 2)
  • Annunciatemi al pubblico prima di subito con espressione di giubilo. | Annunciatemi al pubblico anche se dubito che tutti quanti mi seguano | giù negli inferi, su con gli animi, giù seguitemi giù, sempre più. (da Annunciatemi al pubblico, n.° 2)
  • Non trovo giusto il trambusto, quando prendo posto non trangugio, ma degusto, | a letto non la metto con il busto e non la frusto, | non fisso l'abisso come Cousteau, ne lo spazio come Houston, | non mi industrio nella fabbrica del lustro e degli eccessi | dove i colpi bassi sono ammessi, stress e annessi concessi, basta, torna catalessi! (da Torna catalessi, n.° 3)
  • Compra tutto ciò che ha detto lo spot, | punta sulla roulette, se non ti basta la slot, | gioca al lotto i tuoi BOT, porta in porto lo yacht, | trova un cazzo di sponsor e un'orrenda mascotte. (da Torna Catalessi, n.° 3)
  • Il Ragno sa bene che si va al podere con schede firmate da prede incollate alle tele, ci sa fare! la vespa gli concede l'alveare: "Abbiate fede, le cose stanno per cambiare!" (da Gli insetti del podere, n.° 4)
  • Vieni a vedere, su, vieni a vedere, i meravigliosi insetti del podere; e se ti chini, ma non riesci a vedere, tutto normale, ti sono entrati nel sedere. (da Gli insetti del podere, n.° 4)
  • Io sono il toro dalla grande mole, | ma mi mancano le parole, | tipo yeti tu mi credi abominevole | perché mi vedi precipitevole, | ma è solamente l'indole | con cui mi dipingono le favole. (da Dalla parte del toro, n.° 5)
  • La vita è riprovevole | poiché fa la gioia del colpevole | ed io che la volevo incantevole, | come pioggia cado dalle nuvole. (da Dalla parte del toro, n.° 5)
  • Non temere l'uomo nero, non temere l'uomo lupo, | non temere l'uomo cupo, temi solo l'uomo astuto. | Lui fa da tutor prende tutto ciò che può. (da Ninna nanna di Mazzarò, n.° 6)
  • Non vivo di pallone, non parlo di figone, non indosso vesti buone quindi sono fuori da ogni discussione! (da La mia parte intollerante, n.° 9)
  • A 16 anni le opzioni sono due, visto che o diventi pugile o diventi come me, che sono debole, | che non ho regole, che ho roba demodé, che detesto il cliché dell'uomo che non deve chiedere mai, | dato che se non chiedi non sai. (da La mia parte intollerante, n.° 9)
  • Meglio depressi che stronzi del tipo «Me ne fotto», perché non dicono «Io mi interesso»? | Che si inculino un cipresso! (da La mia parte intollerante, n.° 9)
  • Imbraccia il fucil, prepara il cannon, | difendi il verdano dai riccioli d'or.| Espelli il negròn, inforca il terròn, | e servi il tuo popolo con fulgido amor. (da Inno Verdano, n.° 10)
  • Ora capisco quanto aveva ragione, ora che sono soldato di stato senza meridione, | ora che è finita la carta del cesso, | ma fa lo stesso, tanto ci ho messo la costituzione. (da Inno Verdano, n.° 10)
  • Il popolo verdano smania per la separazione dall'Italia che dilania. | E se cade il muro in Germania chi se ne frega io lo innalzo in Verdania dato che... (da Inno Verdano, n.° 10)
  • Voglio sbandierare commosso un tricolore senza bianco, né rosso. | Voglio lodare il deputato esaltato, che vuole l'immigrato umiliato e percosso. (da Inno Verdano, n.° 10)
  • Non sono cacchi miei se non quadra, | se la politica è malata e ladra, | io scendo in strada, ma bada, | solo se mi tocchi la squadra! (da Epocalisse, n.° 11)
  • Voglio il calendario di un'attrice nuda e china, | la foto di John Cena. | Voglio un trans in bikini | nei miei festini di rum e cocaina. (da Epocalisse, n.° 11)
  • Vivo in una famiglia massonica, che in confronto i membri della P2 di Gelli sembrano quelli dell'azione cattolica. (da The Auditels Family, n.° 13)
  • Fissare una rete sarà umiliante per Boris Becker non per noi, segreti come lo specchio di Nanni Loy ma famosi come Lee Roy, eroi come Brad Pitt in Troy, noi riempiamo le fosse più del senno di poi. (da The Auditels Family, n.° 13)
  • Svaniranno come in comando dell'ubi maior Sciuscià, Il Fatto, Satyricon e Raiot. | Non si solleverà nessun vespaio! (da The Auditels Family, n.º 13)
  • Avete problemi a palate, ma li affidate agli astrologi, vi interessate ai cazzi altrui come gli andrologi. (da The Auditels Family, n.° 13)
  • Tu non voti alle politiche, ma ti lamenti se le condizioni sono critiche eppure televoti l'Isola dei famosi d'Egitto convinto di avere esercitato un tuo diritto. (da The Auditels Family, n.° 13)
  • In TV c'è più calcio che in una cura per osteoporosi. (da The Auditels Family, n.° 13)
  • Buondì telespettatore, questo è un TG che ti mette di buon umore, là fuori crimini, | ma qui si parla ore di lidi a Rimini e rivoli di sudore. (da Ti Giri, n.° 14)
  • Se ti guardi intorno capirai che degli spari sul lungomare di Bari non c'è traccia nei TG di Mediaset e Rai. | Questo non mi va di raccontarlo, ma ti conto i peli del buco del culo del principe Carlo. (da Ti Giri n.º 14)
  • W il TG delle menzogne, con notizie nascoste come zoccole nelle fogne, | un maresciallo che fa il pappagallo sul giallo di Cogne, ma su Ustica, no, non vuole avere rogne! (da Ti Giri, n.° 14)
  • Parlare di guerra non mi piace, troppo audace, | preferisco parlare di forze di pace che offrono focacce a famiglie afgane dai loro carria armati fatti di marzapane. | Tutto buonismo che va a puttane se le telecamere spengono sulle condizioni disumane dei bimbi morsi dalla fame | nei loro villaggi bombardati per settimane. (da Ti Giri n.º 14)
  • Iniziò lei che c'ha una parlata strana che renderebbe malsana la calma del Dalai Lama, perdiana! (da Felici ma trimoni, n.° 16)
  • Specchio, specchio delle mie brame, sono io la modella che la dà al reame, non tocco cibo da settimane, | voglio una torta con l'aspartame! (da Felici ma trimoni, n.° 16)
  • Sono troppo stitico per fare lo stronzo... | Lo senti! Lo vedi! (da Sono troppo stitico, n.° 18)
  • Nuntio Vobis Gaudium Magnum: Habemus Capa! (da Habemus Capa, n.° 19)

Le dimensioni del mio caos[modifica]

Etichetta: Virgins Records, 2008, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi.

Caparezza a Genova nel 2008
  • Dio si chiama Zappa Frank Vincent. (da La rivoluzione del Sessintutto, n.° 1)
  • I fricchettoni vollero cambiare il mondo, | quelli del mio mondo vogliono guardare i porno | di edicole ridotte ed esporre più poppe | delle flotte nel porto di Livorno. (da La rivoluzione del Sessintutto, n.° 1)
  • Scolari, sono coatti tali | che il Pierino di Vitali | è una figura aristocratica. (da La rivoluzione del Sessintutto, n.° 1)
  • C'è un nuovo cartello al sexy shop: | "Pagherete caro, pagherete tutto!" (da La rivoluzione del Sessintutto, n. 1)
  • La piaga dell'uomo moderno | è passare le notti con gli occhi sullo schermo | per diventare adulto con un click su Confermo. (da La rivoluzione del Sessintutto, n.° 1)
  • L'idea di fare carriera non la sfiora. | Lei non aspira la coca all'hotel Flora. | Nei festini dei democristiani | se hai un malore tu vai in malora. | Non va coi deputati, | non fa la lolita, | non ha il tenore di vita di tenori in vita. | Mi invita a legami da sfida | come Tenco e Dalida, Radamés ed Aida! (da Ulisse (You listen), n.° 2)
  • Scomunicammo in nome di Dio | un libro di Dan Brown sul priorato di Sion | dando l'avvio ad un'era di messa a morte | da Crozza ad Andrea Rivera passando per Harry Potter. (da Non mettere le mani in tasca, n.° 3)
  • Per questo sei stato arrestato, | tu credi nella favola della libera tasca nel libero strato. (da Non mettere le mani in tasca, n.° 3)
  • In nomine Libertatis vincula edificamus, In nomine veritatis mendacia efferimus. (da Non mettere le mani in tasca, n.° 3)
  • Gli anni di piombo, le stragi, i sequestri... ma no! | Non mi interessano argomenti come questi. | Io di quei tempi voglio ricordare solo | "La liceale nella classe dei ripetenti". (da Pimpami la storia, n.° 4)
  • Ilaria dalla vita vuole di più, almeno un'amica della Tim-Tribù, | scarica rane pazze e stupidi emù. Mette le sue tette su Badoo. (da Ilaria condizionata, n.° 5)
  • Con i capelli dritti al live dei Misfits. Con l'antiproiettile al live di Fifty. (da Ilaria condizionata, n.° 5)
  • Grandi opere che iniziano ma che non finiranno mai. (da La grande opera, n.° 6)
  • Più che l'hobby dell'edilizia ho la lobby dell'edilizia, | che infrange la legge come un bobby che ti sevizia. | Assumo tutto ma la gente minimizza perché arrotolo cartine che non si chiamano Rizla. (da La grande opera, n.° 6)
  • È vero qui si fa festa ma la gente è depressa e scarica | ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica | tra un palo che cade ed un tubo che scoppia | in quella bolgia s'accoppa chi sgobba | e chi non sgobba si compra la robba | e si sfonda finché non ingombra la tomba. (da Vieni a ballare in Puglia, n.° 7)
  • I delfini vanno a ballare sulle spiagge. | Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti. | Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte. | I treni vanno a ballare nei musei a pagamento. (da Vieni a ballare in Puglia, n.° 7)
  • Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo paese. | Dove quei furbi che fanno le imprese, no, non badano a spese, | pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese. (da Vieni a ballare in Puglia, n.° 7)
  • Vieni a ballare compare nei campi di pomodori | dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. | Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli. | Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli. (da Vieni a ballare in Puglia, n.° 7)
  • O Puglia Puglia mia, tu, Puglia mia, | ti porto sempre nel cuore quando vado via | e subito penso che potrei morire senza te. | E subito penso che potrei morire anche con te. (da Vieni a ballare in Puglia, n.° 7)
  • Se pensi che possa cambiare il mondo ti sbagli alla grande, | è già tanto se mi cambio le mutande. (da Abiura di me, n.° 8)
  • Pensavi che sparassi palle? Bravo! Io sono il drago di Puzzle Bobble. | Come Crash mi piace rompere le scatole ma rischio le mazzate che nemmeno Double Dragon. (da Abiura di me, n.° 8)
  • Io voglio passare ad un livello successivo, | voglio dare vita a ciò che scrivo. | Sono paranoico ed ossessivo fino all'abiura di me. (da Abiura di me, n.° 8)
  • Prendo soldi con il pugno alzato come Super Mario, | ma non li ho mai spesi per farmi le righe come a Tetris. (da Abiura di me, n.° 8)
  • La scena rap è controversa, sfuggo con un salto da Prince Of Persia. | Io non gioco le olimpiadi Konami, se stacco le mani l'agitazione mi resta! (da Abiura di me, n.° 8)
  • Io devo scrivere perché sennò sclero, non mi interessa che tu condivida il mio pensiero. (da Abiura di me, n.° 8)
  • Sulla Terra è guerra tra poveri, non c'è posto se ti ricoveri. (da Cacca nello spazio, n.° 9)
  • C'è un uomo di mezza età con la sua metà che ne ha meno della sua metà. (da Cacca nello spazio, n.° 9)
  • Da lassù la terra pare una boccia del peso di un'oncia | ricoperta d'acqua, ma dalla doccia non cade una goccia. | C'è chi si piglia tutto lo spazio e chi lo piglia in saccoccia, | in piedi come pendolari sui treni Bari-Foggia. (da Cacca nello spazio, n.° 9)
  • Non ascoltare questi maldicenti. | Non si va avanti con la forza ma con la forza degli argomenti. | Non ascoltare questi mentecatti. | Un vero uomo si dovrebbe alzare per lavare i piatti. (da Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti, n.° 11)
  • Nel dopoguerra non c'era chi | urlava nei comizi più di un Cherokee. (da Io diventerò qualcuno, n.° 12)
  • Devo aspettare di perdere il mio diritto di voto per guadagnare il diritto alla nomination? (da Io diventerò qualcuno, n.° 12)
  • Piacere, Luigi delle Bicocche, | sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche. (da Eroe (storia di Luigi delle Bicocche), n.° 13)
  • Io sono un eroe | perché lotto tutte le ore. | Sono un eroe perché combatto per la pensione. | Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari. | Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. | Sono un eroe straordinario tutte le sere. | Sono un eroe e te lo faccio vedere. | Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere. (da Eroe (storia di Luigi delle Bicocche), n.° 13)
  • Io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso | quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera. (da Eroe (storia di Luigi delle Bicocche), n.° 13)
  • Né l'Uomo Ragno, né Rocky, né Rambo, né affini | farebbero ciò che faccio per i miei bambini. (da Eroe (storia di Luigi delle Bicocche), n.° 13)
  • La scimmia è l'evoluzione dell'uomo. (da Bonobo Power, n.° 14)
  • Il bonobo è una pericolosa alternativa sociale: dimostra che in natura esiste l'omosessualità e che l'uomo è aggressivo perché sessualmente represso e soprattutto che l'unico vero modo per vivere in pace è giocare, mangiare ed accoppiarsi alla faccia di religiosi, intellettuali e politici ben pensanti. (da Bonobo Power, n.° 14)

Il sogno eretico[modifica]

Etichetta: Universal Music, 2011, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi e Caparezza.

Caparezza nel 2009
  • Io con la musica non | c'entro niente | come il mio pene davanti | al wc, a luci spente. (da Chi se ne frega della musica n.° 3)
  • Mi contraddico facilmente, | ma lo faccio così spesso | che questo fa di me una persona coerente. (da Chi se ne frega della musica, n.° 3)
  • Al primo posto nella classifica | digitale che tu ci creda o meno c'è | solo chi vince i talent | ed io non so cantare, già, ma soprattutto non so | piangere in pubblico per bucare lo schermo. (da Chi se ne frega della musica n.° 3)
  • Non ho mai capito questi social network | per me servono solo a fare i porci a letto. | Ogni volta che nasce una nuova piattaforma | mi fa l'effetto di un libro che ho già letto | e poi non ho tutti sti amici | ma molti meno, mi danno affetto ma poi | m'affettano come Ghemon. (da Chi se ne frega della musica n.° 3)
  • Oh, non vi interessano le note che registro | vi | interessano le mie note sul registro! (da Chi se ne frega della musica n.° 3)
  • Accetti ogni dettame | senza verificare, ti credi perspicace | ma sei soltanto un altro dei babbei. (da Il dito medio di Galileo n.° 4)
  • La verità brucia come candeggina. (da Il dito medio di Galileo n.° 4)
  • Prendi lo sapere nello sfintere | è meglio dell'esame della prostata. (da Il dito medio di Galileo n.° 4)
  • Galileo, chi si oppose al tuo genio | fu più vil del coyote nel canyon, | se la chiesa ti ha messo all'indice, | be' che male c'è tu la metti al medio. (da Il dito medio di Galileo n.° 4)
  • Tu vivrai Galileo come quel Galileo messo in croce prima di te... (da Il dito medio di Galileo n.° 4)
  • Le accuse contro Galileo erano molteplici: | leggeva, teneva in casa e leggeva libri proibiti... | Galileo negli ultimi 18 mesi non è mai andato a messa... | Galileo convive con una donna... | Ma soprattutto Galileo fa gli oroscopi a pagamento, | e non si è mai confessato... (da Il dito medio di Galileo n.° 4)
  • Dalla Francia la Francia difendo, se l'attacchi la lancia ti fendo, estraggo la spada dal cuoio, polvere ingoio ma non mi arrendo, gli inglesi da mesi vorrebbero la mia capoccia in un nodo scorsoio.[2] (da Sono il tuo sogno eretico n.° 5)
  • Invece io sono il domenicano ma non chiedermi come mi chiamo, | qua è sicuro che non me la cavo, mi mettono a fuoco non come la Canon.[2] (da Sono il tuo sogno eretico n.° 5)
  • Detesto i potenti della città, detesto Sua Santità, un uomo carico d'avidità che vende cariche come babà.[2] (da Sono il tuo sogno eretico n.° 5)
  • La tratta dei bimbi come geishe cresce tutto il clero ma nessuno ne parla e il millequattro non è annozero ed ora mi impiccano, mi appiccano come un bengala a capodanno, di me rimarrà un pugno di cenere da gettare in Arno![2] (da Sono il tuo sogno eretico n.° 5)
  • Infine mi chiamo come il fiume che battezzò colui nel cui nome fui imposto in posti bui.[2] (da Sono il tuo sogno eretico n.° 5)
  • Nella cella reietto perché tra fede e intelletto ho scelto il suddetto, Dio mi ha dato un cervello, se non lo usassi gli mancherei di rispetto.[2] (da Sono il tuo sogno eretico n.° 5)
  • Mi bruci per ciò che predico, è una fine che non mi merito, mandi in cenere la verità perché sono il tuo sogno eretico.[2] (da Sono il tuo sogno eretico n.° 5)
  • Via quel sorriso da Krusty il clown | dammi solo la risposta più drastica | sulla differenza tra bottiglie di plastica in acqua | ed acqua nelle bottiglie di plastica. (da Cose che non capisco n.° 6)
  • E i funerali di stato a che servono? | I militari in missione chi servono? | E i caduti sul lavoro? Per loro nemmeno | un cero con il santo patrono, ma sii serio.. (da Cose che non capisco n.° 6)
  • Ci sono cose che non capisco | e a cui nessuno dà la minima importanza | e quando faccio una domanda mi rispondono con frasi | di circostanza tipo: | "Tu ti fai troppi problemi, Michele"... (da Cose che non capisco n.° 6)
  • Per pagare le spese bastava un diploma, non fare la star o l'icona, | né buttarsi in politica con i curricula presi da Staller Ilona. (da Goodbye Malinconia n.° 7)
  • La fine di Gaia non arriverà, | la gente si sbaglia | in fondo che ne sa. | È un fuoco di paglia | alla faccia dei Maya e di Cinecittà. (da La fine di Gaia n.° 9)
  • Non per la politica dovete odiarmi, | non per la voce nasale, ma per questo pezzo! | Adesso avete un motivo! (da Kevin Spacey n.° 11)
  • Hai presente Kevin Spacey? | Bene, è lui Kaiser Souse nei Soliti Sospetti! | Serial killer di Seven? Kevin Spacey! | Cattivo di Superman? Kevin Spacey! | Perfetto Criminale? Kevin Spacey! (da Kevin Spacey n.° 11)
  • Io e Marley? Alla fine il cane muore. | Nel film Hachiko il cane muore. | Bruce Willis in The Jackal muore, | come il cinema col cinepanettone. (da Kevin Spacey n.° 11)
  • Ti disturba? Beh.. A me disturba che la trama | di Disturbia sia la stessa di Hitchcock. (da Kevin Spacey n.° 11)
  • Il curioso caso di Benjamin Button | lo vedi al contrario ed è un film come un altro. (da Kevin Spacey n.° 11)
  • Divenuto adolescente la prima intuizione, | ogni capo deve avere un capo di imputazione. (da Legalize the Premier n.° 12)
  • Legalize, legalize the premier. | Sensimilla e ganja no, ma il mio seme spargerò. | Io mi legalize. (da Legalize the Premier n.° 12)
  • Ho dato vita a terremoti e tempeste. Ehi! Ehi! | Ai ruggiti che scuotono le foreste. Ehi! | Alla lava più calda di certe teste | e mi ripagate con sti piagnistei? (da Messa in moto n.° 13)
  • Guarda, ho creato il mondo in una settimana! | Credi davvero di avere la mia immagine, no non è facile, non sei il mio manager, | basta parlare a mio nome, ma che diamine, | solleva i tuoi pesi, ma va da un personal trainer! (da Messa in moto n.° 13)
  • Non | siete Stato voi che mandate i vostri | figli al fronte come una carogna | da una iena che la spolpa. (da Non siete Stato voi n.° 14)
  • Non | siete Stato voi che rimboccate le bandiere sulle | bare per addormentare ogni senso di colpa. (da Non siete Stato voi n.° 14)
  • Non siete Stato voi col | busto del duce sugli scrittoi | e la costituzione sotto i piedi. (da Non siete Stato voi n.° 14)
  • Non siete | Stato voi, uomini boia con la | divisa che ammazzate di percosse i | detenuti. (da Non siete Stato voi n.° 14)
  • Non siete Stato voi che fate leggi su misura | come un paio di mutande a seconda dei | genitali. (da Non siete Stato voi n.° 14)
  • Non siete | Stato voi, servi, che avete noleggiato | costumi da sovrani con soldi immeritati, | siete | voi confratelli di una loggia che poggia | sul valore dei privilegiati | come voi | che i mafiosi li chiamate eroi e che ! il corrotto lo chiamate pio | e ciascuno | di voi, implicato in ogni sorta | di reato, fissa il magistrato e poi giura | su Dio: | "Non sono stato io". (da Non siete stato voi n.° 14)
Caparezza nel 2009
  • Leggere Shakespeare, questo è il vero problema! (da Ti sorrido mentre affogo n.°16)
  • Se la sala è piena il film fa schifo. (da Ti sorrido mentre affogo n.° 16)
  • Ostentare la modestia è una cosa da superbi. (da Ti sorrido mentre affogo n.° 16)
  • Il pregiudizio ti sballa più degli acidi che assumi. (da Ti sorrido mentre affogo n.° 16)
  • Non mi interessa essere capito, mi interessa essere! | Capito? Essere! Capito? (da Ti sorrido mentre affogo n.° 16)
  • Alle votazioni gli indecisi sono decisivi. (da Ti sorrido mentre affogo n.° 16)
  • Vedi Satana dappertutto, sei sei sei pazzo. (da Ti sorrido mentre affogo n.° 16)
  • Il mio ultimo piano sarà salire sul terrazzo. (da Ti sorrido mentre affogo n.° 16)
  • Non ho voglia di andare d'accordo, ho voglia di andare! | D'accordo? Di andare! D'accordo? (da Ti sorrido mentre affogo n.° 16)
  • Fare dischi di denuncia o fare dischi da denuncia? (da Ti sorrido mentre affogo n.° 16)
  • La parola spesso è più importante di chi la pronuncia. (da Ti sorrido mentre affogo n.° 16)
  • Io sarei un ragazzo a modo se solo ci fosse un modo... (da Ti sorrido mentre affogo n.° 16)
  • Come Giuda rinnego e ti mollo, | senza Giuda cosa porteresti al collo. (da Lottavo, capitolo, Bonus track)
  • La sinistra mi dà assillo politico, | la destra mi torna buono quando me lo scrollo. (da Lottavo, capitolo, Bonus track)
  • Parlo a vanvera, | di me non ha un buon ricordo nemmeno Pico Della Mirandola. (da Lottavo, capitolo, Bonus track)

Saghe mentali[modifica]

I Tomo – Caro diario stracciapalle[modifica]

  • Caro Diario, è la prima volta che scrivo a uno stupido cumulo di fogli rilegato a una copertina sigillata con un lucchetto facilmente forzabile. Ecco, vedi? Ti conosco da pochi secondi e già ti ho dato dello stupido. Non dovrei giudicarti perché so cosa vuol dire, per anni ho avuto l'indice puntato contro. Avevo un poster dello Zio Sam in camera. (Capitolo 1, p. 8)
  • «Nel reparto a cui dovrebbe essere assegnato tutti i posti letto sono occupati. Dovrà dormire in psichiatria...» «Psichiatria?» sbiancai, «è pericoloso?» «Tutta gente che farebbe qualsiasi cosa, anche la peggiore, pur di evitare il militare!» «Ah... meraviglioso, mi metta pure lì. Mi troverò a mio agio!» (Capitolo 5, p. 36)
  • Caro Diario, sto in fissa con Gandhi. Ho letto una sua biografia, o meglio un tomo di 524 pagine, e sono rimasto estremamente colpito da questo sant'uomo. A dir la verità sono rimasto molto colpito anche da me stesso: ho letto un libro di 524 pagine. (Capitolo 6, p. 38)
  • In pratica quando mi piaceva una ragazza la sommergevo di cassette piene zeppe di canzoni sperando che questa dote potesse dipingermi sul volto quel fascino di cui ero totalmente privo. Quelle canzoni erano la colonna sonora di un disastro. Cercavo di essere simpatico, persino dolce e romantico, mostravo interesse per le arti e scrivevo poesie, per dirla con le parole di Paolo Conte ero «lo spettacolo d'arte varia di un uomo innamorato di te». Non di te, diario. Tutto questo per una donna adolescente conta quanto una stufa a legna nel Sahara. Ben presto dovetti confrontarmi con un'amara realtà: il primo fidanzato di una ragazza è per forza un tossico. (Capitolo 10, p. 54)
  • L'unica donna con cui avevo avuto un contatto fisico fino ad allora era la Barbie di mia sorella. Per questo ero convinto che le donne non avessero organi sessuali. (Capitolo 10, p. 58)
  • Caro Diario, di che religione sono? Lo chiedo a te perché non riesco a dare risposta a questa domanda, soprattutto quando è posta nella stessa maniera in cui si chiede a qualcuno per che squadra tifa. (Capitolo 11, p. 62)
  • Premettendo che secondo me una religione non dovrebbe escludere l'altra, comincio col rivelarti che mai potrei essere ateo. Le ragioni di questa convinzione non hanno motivazioni particolari, semplicemente io credo in tutto ciò che non vedo e non credo in tutto ciò che è tangibile, un paradosso che è da sempre la mia religione personale. Nessuno riesce a vivere i miei sogni, nessuno riesce a ascoltare i miei pensieri, nessuno riesce a immaginare la mia fantasia, quindi l'intangibile esiste e può benissimo sopravvivermi alla morte. (Capitolo 11, p. 62)

II Tomo – Fiabe senza fronzoli[modifica]

  • C'era una volta, tanto e tanto tempo fa, un ragazzo che non sapeva fare niente, che non aveva nessuna passione e nessuna voglia di lavorare. Tutto ciò che desiderava era diventare famoso, senza alcun merito, senza alcun talento. Caratteristica talmente comune e diffusa che non poteva neanche essere presa come merito o demerito. (da L'uomo ammazzato dal Photoshop, p. 161)

III Tomo – L'opera tronfia[modifica]

  • [Sul I Canto, Annunciatemi al pubblico[3]] Questo canto rivela il senso di tutto l'album Habemus Capa. Caparezza è morto e attraverso il suo cadavere osserva l'ambiente circostante e lo riversa in versi. Egli nei canti a seguire non parlerà mai in prima persona, ma farà parlare qualcun altro al posto suo, possedendone il corpo. (p. 193)

IV Tomo – Il fonoromanzo[modifica]

  • Sessantotto sì, Sessantotto no. Sessantotto giusto, Sessantotto sbagliato. Sessantotto borghese, Sessantotto proletario. Sessantotto pacifico, Sessantotto violento. (p. 276)
  • Non capisco perché la gente deve pendere dalle mie labbra come un filo di bava. Io se ho un pensiero lo esprimo, argomentandolo con educazione, ma non ho una missione, non voglio catechizzare nessuno con le mie idee. (p. 295)

Citazioni su Caparezza[modifica]

  • Ho visto Caparezza ribaltarsi in bici | dopo che gli ho rotto i freni con lo scardina radici. (Fabri Fibra)
  • [«È lecito infangare il proprio paese per vendere dischi?»] In un paese normale non ne venderebbe. (Gianfranco Rotondi)
  • Non ce l'ho con lui, ma trovo assurdo che venga visto in modo più intellettuale di me perché è capellone e vestito male e condanna i politici per cose che sanno anche i sassi. (Marracash)
  • Per questo il più convincente [al Concerto del Primo Maggio 2012] è stato Caparezza, un pazzo di talento che declina la protesta in salsa obliquamente allegra. (Andrea Scanzi)
  • Sono offeso dai giudizi offerti da Caparezza nel suo ultimo singolo [Goodbye Malinconia], giudizi che l'Italia e Milano non meritano. [...] Mi rattrista che un italiano si associ ad un'operazione contro il proprio paese, colpire Milano come simbolo di un'Italia degradata significa denigrare uno dei simboli di un paese che lavora nonostante il momento difficile che sta attraversando. (Gianfranco Rotondi)
  • Tutta la critica che a noi non ci dà retta | se fai l'impegnato a meno che tu non sia Caparezza. (Marracash)

Note[modifica]

  1. Da Facebook.com, 20 marzo 2014; citato in Caparezza racconta il suo "Museica", 105.net.
  2. a b c d e f g La canzone Sono il tuo sogno eretico si divide in tre parti, Caparezza racconta la storia di tre personaggi a cui è stata tolta la vita in quanto considerati eretici: Giovanna d'Arco, Girolamo Savonarola e Giordano Bruno, senza tuttavia citare esplicitamente i loro nomi. Ogni storia è raccontata dal punto di vista del protagonista e riassume la vicenda che lo ha portato ad essere condannato a morte.
  3. Il terzo tomo rievoca l'Inferno dantesco. Esso è diviso in 15 canti, ognuno dei quali rappresenta una canzone di Habemus Capa, il terzo album di Caparezza. Ciascun "canto" è corredato da una serie di note.

Fonti[modifica]

  1. a b Citato in Matteo Speroni, Caparezza, rapper scapigliato, Corriere della Sera, 21 aprile 2004.
  2. a b c Dall'intervista di Alessandro Alicandri, Caparezza: "Non mi riconoscono i rapper? Chi se ne frega!", Cultura. Panorama.it, 25 giugno 2012.
  3. a b c Citato in Luca Benedetti, Caparezza, eretico di successo, Milano. Corriere.it, 14 aprile 2011.
  4. Citato in Giusy La Piana, Pop, rap e storie d'eroi, Caparezza racconta il caos, la Repubblica, 5 febbraio 2009.
  5. a b c Dall'intervista di Andrea Conte, Caparezza: "Voglio un Papa donna", Tgcom24.Mediaset.it, 8 aprile 2008.
  6. Citato in Luigi Bolognini, La svolta di Caparezza dal tormentone al rock, la Repubblica, 7 marzo 2009.
  7. a b c Citato in Andrea Laffranchi, La rabbia di Caparezza, Corriere della Sera, 17 marzo 2008.
  8. Citato in Raffaella Oliva, «Sono affascinato dal dubbio», Corriere della Sera, 13 luglio 2012.

Bibliografia[modifica]

  • Caparezza e Michele Monina, Saghe mentali. Viaggio allucinante in una testa di capa, Rizzoli, 2008, ISBN 88-17-01854-6.

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]

Album[modifica]

Libri[modifica]